
martedì 24 novembre 2009
Da un regalo un dono 2009

domenica 15 novembre 2009
Rivivere la gioia della scoperta


Francesca 11-novembre 2009 --------------------------------------------------------------------------------------------------Michele Gennaio 1980:
Che gioia vederti l'altro ieri gattonare per casa, col tuo sguardo curioso e divertito per la novità, lanciando gridolini e richiami, per attirare la mia attenzione.
Pochi minuti intensi ed importanti per te e per me.
Per te per la gioia della scoperta, per me per quella di vederti crescere serena e felice per le tue piccole conquiste, col cuore pieno di tenerezza nell'ammirare le tue acrobazie, per aggrapparti a qualsiasi cosa ti permettesse di alzarti in piedi sulle gambette ancora malferme e di colpo poter fare un balzo indietro con la macchina del tempo e rivivere la stessa scena di quasi 30 anni fa, fermata con uno scatto quasi nello stesso punto della casa e leggere la stessa espressione del tuo babbo nei tuoi occhi. Sì è stata un'emozione fortissima che ti dedico qui con queste righe e queste due fotografie con tutto l'affettuosa trepidazione e il mio amore di nonna.
martedì 27 ottobre 2009
Elisir di giovinezza per chi ha bisogno di ..tirarsi un po' sù
Non c'è tanto da stare allegri in questo periodo di " vacche magre", con l'economia che va a rotoli, l'epidemia d'influenza dilagante, la scuola che sembra aver esaurito il suo compito e i nostri politici che non trovano di meglio che rinfacciarsi a vicenda avventure con donnine e trans per evitare di occuparsi dei problemi seri del paese.
Noto anche nella blogosfera una certa aria di stanchezza, di depressione e di rassegnazione, favorita anche dai malanni di stagione o della.... "seconda giovinezza", atmosfera ravvivata solo a tratti da qualche lieto evento come il compleanno di Riri, i progressi dei vostri cuccioli e qualche bel racconto di viaggio o di fantasia.
Perciò, bando alle tristezze, voglio strapparvi un sorriso con alcune ricette trovata nel mio libro " Erbe amiche" mentre cercavo le proprietà terapeutiche di una pianta che tutti potrete reperire facilmente: il ROSMARINO (Rosmarinus officinalis)
Prima un po' di storia
La fama di questa pianta supera di gran lunga quella di ogni altra erba. Fino al Rinascimento era considerata una vera panacea universale. Gli venivano attribuite la facoltà non solo di guarire ogni malattia, ma anche di ridare la giovinezza.
Questo potere mitico è legato alle vicende della settantaduenne regina Elisabetta d'Ungheria, vissuta nel XIV sec., che ridotta agli estremi dalla gotta e dai reumatismi, riuscì a ritrovare, grazie ad un preparato chiamato "acqua di rosmarino", il vigore dei vent'anni e a sedurre il re di Polonia. Altri regnanti pare abbiano tratto giovamento da quest'acqua: tra i più famosi Luigi XIV, guarito da un reumatismo che lo affliggeva alle braccia e alle spalle. Madame de Sévigné ne faceva largo uso e affermava che era un ottimo rimedio contro la tristezza e tutti i dispiaceri ;)
La nostra epoca moderna , più realista, riconosce al rosmarino un'azione stimolante e tonica certa, lo raccomanda per migliorare la circolazione del sangue, stimolare la digestione, accrescere il tono da surmenage fisico ed intellettuale e dei convalescenti, stimolare la funzione biliare ed epatica. E' prezioso anche contro emicranie,vertigini, palpitazioni, insonnia, nervosismo e disturbi intestinali legati ai disturbi di cui sopra.
Ed ora alcune ricette:
Elisir di giovinezza: la famosa " acqua di rosmarino" della regina Elisabetta d'Ungheria si prepara facendo bollire per 2 minuti 50 g di rametti di rosmarino in 1 l. di buon vino e bevendone 1 o 2 tazzine al dì.
Contro la febbre leggera: bollire 2 minuti 40 g. di foglie di rosmarino in 1 l. d'acqua. 3 o 4 tazzine al giorno
Contro la debolezza: bollire in 1 l. d'acqua 30 g. di menta piperita e 30 g di foglie di rosmarino. 3 tazzine al giorno
Contro gli ascessi: il decotto con 30 g di foglie per litro d'acqua.
Contro il torcicollo: il cataplasma caldo
Contro il catarro bronchiale: suffumigi con foglie di rosmarino
Per un bagno tonificante: un rametto di rosmarino aggiunto all'acqua.
Se poi queste ricette non avessero l'effetto desiderato non me ne volete, ma sono sicura che male non vi faranno e magari sarete meno tristi.
P.S. Dimenticavo: il nome rosmarino (Rosmarinus officinalis) deriva dal latino ros marinus cioè rugiada del mare perché questa pianta cresce spontanea sulla riva del mare
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venerdì 23 ottobre 2009
Povera scuola!
Approfitto di una tregua nel cattivo funzionamento del mio blog per portare all'attenzione di chi ancora mi legge questi post dal blog di Gabriele, nel caso vi fossero sfuggiti. Sono amare considerazioni che mi coinvolgono come ex insegnante, come moglie , come mamma, come nonna e come amica vostra e dei vostri figli, perché i problemi della scuola non si possono risolvere tagliando in modo sconsiderato su tutto e soprattutto sulla scuola pubblica, mortificando gli insegnanti e scaricando su di loro tutti i mali del paese e della scuola. Gli effetti delle riforme a colpi di decreti e di proclami che si stanno facendo ora si vedranno fra qualche anno e li pagheranno i nostri figli e nipoti. Meditate gente, meditate.
la musica è finita... gli amici se ne vanno... e tu...
La fine del Diritto
Questa è invece la lettera di un insegnante rivolta al nostro ministro dal sito di rete scuole
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mercoledì 21 ottobre 2009
domenica 18 ottobre 2009
Missioni lontane e vicine
Oggi si celebra la giornata Missionaria Mondiale.
Ho tanti amici, religiosi e laici che prestano la loro opera in numerose missioni sparse nel mondo. I più cari sono Peppo e Adriana di cui vi ho parlato in questo post e nei 2 successivi a proposito del progetto che stanno attuando a S. Nicolas in Ecuador e che trovate anche nella barra qui a fianco. Tuttavia l'evoluzione e l'aumento del fenomeno dell'immigrazione clandestina e non nel nostro paese in questi ultimi mesi, proprio dai paesi lontani dove svolgono la loro missione, mi induce a fare una seria riflessione.
