domenica 13 maggio 2018
Rititì lo vuoi saper tu
Che cosa è una mamma? Nessuno,
nessuno dei bimbi lo sa.
Un bimbo nasce e… va,
lo sanno, ma forse, ma tardi,
quelli che non l’hanno più.
Rititì, che pensi e mi guardi,
Rititì lo vuoi saper tu?
Una mamma è come un albero grande
che tutti i suoi frutti dà:
per quanti gliene domandi
sempre uno ne troverà.
Ti dà il frutto, il fiore e la foglia,
per te di tutto si spoglia,
anche i rami si toglierà.
Una mamma è come un albero grande.
Una mamma è come una sorgente.
Più ne toglie acqua e più ne getta.
Nel suo fondo non vedi belletta:
sempre fresca, sempre lucente,
nell’ombra e nel sole è corrente.
Non sgorga che per dissetarti,
se arrivi ride, piange se parti.
Una mamma è come una sorgente.
Una mamma è come il mare.
Non c’è tesori che non nasconda,
continuamente con l’onda ti culla
e ti viene a baciare.
Con la ferita più profonda
non potrai farlo sanguinare,
subito ritorna ad azzurreggiare.
Una mamma è come il mare.
Una mamma è questo mistero:
tutto comprende, tutto perdona,
tutto soffre, tutto dona,
non coglie fiore per la sua corona.
Puoi passare da lei come straniero,
puoi farle male in tutta la persona.
Ti dirà: "Buon cammin, bel cavaliero!"
Una mamma è questo mistero.
Francesco Pastonchi
domenica 8 maggio 2016
L'amore per la mamma è per sempre
1) alla mia mamma Rosa che mi manca da 4 anni,
2) a tutte le mamme che non ce l'hanno più,
3) alle mamme dimenticate,
4) alle mamme in attesa,
5) alle mamme che hanno paura di esserlo,
6) alle donne che non sono mai state mamme, ma vorrebbero esserlo,
7) alle mamme che non hanno più figli che si ricordino di loro, perché strappati troppo presto alla vita da crudeli malattie o da morti violente.
8) alle donne che assistono con amore di mamma figli altrui, persone malate o bisognose sia come lavoro, che come volontarie,
9) alle mamme che oggi soffrono in ogni angolo del pianeta,
10) alle mamme che sanno perdonare anche i figli più ingrati,
11) alle mamme coraggiose,
12) alle mamme che sanno infondere coraggio.
domenica 23 dicembre 2012
A chi ci mancherà a Natale ...
Quel giorno alla nostra tavola molti non ci saranno: alcuni se ne sono andati troppo presto, altri senza lasciarci il tempo di rendercene conto, altri ancora per scelte che non condividiamo e non capiamo, ma che rispettiamo.
Se guardo in cielo mi piace pensare che chi ci ha lasciati per sempre ci guardi spesso e guidi le nostre scelte e quelle di chi hanno amato e li ha amati e li aiutino a trovare la giusta strada nel bivio della vita in cui si trovano.
Li ricordo spesso: al mattino, quando mi sveglio, la notte quando guardo le stelle e la luna, quando ascolto una canzone e la voce mi si spezza mentre tento di cantarla, quando sento una voce, quando ricordo una data, quando rivedo un luogo, quando risento un odore o un profumo, quando gusto un sapore antico, tutte cose che ormai fanno parte di me
mercoledì 21 novembre 2012
62 anni fa: dal libro dei ricordi
Mamma Aldina, mi raccontò un giorno, quando ero in attesa di nostro figlio Michele, che lei e Pietro, sposati da 4 anni, desideravano avere un figlio per coronare la loro unione, ma, nonostante i loro numerosi tentativi e non ci fossere altri ostacoli alla procreazione, questo desiderio sembrava destinato a rimanere tale.
Non restava loro che confidare nel miracolo della novena a S. Gabriele dell'Addolorata, protettore delle partorienti e delle puerpere, seguendo il suggerimento di un'amica di famiglia;)
Al termine della novena finalmente il test di gravidanza risultò positivo e, come racconta Gabriele su FB:
"Il 21 novembre 1950 nacqui a Vercelli nell’antico Ospedale Maggiore, già Ospedale di Sant'Andrea, voluto nel 1224 dal Cardinale Guala Bicchieri con la splendida omonima basilica in stile gotico-romanico, vanto di Vercelli.
