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martedì 27 novembre 2018

LIBRI CHE MATURANO CON NOI



Ci sono libri che riletti ad anni di distanza ci fanno vedere la realtà  sotto un'angolazione del tutto diversa e ci aiutano a maturare come persone

È il caso del libro di Leo Buscaglia "Vivere amare e capirsi" 


In questo nuovo momento cruciale e difficile della mia vita di mamma mi è di conforto rileggerlo, dopo che mi ha aiutato a superare altri momenti importanti e problematici della mia vita di donna, moglie e insegnante.
In particolare mi ha colpito la riflessione a pag. 50 che dedico a tutti i genitori e ...ai loro  figli con cui hanno un rapporto conflittuale.

<< Qualche volta, qualcuno si ribella e dice: «No! Non voglio diventare quello che vuoi tu. Io sono così e così resterò. Io voglio diventare ciò che sono». A volte mi domando: per quanto ci ribelliamo, siamo veramente ciò che siamo, o siamo soltanto ciò che ci dicono che siamo? Come insegnanti e psicologi, sappiamo che a essere umani s'impara...ma chi sono i nostri maestri? I nostri primi maestri sono i nostri genitori, i nostri familiari. Se non siamo più bambini, non possiamo dare la colpa ai genitori e ai familiari, perché essi sono soltanto esseri umani come tutti gli altri. Hanno i loro problemi, le loro fragilità, la loro forza e le loro debolezze. Ci hanno insegnato solo ciò che sanno. Voi sarete finalmente adulti soltanto quando potrete rivolgervi all'uomo che è vostro padre o alla donna che è vostra madre e dire: " Sai, nonostante tutti i tuoi difetti, ti voglio bene">>

Leo (Felice Leonardo)  Buscaglia è stato un professore ed uno scrittore italo-americano. Nato a Los Angeles da genitori italiani emigrati in America, è stato il primo ad istituire un corso universitario sull'amore. Tenne lezioni negli ambienti accademici, in particolare alla University of Southern California, e raccolse molti dei suoi concetti  in numerosi libri. La sua carriera gli valse il titolo di "professore dell'amore" 




giovedì 25 aprile 2013

25 APRILE 1945- 2013 : per non dimenticare





Questa è la copertina del volume rilegato e cartonato di ben 138 pagine del 25 aprile 1966. Pubblicato dall'Amministrazione Comunale di Brescia, guidata dal sindaco Bruno Boni come dono "a tutti gli scolari delle classi quinte elementari". Da oggi mio marito Gabriele lo renderà disponibile in formato PDF da scaricare qui
http://www.brescialeonessa.it/brescia-ribelle-1943-1945.pdf
 

L'idea gli è nata dalla riflessione che ha pubblicato in uno dei suoi blog che potrete leggere cliccando su questo link : http://www.parolevento.it/2013/04/memorie-cancellate-e-ritorno-dellera.html  

BUON 25 APRILE A TUTTI CON L'AUGURIO CHE SIA L'INIZIO DI UNA NUOVA RINASCITA DEL NOSTRO PAESE! PER NOI IL 25 APRILE NON è MORTO!   



Questo è il fratello maggiore della mia mamma, dal quale ho preso il nome, ucciso a soli 20 anni, nel 1944, per essersi rifiutato di arruolarsi nelle brigate fasciste dopo l'armistizio,  ed essere fuggito, prima di essere caricato sul treno che da Verona lo avrebbe portato in uno dei campi di sterminio nazisti, per unirsi a un gruppo di partigiani, mentre attraversava a nuoto un canale nei pressi di Ferrara. Solo dopo molto tempo il mio nonno  materno riuscì a sapere da uno dei suoi compagni di fuga, dove erano sepolti i suoi resti. Oltre al nome, da lui ho ereditato l'amore per il canto, la bella musica, la libertà, il mio Paese, la mia famiglia e il rifiuto di ogni sopruso  ed ingiustizia.

martedì 26 marzo 2013

L'IMPORTANZA PERSONALE


La mia cara amica Janas mi ha fatto omaggio di questa meravigliosa citazione tratta dal libro "I quattro accordi di Don Miguel Ruiz" che voglio proporre anche agli amici/che bloggers più sensibili alle cose belle e alle buone letture e meno superficiali del multiforme popolo di FB
 