Ormai non basta più, per tacitare le nostre coscienze, un'offerta ogni tanto, per aiutare quelle popolazioni e le Missioni nel loro paese, perché tutti, credenti e non, siamo chiamati a cooperare in una Missione molto più grande e più vicina, qui nel nostro paese, aiutando queste persone ad integrarsi, a diventare italiani, a ritrovare la loro dignità di persone, rinunciando ai nostri piccoli e grandi egoismi per ritrovare la stima anche in noi stessi.
Ho tanti amici, religiosi e laici che prestano la loro opera in numerose missioni sparse nel mondo. I più cari sono Peppo e Adriana di cui vi ho parlato in questo post e nei 2 successivi a proposito del progetto che stanno attuando a S. Nicolas in Ecuador e che trovate anche nella barra qui a fianco. Tuttavia l'evoluzione e l'aumento del fenomeno dell'immigrazione clandestina e non nel nostro paese in questi ultimi mesi, proprio dai paesi lontani dove svolgono la loro missione, mi induce a fare una seria riflessione.
Ormai non basta più, per tacitare le nostre coscienze, un'offerta ogni tanto, per aiutare quelle popolazioni e le Missioni nel loro paese, perché tutti, credenti e non, siamo chiamati a cooperare in una Missione molto più grande e più vicina, qui nel nostro paese, aiutando queste persone ad integrarsi, a diventare italiani, a ritrovare la loro dignità di persone, rinunciando ai nostri piccoli e grandi egoismi per ritrovare la stima anche in noi stessi.
venerdì 16 ottobre 2009
Di razze ce n'è una sola: quella umana
Dopo aver letto il bel post di Jasna e aver fatto una piccola ricerca su internet per cercare una leggenda sulla creazione dell'uomo sono arrivata ad un sito che riporta il Manifesto degli Scienziati italiani contro il razzismo
''Le razze umane non esistono. L’esistenza delle razze umane è un’astrazione derivante da una cattiva interpretazione di piccole differenze fisiche fra persone, percepite dai nostri sensi, erroneamente associate a differenze 'psicologiche' e interpretate sulla base di pregiudizi secolari. Queste astratte suddivisioni, basate sull’idea che gli umani formino gruppi biologicamente ed ereditariamente ben distinti, sono pure invenzioni da sempre utilizzate per classificare arbitrariamente uomini e donne in 'migliori' e 'peggiori' e quindi discriminare questi ultimi (sempre i più deboli), dopo averli additati come la chiave di tutti i mali nei momenti di crisi'', recita un quanto mai chiaro Articolo 1 del Manifesto.
I primi firmatari sono nomi di primo piano della scienza, tra i quali spicca il Premio Nobel Rita Levi Montalcini, Francesco Remotti, Elena Gagliasso, Alberto Piazza e tanti altri.
Sembrano lontani i tempi del Manifesto della Razza, sottoscritto nel 1938 da professori universitari italiani, che rappresenta una delle pagine più cupe della storia di questo Paese. Ma dopo settanta anni il mondo accademico è chiamato a dare un segnale diametralmente opposto, perché il razzismo è ancora tra noi. Anche se, come ricorda all'articolo 7, ''il razzismo é contemporaneamente omicida e suicida''.
Fonte: Peace Reporter
Per chi vuol conoscere gli altri articoli di questo manifesto Può cliccare QUI
Di razza umana ce n'è una sola. Un concetto semplice, che nel 2008 dovrebbe appartenere al bagaglio culturale di ciascuno di noi. Ma purtroppo, come le recenti vicende di cronaca insegnano, non è così.
Questa, amara, considerazione ha spinto il gruppo degli scienziati italiani Contro ogni razzismo, durante un meeting tenutosi in provincia di Pisa, a scrivere il Manifesto degli Scienziati Antirazzisti 2008. L'iniziativa è sostenuta dalla Regione Toscana e punta a raccogliere le adesioni del maggior numero possibile di studiosi.
Questa, amara, considerazione ha spinto il gruppo degli scienziati italiani Contro ogni razzismo, durante un meeting tenutosi in provincia di Pisa, a scrivere il Manifesto degli Scienziati Antirazzisti 2008. L'iniziativa è sostenuta dalla Regione Toscana e punta a raccogliere le adesioni del maggior numero possibile di studiosi.
''Le razze umane non esistono. L’esistenza delle razze umane è un’astrazione derivante da una cattiva interpretazione di piccole differenze fisiche fra persone, percepite dai nostri sensi, erroneamente associate a differenze 'psicologiche' e interpretate sulla base di pregiudizi secolari. Queste astratte suddivisioni, basate sull’idea che gli umani formino gruppi biologicamente ed ereditariamente ben distinti, sono pure invenzioni da sempre utilizzate per classificare arbitrariamente uomini e donne in 'migliori' e 'peggiori' e quindi discriminare questi ultimi (sempre i più deboli), dopo averli additati come la chiave di tutti i mali nei momenti di crisi'', recita un quanto mai chiaro Articolo 1 del Manifesto.
I primi firmatari sono nomi di primo piano della scienza, tra i quali spicca il Premio Nobel Rita Levi Montalcini, Francesco Remotti, Elena Gagliasso, Alberto Piazza e tanti altri.
Sembrano lontani i tempi del Manifesto della Razza, sottoscritto nel 1938 da professori universitari italiani, che rappresenta una delle pagine più cupe della storia di questo Paese. Ma dopo settanta anni il mondo accademico è chiamato a dare un segnale diametralmente opposto, perché il razzismo è ancora tra noi. Anche se, come ricorda all'articolo 7, ''il razzismo é contemporaneamente omicida e suicida''.
