A volte abbiamo bisogno di sbagliare, di ferirci e di allontanarci per capire che avevamo la
felicità tra le mani.
Passi giorni, mesi, anni cercando la tua strada chissà dove, chissà come. Poi, una mattina qualunque, ti svegli e lo capisci: la tua strada era proprio lì. Era poco illuminata, fatta di curve e di salite, di buche e di semafori, ma era lì. E ora? Cosa fare quando si ha la soluzione, quando gli occhi finalmente ridono e il cuore si fa leggero, ma non sai come raggiungerla, quella strada?
La confusione lascia spazio alla paura. Paura che il tuo passato abbia compromesso il tuo futuro, paura che di quelle due persone, di quelle due fiamme ancora troppo deboli per resistere al vento dell'incertezza, non restino che un paio di foto e qualche sorriso nostalgico.
E allora sarebbe un gran casino.
Passi giorni, mesi, anni cercando la tua strada chissà dove, chissà come. Poi, una mattina qualunque, ti svegli e lo capisci: la tua strada era proprio lì. Era poco illuminata, fatta di curve e di salite, di buche e di semafori, ma era lì. E ora? Cosa fare quando si ha la soluzione, quando gli occhi finalmente ridono e il cuore si fa leggero, ma non sai come raggiungerla, quella strada?
La confusione lascia spazio alla paura. Paura che il tuo passato abbia compromesso il tuo futuro, paura che di quelle due persone, di quelle due fiamme ancora troppo deboli per resistere al vento dell'incertezza, non restino che un paio di foto e qualche sorriso nostalgico.
E allora sarebbe un gran casino.
A volte abbiamo bisogno di smettere di analizzare il passato, smettere di programmare il futuro, smettere di cercare di capire precisamente come ci sentiamo, smettere di decidere esattamente cosa vogliamo e semplicemente vedere cosa succede. (Carrie Bradshaw)