" ..Qualunque cosa accada intorno a noi non prendiamola personalmente. Ciò che fa soffrire l’essere umano si chiama importanza personale – cioè la tendenza a prendere tutto sul piano personale, come se tutto il mondo ruotasse attorno a noi. Nulla di ciò che fanno gli altri è a causa nostra, ognuno vive nel proprio sogno, nella propria mente e in un mondo completamente diverso da quello in cui viviamo noi. Quando prendiamo qualcosa in modo personale, crediamo che gli altri sappiano cosa c’è nel nostro mondo e cerchiamo di imporre il nostro punto di vista sul loro. Anche quando una situazione sembra estremamente personale, anche quando gli altri ci insultano direttamente, non ha nulla a che fare con noi. Quello che dicono e fanno, le opinioni che manifestano, tutto segue gli accordi che hanno preso con se stessi. Il loro punto di vista deriva dalla programmazione che hanno ricevuto dall’ambiente. Se qualcuno ci dice qualcosa di spiacevole, la verità è che quella persona sta affrontando le proprie emozioni, opinioni e convinzioni. Cerca di inviarci del veleno, e se prendiamo in modo personale ciò che ci dice, il veleno passa dentro di noi. Facciamo attenzione a non mangiare “tutta la loro spazzatura emotiva”, basta non prendere nulla in modo personale per essere immuni al veleno" 

Chi vuol saperne di più qui potrà trovare una sintesi di questo libro.
http://www.shantisara.it/accordi.htm

Da parte mia sarà la mia prossima lettura  


sabato 26 gennaio 2013

Un nuovo libro per continuare a credere nella vita

Con questo post voglio dare  il mio piccolo contributo alla mia instancabile amica blogger JASNA per divulgare una nuova iniziativa cui ha collaborato, prima con la sua esperienza, sfociata nella pubblicazione del suo libro LA FORZA DELLA VITA  e ora con la promozione di questa bellissima favola 

C'ERA UNA VOLTA UN DELFINO PICCOLO PICCOLO,

frutto del felice risultato dell'incontro fra TINCONTRO – Associazione Genitori per la Neonatologia, il Reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale Ospedale Del Ponte e Carthusia Edizioni, casa editrice per ragazzi dall'elevata progettualità, che dimostra quante persone altruiste e generose ci siano ancora  in questo nostro Paese, disposte a dare il loro contributo alla sua rinascita e a donare un sorriso e una speranza a chi lotta per la vita.

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E' la storia della nascita improvvisa, prematura, di un piccolo delfino... della paura di mamma e papà, dello sgomento del gruppo e dell'incontro con chi li può aiutare nella lotta per la vita.

Attraverso la metafora della favola il libro traccia con chiarezza un percorso che pochi conoscono, che può essere così compreso in tutte le sue vorticose emozioni. Il libro vuole essere uno strumento per i genitori per poter raccontare e raccontarsi un'esperienza dolorosa e difficile da metabolizzare, ma anche per far prendere loro consapevolezza dell'enorme valore terapeutico dell'amore di mamma e papà e della loro vicinanza fin dai primissimi attimi di vita di un bambino prematuro.

Alla fine della storia illustrata, 4 pagine di Diario di viaggio dedicate ai genitori vogliono essere uno spunto per fermare il ricordo di un'esperienza che non vuole essere rimossa ma vissuta e condivisa con amore, come un racconto da ascoltare.

C'era una volta un delfino piccolo piccolo è il risultato del percorso fatto da un appassionato gruppo di lavoro del quale hanno fatto parte i genitori dell'Associazione TINCONTRO, le infermiere e i medici del Reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale Ospedale Del Ponte, gli autori e lo staff di Carthusia: è nata così la delicata ed emozionante storia di paura e coraggio scritta da Emanuela Nava, famosa scrittrice per bambini e ragazzi, arricchita dalle coinvolgenti e forti illustrazioni di Giulia Re.