Mamma Aldina mi disse che sapeva con esattezza l’ora precisa della mia nascita perché in quell’istante iniziarono a suonare a festa le campane del vicino Santuario Madonna degli Infermi in San Bernardo (antica chiesa di fondazione medievale).
Il 21 novembre cade infatti la solenne festività della presentazione di Maria al Tempio di Gerusalemme.
Per questo motivo, porto, con orgoglio, insieme al nome di Gabriele il venerato nome di Maria.
Del motivo a cui debbo il nome di Gabriele (non l’Arcangelo, ma san Gabriele dell’Addolorata) avrei molto da raccontare, ma mi trattengo ;) :) (ma ci ho pensato io n.d.r)
Molte ragazze hanno nomi maschili, ma ai maschietti non è consentito il privilegio inverso :D
Poco incline al rispetto delle convenzioni in genere e sostanzialmente ribelle come sono, apprezzo questa scelta di mia madre. Ruoli e valori umani non dovrebbero restare condizionati dall’appartenenza sessuale. Quando uno dei piccoli che ho accanto mi chiama mamma, maestra oppure anche suora… mi illumino di gioia".
Coincidenza o miracolo il 27 febbraio di 4 anni dopo, giorno dedicato proprio a S. Gabriele dell'Addolorata nacque tuo fratello Pierfelice.
Le nascite "miracolose" si sono succedute poi nella nostra famiglia, come quella del nostro unico figlio Michele, dopo una gravidanza difficile e una minaccia d'aborto, dovuta ad una mia malformazione congenita, che un tempo non avrebbe permesso, per mancanza di spazio, lo sviluppo del feto fino al suo termine naturale.
Anche la nascita dei nostri 2 nipotini Francesca ed Alessandro è stata quasi miracolosa e oggi speriamo possano allietare la tua festa ed aiutarti, insieme a Michele, a spegnere le candeline della torta che ti ho preparato e farti dimenticare per qualche istante le amarezze e la tristezza di questo periodo. Per facilitarvi il compito, perché 62 non ci stavano, come vedi le ho ridotte a 2, ma ti auguriamo di spegnerne ancora tante con tutte le persone che ami e che ti amano.
sabato 19 marzo 2011
Caro papà..
Nel tuo sguardo leggo solo ora lo smarrimento e la preoccupazione che ti aveva assalito prima di partire per il tuo nuovo lavoro e di affrontare le incognite della vita, lontano dal tuo paese natale, dalla tua gente... emigrante... in Patria, per cercare di migliorare il tuo e il mio futuro.
Così mi è venuta voglia di dedicare questo post e questa giornata
- a tutti i papà come te che non ci sono più
- ai papà costretti ad abbandonare il loro paese a causa di cataclismi, guerre, fame, persecuzioni
- ai papà dimenticati
- ai papà di chi non ha papà
- ai neo papà
- ai papà che a Fukushima cercano di spegnere il reattore nucleare per salvare i loro figli
- a chi non dimentica mai di essere papà
- a chi qualche volta lo dimentica, ma poi si pente e ...recupera
- ai papà a cui non importa niente di questa festa, ma hanno aspettato tutto il giorno una telefonata dai figli e hanno sorriso solo quando è arrivata in extremis ;)
E ora per i curiosi ecco l'origine della festa del papà, perché da noi si festeggia il 19 marzo e quando si festeggia nel resto del Mondo.
mercoledì 9 marzo 2011
Una serata da ricordare: storie di donne speciali
Credevo di poter scrivere oggi un bellissimo post sull'esito del tè multietnico di ieri e che non avrei accompagnato mio marito alla serata pubblicizzata in questa locandina.
Invece, dopo cena, ho deciso di accogliere il suo invito, per mitigare un po' la delusione del fallimento di quella che ritenevo un' iniziativa più meritevole di dare un significato all'8 marzo, come Giornata internazionale della donna nella mia città.
Devo dire però che non me ne sono proprio pentita, sia per quello che ho visto, sentito, toccato, gustato, ma soprattutto per le persone che ho incontrato, e mi hanno riportato ad un passato non proprio felice, ma che ha dato un senso più vero alla mia vita di oggi.