Fonte: Peace Reporter
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venerdì 9 ottobre 2009
Il decalogo dell'anziano: note a margine di una gita in bici
Probabilmente quella di mercoledì è stata la mia ultima impegnativa gita cicloturistica del 2009, ma decisamente una delle migliori, anche per le emozioni e le sensazioni provate. In questo autunno un po' anomalo che conserva un po' di nostalgia dell'estate, Gabriele ed io abbiamo percorso questo tratto della ciclabile Brescia-Cremona, fino a Pontevico, attraversando la fertile campagna della Bassa Bresciana, riscoprendo luoghi della memoria storica del nostro territorio e della nostra vita, che credevo dimenticati, cercandone inutilmente altri, cancellati per sempre dalla mano dell'uomo e provando per questo una delusione indescrivibile, come se mi fosse stato strappato un pezzo della mia vita. La ciclabile percorre per un buon tratto l'incantevole Parco del fiume Strone di cui potrete vedere alcune belle immagini e la mappa cliccando QUI in attesa di poter vedere quelle scattate da Gabriele.
Beh, dopo questi 85 km,posso dichiararmi fiera di aver superato anche questa prova alla mia non più verde età, in cui cerco di osservare questo simpatico decalogo affisso su una casetta di legno in un'area di sosta chiamata Mulino della Buca lungo questa ciclabile, nei pressi di Offlaga. Per leggerle meglio è necessario cliccare sulla foto per ingrandirla
Beh, dopo questi 85 km,posso dichiararmi fiera di aver superato anche questa prova alla mia non più verde età, in cui cerco di osservare questo simpatico decalogo affisso su una casetta di legno in un'area di sosta chiamata Mulino della Buca lungo questa ciclabile, nei pressi di Offlaga. Per leggerle meglio è necessario cliccare sulla foto per ingrandirla
lunedì 5 ottobre 2009
EQUILIBRI
Ieri Gabriele ed io, al termine di una splendida gita in bici intorno al lago d'Iseo, in una giornata magnifica dove tutto sembrava esaltare le meraviglie della natura, incorniciate in una finestra di roccia aperta sul lago d’Iseo, lungo il percorso ciclo-turistico Vello-Toline, sulla sponda bresciana del lago, abbiamo trovato questa curiosa scultura, composta da sassi che .....parlavano. Ecco cosa raccontano:
“Siamo Figli di questa Valle, migliaia di anni orsono, siamo stati strappati dal ventre di queste montagne… Il ghiaccio prima e le inondazioni poi, ci hanno trasportato e sotterrato nei terreni della Bassa, DOVE Uomini operosi con l’Amore per la Terra, la loro Forza e quella dell’Aratro, ci hanno ritrovato… Ora siamo qui a testimonianza delle nostre Origini, per ricordare e ricordarvi che nulla si crea e nulla si distrugge… ma tutto si TRASFORMA!
Abbiate cura di questa TERRA perché è l’unica che abbiamo.
Dedicato a chi percorre questo sentiero in cerca di un EQUILIBRIO interiore e a
chi questo Equilibrio già l’ha trovato”
Grazie all'anonimo autore di questa autentica opera d'arte, quasi un inno alla natura e un appello all'umanità che ha il dovere di mantenere in essa l'equilibrio che ci è stato donato.
Per vedere tutte le fotografie di questa gita in Bici intorno al lago d'Iseo cliccate QUI
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domenica 4 ottobre 2009
A FRANCESCA

Quando don Raffaele il giorno del tuo Battesimo chiese ai tuoi genitori il motivo della scelta del tuo nome risposero che lo avevano scelto perché si sentivano particolarmente legati alla figura di S.Francesco d'Assisi. Perciò oggi ricorre anche il tuo primo onomastico, nonostante di Sante al femminile col tuo nome sul calendario ce ne siano a bizzeffe.
E' una giornata importante questa, anche perché il Parlamento italiano, con la Legge 10 febbraio 2005 n. 24, ha riconosciuto "il 4 ottobre quale solennità civile e giornata della pace, della fraternità e del dialogo tra appartenenti a culture e religioni diverse, in onore del Patrono speciale d'Italia, San Francesco d'Assisi".
Francesca significa anche “donna libera” per questo ti auguro di portare il tuo nome con orgoglio e di riuscire a diventare anche tu portatrice di pace, di serenità e di amore verso tutti gli esseri viventi, libera da ogni condizionamento negativo e sempre con la gioia nel cuore.
Ci sono tante canzoni moderne dedicate a Francesca, ma io preferisco dedicare a te e ai tuoi genitori che hanno scelto questo bellissimo nome, il video della preghiera di S. Francesco interpretata da Claudio Baglioni, le cui splendide immagini sottolineano efficacemente il testo di Fratello sole e Sorella luna, tratto dal Cantico delle Creature.
La tua nonna Luigina
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giovedì 1 ottobre 2009
1 ottobre 1956
Allora l'anno scolastico iniziava, per tutti, il 1° ottobre, ma per me, vivace alunna di seconda elementare, oltre ad essere il primo giorno di scuola era un giorno speciale.
Quel mattino non stavo più nella pelle per l'agitazione e non riuscivo a stare ferma in quell'enorme banco di legno che mi sembrava una prigione e cercavo una scusa per uscirne, ma le regole erano severissime e i castighi per chi le trasgrediva durissimi. L'unica possibilità concessa dalla maestra per uscire da quel banco senza il suo permesso, durante la lezione, era di andare al cestino vicino alla cattedra per temperare la matita.
Presi allora dall'astuccio il robusto temperino di metallo e la matita nuova, già temperata la sera precedente, quando avevo dovuto preparare la cartella da sola, e mi avviai al cestino.
Temperavo forsennatamente la matita finché la punta si rompeva, lanciando ogni tanto un'occhiata alla mia maestra, intenta a guardare i nostri quaderni. Temperavo, temperavo e la matita si accorciava sempre più. Ad un certo punto:
- Luigina hai finito di temperare quella matita? Hai intenzione di consumarla tutta?
Le parole della maestra mi fecero trasalire, le mie mani cominciarono a sudare e la matita cadde nel cestino. Lei mi guardò mentre affannata la cercavo fra le carte e i trucioli di legno e accorgendosi della mia agitazione:
- Che ti succede Luigina?
- Succede... succede ... che mi è nato un fratellino..Alberto. Risposi d'un fiato, col mozzicone di matita recuperato nel cestino fra le mani, sgranando gli occhi per scorgere la reazione della maestra. Ma non feci in tempo a vederla: mi ritrovai stretta in un abbraccio contro il suo petto, circondata da 40 bimbe col grembiulino nero che si erano catapultate fuori dai banchi, senza il suo permesso, per farmi festa, vedendo che lei aveva deposto la sua aria severa per lasciare il posto ad un largo sorriso di partecipazione alla mia gioia.