Come tutti i titoli della Collana "Storie al quadrato", anche "C'era una volta un delfino piccolo piccolo" prende l'avvio dalla necessità di realizzare un libro che attraverso il linguaggio metaforico della fiaba aiuti grandi e piccoli ad affrontare, in modo leggero e delicato, temi e percorsi spesso dolorosi e difficili. In questo caso l'esigenza è nata da Giulia, l'illustratrice della storia, che per esperienza personale aveva sentito la mancanza di uno strumento di comunicazione e di relazione rivolto alle mamme e ai papà che vivono la nascita di un figlio prematuro.

Grazie al sostegno di TINCONTRO- Associazione Genitori per la Neonatologia – Varese che ha collaborato attivamente al progetto, è stato possibile realizzare 1.500 copie del volume in edizione speciale e personalizzata, da distribuire gratuitamente ai genitori dell’Associazione e del Reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale Ospedale del Ponte, al suo interno è inserito anche un pieghevole illustrato che racconta il senso, il percorso e lo sviluppo del progetto editoriale e offre ai genitori e agli operatori, nuovi spunti di riflessione.

Dal 24 gennaio 2013 il volume è distribuito nelle librerie dell'intero territorio nazionale con prezzo di copertina di € 15,90. Una parte delle royalties sul venduto andranno a TINCONTRO a sostegno dei loro progetti.

giovedì 22 marzo 2012

Soddisfazioni.....

Cliccare nella foto per ingrandirla e QUI per leggere tutti gli articoli nell'edizione online

L'articolo a tutta pagina che il Giornale di Brescia di martedì 20 marzo 2012  ha dedicato alla pubblicazione del paziente lavoro  di studio e ricerca di Gabriele e dell'amico Paolo Gosio per una delle sue passioni di educatore, volta al desiderio di lasciare tracce non solo sulla carta, ma anche nelle menti e nei cuori delle persone che ama.
Anche Michele Smargiassi, uno dei più accreditati critici di fotografia, ha dedicato a questa pubblicazione una recensione molto gratificante sul suo blog Fotocrazia di Repubblica.it 
Questo lo ripaga in parte di qualche recente delusione. 
Per i Bresciani e gli appassionati, nonché per gli amici e  per chi gli vuol bene, sabato 24 marzo alle ore 18 ci sarà la presentazione ufficiale del libro nella sede di Image Academy come potrete vedere in dettaglio QUI 

lunedì 27 febbraio 2012

Credere nei sogni è il primo passo per realizzarli

Chi mi segue dal mio esordio nel mondo dei blogger forse si ricorderà di Fabio, di cui ho parlato in uno dei miei primi post dal titolo Una persona straordinaria  Allora aveva iniziato a scrivere il suo primo romanzo, ma molti eventi dolorosi, fra cui la perdita del suo babbo, sembravano avergli fatto accantonare il suo sogno. Pur non frequentando più molto il forum dove l'ho conosciuto, non ci siamo mai persi di vista e ogni tanto lo provocavo chiedendogli quando avrei potuto comperare il suo primo libro e dire a tutti che io avevo avuto il privilegio di conoscerlo prima che diventasse uno scrittore di successo. 
E' stato perciò una piacevole sorpresa quando mi ha mandato da "correggere" il romanzo finito e pronto da dare alle stampe, raccomandandomi di essere severissima. 
Era il periodo molto triste in cui stavo assistendo la mia mamma e leggerlo mi è servito per distogliere la mia mente dai pensieri tristi che mi assalivano, perché è riuscito a trasmettermi le emozioni, le sensazioni e i sentimenti che ha vissuto e ha provato lui nel momento stesso in cui li rievocava scrivendo.


"La cicala"  è il titolo di questo suo romanzo d'esordio: una storia, vagamente autobiografica, lunga quindici anni, fra speranza e amore, sofferenze e soddisfazioni, anni di continue lotte contro il destino. Una grave malattia, che poco alla volta ti toglie la possibilità di fare molte cose, diventa l’occasione per godere appieno di tutto quello che l’esistenza può ancora offrire. Se lo assecondi, il destino si piegherà alla tua volontà e le cose torneranno ad essere più semplici. 
La copertina del libro di Fabio

La storia prende spunto dalla malattia genetica con cui Fabio combatte da quasi vent’anni. Diplomato al Liceo Classico Raffaello di Urbino, laureato in giurisprudenza, appassionato di letteratura fin dall’infanzia, nel 1993 scopre di essere afflitto da ALD, la malattia genetica trattata nel film L’olio di Lorenzo. Un percorso che lo porta fino alla sedia a rotelle, senza impedirgli di costruirsi una vita “normale”. 


