sabato 12 dicembre 2009

La mia Santa Lucia

Avevo 3 anni e mezzo quando, nel marzo 1953, da Cigole, un paesino della Bassa Bresciana, mi trasferii con i miei genitori in cerca di fortuna a Gavirate, un ridente paese sulle rive del lago di Varese.
Ero ancora piccola, ma avevo già vissuto e ricordavo bene l'attesa trepidante dell'arrivo di Santa Lucia. Da noi infatti, come in molte altre città italiane e del Nord Europa, nella notte fra il 12 e il 13 dicembre, la notte più lunga che ci sia, porta i doni ai bimbi buoni.
Fu perciò un'amara sorpresa scoprire, parlando coi miei compagni della scuola materna che a loro i doni li portava Gesù Bambino. Quel giorno tornai a casa in lacrime, convinta che da me quell'anno non sarebbe passato né Gesù Bambino né S. Lucia. La mamma però mi rassicurò spiegandomi, con un po' d'imbarazzo, che la Santa, sulla collina del Groppolo dove abitavamo, avrebbe fatto troppa fatica a salire col suo asinello e il carretto carico di doni, ma avrebbe certamente incaricato Gesù Bambino di portarne qualcuno anche a me la notte del 24 dicembre, dal momento che Lui poteva volare. Però forse da me sarebbe passato anche nella fatidica notte di S. Lucia a portarmi un piccolo anticipo su ordine della Santa, naturalmente se fossi stata buona e se avessi aiutato il babbo a preparare il presepe. La spiegazione della mamma mi rassicurò, anche se suscitò qualche dubbio sui poteri della Santa e fu così che continuai a vivere l'attesa di questa notte magica e le gioie dell'illusione ad essa legate.
Ancora adesso preparo il presepe tra il 12 e il 13 dicembre ricordando quello strano patto tra Gesù Bambino e Santa Lucia perché potessi continuare a vivere in un paese nuovo le tradizioni del mio paese di origine.
Oggi cercando storie, musiche e filastrocche legate a questa tradizione, mi sono imbattuta nella recensione di questa bella rappresentazione teatrale del Teatro Prova di Bergamo che propone una versione molto bella ed educativa dell'origine di questa leggenda.

IL FIENO DI SANTA LUCIA
In una fredda sera di Dicembre Tobia, uno dei pochi contadini rimasti nella periferia di una grande città, si accorge, riponendo i suoi attrezzi di lavoro, che qualcuno ha rubato il fieno dal mucchio destinato alle sue mucche.
Insospettito dell’accaduto, la sera successiva si nasconde per sorprendere il ladro. Con grande stupore scopre che una donna silenziosa e furtiva riempie il suo sacco di piccoli mazzetti di fieno. Così nasce l’incontro misterioso tra Tobia e Lucia.
Lucia è cieca, ma descrive benissimo l’aspetto di Tobia: gli rivela che sa vedere con altri occhi. Sente tutto, conosce il linguaggio del vento, della pioggia, del fuoco, degli uccelli. Soprattutto possiede una voce che incanta… E’ una specie di fata: ogni 13 Dicembre, la notte più lunga, aiutata dal suo asinello, porta in ogni casa dolci e balocchi per i bambini che le scrivono lettere, sperando che si realizzi un loro desiderio, che le parlano con i loro sogni… Ama tanto i bambini che sognano.
Anche Tobia sogna, spesso ad occhi aperti e se ne vergogna un po’. E proprio come un bambino curioso la copre di domande, di interrogativi ai quali però Lucia non risponde.
Dispensatrice di giocattoli nuovi, ella racconta che nei mesi dell’anno corre per le case, non vista, a raccogliere i giocattoli vecchi o rotti, che i bambini non vogliono più. Li porta nella Grande Soffitta, dove restano molti anni. Aspetta che quei bambini divengano adulti, magari mamme e papà. Poi un giorno glieli fa ritrovare, come per caso: in un vecchio baule, in una scatola rovinata, nel sottoscala, in cantina, nel solaio.
Solo così i grandi possono ricordarsi dell’infanzia lontana, dell’odore della neve, del rumore delle caramelle troppo dure per i loro denti da latte, del sapore del buio della notte. Ricordano dell’attesa, della gioia, della sorpresa. E grazie a questo ricordo possono permettere che nuovi bambini vivano le grandi magie dei desideri e credano che i sogni si possano avverare e che ogni 13 Dicembre appendano fiduciosi fuori dalla finestra un mazzetto di fieno per l’asinello di Santa Lucia.