Da allora fratellino sono passati 53 anni, le nostre vite si sono unite, separate e riunite fisicamente e... ideologicamente molte volte.
Del giorno della tua nascita non esistono fotografie, solo questa immagine rimasta stampata nella mia mente, che ho tentato di descriverti, come se fosse quel 1° ottobre e che ti dedico per augurarti uno speciale BUON COMPLEANNO e per dirti che ti voglio sempre bene come allora.
Quel mattino non stavo più nella pelle per l'agitazione e non riuscivo a stare ferma in quell'enorme banco di legno che mi sembrava una prigione e cercavo una scusa per uscirne, ma le regole erano severissime e i castighi per chi le trasgrediva durissimi. L'unica possibilità concessa dalla maestra per uscire da quel banco senza il suo permesso, durante la lezione, era di andare al cestino vicino alla cattedra per temperare la matita.
Presi allora dall'astuccio il robusto temperino di metallo e la matita nuova, già temperata la sera precedente, quando avevo dovuto preparare la cartella da sola, e mi avviai al cestino.
Temperavo forsennatamente la matita finché la punta si rompeva, lanciando ogni tanto un'occhiata alla mia maestra, intenta a guardare i nostri quaderni. Temperavo, temperavo e la matita si accorciava sempre più. Ad un certo punto:
- Luigina hai finito di temperare quella matita? Hai intenzione di consumarla tutta?
Le parole della maestra mi fecero trasalire, le mie mani cominciarono a sudare e la matita cadde nel cestino. Lei mi guardò mentre affannata la cercavo fra le carte e i trucioli di legno e accorgendosi della mia agitazione:
- Che ti succede Luigina?
- Succede... succede ... che mi è nato un fratellino..Alberto. Risposi d'un fiato, col mozzicone di matita recuperato nel cestino fra le mani, sgranando gli occhi per scorgere la reazione della maestra. Ma non feci in tempo a vederla: mi ritrovai stretta in un abbraccio contro il suo petto, circondata da 40 bimbe col grembiulino nero che si erano catapultate fuori dai banchi, senza il suo permesso, per farmi festa, vedendo che lei aveva deposto la sua aria severa per lasciare il posto ad un largo sorriso di partecipazione alla mia gioia.
Da allora fratellino sono passati 53 anni, le nostre vite si sono unite, separate e riunite fisicamente e... ideologicamente molte volte.
Del giorno della tua nascita non esistono fotografie, solo questa immagine rimasta stampata nella mia mente, che ho tentato di descriverti, come se fosse quel 1° ottobre e che ti dedico per augurarti uno speciale BUON COMPLEANNO e per dirti che ti voglio sempre bene come allora.
martedì 29 settembre 2009
lunedì 14 settembre 2009
Emozioni sul lago
Anch'io ieri ho potuto partecipare alla finale dell’“ITACA A.I.L CUP” e dare il mio piccolo contributo alla riuscita di questa manifestazione.
Cliccando QUI potrete leggere il resoconto della giornata ricca di emozioni, commozione e speranza, pubblicato sul sito del Circolo Fraglia Vela di Desenzano del Garda, che ha organizzato la manifestazione, cui vorrei aggiungere questo breve filmato di Youtube, girato da mio marito durante la regata a bordo dell'imbarcazione Hellcat, comandata da Luciano Gnocchi con gli skipper Marco e Aldo (?), e durante i momenti salienti della giornata.
Il momento più commovente però è stata la consegna alla mamma di Andrea Zani della bandiera con la fotografia di suo figlio, firmata da tutti i partecipanti al Giro d'Italia in barca a vela e alle regate sul lago del Progetto Itaca.
Andrea è stato il più convinto sostenitore di questa iniziativa e proprio ieri avrebbe festeggiato il suo compleanno. Sicuramente anche lui ci ha dato una mano da lassù a far splendere il sole su questa giornata, rendendola davvero indimenticabile.
Personalmente ho avuto la bella soddisfazione di ritirare, a nome dell'equipaggio della barca Hellcat il premio offerto da Francesco Renga, testimonial della manifestazione, per il 9° posto conquistato nella regata e un applauso particolare per la torta fredda al cocco che ho preparato, come contributo alla riuscita dell'ottimo pranzo.
Il mio ringraziamento particolare va a tutte le persone che hanno reso possibile la realizzazione di questo mio sogno, ma soprattutto alla mia “fatina/psicologa” Silvia, che ieri non ha potuto essere presente al coronamento della sua fatica, a causa di un importante impegno per la sua vita futura, per cui le faccio un augurio immenso e alla simpaticissima infermiera Carla del day Hospital di Oncologia medica, che oggi in reparto mostrava con fierezza il pesante trofeo vinto dalla barca Ines, del quale è stata nominata custode per meriti sul campo.
Per vedere il filmato della regata cliccare QUI. Per vedere l'album su Picasaweb cliccare QUA
Cliccando QUI potrete leggere il resoconto della giornata ricca di emozioni, commozione e speranza, pubblicato sul sito del Circolo Fraglia Vela di Desenzano del Garda, che ha organizzato la manifestazione, cui vorrei aggiungere questo breve filmato di Youtube, girato da mio marito durante la regata a bordo dell'imbarcazione Hellcat, comandata da Luciano Gnocchi con gli skipper Marco e Aldo (?), e durante i momenti salienti della giornata.
Il momento più commovente però è stata la consegna alla mamma di Andrea Zani della bandiera con la fotografia di suo figlio, firmata da tutti i partecipanti al Giro d'Italia in barca a vela e alle regate sul lago del Progetto Itaca.
Andrea è stato il più convinto sostenitore di questa iniziativa e proprio ieri avrebbe festeggiato il suo compleanno. Sicuramente anche lui ci ha dato una mano da lassù a far splendere il sole su questa giornata, rendendola davvero indimenticabile.
Personalmente ho avuto la bella soddisfazione di ritirare, a nome dell'equipaggio della barca Hellcat il premio offerto da Francesco Renga, testimonial della manifestazione, per il 9° posto conquistato nella regata e un applauso particolare per la torta fredda al cocco che ho preparato, come contributo alla riuscita dell'ottimo pranzo.