Se volete sapere qualcosa di più di lui potete cliccare QUI e curiosare nel suo nuovo sito.
Sono veramente commossa per aver avuto l'onore e il privilegio di veder nascere questo suo sogno e di vederlo realizzarsi. 
In questi momenti di crisi di valori per i nostri giovani Fabio dà a tutti una bella lezione di vita e una carica di speranza anche a chi la speranza crede di averla persa. 


P.S. Nella barra laterale del blog cliccando sull'icona della copertina troverete il sito dove potrete acquistare questo libro online, ma che presto troverete anche nelle migliori librerie.
Troverete finalmente anche l'ebook del nuovo libro di storia della fotografia di Gabriele Chiesa e Paolo Gosio, anche questo realizzazione di un sogno iniziato qualche anno fa.


DA OGGI 6 MARZO 2012 è in vendita online su youcanprint. it anche la versione cartacea del nuovo libro di  storia della fotografia di Gabriele Chiesa e Paolo Gosio 

sabato 26 marzo 2011

Pensiero del giorno

IMPARARE
significa scoprire quello che già sai.
FARE
significa dimostrare che lo sai.
INSEGNARE
è ricordare agli altri
che sanno bene quanto te.
Siete tutti allievi, praticanti, maestri.

LA GUIDA DEL MESSIA
(Promemoria per l'anima progredita)
dal libro ILLUSIONI di RICHARD BACH

martedì 22 marzo 2011

Niente per caso

"Non è la prova che abbiamo davanti quella che determina chi siamo e cosa diventeremo, ma il modo in cui superiamo la prova, se buttiamo il cerino sul rottame o se, superandolo, passo dopo passo ci facciamo strada verso la libertà. E dietro a tutto questo non c'è il caso cieco, ma un principio che cerca di farci capire, mille coincidenze e amici che vengono a mostrarci la via quando i problemi sembrano troppo difficili per essere risolti da soli.....problemi da superare. Libertà da dimostrare. E fino a quando crederemo al nostro sogno, NIENTE PER CASO"

Così si conclude uno dei libri di  Richard Bach, letto recentemente, che ha proprio come titolo NIENTE PER CASO.
Il romanzo è un omaggio all'amicizia sincera, alla collaborazione, alla filosofia di vita che rincorre la pace e l'equilibrio dentro di sè.
Il titolo del romanzo fa riferimento ad alcuni momenti di riflessione dell'autore nella sua avventura di ricreare un circo volante, uno spettacolo acrobatico, in voga negli anni del primo dopoguerra, in cui  il solo vedere un aeroplano non era ancora comune, men che meno volarci.
Egli sostiene che non succede niente per caso, tutto quello che accade ha un senso, deve averlo, ed è un insegnamento di cui si deve far tesoro per ricordare che la vita ha il diritto e il dovere di essere vissuta, di inseguire, nel rispetto altrui, i sogni che rendono meno grigio il normale svolgersi delle attività necessarie per mantenerci in vita "biologicamente".

Penso che anche gli incontri che avvengono attraverso i nostri blog non siano affatto casuali, ma possano aiutarci, attraverso la condivisione, il dialogo e lo scambio di esperienze a risolvere i nostri problemi, le nostre difficoltà, a superare i nostri limiti, i momenti di sconforto, a lenire i nostri dolori, senza diventarne schiavi e  anche a realizzare i nostri sogni. 
Così scriverne qui, malgrado gli amici incontrati non siano più tutti gli stessi dell'inizio di questa avventura, proprio quando stavo pensando di chiuderla, nuovi incontri e nuove occasioni di condivisione con i più fedeli, mi hanno stimolato a continuarla, Penso che spetti a noi anche dare un senso a ciò che ci accade e trovare la positività in ogni avvenimento della vita nostra ed altrui,malgrado non sia sempre facile, soprattutto di fronte agli eventi tragici di questi giorni in diverse parti del mondo, che pur nella loro negatività ci hanno spinto a riflettere insieme su alcuni importanti problemi legati alla sopravvivenza di questa nostra Terra.



