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sabato 26 agosto 2017
QUANDO DAVANTI TI SI APRE UNA NUOVA VITA
Quando si raffaccia lo spettro del cancro la paura, l'angoscia e la depressione ricominciano inevitabilmente a fare capolino, malgrado le rassicurazioni, l'affetto di familiari, parenti ed amici ed i progetti non ancora completamente realizzati che hai fatto per combatterlo e vincerlo la prima volta. Ma quando arriva, dopo 20 giorni, la diagnosi negativa, la vita ti riesplode dentro e vorresti urlare e trasmettere a tutti la tua gioia e la tua riconoscenza a chi ti ha risparmiato ancora una volta, a chi ha contribuito perché ciò accadesse e a farti sentire ulteriormente motivata a portare a termine i vecchi progetti e realizzarne di nuovi.
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giovedì 19 dicembre 2013
Bisogno di sbagliare
A volte abbiamo bisogno di sbagliare, di ferirci e di allontanarci per capire che avevamo la
felicità tra le mani.
Passi giorni, mesi, anni cercando la tua strada chissà dove, chissà come. Poi, una mattina qualunque, ti svegli e lo capisci: la tua strada era proprio lì. Era poco illuminata, fatta di curve e di salite, di buche e di semafori, ma era lì. E ora? Cosa fare quando si ha la soluzione, quando gli occhi finalmente ridono e il cuore si fa leggero, ma non sai come raggiungerla, quella strada?
La confusione lascia spazio alla paura. Paura che il tuo passato abbia compromesso il tuo futuro, paura che di quelle due persone, di quelle due fiamme ancora troppo deboli per resistere al vento dell'incertezza, non restino che un paio di foto e qualche sorriso nostalgico.
E allora sarebbe un gran casino.
Passi giorni, mesi, anni cercando la tua strada chissà dove, chissà come. Poi, una mattina qualunque, ti svegli e lo capisci: la tua strada era proprio lì. Era poco illuminata, fatta di curve e di salite, di buche e di semafori, ma era lì. E ora? Cosa fare quando si ha la soluzione, quando gli occhi finalmente ridono e il cuore si fa leggero, ma non sai come raggiungerla, quella strada?
La confusione lascia spazio alla paura. Paura che il tuo passato abbia compromesso il tuo futuro, paura che di quelle due persone, di quelle due fiamme ancora troppo deboli per resistere al vento dell'incertezza, non restino che un paio di foto e qualche sorriso nostalgico.
E allora sarebbe un gran casino.
A volte abbiamo bisogno di smettere di analizzare il passato, smettere di programmare il futuro, smettere di cercare di capire precisamente come ci sentiamo, smettere di decidere esattamente cosa vogliamo e semplicemente vedere cosa succede. (Carrie Bradshaw)
giovedì 25 luglio 2013
ATTIMI CHE VALGONO UNA VITA
"Trascorriamo la vita sperando in un domani diverso che non
verrà mai. Raduniamo denaro e case con il pensiero che un
giorno tutte queste ricchezze ci serviranno per vivere
meglio: lasciamo passare il tempo con la convinzione che
tutto ciò diventi verità. Ma la verità è nel nostro presente
e noi non ci accorgiamo di attimi che da soli valgono
un'intera esistenza per il loro significato"
da "Il fiume della vita " di Romano Battaglia
La mia recente vacanza a Capraia e in particolare le mie ultime letture, immersa in una natura in gran parte ancora incontaminata, che favorisce la meditazione, mi hanno permesso di capire e di sperimentare il valore e il significato di questo pensiero.
Appena fuori dal porto e dall'abitato di quest'isola, percorrendo i suoi sentieri, sono riuscita per un po' ad estraniarmi dalle preoccupazioni quotidiane e a sentirmi in simbiosi con la sua natura, incantata non solo dai suoi panorami e dal suo meraviglioso mare, ma anche dai suoi profumi e odori, dai suoi sapori, dai suoi silenzi, dai suoi rumori, dai suoi suoni, dai canti e dagli schiamazzi dei suoi uccelli, dalla sua luce e dalle sue ombre che cambiano nei diversi momenti della giornata, ma che qui sembrano irripetibili e sempre nuovi.