Il mio ringraziamento particolare va a tutte le persone che hanno reso possibile la realizzazione di questo mio sogno, ma soprattutto alla mia “fatina/psicologa” Silvia, che ieri non ha potuto essere presente al coronamento della sua fatica, a causa di un importante impegno per la sua vita futura, per cui le faccio un augurio immenso e alla simpaticissima infermiera Carla del day Hospital di Oncologia medica, che oggi in reparto mostrava con fierezza il pesante trofeo vinto dalla barca Ines, del quale è stata nominata custode per meriti sul campo.
Per vedere il filmato della regata cliccare QUI. Per vedere l'album su Picasaweb cliccare QUA
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sabato 12 settembre 2009
LA LEZIONE DELLA ROSA

“Non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi” diceva la volpe al Piccolo Principe. E a me lo dice una piccola rosa rossa, avvolta in carta cellophanata che mi mostra il suo bocciolo scarlatto nel vaso in cui l'ho messa una settimana fa, omaggio di una carissima amica che con questa rosa mi ha dato una lezione di vita.
Un vecchio adagio dice che la bellezza delle rosa dura lo spazio di un mattino, invece io la ammiro da una settimana, sempre bella, col suo lieve profumo e ogni volta rivedo la scena in cui mi è stata donata..
Ali entra nella pizzeria affollata col suo mazzo di rose tra le braccia e si ferma al nostro tavolo, dove accenna ad appoggiare uno di quei fiori, ma si allontana subito, con un sorriso mesto e senza una parola, rassegnato per la nostra indifferenza.
Il giro della sala non ha miglior successo presso gli altri avventori e Alì si sta già avviando verso l'uscita, quando l'amica Renata lo chiama e lo invita ad offrirmi una rosa, allungandogli l' euro richiesto ed aggiungendone un altro per il caffè.
Gli occhi di Alì si illuminano pieni di riconoscenza e il suo sorriso si fa radioso, mentre si congeda accennando un inchino ed un gesto di ammirata approvazione.
Ringrazio l'amica per l'omaggio inatteso e rimango colpita dal commento al suo gesto.
“ Mi fanno venire il nervoso le persone che fanno sfoggio di generosità e ricchezza con me, che non ne ho bisogno e fingono di non vedere gli sforzi dei tanti Alì che cercano di guadagnarsi onestamente da vivere, giustificandosi che non si possono aiutare tutti! Io non posso aiutarli tutti, ma farne contento uno sì!”
Ecco forse il segreto della lunga durata della vita di quella rosa sta in quello slancio di Renata che ha visto quella rosa con gli occhi del cuore e nello sguardo pieno di riconoscenza di Alì nel porgermela. Una bella lezione di vita. Grazie amica mia!
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lunedì 7 settembre 2009
Una domenica da ricordare
La giornata è iniziata sotto i migliori auspici. Sveglia alle 6,30 con un cielo terso e un'aria frizzantina che mi ha messo subito di buonumore, dopo il caldo soffocante dei giorni scorsi. A Jerago ci aspettava Jasna per festeggiare con qualche giorno di ritardo il suo compleanno, ma ci ha suggerito di dedicare la mattinata al percorso della magnifica ciclopedonale intorno al lago di Varese, nei luoghi che hanno visto gli anni felici della mia infanzia e le siamo molto grati per questo suggerimento anche se ci sarebbe piaciuto fare questa gita con lei e la sua bella famiglia.
Il percorso in bici di 29 km si compie in due ore, ma ci abbiamo impiegato un po' di più. perché abbiamo fatto una deviazione a Gavirate, per comperare i dolci tipici del paese e nel parco del Lido di Schiranna abbiamo dovuto uscire dal tracciato a causa di una gara non segnalata precedentemente.
Alle 12, caricate le bici, siamo partiti alla volta di Jerago, dove Jasna e Monica stavano spadellando dalla mattina alle 7 per un pranzo luculliano a base di pesce, degno dei migliori ristoranti, innaffiato da un ottimo Vermentino di Toscana e completato da una deliziosa e raffinata torta di compleanno. Il tutto allietato dalla simpatia contagiosa, che sprizza da tutti i pori, di Ezio e dalle trovate della più taciturna e misteriosa Zoe. Il tempo in compagnia di Jasna, Alessandro, Monica, Pasquale e Arianna è letteralmente volato e di questo pomeriggio rimane traccia nel secondo album, ma soprattutto nei nostri cuori e nelle nostre menti, per la gioia di esserci ritrovati e di aver aggiunto un tassello in più alla nostra amicizia
Per sfogliare l'album della gita in bici cliccare QUI per vedere quello del pranzo da Jasna invece QUA usando le frecce sopra la prima foto
Gabriele aveva già caricato le nostre vecchie bici sull'automobile e alle 7,30 eravamo pronti per partire.
Alle 9,30 eravamo ad Azzate, dove inizia uno dei più bei percorsi ciclabili che conosca, adatto ad ogni età, rispettoso di un ambiente naturale, molto vario, tra i più suggestivi e ricchi di scorci panoramici, che si snoda tra un alternarsi di fitti boschi cedui, con relativo sottobosco, prati ancora verdeggianti e campi coltivati.Il percorso in bici di 29 km si compie in due ore, ma ci abbiamo impiegato un po' di più. perché abbiamo fatto una deviazione a Gavirate, per comperare i dolci tipici del paese e nel parco del Lido di Schiranna abbiamo dovuto uscire dal tracciato a causa di una gara non segnalata precedentemente.
Alle 12, caricate le bici, siamo partiti alla volta di Jerago, dove Jasna e Monica stavano spadellando dalla mattina alle 7 per un pranzo luculliano a base di pesce, degno dei migliori ristoranti, innaffiato da un ottimo Vermentino di Toscana e completato da una deliziosa e raffinata torta di compleanno. Il tutto allietato dalla simpatia contagiosa, che sprizza da tutti i pori, di Ezio e dalle trovate della più taciturna e misteriosa Zoe. Il tempo in compagnia di Jasna, Alessandro, Monica, Pasquale e Arianna è letteralmente volato e di questo pomeriggio rimane traccia nel secondo album, ma soprattutto nei nostri cuori e nelle nostre menti, per la gioia di esserci ritrovati e di aver aggiunto un tassello in più alla nostra amicizia
Per sfogliare l'album della gita in bici cliccare QUI per vedere quello del pranzo da Jasna invece QUA usando le frecce sopra la prima foto
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sabato 5 settembre 2009
lunedì 31 agosto 2009
Cara Jasna ti scrivo....