giovedì 3 febbraio 2011

Una figlia davanti alla morte della madre

Durante la stesura del suo libro "Un uomo" Oriana Fallaci in una relazione tenuta nel 1980 al Columbia College di Chicago, racconta la morte della propria madre, descrivendo con le sue parole intense e dirette il vissuto legato ad un simile lutto. Con la sua scrittura carica di passione, descrive il significato della morte della madre, e il sentimento che questo momento ha suscitato in lei.
Unica distrazione al libro furono le visite alla madre: 

“Parlavamo poco, quasi avessimo paura di dirci quel che pensavamo: «Ora te ne vai anche tu» , «Ora me ne vado anch’io».”

“La morte della madre non è paragonabile alla morte dell’uomo che amavi: è l’anticipo della tua morte. Perché è la morte della creatura che ti ha concepito, portato dentro il ventre, regalato la vita. E la tua carne è la sua carne, il tuo sangue è il suo sangue, il tuo corpo è un’estensione del suo corpo: nell’attimo in cui muore, muore fisicamente una parte di te o il principio di te, né serve che il cordone ombelicale sia stato tagliato per separarvi.”

“Per rinviar quella morte che era un anticipo della mia morte, dunque mi tenevo sveglia. Per tenermi sveglia la tenevo sveglia e parlavo, parlavo. Le raccontavo ciò che non le avevo mai raccontato e non avrei mai raccontato a nessuno, le mie ferite, i miei rimpianti, i miei dubbi, prezioso fardello tuttavia giacché era esso stesso vita, le dicevo che malgrado quelle ferite e quei rimpianti e quei dubbi mi piaceva tanto la vita, ero così contenta d’esser nata, e la ringraziavo in ginocchio d’ avermi partorito.”

Dedico questo post alla cara amica Jasna che proprio stamane ha perso sua madre e sta provando questo grande dolore, acuito dal fatto di non esserle potuta stare accanto negli ultimi istanti, in questo periodo già così difficile per lei.
Ricordati Jasna che la tua mamma vivrà sempre in te e sono sicura che ora ti aiuterà, ovunque sarà, a superare il dolore della sua scomparsa, ma anche delle difficoltà della tua vita.Ti voglio bene


mercoledì 26 gennaio 2011

Libri per guardarci dentro e ....


Ultimamente ho ritrovato il piacere di leggere anche grazie alle amicizie blogger, perciò ho pensato di inaugurare il mio salotto per condividere con loro le mie letture più recenti che mi hanno particolarmente interessato e affascinato, accogliendo anche l'invito di Amalia, in attesa che finisca la sua pausa di riflessione

L'ultimo è " Uno" di Richard Bach, l'autore del più noto " Il gabbiano Jonathan Livingston", sua opera prima.
Il tessuto di questo romanzo è costituito da molti affascinanti interrogativi ed è una straordinaria e inquietante avventura della fantasia che potrebbe anche essere vera.
I protagonisti sono lo scrittore e la moglie Leslie Parrish, ispiratrice anche di altri suoi romanzi.
Sul filo dell'allegoria e di una sofisticatissima ed inesauribile capacità inventiva Richard e Leslie con Growly, il loro biplano, ci conducono in un fantastico circuito, composto da un intreccio di un infinito numero di mondi, dove non esistono né lo spazio né il tempo, alla ricerca di tutto ciò che saremmo potuti essere e non siamo stati.
Essi si chiedono se le nostre scelte possano davvero cambiare i nostri mondi e che cosa succederebbe se la scienza prendesse il posto della realtà.
Molti degli interrogativi sono anche quelli che anch'io mi sono posta tante volte in varie età della mia vita, hanno fatto galoppare la mia fantasia e popolato anche i miei sogni, stimolando la mia introspezione, per capire meglio anche il mio presente, il mio passato e il mio futuro, oltre che i rapporti con le persone della mia vita.
Più volte infatti anch'io ho desiderato ed immaginato di incontrare me stessa come ero vent'anni fa o come avrei potuto essere cento, mille anni fa o di aver l'occasione di poter vedere come avrei potuto essere in un lontano futuro o in un'altra dimensione.
E non sarebbe davvero affascinante scoprire anche noi che ogni essere umano non è altro che un aspetto diverso di noi stessi e che noi, a nostra volta, siamo aspetti diversi di ogni altro uomo?
Non potrebbe essere proprio questa scoperta a farci capire una possibile soluzione per eliminare la necessità delle guerre e con esse anche i mali che affliggono l'umanità?

