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mercoledì 19 marzo 2014

Il ritorno di Giuseppe

Dedico questa canzone a tutti i papà in difficoltà, perché trovino la forza di dare un senso vero alla parola famiglia e di lottare quotidianamente per rendere concreta la voglia di appartenenza ad una comunità aperta e trasparente, senza paura di dover mostrare il proprio vero volto
Che uomo e che padre ... questo Giuseppe! E che madre la sua amata !!!
Chiudi gli occhi e ascolta questo racconto di amore, paternità e dolcezza coraggiosi.




 Stelle, già dal tramonto,
si contendono il cielo a frotte,
luci meticolose
nell'insegnarti la notte.

Un asino dai passi uguali,
compagno del tuo ritorno,
scandisce la distanza
lungo il morire del giorno.

Ai tuoi occhi, il deserto,
una distesa di segatura,
minuscoli frammenti
della fatica della natura.

Gli uomini della sabbia
hanno profili da assassini,
rinchiusi nei silenzi
d'una prigione senza confini.

Odore di Gerusalemme,
la tua mano accarezza il disegno
d'una bambola magra,
intagliata del legno.

"La vestirai, Maria,
ritornerai a quei giochi
lasciati quando i tuoi anni
erano così pochi."

E lei volò fra le tue braccia
come una rondine,
e le sue dita come lacrime,
dal tuo ciglio alla gola,
suggerivano al viso,
una volta ignorato,
la tenerezza d'un sorriso,
un affetto quasi implorato.

E lo stupore nei tuoi occhi
salì dalle tue mani
che vuote intorno alle sue spalle,
si colmarono ai fianchi
della forma precisa
d'una vita recente,
di quel segreto che si svela
quando lievita il ventre.

E a te, che cercavi il motivo
d'un inganno inespresso dal volto,
lei propose l'inquieto ricordo
fra i resti d'un sogno raccolto.

martedì 19 marzo 2013

Un pensiero per i papà

 Un pensiero riconoscente per i papà che non ci sono più, che hanno lottato per renderci la vita migliore e continuano a vegliare su di noi. Un augurio affettuoso a quei papà che non hanno ancora smesso di lottare per sè e per i propri figli e nipoti e non basta un giorno per festeggiarli. Buon onomastico a tutti i Giuseppe, il santo patrono di questa festa e simbolo di umiltà e dedizione.
              Gabriele in braccio a papà Pietro






sabato 19 marzo 2011

Caro papà..

Oggi non avevo la tua salvia da potare come mi hai insegnato e ho ricordato QUI: non ha resistito al gelo dell'inverno, ma il tuo ricordo nel mio cuore resta più vivo che mai. Così per farmi passare il nodo in gola, che mi è venuto nel rileggere quello che avevo scritto, sono andata a sfogliare l'album di famiglia, per cercare  una fotografia di noi due insieme quand' ero bambina, ma mi sono soffermata su questa, che ti ritrae nel fiore degli anni, in un momento cruciale della tua vita e della nostra famigliola, prima del trasloco per Gavirate (VA).


Papà Vittorio: marzo 1953


Nel tuo sguardo leggo solo ora lo smarrimento e la preoccupazione che ti aveva assalito prima di partire per il tuo nuovo lavoro e di affrontare le incognite della vita, lontano dal tuo paese natale, dalla tua gente... emigrante... in Patria, per cercare di migliorare il tuo e il mio futuro.
Così mi è venuta voglia di dedicare questo post e questa giornata
- a tutti i papà come te che non ci sono più
- ai papà costretti ad abbandonare il loro paese a causa di cataclismi, guerre, fame, persecuzioni
- ai papà dimenticati
- ai papà di chi non ha papà
- ai neo papà
- ai papà che a Fukushima cercano di spegnere il reattore nucleare per salvare i loro figli
- a chi non dimentica mai di essere papà
- a chi qualche volta lo dimentica, ma poi si pente e ...recupera
- ai papà a cui non importa niente di questa festa, ma hanno aspettato tutto il giorno una telefonata dai figli e  hanno sorriso solo quando è arrivata in extremis ;)


E ora per i curiosi ecco l'origine della festa del papà, perché da noi si festeggia il 19  marzo e quando si festeggia nel resto del Mondo.

mercoledì 19 marzo 2008

GRAZIE PAPA’!

Oggi, nel giorno della tua festa, ho potato la salvia nei vasi sul mio balcone e sul balcone della mamma, come mi hai insegnato tu a fare ogni anno a S.Giuseppe, perché ricresca più rigogliosa di prima. Questa volta l’ho fatto con un groppo in gola, che ho subito ricacciato indietro, pensando che quando ricrescerà sarà come se ritornassi a vivere anche tu tutte le volte che la guarderò, che ne staccherò una foglia per insaporire qualche piatto che ti piaceva, o la sfregherò fra le dita per farle sprigionare ed annusare il suo profumo intenso.
Questa salvia è il simbolo del bene che mi hai voluto, dell’amore che avevi per le piante, i fiori, la natura e che ti ho voluto anch’io anche se non sempre ho saputo dimostrartelo. Grazie papà Vittorio!

Grazie anche a te Pietro, papà del mio Gabriele e fantastico nonno di Michele, che ci sei di esempio ogni giorno vivendo la tua malattia con grande serenità e forza d’animo

Grazie anche a te Gabriele, papà a volte incompreso del nostro “capolavoro”! Abbi pazienza! Quando diventerà papà a sua volta capirà che meraviglioso padre sei stato e sei ancora tu per lui.