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mercoledì 26 febbraio 2014

Nuove riflessioni sull'amicizia

Le situazioni e quindi le persone cambiano, perciò non si sa mai cosa può succedere. ma non è che se un'amicizia finisce è scontato che sia stata 'falsa'.. non sempre le cose vanno come vogliamo noi, o meglio, dipende dalle persone, purtroppo. 
L'amicizia non è un contratto. Se una persona ci è amica oggi non è obbligata a esserlo domani, perché le persone cambiano, maturano, si evolvono e questo può far si che due persone non si trovino più in sintonia. 
L'amicizia deve essere un rapporto spontaneo. Se si comincia a pensare che sia un rapporto "dovuto". allora non è amicizia. Può capitare che due persone si trovino bene a stare insieme tutta la vita, ma non è qualcosa che deve avvenire sempre. Forse ci aspettiamo troppo dai rapporti umani. Per questo motivo penso che l'ex migliore amico/a non esista, ma era soltanto un amico come tanti altri che sono stati i migliori in un certo periodo della nostra vita. Quelli che sono stati i nostri migliori amici lo rimarranno per sempre e basterà che si vedano un giorno per aggiornarsi, come se si fossero visti il giorno prima, indipendentemente dal tempo passato e dalla lontananza e se non si rivedranno più resteranno per sempre tra i ricordi migliori della nostra vita.

domenica 10 febbraio 2013

Il tango bella metafora della vita

Qualche giorno fa ho ricevuto dall'amica blogger Rirì il link di questo bellissimo video che oltre ad avermi affascinato e commosso per il suo significato simbolico, ha risvegliato in me lontani ricordi.


 


Infatti, per qualche minuto, mi sono sentita come la piccola Georgina, fra il mio papà, esperto ballerino di tango argentino e la mia mamma che, per amore, lo aveva imparato e ....dalla loro passione ...sono nata io.
Tutto ciò ha stimolato la mia ricerca e riflessione sulle interessanti analogie che ci sono fra questo ballo, diventato recentemente patrimonio dell'umanità, la vita e l'amore in generale e il rapporto di coppia in particolare.
Nel tango, come in amore, la passione non basta: entrambe, come ogni altra arte, vanno affinate ed  esercitate e in esse uomo e donna hanno passi e ruoli diversi, ma ugualmente importanti.
L’uomo conduce ed esalta la femminilità della donna  che segue i suoi passi al meglio, ma pochi  riconoscono la bravura di chi conduce la danza.
Anche nella vita, l’uomo è al servizio della donna e della famiglia per garantire cura e sicurezza alla nuova creatura di cui la donna è portatrice. Quando quest’intesa riesce si attua la magia: tutto fluisce e funziona in maniera armoniosa e anche chi guarda percepisce la bellezza unica e irripetibile della danza.Un tango dura qualche minuto, ma in quel breve tempo si possono individuare molte delle dinamiche di coppia che mettiamo in atto nella vita.
Per incontrare l’altro in amore come nel tango, bisogna per prima cosa saper stare con se stessi, esprimendosi ciascuno nel proprio femminile o nel proprio maschile, dare attenzione e ascoltare l’altro per andare nella stessa direzione.Qualche volta si possono sbagliare i passi ed essere fuori tempo, ma  l'importante è metterci l'impegno e la voglia per rientrare in sintonia col partner.

Oggi alle giovani coppie risulta più difficile di un tempo e  la tentazione di desistere è sempre dietro l'angolo, spesso per eccessiva o scarsa considerazione di se stessi e incapacità di adeguarsi ai cambiamenti, E allora succede come nella pista da ballo che la disarmonia di una coppia crea problemi anche a quelle che ballano loro accanto.

domenica 11 novembre 2012

Incubo radioattivo nei rubinetti di Brescia?





Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire
Non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere
Non c'è peggior ignorante di chi non vuole o non sa leggere

E intanto c'è chi cerca di informarci che Siamo ad un passo dal disastro 
Tuttavia subito dopo qualcuno ci rassicura che Brescia è una delle città ideali in cui vivere  
E oggi il comunicato di risposta all'articolo del Manifesto con l'accusa di pericoloso allarmismo 
Per quanto continueremo a fare gli struzzi?
Vogliamo che l'incubo si trasformi in realtà?
Oggi per sicurezza ho preparato la polenta e il caffè con l'acqua minerale ;)


il 10 Novembre 2012
L’Asl conferma: a Brescia c’è un rischio concreto di contaminazione radioattiva della falda acquifera




domenica 3 aprile 2011

Io sono di sinistra però....

Questo pezzo eccezionale di Ascanio Celestini, trasmesso in chiusura della trasmissione "Parla con me" a tarda notte giovedì scorso,su RAI 3, rappresenta in modo ironico una bella fetta di elettorato qualunquista che predica bene e razzola male, che ama tenere il piede in troppe scarpe, pronto a saltare sul carro del vincitore, ma non ha mai elaborato un pensiero personale e responsabile. Confesso sinceramente che in alcuni passaggi mi sono riconosciuta un po' :) , ma credo che prenderne coscienza sia già un passo avanti per uscire dal qualunquismo opportunista imperante di certa sinistra, omologata e pilotata dalla televisione,  che si comporta peggio della destra per giustificare la guerra e certe scelte.
Per chi se lo fosse perso.

martedì 22 marzo 2011

Niente per caso

"Non è la prova che abbiamo davanti quella che determina chi siamo e cosa diventeremo, ma il modo in cui superiamo la prova, se buttiamo il cerino sul rottame o se, superandolo, passo dopo passo ci facciamo strada verso la libertà. E dietro a tutto questo non c'è il caso cieco, ma un principio che cerca di farci capire, mille coincidenze e amici che vengono a mostrarci la via quando i problemi sembrano troppo difficili per essere risolti da soli.....problemi da superare. Libertà da dimostrare. E fino a quando crederemo al nostro sogno, NIENTE PER CASO"

Così si conclude uno dei libri di  Richard Bach, letto recentemente, che ha proprio come titolo NIENTE PER CASO.
Il romanzo è un omaggio all'amicizia sincera, alla collaborazione, alla filosofia di vita che rincorre la pace e l'equilibrio dentro di sè.
Il titolo del romanzo fa riferimento ad alcuni momenti di riflessione dell'autore nella sua avventura di ricreare un circo volante, uno spettacolo acrobatico, in voga negli anni del primo dopoguerra, in cui  il solo vedere un aeroplano non era ancora comune, men che meno volarci.
Egli sostiene che non succede niente per caso, tutto quello che accade ha un senso, deve averlo, ed è un insegnamento di cui si deve far tesoro per ricordare che la vita ha il diritto e il dovere di essere vissuta, di inseguire, nel rispetto altrui, i sogni che rendono meno grigio il normale svolgersi delle attività necessarie per mantenerci in vita "biologicamente".

Penso che anche gli incontri che avvengono attraverso i nostri blog non siano affatto casuali, ma possano aiutarci, attraverso la condivisione, il dialogo e lo scambio di esperienze a risolvere i nostri problemi, le nostre difficoltà, a superare i nostri limiti, i momenti di sconforto, a lenire i nostri dolori, senza diventarne schiavi e  anche a realizzare i nostri sogni. 
Così scriverne qui, malgrado gli amici incontrati non siano più tutti gli stessi dell'inizio di questa avventura, proprio quando stavo pensando di chiuderla, nuovi incontri e nuove occasioni di condivisione con i più fedeli, mi hanno stimolato a continuarla, Penso che spetti a noi anche dare un senso a ciò che ci accade e trovare la positività in ogni avvenimento della vita nostra ed altrui,malgrado non sia sempre facile, soprattutto di fronte agli eventi tragici di questi giorni in diverse parti del mondo, che pur nella loro negatività ci hanno spinto a riflettere insieme su alcuni importanti problemi legati alla sopravvivenza di questa nostra Terra.



lunedì 14 marzo 2011

La bandiera di tre colori è sempre stata la più bella....