Richard e Leslie, al termine della loro avventura, ritrovandosi con altri 50 "cervelli", mai conosciuti prima, ad un congresso a parlare ciascuno delle sue scoperte, passioni, idee, amori e a confrontarle con le proprie, giungono a questa bella conclusione della loro straordinaria avventura.
" Le persone che nutrono gli stessi amori non sono estranei anche se non si sono mai incontrati".
Credo che questa frase possa essere riferita anche alle persone che condividono con noi virtualmente esperienze, interessi, letture, ricette,emozioni, passioni, sensazioni, denunce, fotografie con i loro blog e con questo ci fanno vivere contemporaneamente in diversi mondi, età, epoche, vite parallele e con esse ci aiutano a guardarci dentro, per capire meglio noi stessi e... gli altri.


lunedì 26 aprile 2010

Una storia di liberazione


Ieri sera da Fabio Fazio a “ Che tempo che fa “ c'era l'intervista ad Enaiatollah Akbari che ha raccontato la sua storia, già pubblicata da Fabio Geda nel libro: 'Nel mare ci sono i coccodrilli. Storia vera di Enaiatollah Akbari'

E' una storia di liberazione, di una nuova liberazione, quella di molte persone nel mondo che cercano altrove una nuova vita, come Enayatollah, per sfuggire ad un destino che altrimenti sarebbe segnato.
Per noi è una storia di liberazione dai pregiudizi e dai luoghi comuni nei confronti delle persone che chiamiamo extracomunitari o clandestini.

Per chi nasce in Afghanistan, nel posto sbagliato e nel momento sbagliato, può capitare che, anche se è un bambino alto come una capra e uno dei migliori a giocare a Buzul-bazi, qualcuno reclami la sua vita.
Suo padre è morto lavorando per un ricco signore. Il carico del camion che guidava è andato perduto e lui, Enaiatollah, avrebbe dovuto esserne il risarcimento. Ecco perché, quando bussano alla porta, lui corre a nascondersi.
Ma diventato ormai troppo grande per la buca che sua madre ha scavato vicino alle patate, un giorno lei gli dice che dovevano fare un viaggio. Lo accompagna in Pakistan, gli accarezza i capelli, gli fa promettere che diventerà un uomo per bene e lo lascia solo. Da questo tragico atto di amore hanno inizio la prematura vita adulta di Enaiatollah Akbari e l'incredibile viaggio che lo porterà in Italia passando per l'Iran, la Turchia e la Grecia. Un'odissea che lo ha messo a contatto con la miseria e la nobiltà degli uomini, e che, nonostante tutto, non è riuscita a fargli perdere l'ironia, né a cancellargli dal volto il suo formidabile sorriso. Enaiatollah ha infine trovato a Torino un posto dove fermarsi e avere la sua età.

Una storia vera e commovente che fa riflettere.
Per chi se la fosse persa eccovi
il video dell'intervista a questo straordinario ragazzo

lunedì 16 febbraio 2009

Correre con la speranza


Ho finalmente finito di leggere il libro di Tiziano Terzani "Un indovino mi disse" che mi ha dato numerosi spunti di riflessione sulla vita oltre che fatto conoscere la realtà di molti paesi asiatici che conosciamo, distorta, solo attraverso quello che ci dicono i media.
Una frase su tutte mi ha colpito, perché credo racchiuda il senso della vita, del nostro correre per raggiungere degli obbiettivi. Ve la riporto:

"Si corre nella speranza di un qualcosa che, una volta ottenuto, non è mai così bello come è stato quel correre con la speranza" T.Terzani