Qui ho ritrovato il piacere di toccare, sfiorare, lisciare, accarezzare una roccia, un sasso, una foglia, di annusare e inebriarmi del profumo della sua vegetazione, di respirare a pieni polmoni l'aria frizzante e pulita del mattino che pizzica le narici e quella salmastra del mare in burrasca che si iufrange sugli scogli, di assaporare e gustare le sue erbe aromatiche, le sue bacche, le more e i suoi prodotti tipici, di ascoltare la risacca e lo sciabordio delle onde, di contemplare e immaginare di vivere l'avventura di Robinson Crusoe, come da bambini, costruendo un capanno per ripararci dal sole, in un anfratto fra le rocce, con i legni disseminati in una caletta e di vedere ogni cosa, ogni animale, ogni fiore, ogni sasso, ogni grotta, ogni pianta, come se fosse la prima volta e l'ultima. Nessuna fotografia, con un unico scatto, riuscirà a fermare in tutte le sue sfaccettature questa realtà, che rimarrà un ricordo di una sequenza di attimi incancellabili solo nella mia mente e nel mio cuore.
da "Il fiume della vita " di Romano Battaglia
La mia recente vacanza a Capraia e in particolare le mie ultime letture, immersa in una natura in gran parte ancora incontaminata, che favorisce la meditazione, mi hanno permesso di capire e di sperimentare il valore e il significato di questo pensiero.
Appena fuori dal porto e dall'abitato di quest'isola, percorrendo i suoi sentieri, sono riuscita per un po' ad estraniarmi dalle preoccupazioni quotidiane e a sentirmi in simbiosi con la sua natura, incantata non solo dai suoi panorami e dal suo meraviglioso mare, ma anche dai suoi profumi e odori, dai suoi sapori, dai suoi silenzi, dai suoi rumori, dai suoi suoni, dai canti e dagli schiamazzi dei suoi uccelli, dalla sua luce e dalle sue ombre che cambiano nei diversi momenti della giornata, ma che qui sembrano irripetibili e sempre nuovi.
Qui ho ritrovato il piacere di toccare, sfiorare, lisciare, accarezzare una roccia, un sasso, una foglia, di annusare e inebriarmi del profumo della sua vegetazione, di respirare a pieni polmoni l'aria frizzante e pulita del mattino che pizzica le narici e quella salmastra del mare in burrasca che si iufrange sugli scogli, di assaporare e gustare le sue erbe aromatiche, le sue bacche, le more e i suoi prodotti tipici, di ascoltare la risacca e lo sciabordio delle onde, di contemplare e immaginare di vivere l'avventura di Robinson Crusoe, come da bambini, costruendo un capanno per ripararci dal sole, in un anfratto fra le rocce, con i legni disseminati in una caletta e di vedere ogni cosa, ogni animale, ogni fiore, ogni sasso, ogni grotta, ogni pianta, come se fosse la prima volta e l'ultima. Nessuna fotografia, con un unico scatto, riuscirà a fermare in tutte le sue sfaccettature questa realtà, che rimarrà un ricordo di una sequenza di attimi incancellabili solo nella mia mente e nel mio cuore.
Gabriele nel capanno di Cala di Portovecchio 1 luglio 2013
Era la terza volta che venivamo nella cala di Portovecchio e già dalla prima, a giugno dell'anno scorso, avevamo trovato questo riparo improvvisato tra le rocce da qualcuno che, come noi, aveva scelto la strada più lunga e più faticosa per raggiungerla e abbiamo avuto l'impressione che chi ci aveva preceduto avesse pensato anche a chi sarebbe arrivato qui dopo di lui, perché ci siamo sentiti come a casa nostra e abbiamo
percepito come un tacito invito a rendere ancora più accogliente questo
riparo da cui si gode una magnifica vista sulla cala e una fresca brezza
anche nelle ore più calde. Perciò abbiamo aggiunto qualche bastone portato sulla spiaggia dalle burrasche per rinforzarne il tetto.
La
seconda volta, a settembre, abbiamo sistemato su due piani le assi
all'interno per poterci coricare e schiacciare un pisolino, ma l'ultima volta, quando siamo tornati quest'anno dopo 5 giorni con il fratello di Gabriele abbiamo trovato addirittura una specie di veranda naturale che abbiamo cercato di rendere ancora più confortevole e sicura.
Portovecchio Luigina e Pierfelice 6 luglio 2013
Alla fine ci è sembrata più bella di un castello e mi è venuto da ridere pensando ai personaggi dell'isola dei famosi, sorvegliati da telecamere ed elicotteri nella loro finzione in un'isola dei Caraibi, mentre noi ci siamo sentiti liberi in quest'isola di casa nostra e in sintonia coi gabbiani che ci svolazzavano intorno, le lucertole che strisciavano curiose fra i cespugli fioriti di un rock garden naturale, in pace con la natura e solidali con chi ci ha preceduto e ci seguirà in questo angolo di Paradiso.