All'ingresso del bel Palazzo che ospita la serata ci accolgono con un rametto di mimosa le PERSONE che io chiamo "gli angeli dell'ANT" , in gran parte donne, che forniscono assistenza domiciliare gratuita ai sofferenti di tumore ed alle loro famiglie e hanno contribuito alla realizzazione e alla riuscita di questa serata indimenticabile.
Mio marito mi guida al cartello con la chiave di lettura, che le rende subito comprensibili, confermando quello che avevo intuito e mi fanno rivivere, sensazioni ed emozioni, mai dimenticate. Eccolo:
lunedì 7 marzo 2011
8 marzo:rimettiamo al mondo l'Italia
donne al telefono che non suona mai
Donne in mezzo a una via
donne allo sbando senza compagnia
Negli occhi hanno dei consigli
e tanta voglia di avventure
sono piene di paure
Le vedi camminare insieme
nella pioggia o sotto il sole
dentro pomeriggi opachi
senza gioia ne dolore
Donne
pianeti dispersi ,
per tutti gli uomini così diversi
Donne amiche di sempre
donne alla moda donne contro corrente
Negli occhi hanno gli areoplani
per volare ad alta quota
dove si respira l'aria e la vita non è vuota
Le vedi camminare insieme
dentro pomeriggi opachi
senza gioia ne dolore
Donne in cerca di guai
Donne al telefono che non suona mai
Donne in mezzo a una via
donne allo sbando senza compagnia
domenica 12 dicembre 2010
DOPPIA ATTESA
Il presepe è dominato da un grande albero di Natale a cui sono appesi tutti gli oggetti, dono di persone care che ci hanno ricordato nei loro viaggi e vacanze, anche in paesi lontani. Poiché anche voi che mi leggete mi siete cari e avete arricchito e reso più piacevole coi vostri blog e i vostri commenti questo difficile 2010, ho pensato di inserirvi con questo album nel mio speciale albero di Natale, con il mio augurio più sincero di poter trascorrere tutti un sereno Natale con i vostri cari
sabato 2 ottobre 2010
I nonni: un esercito risparmioso

In tema anche col titolo del mio blog, nato per discutere di economia e finanza ...reale e poi diventato un luogo di discussione di economia e finanza dell' amore,degli affetti e dell'amicizia, vi riporto questo articolo che pone in evidenza, oltre che l'importanza della figura dei nonni nell'educazione delle giovani generazioni, anche il notevole contributo che, in questo periodo di congiuntura, essi danno all'economia di questo nostro "sgangherato" paese.
UN ESERCITO 'RISPARMIOSO' - Sono un piccolo esercito molto operoso: i circa 8 milioni 850mila nonni italiani con nipoti ‘under 13’ fanno risparmiare alle famiglie che possono contare sul loro aiuto "40 miliardi di euro l’anno". A stimare l’effetto dei nonni-baby sitter sul portafogli delle famiglie del Belpaese è Italo Farnetani, pediatra e docente dell’Università di Milano-Bicocca.
"Nel 24,4% dei casi si tratta di anziani attivi che guardano i nipotini mentre i genitori lavorano, il 24,5% lo fa quando mamma e papà hanno impegni occasionali, l’11,8% lo fa di solito il sabato sera, mentre il 9,3% entra in carica quando i piccoli di casa sono malati», spiega all’Adnkronos Salute Farnetani, autore di ‘Nonni autorevoli' (Mondadori). "L’impegno di questi nonni è diverso da quello delle baby-sitter: si tratta infatti di adulti significativi, che per i bimbi hanno quasi un ruolo di vice-genitori", evidenzia l’esperto. Inoltre hanno una marcia in più, sempre che non si limitino ad assistere i piccoli di casa come un lavoro: "possono essere davvero i migliori alleati della salute dei nipotini", assicura il pediatra.
Io, pur essendo nonna da quasi due anni, non faccio ancora parte di questo esercito pacifico e produttivo di autentici ANGELI CUSTODI, mio malgrado, ma, al di là della retorica sulla festa di oggi, dedico questo post a tutti i nonni blogger che ne fanno parte, senza chiedere nulla in cambio che un po' d'amore.
venerdì 2 aprile 2010
IL CROCIFISSO....siamo noi e la nostra storia?