Vi segnalo questi due post per permettere a questi 2 blogger di continuare a correre sperando
Lettera aperta di Gabriella ai politicanti italiani sul blog di Ishtar
e l'appello di Roberto nel suo blog



giovedì 18 settembre 2008

VEDERE OLTRE

Per ingannare l'attesa della visita prima dell'inizio di ogni ciclo di cura sto leggendo un libro, dono di un amica: “L'eleganza del riccio” che è stato il caso letterario del 2007 in Francia, una raffinata commedia francese di Muriel Barbery. Non è esattamente il genere che preferisco, ma è ricco di spunti di riflessione anche sulla mia vita di ogni giorno e sulle persone che si incontrano nella blogosfera.
Oggi mi ha colpito molto questo brano:

“....per la prima volta ho incontrato qualcuno che cerca le persone e che vede oltre.... Non vediamo mai al di là delle nostre certezze e cosa ancor più grave, abbiamo rinunciato all'incontro. Non facciamo che incontrare noi stessi in questi specchi perenni senza nemmeno riconoscerci. Se ci accorgessimo, se prendessimo coscienza del fatto che nell'altro guardiamo solo noi stessi, che siamo soli nel deserto, potremmo impazzire...............................................................................

Io invece supplico il destino di darmi la possibilità di vedere al di là di me stessa e di incontrare qualcuno.”

Io credo proprio qui di aver incontrato qualcuno che sa vedere oltre, che quando commenta i miei post o quelli altrui o risponde ai commenti nel suo blog si rivolge davvero all'autore, si preoccupa di lui, non aspetta la sua approvazione o il disappunto, dà all'altro la sensazione di esserci, non si aspetta premi e non ne dà, non guarda il contatore per misurare gli accessi. Non faccio nomi, perché i loro nomi sono nel mio cuore e io so di essere nel loro e a un lettore attento non sono di certo sfuggiti e nel mio piccolo cerco di imitarli.

domenica 2 marzo 2008

UN ALBERO O UN LECCA-LECCA?



Sto rileggendo il libro di Leo Buscaglia " Vivere amare capirsi" e vi voglio riportare una delle pagine più interessanti che mi hanno colpito e ispirato particolarmente come.. educatrice e che continua idealmente il discorso iniziato con le mie giovani amiche blogger sul ruolo degli insegnanti oggi nella scuola. Credo anche possa promuovere l’iniziativa di Jasna per combattere i meme e far conoscere i blog veramente interessanti, senza dover rispondere a domande assurde e ..indiscrete, ma premiandone il contenuto che stimola la mente, che ci fa star bene , che ci aiuta a crescere, a riscoprire noi stessi e a metterlo a disposizioni di altri in ogni parte del mondo

“ Non dobbiamo accontentarci di diventare come tutti gli altri. Dobbiamo lottare contro il sistema. Ricordo la mia insegnante di disegno, povera donna, quando arrivava nella mia classe alle elementari stralunata, per essere già stata in altre quattordici classi a insegnare arte. Entrava di corsa, con il cappellino a sghimbescio e diceva:” Buongiorno bambini. Oggi disegneremo un albero “ E tutti i bambini dicevano:” Magnifico, disegneremo un albero”Poi lei prendeva una matita verde e disegnava un grande coso verde. Ci aggiungeva una base marrone e qualche filo d’erba. E diceva.: Ecco l’albero”.
Tutti i bambini lo guardavano e dicevano: “ Non è un albero. E’ un lecca lecca”. Ma lei sosteneva che era un albero, distribuiva fogli e diceva: “Adesso disegnate un albero” In realtà voleva dire : “ Disegnate il mio albero” E quanto prima capivate che cosa intendeva e riuscivate a riprodurre quel lecca-lecca e a consegnarle il foglio, prima ottenevate un 10.
Ma c’era un bambino che sapeva che quello non era un albero, perché ne aveva visto uno che la maestra non immaginava neppure. Era caduto da un albero, aveva intagliato un albero, aveva fiutato l’odore di un albero, s’era seduto sul ramo di un albero. Perciò prese i pastelli rosso magenta e arancione e azzurro e violaceo e verde e scarabocchiò allegramente il foglio e lo consegnò tutto soddisfatto. L’insegnante lo guardò e disse :” Mio Dio, è un ritardato mentale…Classe differenziale”.
Quanto tempo passa prima di capire che quello che ti dicono in realtà è “Per essere promosso devi riprodurre il mio albero”? Ed è così in ogni ordine di scuola e si creano frotte di studenti che hanno imparato a ripetere come un pappagallo, che hanno smesso di pensare, ma sanno recitare i dati parola per parola come glieli avete propinati e che hanno paura di essere creativi ed originali se gli si dice di esserlo, che dimenticano la loro unicità, ma ognuno uguale agli altri e tutti siamo soddisfatti quando abbiamo reso i nostri figli simili a noi: frustrati, malsani, ciechi, sordi ma con un alto quoziente d’intelligenza. L’individuo ricco d’amore non si accontenta d’essere unico,di sviluppare la propria unicità e di lottare per conservarla. Vuol essere più grande, perché si rende conto che può donare questa grandezza….perché - Noi pensiamo molto meno di quanto sappiamo. Amiamo molto meno di quanto amiamo. Amiamo molto meno di quanto si possa amare e così siamo molto meno di ciò che siamo-( R.D Laing - La politica dell’esperienza
)"