Il panorama della cala di Portovecchio che vedevamo dal "nostro" capanno
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mercoledì 24 aprile 2013
Un saluto a chi non c'è più
Ciao Elvira! Ieri le tue sofferenze sono finite. Mi addolora non aver potuto essere vicina a te e a chi ti voleva bene nei giorni peggiori del male che ti ha portato via.
Mi piace ricordarti così, col tuo bel sorriso pieno di speranza, di un'amica, più che di una parente acquisita, quando, solo a parlarti di Francesca ed Alessandro, ti si illuminavano gli occhi di gioia, come una bambina e sapevi trovare parole di incoraggiamento per tutti, malgrado la tua vita non sia stata delle più felici e scarna di soddisfazioni.
Spero che dove sei ora continuerai a sorriderci, a vegliare su di noi e a guidare il nostro cammino, finché un giorno forse ci potremo incontrare con tutti coloro che non ci sono più Molte persone entreranno ed usciranno ancora dalla mia vita, ma soltanto quelle semplici, sincere e buone come te lasceranno impronte nel mio cuore come le hai lasciate tu.
Mi piace ricordarti così, col tuo bel sorriso pieno di speranza, di un'amica, più che di una parente acquisita, quando, solo a parlarti di Francesca ed Alessandro, ti si illuminavano gli occhi di gioia, come una bambina e sapevi trovare parole di incoraggiamento per tutti, malgrado la tua vita non sia stata delle più felici e scarna di soddisfazioni.
Spero che dove sei ora continuerai a sorriderci, a vegliare su di noi e a guidare il nostro cammino, finché un giorno forse ci potremo incontrare con tutti coloro che non ci sono più Molte persone entreranno ed usciranno ancora dalla mia vita, ma soltanto quelle semplici, sincere e buone come te lasceranno impronte nel mio cuore come le hai lasciate tu.
lunedì 25 febbraio 2013
Le persone non si dimenticano
Non so se siano le parole di una sua canzone o di un suo romanzo, ma le sento mie e le dedico alle persone a me più care:
“Io penso che le persone non si dimenticano. Non puoi dimenticare chi un giorno ti faceva sorridere, chi ti faceva battere il cuore, chi ti faceva piangere per ore intere.
Le persone non si dimenticano. Cambia il modo in cui noi le vediamo, cambia il posto che occupano nel cuore, il posto che occupano nella nostra vita. Ci sono persone che hanno tirato fuori il meglio di me, eppure adesso tra noi, c’è solamente un semplice “ciao”. […] Ci sono persone che: nonostante mi abbiano fatto versare lacrime, mi abbiano stravolto la vita…mi hanno insegnato a vivere. Mi hanno insegnato a diventare quello che sono. E, anche se oggi tra noi resta solamente un sorriso o un semplice ciao, faranno per sempre parte della mia vita. Io non dimentico NESSUNO. Non dimentico chi ha toccato con mano, almeno per una volta la mia vita. Perché se lo hanno fatto, significa che il destino ha voluto che mi scontrassi anche con loro prima di andare avanti.”
(Luciano Ligabue)
“Io penso che le persone non si dimenticano. Non puoi dimenticare chi un giorno ti faceva sorridere, chi ti faceva battere il cuore, chi ti faceva piangere per ore intere.
Le persone non si dimenticano. Cambia il modo in cui noi le vediamo, cambia il posto che occupano nel cuore, il posto che occupano nella nostra vita. Ci sono persone che hanno tirato fuori il meglio di me, eppure adesso tra noi, c’è solamente un semplice “ciao”. […] Ci sono persone che: nonostante mi abbiano fatto versare lacrime, mi abbiano stravolto la vita…mi hanno insegnato a vivere. Mi hanno insegnato a diventare quello che sono. E, anche se oggi tra noi resta solamente un sorriso o un semplice ciao, faranno per sempre parte della mia vita. Io non dimentico NESSUNO. Non dimentico chi ha toccato con mano, almeno per una volta la mia vita. Perché se lo hanno fatto, significa che il destino ha voluto che mi scontrassi anche con loro prima di andare avanti.”
(Luciano Ligabue)
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