“Ciò che viene affermato nel manifesto elettorale va al di là del tentativo di aggiudicarsi il voto di persone credenti, ma rivela il desiderio di appropriarsi in modo esclusivo del messaggio cristiano per esaltare la propria storia e la propria cultura.
Le testimonianze bibliche e l'insegnamento di TUTTE le chiese cristiane invece affermano: - Il crocifisso è il simbolo di Gesù Cristo e della Sua storia. Non può perciò essere la storia esclusiva di un gruppo o di un popolo da difendere contro chi è diverso. E' la storia di Dio che si è incarnato ed è diventato uomo per condividere l'esistenza umana fino in fondo. Solo in questo senso può diventare anche la nostra storia, cioè la storia di ogni uomo e ogni donna, che si fa coinvolgere e trasformare dal messaggio d'amore e vita nuova che Gesù Cristo ha rivelato con la sua vita, passione,morte e resurrezione.
Il crocifisso è prima simbolo della sua compassione, cioè dell'opzione per i più deboli, i piccoli, gli esclusi, gli stranieri ( “ero straniero e non mi avete accolto “ Matteo 25), della sua disponibilità all'incontro, all'accoglienza poi della sua passione e sofferenza.
Gesù stesso era incompreso, deriso, schernito, tradito, lasciato solo,rinnegato,accusato ingiustamente, torturato, messo a morte “fuori della città”. Non è certo una storia gloriosa né esaltante, né di potere, né di autoaffermazione, né d'imposizione..
Nessuno può appropriarsi del simbolo della croce per identificarlo con la propria storia. Al contrario il messaggio di Gesù crocifisso mette in crisi la nostra identità e la nostra storia. In quanto credenti siamo chiamati piuttosto a parteciparvi, vivendo il suo messaggio, condividendo la sua passione, l'amore per ogni essere umano, cercando di scorgere il suo volto in quello dei minimi, dei più bisognosi, dei derisi, degli esclusi, degli stranieri e impegnando per loro la nostra passione. Un cammino che va dalla testa ai piedi, cioè dai nostri pensieri e progetti ai piedi e alla vita dell'altro in logica di servizio, di riconciliazione, di gratuità,di giustizia, di pace e di amore. Il resto è tragica menzogna e strumentalizzazione “
(Anna Zeli, pastore della chiesa valdese di Brescia
Don Fabio Corazzina, parroco di S. Maria in Silva a Brescia)
A mio parere il messaggio di Cristo afferma valori universali, al di là del credo religioso e politico, in cui possiamo ritrovarci e credere tutti per contribuire a un mondo migliore.
Con questo auguro Buona Pasqua e tanta serenità a chi avrà la pazienza di leggermi.

Questo invece è il manifesto di maggiore impatto della serie creata da don Luca Paitoni. Nessun intento commerciale: dietro i poster in città e provincia con frasi evangeliche ci sono un sacerdote bresciano e un gruppo di giovani, Cristo Morfosis Cliccando QUI potrete leggere l'articolo di Bresciaoggi che ne spiega l'iniziativa.
mercoledì 10 marzo 2010
31 anni fa ...

Ora che anche tu hai provato la gioia di diventare genitore, credo che la potrai apprezzare.
ALL'ORIGINE DEL SUO FUTURO
All'origine del suo futuro
il bambino impara ciò che vive
Se vive nel rimprovero
diverrà intransigente
Se vive nell'ostilità
Se vive nella derisione
diverrà un timido
Se vive nel rifiuto
diverrà uno sfiduciato
Se vive nella serenità
diverrà più equilibrato
Se vive nell'incoraggiamento
diverrà un intraprendente
Se vive nell'apprezzamento
diverrà più comprensivo
Se vive nella lealtà
Diverrà più giusto
Se vive nella chiarezza
diverrà più fiducioso
Se vive nella stima
diverrà più sicuro di sè
Se vive nell'amicizia
diverrà veramente
sabato 13 febbraio 2010
San Valentino: messaggi d'amore sui muri
Da parte mia voglio farvi omaggio di questo piccolo album fotografico dove ho raccolto, nel corso delle mie gite in bicicletta e lungo i percorsi quotidiani nella mia città, alcuni messaggi d'amore scritti sui muri, completati da altri sul tema, trovati su siti web.
