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mercoledì 9 marzo 2011

Una serata da ricordare: storie di donne speciali



Credevo di poter scrivere oggi un bellissimo post sull'esito del tè multietnico di ieri e che non avrei accompagnato mio marito alla serata pubblicizzata in questa locandina.
Invece, dopo cena, ho deciso di accogliere il suo invito, per mitigare un po' la delusione del fallimento di quella che ritenevo un' iniziativa più meritevole di dare un significato all'8 marzo, come Giornata internazionale della donna nella mia città.
Devo dire però che non me ne sono proprio pentita, sia per quello che ho visto, sentito, toccato, gustato, ma soprattutto per le persone che ho incontrato, e mi hanno riportato ad un passato non proprio felice, ma che ha dato un senso più vero alla mia vita di oggi.


All'ingresso del bel Palazzo che ospita la serata ci accolgono con un rametto di mimosa le PERSONE che io chiamo "gli angeli dell'ANT" , in gran parte donne, che forniscono assistenza domiciliare gratuita ai sofferenti di tumore ed alle loro famiglie e hanno contribuito alla realizzazione e alla riuscita di questa serata indimenticabile.
La prima saletta che ospita la mostra fotografica, pezzo forte della serata, è già gremita all'inverosimile. Le immagini di Rosetta Zampedrini che intravvedo sono inquietanti. 
Mio marito mi guida al cartello con la chiave di lettura, che le rende subito comprensibili, confermando quello che avevo intuito e mi fanno rivivere, sensazioni ed emozioni, mai dimenticate. Eccolo:

L'OSPITE
All'improvviso, con violenza, mi aggredisce, così inatteso, emerso dagli abissi, lasciandomi attonita.
E' un attacco feroce che non mi dà dolore, solo vuoto, un grande e unico vuoto.
Strano non sentire paura o dolore, strano vedermi sdoppiata: una donna giovane, con voglia di vivere, con prospettive e progetti.
Sto guardando un'altra che mi assomiglia, che parla come me,che si muove come me, ma non sono io.
E così decido di affrontare il cancro con razionalità e a muso duro, negandomi fragilità, paura, dolore, disperazione.
Non voglio mostrare a chi mi sta accanto quanto mi sconvolga ciò che sto vivendo.
Nego a me stessa, nego agli altri, ma lentamente emergono il pianto,la disperazione,la paura,la morte,l'irrazionale e mi prendono alle spalle  e li accolgo in solitudine, lontano da occhi indiscreti,
Sono convinta che basto a me stessa, e che, moderno Davide,vincerò da sola questa partita mortale. Ma così non è, perché poi,lacerata nel corpo mi abbandono e mi arrendo.
Quest'ospite che non ho voluto, che non voglio, mi obbliga alla resa dei conti e ad accettarmi con tutti i miei limiti, le mie ombre come parti imprescindibili.
Ho imparato ad affidarmi agli altri e a chiedere aiuto senza temere giudizi.
A distanza di anni, la cicatrice che mi ha lasciato mi ricorda ogni giorno chi sono e che prima o poi potrebbe tornare a visitarmi.