VIVERE AMARE CAPIRSI di Leo Buscaglia




Il mondo è pieno di professori, ma ci sono pochissimi insegnanti! E Leo Buscaglia era certamente uno di questi.
Nato da famiglia di origini italiane (Val d’Aosta), visse fino al 1998, anno della sua morte, in America, dove faceva il professore universitario.
Fu il primo a tenere un corso sull'amore. I suoi corsi erano i più richiesti dagli studenti.
A scuola impariamo a scrivere, leggere, far di conto, parlare lingue straniere e ora pure ad usare il computer. ma non ci insegnano la cosa più bella e utile di tutte: la vita. Forse perché è difficile. Leo decise di far questa fatica scrivendo questo libro.
"Vivere, Amare, Capirsi" è quasi un monologo dell'autore, dove egli ci aiuta a raggiungere quelle verità che stanno lì, davanti al nostro naso, solo che noi non le vediamo o non vogliamo vederle.
Attraverso tredici 'lezioni' egli affronta molti argomenti, quali l'amore, i rapporti tra esseri umani, la vita, la morte, l'educazione dei bambini, e il rapporto con se stessi. Ogni pagina del libro ci offre delle verità semplici, semplificate al massimo con degli esempi di vita quotidiana.
Sarebbe impossibile analizzare e commentare ogni singola idea espressa dall'autore.
Un piccolo assaggio del libro."La mia più grande paura è quella di arrivare in punto di morte, e di scoprire di non avere mai vissuto..."
Leo sostiene che la vita va vissuta, che vivere è il relazionarci con altre persone.
"Forse l'amore è il processo con cui ti riconduco dolcemente a te stesso" Con questa frase l'autore cita il filosofo francese Saint-Exupéry. Seguono a ruota una serie di riflessioni particolarmente azzeccate, come: "Definire l'amore sarebbe limitarlo; per questo è impossibile!" L'amore si impara, come qualunque altra cosa nella vita. Non è definibile a parole, è piuttosto un modo di vivere, di essere e di sentirsi vivi. Se si assimila questo concetto nella forma più piena, spiega Leo Buscaglia nel suo libro, si può alla fine ottenere dalla vita il premio più ambito: quello di essere completamente se stessi.
Per molti ragazzi di oggi "l'avere" la ragazza, diventa più un qualcosa che si avvicina terribilmente al possesso, come per i cellulari o i computer, con i quali ci possiamo fare tante cose belle, ma con le quali non ci relazioniamo...! Diventa cioè sempre più un'esigenza dettata dalla nostra società, che vede chi non ce l’ha un fallito. Leo vede l'amore in maniera un po' differente.
Qualcuno potrebbe figurarsi il libro come un trattato filosofico di incredibile pesantezza. Un mattone, insomma. Ma è proprio questa la magia di Leo Buscaglia: parlare di argomenti difficili con sconcertante semplicità. Leggendolo vi sembrerà di fare una chiacchierata con un vecchio amico, che ha tanto, tanto da insegnarvi.
Oggi esiste una fondazione a suo nome che si occupa della diffusione del suo insegnamento e del suo pensiero
* Adattamento personalizzato tratto da alcune delle migliori recensioni del libro trovate sul Web.