Il tricolore sul mio balcone ha fatto uscire il sole

I bambini ci guardano, ci ascoltano e non possiamo più dire "tanto non capiscono", perché ora i bambini sono attenti osservatori e comprendono subito le situazioni.
I bambini ci osservano, ci studiano e percepiscono molto velocemente cose che per loro sono ancora premature. 
Così può accadere che un giudizio infelice, dato con leggerezza da un genitore sulla bandiera italiana, possa far trasformare il tricolore, regalato a una bambina, da una bandiera da sventolare con la gioia dell'innocenza del dono appena ricevuto, in un "mocio" per pulire il pavimento della sua cameretta, come fa la mamma.
Malgrado il disappunto provocato dall'aver assistito a questa scena, oggi ho deciso di esporre con orgoglio il mio tricolore al balcone, nonostante la pioggia, cantando questo canto popolare 
Questo mi ha ricordato la recita scolastica in IV elementare, in occasione del Centenario della 2a Guerra d'Indipendenza. In esso interpretavo Rosa, la cameriera della maestra del paese, che, di nascosto,  si procura un telo bianco, uno rosso e uno verde per confezionare il tricolore e festeggiare la vittoria dell'esercito franco-piemontese contro quello austriaco che permise il ricongiungimento della Lombardia al Regno di Sardegna e pose le basi per la costituzione del Regno d'Italia. 

Aprile 1959 Gavirate (Va) Teatro Eden.
(Il mio amore per il tricolore è iniziato con questa recita)


Ricordo anche le lotte coi compagni di scuola per avere il privilegio di poter portare la bandiera italiana nelle sfilate di commemorazione, nelle feste civili, ai funerali di persone importanti del paese.
Oggi questo orgoglio lo sentono forte i nuovi Italiani che vengono da lontano e che non si vergognano di manifestare la loro adesione all'identità nazionale, sventolandone il vessillo.

LINK

Occasioni di fotografia per il 150° dell'Unità d'Italia

martedì 22 febbraio 2011

Pensiero del giorno

Non è quello che uno dice, o come lo dice,ciò che conta, ma quello che fa e come lo fa.
Da " Niente è per caso" di Richard Bach

lunedì 15 novembre 2010

Cose nostre: non facciamo finta di niente.

Vi posto questo video,segnalatomi da un'amica, che mi ha colpito molto. Non credo abbia bisogno di altre mie parole, perché condivido il messaggio convincente trasmesso da questo bambino. Quello che sta succedendo oggi CI RIGUARDA TUTTI.



martedì 13 aprile 2010

LUI NON CI STA...

Questa è la lettera del benefattore che ha pagato le rette dei bambini esclusi dalla mensa scolastica di Adro. Una lezione per tutti, scovata da Gabriele nei meandri della rete che merita di essere conosciuta, divulgata e meditata. Per leggerla cliccate sul link rosso. Grazie

lunedì 5 aprile 2010

Primi passi.

Il mio uovo di Pasqua quest'anno conteneva la sorpresa più bella: i primi passi di Francesca. Sinceramente l'aspettavo con ansia da tempo, memore della precocità del suo babbo, ma devo dire che è stata ancora più bella ed emozionante, anche perché Gabriele l'ha potuta immortalare in alcuni brevi filmati, di cui vi do una piccola anteprima, accompagnata da questi brevi versi scaturiti spontanei, dopo aver vissuto da nonna l'esperienza esaltante dei primi passi di Francesca.

PRIMI PASSI

Le tue braccine protese verso il cielo
in cerca di un nuovo equilibrio.
Il tuo sorriso fiducioso
verso chi ti aspetta dall'altra parte.
Io che trattengo il respiro
nel vederti barcollare sulle gambette malferme.
Braccia aperte per accoglierti in un abbraccio
e suggellare nel mio cuore la tua nuova conquista.
Le tue manine che applaudono per rafforzarla.
Una preghiera che sgorga spontanea
perché il tuo cammino nella vita diventi sempre più sicuro
e non ti spaventino le cadute impreviste,
ma possa trovare sempre il coraggio per rialzarti
anche se dovrai a volte tornare indietro di un passo
per poter fare poi un salto ancora più lungo.