MARTEDì 1 SETTEMBRE

volevo farti un augurio originale,
abbracciarti col pensiero
e stringermi a te con affetto vero.
Voglio dirti cara amica
quanto sia felice di averti incontrata
nel cammino della mia vita.
Le persone, come te care,
nel cammino della mia vita.
Le persone, come te care,
sono come piccoli tesori
che la vita ci ha voluto donare
per far sorridere i nostri cuori.
E col mio cuore ti voglio augurare
un Compleanno da incorniciare,
per far sorridere i nostri cuori.
E col mio cuore ti voglio augurare
un Compleanno da incorniciare,
con queste mie rime sgangherate,
che dal profondo sono sgorgate.
By zia Luy
mercoledì 26 agosto 2009
ARRIVATI!!!!

E' stata dura ma ce l'hanno fatta! Per ora solo la foto scattata col mio cellulare all'arrivo a casa. I dettagli della quarta tappa di ben 120 km più tardi .
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Cammino di S.Giulia,
cicloturismo
martedì 25 agosto 2009
Cammino di S.Giulia:3a tappa Sillano-Parma
Tappa di ben km 98,6 . La più impegnativa, ma credo la più bella, soprattutto dal punto di vista paesaggistico, perché per due terzi nel cuore del Parco Nazionale dell'Appennino.
E' iniziata di buon mattino per affrontare ancora freschi e riposati i 13 km di salita impegnativa per arrivare al passo. Salita più dura del previsto, ma arrivati in cima e scollinato verso Vaglie hanno avuto la cattiva sorpresa di trovare una salita imprevista fino a Busana, dove sono arrivati verso le 14 . Dopo una breve sosta per il pranzo, li aspettava una serie di saliscendi nell'alta valle percorsa dal torrente Enza.
Alle 16,30 nella telefonata a 40 km dalla meta ho sentito Gabriele per la prima volta molto affaticato, ma ancora ottimista, perché ormai erano arrivati in pianura. A Traversetolo, alle porte di Parma, Andrea, figlio di Elio, li aspettava impaziente.
L'arrivo alle 18,30. Doccia veloce e una bella pizza hanno rimesso in sesto i nostri impavidi, che ora godono il meritato riposo prima dell'ultima tappa, la più lunga da Parma a Brescia, ma fortunatamente tutta pianeggiante.
E' iniziata di buon mattino per affrontare ancora freschi e riposati i 13 km di salita impegnativa per arrivare al passo. Salita più dura del previsto, ma arrivati in cima e scollinato verso Vaglie hanno avuto la cattiva sorpresa di trovare una salita imprevista fino a Busana, dove sono arrivati verso le 14 . Dopo una breve sosta per il pranzo, li aspettava una serie di saliscendi nell'alta valle percorsa dal torrente Enza.
Alle 16,30 nella telefonata a 40 km dalla meta ho sentito Gabriele per la prima volta molto affaticato, ma ancora ottimista, perché ormai erano arrivati in pianura. A Traversetolo, alle porte di Parma, Andrea, figlio di Elio, li aspettava impaziente.
L'arrivo alle 18,30. Doccia veloce e una bella pizza hanno rimesso in sesto i nostri impavidi, che ora godono il meritato riposo prima dell'ultima tappa, la più lunga da Parma a Brescia, ma fortunatamente tutta pianeggiante.
lunedì 24 agosto 2009
Cammino di S. Giulia ...a metà strada

Itinerario in blu della I tappa
Eccomi ad aggiornare gli amici curiosi sul proseguimento del Cammino dei nostri due temerari.La tappa di ieri è stata abbastanza facile, perché prevalentemente pianeggiante, ma resa più dura dal sole cocente e dall'afa, non rispettosi delle previsioni meteo che volevano un abbassamento delle temperature anche nella zona tra Livorno e Lucca.
L'avventura era iniziata ancora sabato mattina con la partenza da Brescia in macchina con porta-bici e méta Viareggio, ospiti di Elio e Beatrice, che il mattino seguente ha accompagnato i nostri 2 prodi a Livorno, punto di partenza del Cammino di S.Giulia, patrona della città.
Qui è iniziata la traslazione delle reliquie della Santa, provenienti dalla Corsica, alla volta della nostra città, in epoca Longobarda, come potrà meglio approfondire chi avrà voglia di navigare nel sito che vi ho linkato nel post precedente.
Qui è iniziata la traslazione delle reliquie della Santa, provenienti dalla Corsica, alla volta della nostra città, in epoca Longobarda, come potrà meglio approfondire chi avrà voglia di navigare nel sito che vi ho linkato nel post precedente.
Dopo un breve incontro con alcuni esponenti della Compagnia di S.Giulia di Livorno, Gabriele ed Elio hanno iniziato a pedalare sul percorso tracciato nella prima mappa, facendo due soste la prima a Caprona, citata da Dante nella Divina Commedia e dominata dalla suggestiva torre su uno sperone roccioso ,dove hanno potuto visitare la Pieve di S.Giulia
e la seconda a Buti, con una sosta per un pranzo ristoratore. Nel primo pomeriggio, una breve visita alla bella città di Lucca in attesa di Beatrice per il ritorno a Viareggio per la notte, dopo 62 km.Questa mattina la seconda tappa più impegnativa con ripartenza da Lucca e prima sosta ad ammirare il suggestivo Ponte del Diavolo a Borgo a Mozzano
Quindi, lungo la bellissima Garfagnana, i primi saliscendi e scollinamenti e qualche ora senza notizie e tanta apprensione, nonostante Gabriele nelle precedenti telegrafiche telefonate abbia cercato di rassicurarmi sulle condizioni fisiche di entrambe i... giovanotti.
Finalmente alle 14 la chiamata da Camporgiano, dove si sono rifocillati e poi da Piazza al Serchio, ai piedi della salita più impegnativa della giornata, ripartiti verso la meta di Sillano, nel cuore del Parco dell'Appennino, con un clima decisamente più gradevole di ieri , che ha mitigato in parte la fatica dell'arrampicata.
Dopo 68 km, una bella doccia ristoratrice, la cena e il giusto riposo nell'unico accogliente albergo della ridente piccola località collinare prima della nuova fatica di domani con destinazione Parma.