Quest'anno ho fatto un sogno e spero che S. Lucia possa leggerlo e illumini i grandi della Terra riuniti in questi giorni a Copenaghen, perché finalmente riescano a trovare un accordo e prendano decisioni importanti ed efficaci affinché i nostri figli possano godere a lungo delle meraviglie del Creato che ci sono state donate.

11 commenti:

Renata ha detto...

Un applauso fragoroso per sottolineare un'emozione troppo intensa per essere espressa a parole! Brava Luigina e....grazie!

Luigina ha detto...

Ciao muccina: ho finito ora di preparare il presepio, iniziato ieri, ma mi mancava l'entusiasmo dello stimolo principale, quello di trasmettere ad altri, come facevano i miei genitori, l'emozione dell'attesa, raccontando a qualcuno ogni personaggio, prima di collocarlo nella scintillante scenografia magistralmente preparata da Gabriele. S. Lucia sta passando un po' sottotono quest'anno e un po' di nostalgia. Spero la tua sia stata più emozionante. Ti abbraccio

il monticiano ha detto...

Il racconto della tua infanzia in attesa della notte del 13 dicembre e quello della rappresentazione teatrale dell'origine della leggenda con Tobia e Lucia mi hanno fatto tornare in mente un ricordo.
Vorrei ritrovare come per caso un giocattolo che a me piaceva tanto ricevuto da bambino: la scatola con le costruzioni di legno.

Luigina ha detto...

@Aldo l'ho appena trovata in cantina una bellissima che qualcuno aveva regalato a Michele. E' un carrettino di legno con le costruzioni di legno colorate. Le abbiamo pulite bene e le abbiamo tenute per quando viene Francesca a trovarci. Le ha apprezzate moltissimo anche se è ancora piccola

Jasna ha detto...

meravigliose storie , che sono sicura ne godrà anche la piccola Francesca. La magia resta me vive in noi quando ci sono persone come te che tramandano queste favole meravigliose. Grazie per aver reso un po' più magica anche la mia attesa al natale.

Luigina ha detto...

@ jasna spero proprio di essere capace anch'io di trasmettere a Francesca un po' di questa magia dell'attesa che rivivo ogni volta che preparo il presepio nella notte di S,Lucia. Non sono tanto sicura di essere riuscita a trasmetterla a Michele, ma siccome da nonni si ritorna un po' ad essere bambini ce la metterò tutta per riuscirci

riri ha detto...

...e ci riuscirai cara Luigina, perchè i bambini hanno bisogno ancora di favole, di tenerezza, dei nostri ricordi magici, dei valori..poi c'è la vita che cambia e smussa i ricordi..Il tuo racconto è sentito, parla un pò di te e mi fa immaginare quella bambina dolce, ora donna e nonna.
Ti abbraccio e ti auguro una buona giornata con un sorriso:-)

Jasna ha detto...

Ne sono convinta! Quando si ha l'amore nel cuore, si supera tutto anche ciò che ora ci sembra impossibile...

Luigina ha detto...

@Ciao Rirì ti pensavo emigrata in questi giorni a vedere la tua S. Lucia a Napoli. Mentre cercavo su Youtube la canzone della nostra S.Lucia ho trovato la bellissima versione di Andrea Bocelli di S.Lucia luntana e della più famosa S.Lucia. e te le voglio dedicare. Basta cliccare sul nome delle due canzoni

@Jasna tu mi sai leggere nel cuore e spero che tu abbia ragione

riri ha detto...

Ciao cara Luigina, grazie del regalo che mi hai fatto, solo ora sono riuscita a sentirlo..mi piace molto Bocelli, in particolar modo questa canzone che evoca ricordi incancellabili...Baci e sorrisi:-))

Luigina ha detto...

Buongiorno rirì! Qui è nevicato stanotte: solo 2 dita di neve e speriamo basti, perché in città crea solo disagi. Se guardi bene le canzoni napoletane di Bocelli dedicate a S. Lucia sono 2, un po' diverse fra loro nel testo e nella musica, ma tutte ugualmente belle. Quanto a Bocelli abbiamo gli stessi gusti, forse perché canta col cuore e con l'anima. Lo apprezzo anche come persona: semplice, umile, generoso, intelligente, arguto, umano, insomma.... UN GRANDE. Un abbraccione