Premere sulla freccina per caricare e vedere il video "Primi passi di Francesca"

domenica 14 marzo 2010

Riflessioni di un educatore

Vi voglio segnalare le amare riflessioni di un insegnante sulla scuola attuale che potrete leggere nel post "Perché la nostra scuola è finita" nel suo blog Educazione tecnica: scuola e cultura. E' un'analisi lucida ed approfondita che cerca di sviscerare le cause del fenomeno con una buona dose di autocritica, che vi consiglio di leggere e meditare perché siamo tutti coinvolti.

venerdì 15 gennaio 2010

Scossa di coscienza


Avrei voluto scriverlo io, ma come spesso avviene il "Buongiorno" di Gramellini scuote la mia coscienza e mi precede, in particolare oggi.

"Sconvolto dagli effetti apocalittici del terremoto di Haiti, sono andato in cerca di informazioni per scoprire com'era la vita nell'isola, fino all'altro ieri. Ho appreso che l'ottanta per cento degli haitiani vive (viveva) con meno di un dollaro al giorno. Che il novanta per cento abita (abitava) in baracche senza acqua potabile né elettricità. Che l'aspettativa di vita è (era) di 50 anni. Che un bambino su tre non raggiunge (raggiungeva) i 5 anni. E che, degli altri due, uno ha (aveva) la certezza pressoché assoluta di essere venduto come schiavo.

Se questa è (era) la vita, mi chiedo se sia poi tanto peggio la morte. Ma soprattutto mi chiedo perché la loro morte mi sconvolga tanto, mentre della loro vita non mi è mai importato un granché. So bene che non possiamo dilaniarci per tutto il dolore del mondo e che persino i santi sono costretti a selezionare i loro slanci di compassione. Eppure non posso fare a meno di riflettere sull'incongruenza di una situazione che - complice la potenza evocativa delle immagini - mi induce a piangere per un bambino sepolto sotto i detriti, senza pensare che si tratta dello stesso bambino affamato che aveva trascorso le ultime settimane a morire a rate su quella stessa strada. Così mi viene il sospetto che a straziarmi il cuore non sia la sofferenza degli haitiani, che esisteva già prima, ma il timore che una catastrofe del genere possa un giorno colpire anche qui. Non la solidarietà rispetto alle condizioni allucinanti del loro vivere, ma la paura che possa toccare anche a me il loro morire".


Massimo Gramellini da "LA STAMPA"

venerdì 23 ottobre 2009

Povera scuola!

Approfitto di una tregua nel cattivo funzionamento del mio blog per portare all'attenzione di chi ancora mi legge questi post dal blog di Gabriele, nel caso vi fossero sfuggiti. Sono amare considerazioni che mi coinvolgono come ex insegnante, come moglie , come mamma, come nonna e come amica vostra e dei vostri figli, perché i problemi della scuola non si possono risolvere tagliando in modo sconsiderato su tutto e soprattutto sulla scuola pubblica, mortificando gli insegnanti e scaricando su di loro tutti i mali del paese e della scuola. Gli effetti delle riforme a colpi di decreti e di proclami che si stanno facendo ora si vedranno fra qualche anno e li pagheranno i nostri figli e nipoti. Meditate gente, meditate.

la musica è finita... gli amici se ne vanno... e tu...