Ho qualche difficoltà a postare immagini con Google oggi, perciò vi ho linkato i siti dove potrete vedere alcune delle località toccate con alcune note storiche e di cultura, in attesa di quelle scattate dai nostri due pellegrini .
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domenica 23 agosto 2009
Loro ci stanno provando....
Avrei voluto esserci anch'io con loro, ma cause di forza maggiore non mi hanno permesso di fare in tempo un adeguato allenamento, perciò li seguirò col pensiero, attraverso le pagine di questo blog, condividendo con voi gli appunti di viaggio di questo cammino, tappa per tappa, emozioni, ansie, speranze, che al loro ritorno saranno corredate da fotografie e filmati di questa nuova ed entusiasmante avventura.
I link evidenziati in rosso vi porteranno ai siti e alle immagini di questo progetto, nato a Nonza,un paesino aggrappato a uno speroso roccioso, a picco sul mare di Corsica, per poi viaggiare nelle nostre menti e nei nostri sogni ed arrivare oggi alla soglia della sua realizzazione, grazie a chi ha avuto il coraggio di mettersi alla prova.
Nonza
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mercoledì 19 agosto 2009
Pensiero della sera
La storia è fatta da quelli che ci provano, ma è scritta da quelli che ci riescono ( F. Marrazzi)
giovedì 13 agosto 2009
Pensieri ...in bicicletta
Una bella bici che va
silenziosa velocità
sopra le distanze, le lontananze starà
una bella bici che va
silenziosa velocità
rotolava biglie e il
Giro d'Italia farà
una bici non si ama,
si lubrifica, si modifica
una bici si declama
come una poesia per volare via
una bella bici che va
roteante fluidità
bici futurista, bici d'artista sarà
una bella bici che va
roteante fluidità
sagoma dinamica e geometrica avrà
una bici vuole fama
e chilometri, e chilometri
una bici è una dama
falla vincere, falla ridere
una bella bici che va
pedalante mobilità
nel suo portapacchi
quel che ci ficchi ci sta
una bella bici che va
pedalante mobilità
anima testarda di una coccarda vivrà
una bici la si ama
come l'ultima delle fantasie
c'è uno scatto che ti chiama
come il fischio che hanno le frenesie
silenziosa velocità
sopra le distanze, le lontananze starà
una bella bici che va
silenziosa velocità
rotolava biglie e il
Giro d'Italia farà
una bici non si ama,
si lubrifica, si modifica
una bici si declama
come una poesia per volare via
una bella bici che va
roteante fluidità
bici futurista, bici d'artista sarà
una bella bici che va
roteante fluidità
sagoma dinamica e geometrica avrà
una bici vuole fama
e chilometri, e chilometri
una bici è una dama
falla vincere, falla ridere
una bella bici che va
pedalante mobilità
nel suo portapacchi
quel che ci ficchi ci sta
una bella bici che va
pedalante mobilità
anima testarda di una coccarda vivrà
una bici la si ama
come l'ultima delle fantasie
c'è uno scatto che ti chiama
come il fischio che hanno le frenesie
Clicca sul titolo per sentire la bella canzone di Paolo Conte, sigla del Giro d'Italia 2007
La vita è come una bicicletta con dieci velocità. La maggior parte di noi ha marce che non userà mai (Charles Schulz)
La vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti. (Albert Einstein)
sabato 8 agosto 2009
SCRIVERE.....

Scrivere su questo blog, a volte per me, è come rimarginare una ferita, un raddrizzare sulla pagina qualcosa che è andato storto nella vita. Ma, spesso, più scrivo più la ferita mi sembra grande e che non si possa mai rimarginare o che i paletti da raddrizzare non finiscano mai. Anzi lo scrivere pare faccia riaprire ferite che sembravano guarite da tempo o cadere i paletti che avevo creduto di raddrizzare.
Poi rileggo la pagina e subito mi sento meglio e scopro che la ferita non sanguina più, che le parole uscite dalla tastiera hanno ricucito i suoi lembi con un filo più forte, stendendoci sopra una patina resistente che ha sbiadito la cicatrice, mentre una bella fila di paletti dritti e ridipinti di vernice fresca, rinforzati dai miei scritti, segnano le tappe dolorose della mia vita e mi rendono fiera di essere quello che sono e ancora più belli anche i momenti di felicità e le esperienze emozionanti che ho raccontato.
Se poi qualcuno li legge e ne trae qualche sollievo per le sue ferite allora riesco a sorridere anche di quello che mi ha fatto soffrire.
lunedì 3 agosto 2009
Basta un poco di humor... e la pillola va giù
Spesso mi capita di non poter rivolgere la parola per parecchie ore alla mia dolce metà, perché impegnato e concentrato in qualche produzione ..."creativa".
A volte la faccenda mi mette di malumore, ma oggi in particolare, proprio quando non riuscivo più a nasconderlo, ecco che mi invia su skype lo stralcio di questa conversazione con un amico e, come d'incanto, la stizza lascia il posto ad una bella risata e alla considerazione di quanto sia importante vivere la vita in generale e quella di coppia in particolare con un pizzico di humor, per sciogliere le tensioni e le incomprensioni momentanee e sdrammatizzare perfino la morte.
"Fatta anche questa!
Lo sai che faccio anche i ritratti fotografici.... "post mortem" ?
La gente non si fa mai fare un bel ritratto dignitoso prima di decidere di morire
Una volta sì che capivano qualcosa!
Adesso si fanno fotografie a tutto spiano, ma nessuna degna di rimanere nel tempo per testimoniare la nobiltà del defunto.
Per questo io mi faccio/faccio fare ogni tanto una bella foto "da mettere sulla tomba"
Così la scelgo io!
Mica voglio fare la figura del pistola che poi si merita la foto più bieca e trasandata che gli hanno fatto quella volta a cena, con la bocca piena ed il naso paonazzo!
Invece arrivano da me con delle schifezze immonde e mi dicono: "vedi cosa puoi farci!".
Fortuna che c'è PhotoShop!
Vedi allegato.
Paolo? Ti faccio un bel ritratto per il"non si sa mai" ? "
A volte la faccenda mi mette di malumore, ma oggi in particolare, proprio quando non riuscivo più a nasconderlo, ecco che mi invia su skype lo stralcio di questa conversazione con un amico e, come d'incanto, la stizza lascia il posto ad una bella risata e alla considerazione di quanto sia importante vivere la vita in generale e quella di coppia in particolare con un pizzico di humor, per sciogliere le tensioni e le incomprensioni momentanee e sdrammatizzare perfino la morte.
