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giovedì 1 ottobre 2009

1 ottobre 1956

Allora l'anno scolastico iniziava, per tutti, il 1° ottobre, ma per me, vivace alunna di seconda elementare, oltre ad essere il primo giorno di scuola era un giorno speciale.
Quel mattino non stavo più nella pelle per l'agitazione e non riuscivo a stare ferma in quell'enorme banco di legno che mi sembrava una prigione e cercavo una scusa per uscirne, ma le regole erano severissime e i castighi per chi le trasgrediva durissimi. L'unica possibilità concessa dalla maestra per uscire da quel banco senza il suo permesso, durante la lezione, era di andare al cestino vicino alla cattedra per temperare la matita.
Presi allora dall'astuccio il robusto temperino di metallo e la matita nuova, già temperata la sera precedente, quando avevo dovuto preparare la cartella da sola, e mi avviai al cestino.
Temperavo forsennatamente la matita finché la punta si rompeva, lanciando ogni tanto un'occhiata alla mia maestra, intenta a guardare i nostri quaderni. Temperavo, temperavo e la matita si accorciava sempre più. Ad un certo punto:
- Luigina hai finito di temperare quella matita? Hai intenzione di consumarla tutta?
Le parole della maestra mi fecero trasalire, le mie mani cominciarono a sudare e la matita cadde nel cestino. Lei mi guardò mentre affannata la cercavo fra le carte e i trucioli di legno e accorgendosi della mia agitazione:
- Che ti succede Luigina?
- Succede... succede ... che mi è nato un fratellino..Alberto. Risposi d'un fiato, col mozzicone di matita recuperato nel cestino fra le mani, sgranando gli occhi per scorgere la reazione della maestra. Ma non feci in tempo a vederla: mi ritrovai stretta in un abbraccio contro il suo petto, circondata da 40 bimbe col grembiulino nero che si erano catapultate fuori dai banchi, senza il suo permesso, per farmi festa, vedendo che lei aveva deposto la sua aria severa per lasciare il posto ad un largo sorriso di partecipazione alla mia gioia.
Da allora fratellino sono passati 53 anni, le nostre vite si sono unite, separate e riunite fisicamente e... ideologicamente molte volte.
Del giorno della tua nascita non esistono fotografie, solo questa immagine rimasta stampata nella mia mente, che ho tentato di descriverti, come se fosse quel 1° ottobre e che ti dedico per augurarti uno speciale BUON COMPLEANNO e per dirti che ti voglio sempre bene come allora.