La fine del Diritto


Questa è invece la lettera di un insegnante rivolta al nostro ministro dal sito di rete scuole

giovedì 13 agosto 2009

Pensieri ...in bicicletta


Una bella bici che va
silenziosa velocità
sopra le distanze, le lontananze starà

una bella bici che va
silenziosa velocità
rotolava biglie e il
Giro d'Italia farà

una bici non si ama,
si lubrifica, si modifica
una bici si declama
come una poesia per volare via

una bella bici che va
roteante fluidità
bici futurista, bici d'artista sarà

una bella bici che va
roteante fluidità
sagoma dinamica e geometrica avrà

una bici vuole fama
e chilometri, e chilometri
una bici è una dama
falla vincere, falla ridere

una bella bici che va
pedalante mobilità
nel suo portapacchi
quel che ci ficchi ci sta

una bella bici che va
pedalante mobilità
anima testarda di una coccarda vivrà

una bici la si ama
come l'ultima delle fantasie
c'è uno scatto che ti chiama
come il fischio che hanno le frenesie
Clicca sul titolo per sentire la bella canzone di Paolo Conte, sigla del Giro d'Italia 2007

La vita è come una bicicletta con dieci velocità. La maggior parte di noi ha marce che non userà mai (Charles Schulz)

La vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti. (Albert Einstein)

Ti fa stare bene, ti dà la possibilità di sentire, di parlare, di vedere il mondo da un'altra angolazione. La bicicletta ti fa tornare indietro nel tempo. Ti fa tornare ragazzo. (Davide Cassani

sabato 8 agosto 2009

SCRIVERE.....


Scrivere su questo blog, a volte per me, è come rimarginare una ferita, un raddrizzare sulla pagina qualcosa che è andato storto nella vita. Ma, spesso, più scrivo più la ferita mi sembra grande e che non si possa mai rimarginare o che i paletti da raddrizzare non finiscano mai. Anzi lo scrivere pare faccia riaprire ferite che sembravano guarite da tempo o cadere i paletti che avevo creduto di raddrizzare.
Poi rileggo la pagina e subito mi sento meglio e scopro che la ferita non sanguina più, che le parole uscite dalla tastiera hanno ricucito i suoi lembi con un filo più forte, stendendoci sopra una patina resistente che ha sbiadito la cicatrice, mentre una bella fila di paletti dritti e ridipinti di vernice fresca, rinforzati dai miei scritti, segnano le tappe dolorose della mia vita e mi rendono fiera di essere quello che sono e ancora più belli anche i momenti di felicità e le esperienze emozionanti che ho raccontato.
Se poi qualcuno li legge e ne trae qualche sollievo per le sue ferite allora riesco a sorridere anche di quello che mi ha fatto soffrire.

lunedì 3 agosto 2009

Basta un poco di humor... e la pillola va giù

Spesso mi capita di non poter rivolgere la parola per parecchie ore alla mia dolce metà, perché impegnato e concentrato in qualche produzione ..."creativa".
A volte la faccenda mi mette di malumore, ma oggi in particolare, proprio quando non riuscivo più a nasconderlo, ecco che mi invia su skype lo stralcio di questa conversazione con un amico e, come d'incanto, la stizza lascia il posto ad una bella risata e alla considerazione di quanto sia importante vivere la vita in generale e quella di coppia in particolare con un pizzico di humor, per sciogliere le tensioni e le incomprensioni momentanee e sdrammatizzare perfino la morte.

"Fatta anche questa!
Lo sai che faccio anche i ritratti fotografici.... "post mortem" ?
La gente non si fa mai fare un bel ritratto dignitoso prima di decidere di morire
Una volta sì che capivano qualcosa!
Adesso si fanno fotografie a tutto spiano, ma nessuna degna di rimanere nel tempo per testimoniare la nobiltà del defunto.
Per questo io mi faccio/faccio fare ogni tanto una bella foto "da mettere sulla tomba"
Così la scelgo io!
Mica voglio fare la figura del pistola che poi si merita la foto più bieca e trasandata che gli hanno fatto quella volta a cena, con la bocca piena ed il naso paonazzo!
Invece arrivano da me con delle schifezze immonde e mi dicono: "vedi cosa puoi farci!".
Fortuna che c'è PhotoShop!
Vedi allegato.
Paolo? Ti faccio un bel ritratto per il"non si sa mai" ? "