"Fatta anche questa!
Lo sai che faccio anche i ritratti fotografici.... "post mortem" ?
La gente non si fa mai fare un bel ritratto dignitoso prima di decidere di morire
Una volta sì che capivano qualcosa!
Adesso si fanno fotografie a tutto spiano, ma nessuna degna di rimanere nel tempo per testimoniare la nobiltà del defunto.
Per questo io mi faccio/faccio fare ogni tanto una bella foto "da mettere sulla tomba"
Così la scelgo io!
Mica voglio fare la figura del pistola che poi si merita la foto più bieca e trasandata che gli hanno fatto quella volta a cena, con la bocca piena ed il naso paonazzo!
Invece arrivano da me con delle schifezze immonde e mi dicono: "vedi cosa puoi farci!".
Fortuna che c'è PhotoShop!
Vedi allegato.
Paolo? Ti faccio un bel ritratto per il"non si sa mai" ? "
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mercoledì 29 luglio 2009
Navigo la mia vita mura a dritta o a sinistra
Venerdì scorso ho partecipato alla prima uscita notturna in barca a vela da Salò, nell'ambito del Progetto Itaca di Velaterapia. E' stata la mia seconda emozionante ed indimenticabile esperienza.
Ero abbastanza caricata anche da 17 giorni di rilassanti vacanze in Sardegna, ma soprattutto dall'esito rassicurante della prima colonscopia di controllo.
Tuttavia questo nuovo evento ha dato ulteriore impulso al mio ottimismo nell'affrontare la vita e quello che mi attenderà in futuro e inoltre ha accresciuto le mie conoscenze del linguaggio usato nella navigazione a vela, grazie soprattutto a Giovanni, il simpatico e bravissimo comandante della barca Luce e ai miei nuovi compagni di equipaggio.Questa volta ho avuto la possibilità di essere al timone della barca e di dirigerla verso il porto proprio nel momento più difficile della navigazione, per la mancanza di vento, ma il mio comandante mi ha detto che me la sono cavata egregiamente e questo mi ha riempito di soddisfazione e mi ha fatto trovare altre analogie fra la vela e la vita.Vivere la vela, infatti, è un po' come vivere la vita.
L'importante è capire da che parte soffia il vento, se la barca naviga con le mura a dritta o a sinistra e perciò quando, a chi e a che cosa dare la precedenza.
Questo è il motivo del titolo di questo post, che richiama il testo di questa canzone Senza rotta di Massimo Schiavon, un cantautore scoperto da poco.
Se cliccate QUI potrete sfogliare con le frecce in alto l'album delle immagini scattate da mio marito Gabriele, che, grazie a Silvia, ha potuto condividere con me questa magnifica esperienza.
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lunedì 27 luglio 2009
Prossimamente......
Foto panoramica di Capo Testa: Baia di Levante
Intanto vi do un assaggio con una foto panoramica della zona della Sardegna dove ho trascorso le vacanze prima che arrivasse il fuoco a divorare ettari di macchia mediterranea.
lunedì 29 giugno 2009
Chiuso per ferie

Vacanze desiderate, sognate, sospirate, rimandate, strameritate in questo angolo di Paradiso fra queste rocce levigate e modellate dal vento, in una terra che adoro, dove ho tanti amici che ritrovo spesso anche qui. A tutti quelli che mi vogliono bene un arrivederci presto e un augurio a tutti di poter trascorrere giorni sereni, non importa dove, ma con chi amate e vi ama.
sabato 27 giugno 2009
CI SONO PROF...
Ci sono prof. che vogliono essere chiamati professori
e ci sono professori che amano essere chiamati prof
Ci sono prof. che esigono il rispetto dai propri allievi
e ci sono prof che il rispetto se lo conquistano sul campo
Ci sono prof che puniscono severamente gli errori degli allievi
e ci sono prof che cercano di capirli e di prevenirli
Ci sono prof che insegnano solo la loro materia
e ci sono prof che cercano di insegnare a vivere
Ci sono prof che ritengono di sapere tutto
e ci sono prof che sono coscienti di sapere solo una piccolissima parte del tutto
Ci sono prof che non sopportano di essere contraddetti
e ci sono prof che cercano il dialogo coi propri allievi
Ci sono prof. fannulloni
e ci sono prof che non conosco orari nello svolgere il loro lavoro
Ci sono prof che amano essere ringraziati dagli allievi alla fine dell'anno scolastico o di un ciclo
e ci sono prof che li ringraziano pubblicamente con un post e nei loro siti preferiti
http://educazione-tecnica.blogspot.com/2009/06/profe-lo-sa-che-non-avevo-mai-visto-una.html
Ci sono prof che amano doni preziosi, ma ritengono di esserseli meritati
e ci sono prof che si commuovono per un dono scherzoso simbolico

Fior di carciofo per il prof. dalla IIID 2009 Bettinzoli-BS
Ho la fortuna di conoscere un prof della seconda categoria e di dividere con lui la mia vita e i lati positivi e negativi di quella che ritengo ancora una missione prima che una professione, ma so che ce ne sono molti come lui perciò a tutti dico GRAZIE PROF!!! NON MOLLATE!!!!!
Il giorno in cui nella mia scuola vidi per la prima volta....
giovedì 25 giugno 2009
Progetto Itaca: diario di bordo di una fantastica avventura
Ieri sera ho avuta la gradita visita di Dario M., uno dei fortunati partecipanti al Giro d'Italia in barca a vela da Genova a Venezia del Progetto Itaca. Aprirà presto un blog dove racconterà per immagini questa fantastica avventura. Intanto vi posso dare un anticipo con questa slideshow , che potrete attivare cliccando sulla prima immagine, dal sito di Campione Sailing.Anche se l'ultimo porto non ha potuto essere raggiunto per le avverse condizioni del tempo, come potete leggere cliccando QUI, si può dire che l'impresa ha avuto un grande successo e una forte risonanza. Ne hanno parlato anche i TG3 di tutte le regioni toccate che potrete vedere da questi 3 link di Youtube
TG3 Toscana
TG3 LAZIO
TG3 Reggio Calabria
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