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domenica 5 giugno 2011

Le sculture di Luigi Cavagnini, interprete della natura

Secondo R.W Emerson, filosofo e poeta americano,«La natura è simbolo dello spirito» e va letta e interpretata. Nella natura l’uomo deve ritrovare il proprio posto, per ripristinare quel dialogo tra natura e Dio che pervade il creato. Al centro dei suoi saggi c'è l'invito a ristabilire un equilibrio che può darsi soltanto nella «corrispondenza», nella fratellanza, nella comunione con la natura: l’uomo, soprattutto l’individuo adulto,  ha disimparato a farlo , perciò deve tornare a riconoscere l’ammiccare della natura, a leggerla dentro di sé.
In questo percorso l’uomo è assistito dalla natura, ma solo se si abbandona a un rapporto originale con l’Universo, se torna a guardare «Dio e la natura faccia a faccia».  In questo spazio aperto dal dialogo tra uomo e natura si colloca l’arte: la poesia, la musica, la pittura, la scultura. Se è vero che la natura ha leggi proprie, c’è in essa una componente dinamica con cui l’uomo può interagire. 


Così come il poeta, che interpreta la natura, «adegua le cose ai suoi pensieri» e vi imprime il suo essere, anche Luigi Cavagnini con le sue sculture riconosce nei segni della natura la presenza di Dio, raccoglie arte dalle mani della campagna e ne reinterpreta col cuore il significato.
Per questo non scolpisce profondamente, ma si limita a sottolineare forme o definire essenziali impronte, intense come quelle lasciate dagli artisti all’alba dell’umanità.
Il rispetto religioso per la materia nata dal sole, dall’acqua e dalla terra diventa forma e valore nella scelta di figure appena delineate, ma forti di primordiale espressività istintiva.
Questi legni non sono dunque povere sculture semplici, ma una forma di sincera preghiera nata da chi sa leggere la bellezza del creato nelle meraviglie della natura.
Per vedere l'album clicca sul link sotto la prima fotografia:            

P.S. Luigi è un simpatico signore di 80 anni,  attivo bersagliere, appassionato cercatore di funghi, contadino, vignaiolo, nonno di mia nuora, innamorato della natura e della vita in ogni sua forma ed espressione, impegnato nel volontariato, che Gabriele ed io siamo fieri di aver avuto il piacere e la fortuna di conoscere. Le sue sculture segnano alcune tappe della sua vita avventurosa e difficile,  ma, come ogni grande uomo, ha potuto superarle perché al suo fianco ha una grande donna, Clara, che con pazienza, amore, spirito di sacrificio, grande umiltà e dolcezza, ha saputo trasmettere con lui grandi valori alla sua famiglia e anche a noi