mercoledì 29 luglio 2009

Navigo la mia vita mura a dritta o a sinistra

Venerdì scorso ho partecipato alla prima uscita notturna in barca a vela da Salò, nell'ambito del Progetto Itaca di Velaterapia. E' stata la mia seconda emozionante ed indimenticabile esperienza.
Ero abbastanza caricata anche da 17 giorni di rilassanti vacanze in Sardegna, ma soprattutto dall'esito rassicurante della prima colonscopia di controllo.
Tuttavia questo nuovo evento ha dato ulteriore impulso al mio ottimismo nell'affrontare la vita e quello che mi attenderà in futuro e inoltre ha accresciuto le mie conoscenze del linguaggio usato nella navigazione a vela, grazie soprattutto a Giovanni, il simpatico e bravissimo comandante della barca Luce e ai miei nuovi compagni di equipaggio.Questa volta ho avuto la possibilità di essere al timone della barca e di dirigerla verso il porto proprio nel momento più difficile della navigazione, per la mancanza di vento, ma il mio comandante mi ha detto che me la sono cavata egregiamente e questo mi ha riempito di soddisfazione e mi ha fatto trovare altre analogie fra la vela e la vita.
Vivere la vela, infatti, è un po' come vivere la vita.
L'importante è capire da che parte soffia il vento, se la barca naviga con le mura a dritta o a sinistra e perciò quando, a chi e a che cosa dare la precedenza.
Questo è il motivo del titolo di questo post, che richiama il testo di questa canzone Senza rotta di Massimo Schiavon, un cantautore scoperto da poco.
Se cliccate QUI potrete sfogliare con le frecce in alto l'album delle immagini scattate da mio marito Gabriele, che, grazie a Silvia, ha potuto condividere con me questa magnifica esperienza.

lunedì 8 giugno 2009

Pensiero del giorno

Ogni arrivo è un punto di partenza, e chi ben arriva meglio riparte

mercoledì 3 giugno 2009

La vite e la vita





"I filari sian disposti ad ugual distanza tra i sentieri ed in numero uguale, non solo per dare spettacolo ad uno spirito vuoto, ma perché non darebbe altrimenti la terra a tutte le piante un vigore uguale, né potrebbero i rami nel vuoto distendersi". (Virgilio)



Questa brano, tratto dalle Georgiche di Virgilio, campeggia inciso su una pietra sulla recinzione di una nota cantina, all'ingresso di un piccolo borgo medioevale della Franciacorta, dove domenica scorsa ho fatto una bellissima passeggiata con i miei cari, fra gli splendidi vigneti di quelle colline. Queste parole hanno suscitato in me alcune riflessioni sulla vita e sul rapporto che ci lega ai figli.

Infatti il nostro compito di genitori e di educatori è come quello del contadino che deve seguire delle regole per permettere a tutte le viti di crescere non solo in bellezza, ma di prendere dalla terra tutto il nutrimento in modo uguale e nello stesso tempo protendere liberamente i loro rami nel vuoto. Allo stesso modo dobbiamo crescere i nostri figli non solo per dare spettacolo, ma perché possano trovare in noi dei punti di riferimento, senza essere soffocati da troppo amore, ma nello stesso tempo possano trovare il loro spazio per affermarsi nella vita

E come il viticultore pianta all'inizio di ogni filare un cespuglio di rose, non solo per abbellire il vigneto, ma perché faccia da spia al suo peggior parassita, l'oidio, e poter così trattare in tempo la vite.......così anche i genitori dovrebbero aver cura di adottare opportuni accorgimenti per individuare in tempo la necessità di un giusto intervento correttivo del percorso educativo dei figli, perché possano crescere sani nello spirito e nel corpo.


sabato 18 aprile 2009

Pensiero del giorno


"Spesso penso che ogni cosa che facciamo, viviamo, diciamo possa durare in eterno, ma non è così. In realtà non esiste per più di un istante, tranne ciò che custodiamo nella memoria. Cerco sempre di conservare dentro di me ogni momento. Preferirei morire che dimenticare eppure spesso non vedo l'ora di partire, lasciarmi tutto dietro le spalle e ricominciare da capo".

Liberamente tratto e fatto mio da "Firmino" di Sam Savage