Non è certo un atto di civiltà scrivere sui muri e mi sono chiesta più volte cosa spinga certe persone, nell'era della tecnologia, degli sms e degli MMS, più veloci, immediati e...legali, ad utilizzare questo metodo per dichiarare il loro amore per qualcuno, ma non son riuscita a darmi una risposta. Tuttavia ritengo che siano sempre meglio delle scritte razziste ed inneggianti alla violenza e ad ogni tipo di intolleranza.
Sono messaggi a volte semplici e commoventi, altre volte più complessi e sibillini; alcuni ingenui, altri maliziosi ed audaci, altri ancora scherzosi, ironici, curiosi e originali.
Parlano di amori segreti, inconfessabili, corrisposti e non, eterni e ..a tempo determinato, urlati a lettere cubitali, o scritti in un angolo nascosto a caratteri microscopici. Amori appena iniziati o forse già finiti, ma che nemmeno la morte ha cancellato dal cuore di chi li ha scritti. Messaggi pieni di speranza e altri rassegnati, messaggi che citano canzoni note, messaggi sgrammaticati o corretti da altre mani, messaggi completati da cuori trafitti o scritti dentro questi cuori, messaggi a tinte brillanti ed altri scoloriti dal tempo, ma tutti MESSAGGI D'AMORE.
Ecco anche solo per questo motivo mi sento di assolverli per aver sporcato i muri di palazzi, parchi, marciapiedi, perché vanno oltre il giorno dedicato agli innamorati, perché ognuno nel leggerli può sorridere, sentirli un po' suoi, immaginare la storia e i protagonisti che stanno dietro quelle parole e quei disegni.
E quando una mano di intonaco ne copre per sempre uno che leggevi ogni giorno da anni, ti sembra che abbiano cancellato anche un pezzetto della tua vita e quel sentimento che ne è l'origine. La cura di Franco Battiato
martedì 5 gennaio 2010
La Befana è trendy
Anche la Befana è trendy..di moda.
E' diventato un modo di vestire, una tendenza, a volte addirittura un'icona sexy.
Le marche e le industrie dolciarie utilizzano l'Epifania per vendere e espandere il proprio marchio.
Quest'anno la calza è diventata il pretesto per lanciare nuove firme e, nelle associazioni di volontariato, l'occasione per regalare momenti di felicità con doni utili e solidali, cibo, oggetti di prima necessità a chi ne ha bisogno.
Oggi sulla scopa ci viaggia Harry Potter e il carbone è stato sostituito con qualcosa di più ecologico come le energie rinnovabili. La Befana si è anche adeguata alle logiche del web. Ha addirittura un sito: con giochi web e simpatiche vignette.
E non manca chi sostiene che rappresenti tutto quello che la donna di oggi non è più...
Mentre Babbo Natale porta doni a tutti bambini, lei ha il potere di decidere e premiare chi è buono. Ha il dovere morale della punizione, con il carbone, e il fatto di essere brutta la connota in tutta una tradizione estetica per cui il bello è legato all'evanescenza e alla superficialità, il brutto al buon costume. La distribuzione di regali ai bambini a nome della Befana fu fortemente incoraggiata, per esempio, dal fascismo, nell'ambito dell'opera di "romanizzazione" della penisola.
La Befana nasce come figura del folklore di alcune parti dell'Italia centrale appenninica ed è connessa a tradizioni agrarie pagane relative all'anno trascorso, ormai pronto per rinascere come anno nuovo. Difatti rappresenta la conclusione delle festività natalizie come interregno tra la fine dell'anno solare (solstizio invernale, Sol Invictus) e l'inizio dell'anno lunare. Il suo nome deriva da una corruzione lessicale di epifania attraverso bifanìa e befanìa.
L'aspetto da vecchia raffigura l'anno vecchio e l'uso dei doni assumerebbe un valore propiziatorio per l'anno nuovo.
Un'ipotesi suggestiva è quella che collega la Befana con una festa romana, che si svolgeva all'inizio dell'anno in onore di Giano e di Strenia (da cui deriva il termine "strenna") e durante la quale si scambiavano regali.
La Befana si richiama anche ad alcune figure della mitologia germanica, Holda e Berchta, sempre come personificazione della natura invernale.
