mercoledì 3 giugno 2009

La vite e la vita





"I filari sian disposti ad ugual distanza tra i sentieri ed in numero uguale, non solo per dare spettacolo ad uno spirito vuoto, ma perché non darebbe altrimenti la terra a tutte le piante un vigore uguale, né potrebbero i rami nel vuoto distendersi". (Virgilio)



Questa brano, tratto dalle Georgiche di Virgilio, campeggia inciso su una pietra sulla recinzione di una nota cantina, all'ingresso di un piccolo borgo medioevale della Franciacorta, dove domenica scorsa ho fatto una bellissima passeggiata con i miei cari, fra gli splendidi vigneti di quelle colline. Queste parole hanno suscitato in me alcune riflessioni sulla vita e sul rapporto che ci lega ai figli.

Infatti il nostro compito di genitori e di educatori è come quello del contadino che deve seguire delle regole per permettere a tutte le viti di crescere non solo in bellezza, ma di prendere dalla terra tutto il nutrimento in modo uguale e nello stesso tempo protendere liberamente i loro rami nel vuoto. Allo stesso modo dobbiamo crescere i nostri figli non solo per dare spettacolo, ma perché possano trovare in noi dei punti di riferimento, senza essere soffocati da troppo amore, ma nello stesso tempo possano trovare il loro spazio per affermarsi nella vita

E come il viticultore pianta all'inizio di ogni filare un cespuglio di rose, non solo per abbellire il vigneto, ma perché faccia da spia al suo peggior parassita, l'oidio, e poter così trattare in tempo la vite.......così anche i genitori dovrebbero aver cura di adottare opportuni accorgimenti per individuare in tempo la necessità di un giusto intervento correttivo del percorso educativo dei figli, perché possano crescere sani nello spirito e nel corpo.


9 commenti:

riri ha detto...

Ciao Luigina cara ragazza, mi trovi daccordo...
Bei posti quelli che hai visitato, adoro le campagne immense e le viti, anni fa partecipai ad una vendemmia, fu uno spasso...
Prendersi cura delle proprie "piante" prima che arriva qualcosa di grave, guardarle per poter comprendere cosa succede, le piantine sono un pò come i figli, crescono fragili,insicuri, se non ci accorgiamo in tempo del bisogno che hanno di essere "curate".
Ti abbraccio ..

Luigina ha detto...

Buongiorno Riri, ieri sera non mi ero accorta di aver distrattamente cancellato la riflessione ispirata dal brano di Virgilio, ma vedo che tu hai colto ugualmente l'analogia tra il nostro ruolo di genitori/educatori e quello del bravo viticultore che cura la sua vigna, da brava mamma e...nonna.
Ricambio l'abbraccio e grazie della condivisione augurandoti una felice giornata

Aliza ha detto...

bellissimo il tuo post cara Luigina,
correggere i figli è amarli.
Bello il paragone con la vigna ti abbraccio A

Renata ha detto...

Splendido post, cara Luigina. Splendido !

Jasna ha detto...

Inutile dirti che questo è un meraviglioso post... quando ti impegni sai trasmettere valori e pensieri concreti da poter mettere in pratica nel quotidiano. Grazie!

Luigina ha detto...

@ Aliza, Renata e Jasna grazie: troppo buone.
@ Jasna devo dire che un po' me l'hai ispirato tu. Infatti è un po' la continuazione del tuo ultimo post, un argomento che non si può esaurire in poche righe quello dell'educazione dei figli. Io poi ho meno esperienza di tutte voi avendone avuto uno solo e avendo sbagliato molto come mamma e non ho la presunzione di insegnare a nessuno, però condividere con voi le mie esperienze e riflessioni su questo argomento mi è di grande aiuto.

Stefi ha detto...

Ma guarda un po'..la famiglia e l'amore..tralci da tagliare o da innestare ancora su altri rami?
Devo averlo detto forse qualche altra volta..secondo me l'amore dei genitori è la terra! Quella dev'essere buona, sta sotto, sempre, anche quando l'albero è ormai alto, che dalle nuvole quasi non vede più giù..ma nonostante non la possa vedere, la terra è lì, sotto ai suoi piedi. Poi c'è l'acqua ed il sole, che cadono sulla terra. Se la terra è buona, non bastano le tempeste, né le gelate, né le secche..si romperà qualche ramo, com'è giusto che sia, ma ne rinascerà uno nuovo, più forte, più bello. L'albero crescerà da sé, imparerà a stare sotto tempeste, gelate, secche, sole e vento..ci sarà solo lui, lassù. Ma la terra gli starà sotto ai piedi, sempre..basterà guardarsi dentro, nella linfa, per sentire da dove viene, cos'è stato.

Al contrario, se la terra stesse in alto, come una coperta scura, lo coprirebbe.. e, in pena per garantirgli nutrimento ed attenzioni, un giorno lo soffocherà.

E' difficile.. insegnare la libertà con la libertà!
Bello, Luigina, mi piace!
Soprattutto perché, da poco io ho guardato giù e la mia terra frizzava.. mi ha spinto ad alzar di nuovo la testa, ancora un po' più in su, verso il mio cielo..
m'hanno insegnato la libertà con la libertà!

Luigina ha detto...

@ Stefi mi piace l'interpretazione che tu dai al mio post... dalla parte della vite. Sì anche la terra, l'amore dei genitori come tu dici, va curata, non resta sempre buona, ha bisogno di correzioni, di adattarsi alla vite che cresce. Sì è proprio difficile educare alla libertà con la libertà. Grazie di aver guardato giù e di avermi dedicato il tuo tempo. Fammi sapere quando volerai nel cielo d'Irlanda

Jasna ha detto...

adoro le metafore che si usano per descrivere qualcosa. sei stata veramente brava nell'utilizzare un'esperieza vissuta, stravolgendola e rendendola reale .... descrivendo la vite come come la vita.