Al termine del percorso, come per incanto, mi appare Chiara, la dott.ssa dell'ANT, che ha assistito con amore il babbo di mio marito e contribuito a rendere più dignitosa la sua morte e la nostra vita, su cui si stava scatenando un altro uragano. 
E' lei col suo dolce sorriso, accompagnato da quello delle sue 2 meravigliose bambine, che capisce subito lo choc, provocatomi da quelle immagini e mi invita a vedere la 2a parte della mostra nella sala attigua, riguardante proprio il periodo che abbiamo vissuto col suo aiuto e quello di altri angeli dell'ANT. 
Le fotografie di Felice Bianchetti portano questa breve introduzione
L'OSPITE (2a parte)
Quando quest'ospite arriva è sempre inatteso.
Sai chi è: l'hai visto ovunque,al cinema,in teatro,in televisione,a volte anche in casa di amici, ma tu non lo attendevi, non sapevi che sarebbe toccato anche a te ospitarlo.
Che ci fa qui? Se ne andrà mai?
La sua presenza scombussola improvvisamente tutto, stravolge la vita quotidiana, sconvolge la visione del tuo futuro e sai che ti attenderanno giorni cupi in sua compagnia...
Poi, come un flashback sui miei giorni  vicino a Gabriele e a Pietro, suo padre, le immagini de
I GIORNI DI MARY
Mary mi ha permesso di entrare nei suoi giorni, mi ha dato la possibilità di condividere alcuni suoi momenti, mi ha lasciato vedere quello che lei vede scorrere dal suo letto.
Prigioniera della sua malattia che lì la tiene e la costringe a vivere un mondo dove più niente è come prima, dove le prospettive sono stravolte, dove i ricordi che ogni tanto affiorano fanno piangere.
Ed in questa storia, dove ora è difficile immaginare le risate di una volta durante i pranzi e le feste con gli amici, ho conosciuto Greta, la figlia, che ha deciso di vivere accanto a sua madre, trascorrendo con lei tutto il tempo dopo il lavoro.
Coraggiosa Greta!
Mi aiuta a superare la mia diffidenza e a farmi sentire a mio agio mentre mi spiega come sono le giornate di sua madre e mi parla di Michela la dottoressa, di Eleonora l'infermiera, di Paola la parrucchiera, di Halina che aiuta in casa, Persone che aiutano Mary in questi giorni amari, non solamente con la loro professionalità, ma anche con preziose gocce di dolcezza, che lasciano con la loro spontaneità.
Grazie a loro, col trascorrere del tempo, mi diventa naturale il difficoltoso calarsi in questi giorni e così riesco a sentire le emozioni sgorgare dal legame madre/figlia,dalle cose care a Mary e tutto quello che mi circonda si dilata e lascia intravvedere l'amore.

L'ultima chiamata per il delizioso intrattenimento musicale dell'orchestra di plettri Armonie in pizzico seduti per terra, accanto ad Eleonora la "nostra" instancabile e sempre disponibile infermiera dell'ANT, felici entrambe di ritrovarci e raccontarci le novità nelle pause fra un brano e l'altro, senza sentire il freddo del pavimento.
Infine, dopo aver deliziato le nostre orecchie con le musiche, sapientemente scelte per l'occasione, fra cui La vita è bella  a me particolarmente cara, siamo scesi  a gustare il delizioso rinfresco organizzato per l'occasione dal gruppo fotografico Click, dove ho incontrato tutti gli artefici di questa indimenticabile serata, che  ha reso proprio speciale questo mio 8 marzo. 
Il mio grazie a tutti, ma in particolare a Rosetta, Luisa, Mary, Greta, Chiara, Eleonora e le meravigliose donne dell'ANT di Brescia.

domenica 5 aprile 2009

Eubiosia: le qualitá che conferiscono dignitá alla vita


Ieri sera Gabriele ed io abbiamo assistito ad una “Serata di gala”, uno spettacolo di Musica e Teatro con la straordinaria partecipazione di alcuni fra i migliori artisti bresciani a sostegno della solidarietà, promossa dall'ANT, l'Associazione Nazionale Tumori per festeggiare il decennale della delegazione bresciana…quella, ma sarebbe meglio dire LE PERSONE che hanno seguito il babbo di mio marito e tutti noi nei suoi ultimi mesi di vita.

Una serata dove l'arte, l'amore e la commozione si sono unite per ringraziare questi autentici angeli, che forniscono assistenza domiciliare gratuita ai sofferenti di tumore ed alle loro famiglie.

Anche a chiudere gli occhi, le lacrime non si potevano trattenere.

Un’amica, incontrata in questa occasione dopo tanti anni, mi ha riferito come una sua piccola allieva avesse meravigliosamente espresso questo incontenibile bisogno:

"Devi piangere per non annegare dentro"

Eppure ci siamo sentiti tutti legati da tanta dolcezza.

Il salone era pieno, non avevamo prenotato, ma Eleonora la “nostra infermiera” che ci aveva invitato, ci ha ceduto il posto nelle prime file, spostandosi nella poltrona davanti a noi.

Ho osservato che anche lei ogni tanto si toglieva gli occhiali, come noi, per non annegare dentro.

Dottori, volontari, infermiere… tutti i presenti … ci siamo commossi insieme, riconoscendoci uniti.

Ricorderemo questa esperienza per sempre.

Per chi vuol saperne di più sui progetti che sta portando avanti questa associazione può cliccare su questo link

PROGETTO EUBIOSIA ANT