Secondo una versione "cristianizzata" invece, i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni ad una vecchia. Malgrado le loro insistenze, affinché li seguisse per far visita al piccolo, la donna non uscì di casa per accompagnarli. In seguito, pentitasi di non essere andata con loro, dopo aver preparato un cesto di dolci, uscì e si mise a cercarli, senza riuscirci. Così si fermò ad ogni casa che trovava lungo il cammino, donando dolciumi ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù. Da allora girerebbe per il mondo, facendo regali a tutti i bambini, per farsi perdonare.
Quest'ultima è la versione che preferisco, perciò anch'io oggi mi sono divertita a fare la Befana per la mia nipotina, non solo come dispensatrice di doni, ma anche facendo questo fotomontaggio per farla divertire e per finire ho preparato una deliziosa marmellata di mandarance che ho appena finito di "invasare" per i golosi di famiglia. Perciò auguro BUONA BEFANA A TUTTI senza distinzioni e senza offese, visto che i miei auguri dedicati di Buon Anno non hanno avuto molto successo ;)

giovedì 17 dicembre 2009
Buon compleanno Francesca...

In queste ore proprio un anno fa nascevi e oggi finisce già il tuo primo anno di vita, quello che tutti ricorderemo come se fosse sempre ieri...e io in particolare come se fossi rinata con te.
sabato 12 dicembre 2009
La mia Santa Lucia
Oggi cercando storie, musiche e filastrocche legate a questa tradizione, mi sono imbattuta nella recensione di questa bella rappresentazione teatrale del Teatro Prova di Bergamo che propone una versione molto bella ed educativa dell'origine di questa leggenda.
IL FIENO DI SANTA LUCIA
In una fredda sera di Dicembre Tobia, uno dei pochi contadini rimasti nella periferia di una grande città, si accorge, riponendo i suoi attrezzi di lavoro, che qualcuno ha rubato il fieno dal mucchio destinato alle sue mucche.
Insospettito dell’accaduto, la sera successiva si nasconde per sorprendere il ladro. Con grande stupore scopre che una donna silenziosa e furtiva riempie il suo sacco di piccoli mazzetti di fieno. Così nasce l’incontro misterioso tra Tobia e Lucia.
Lucia è cieca, ma descrive benissimo l’aspetto di Tobia: gli rivela che sa vedere con altri occhi. Sente tutto, conosce il linguaggio del vento, della pioggia, del fuoco, degli uccelli. Soprattutto possiede una voce che incanta… E’ una specie di fata: ogni 13 Dicembre, la notte più lunga, aiutata dal suo asinello, porta in ogni casa dolci e balocchi per i bambini che le scrivono lettere, sperando che si realizzi un loro desiderio, che le parlano con i loro sogni… Ama tanto i bambini che sognano.
Anche Tobia sogna, spesso ad occhi aperti e se ne vergogna un po’. E proprio come un bambino curioso la copre di domande, di interrogativi ai quali però Lucia non risponde.
Dispensatrice di giocattoli nuovi, ella racconta che nei mesi dell’anno corre per le case, non vista, a raccogliere i giocattoli vecchi o rotti, che i bambini non vogliono più. Li porta nella Grande Soffitta, dove restano molti anni. Aspetta che quei bambini divengano adulti, magari mamme e papà. Poi un giorno glieli fa ritrovare, come per caso: in un vecchio baule, in una scatola rovinata, nel sottoscala, in cantina, nel solaio.
Solo così i grandi possono ricordarsi dell’infanzia lontana, dell’odore della neve, del rumore delle caramelle troppo dure per i loro denti da latte, del sapore del buio della notte. Ricordano dell’attesa, della gioia, della sorpresa. E grazie a questo ricordo possono permettere che nuovi bambini vivano le grandi magie dei desideri e credano che i sogni si possano avverare e che ogni 13 Dicembre appendano fiduciosi fuori dalla finestra un mazzetto di fieno per l’asinello di Santa Lucia.
lunedì 7 settembre 2009
Una domenica da ricordare
Il percorso in bici di 29 km si compie in due ore, ma ci abbiamo impiegato un po' di più. perché abbiamo fatto una deviazione a Gavirate, per comperare i dolci tipici del paese e nel parco del Lido di Schiranna abbiamo dovuto uscire dal tracciato a causa di una gara non segnalata precedentemente.
Alle 12, caricate le bici, siamo partiti alla volta di Jerago, dove Jasna e Monica stavano spadellando dalla mattina alle 7 per un pranzo luculliano a base di pesce, degno dei migliori ristoranti, innaffiato da un ottimo Vermentino di Toscana e completato da una deliziosa e raffinata torta di compleanno. Il tutto allietato dalla simpatia contagiosa, che sprizza da tutti i pori, di Ezio e dalle trovate della più taciturna e misteriosa Zoe. Il tempo in compagnia di Jasna, Alessandro, Monica, Pasquale e Arianna è letteralmente volato e di questo pomeriggio rimane traccia nel secondo album, ma soprattutto nei nostri cuori e nelle nostre menti, per la gioia di esserci ritrovati e di aver aggiunto un tassello in più alla nostra amicizia
Per sfogliare l'album della gita in bici cliccare QUI per vedere quello del pranzo da Jasna invece QUA usando le frecce sopra la prima foto
lunedì 31 agosto 2009
Cara Jasna ti scrivo....

nel cammino della mia vita.
Le persone, come te care,
per far sorridere i nostri cuori.
E col mio cuore ti voglio augurare
un Compleanno da incorniciare,
lunedì 20 aprile 2009
Che dolce Anniversario!

Domenica 19 aprile Gabriele ed io festeggiavamo il 33° Anniversario del nostro matrimonio che ricorderemo per sempre con vero piacere, nonostante la giornata non fosse delle migliori meteorologicamente parlando.
Nessuna meta esotica, nessun viaggio, ma in un paesino del Varesotto le ore sono volate con Jasna e la sua meravigliosa famiglia e la nostra amicizia, nata proprio tra le pagine di questo blog, si è ulteriormente rafforzata.
Avevamo conosciuto Jasna l'8 aprile a casa nostra e già era stata una giornata indimenticabile, ma ieri lo è stata ancora di più. Anche Alessandro e i suoi bimbi Ezio e Zoe ci hanno accolto con gioia, come se ci conoscessero da sempre e ci hanno fatto sentire subito a nostro agio, nella loro bella casa, come se facessimo parte della loro famiglia.
Jasna ci ha preparato un pranzetto veramente delizioso, mentre Zoe giocava con la palla e i suoi animaletti preferiti ed Ezio colorava coi matitoni il disegno di un ombrello chiedendomi ogni tanto con garbo "Luigina mi dai una mano per favore?"
E che emozione rivivere con loro i bellissimi filmati del loro matrimonio, del battesimo di Ezio e della storia di Zoe!
Le foto di questo breve filmato riescono solo parzialmente a rendere l'idea di questa giornata che rimarrà per sempre nei nostri cuori.
venerdì 10 aprile 2009
Dall'uovo di Pasqua

Dall'uovo di Pasqua
è uscito un pulcino
di gesso arancione
col becco turchino.
Ha detto: "Vado,
mi metto in viaggio
e porto a tutti
un grande messaggio".
E volteggiando
di qua e di là
attraversando
paesi e città
ha scritto sui muri,
nel cielo e per terra:
"Viva la pace,
abbasso la guerra".
Gianni Rodari
....e tu che leggi
non fare lo struzzo
e fai qualcosa
per le genti d'Abruzzo
perché torni presto sul loro viso
la speranza ed il sorriso
by Luigina
domenica 8 marzo 2009
Festa delle donne bloggers

Oggi è stata una giornata proprio memorabile ed emozionante come il primo giorno di scuola.
Con Jasna avevamo programmato questo incontro da qualche settimana per mettere a punto insieme a Gabriele i dettagli della pubblicazione del suo libro con Lulu, ma è stata anche l'occasione per conoscerci meglio e per celebrare la Festa della donna in un modo speciale anche con l'amica Renata.
Con Jasna è proprio arrivata la Primavera oggi in casa nostra, non solo perché è tornato a splendere il sole e mi ha omaggiato con uno splendido cesto di primule coloratissime con mimosa, ma perché ha una carica di simpatia, di vitalità e di comunicativa superiore ad ogni mia attesa oltre ad un sorriso davvero contagioso e radioso. Anche l'affetto di Renata ha contribuito non poco a creare un'atmosfera gioiosa come se ci fossimo conosciute da sempre

Per i curiosi: 8 marzo con Jasna e Renata










