lunedì 26 aprile 2010

Una storia di liberazione


Ieri sera da Fabio Fazio a “ Che tempo che fa “ c'era l'intervista ad Enaiatollah Akbari che ha raccontato la sua storia, già pubblicata da Fabio Geda nel libro: 'Nel mare ci sono i coccodrilli. Storia vera di Enaiatollah Akbari'

E' una storia di liberazione, di una nuova liberazione, quella di molte persone nel mondo che cercano altrove una nuova vita, come Enayatollah, per sfuggire ad un destino che altrimenti sarebbe segnato.
Per noi è una storia di liberazione dai pregiudizi e dai luoghi comuni nei confronti delle persone che chiamiamo extracomunitari o clandestini.

Per chi nasce in Afghanistan, nel posto sbagliato e nel momento sbagliato, può capitare che, anche se è un bambino alto come una capra e uno dei migliori a giocare a Buzul-bazi, qualcuno reclami la sua vita.
Suo padre è morto lavorando per un ricco signore. Il carico del camion che guidava è andato perduto e lui, Enaiatollah, avrebbe dovuto esserne il risarcimento. Ecco perché, quando bussano alla porta, lui corre a nascondersi.
Ma diventato ormai troppo grande per la buca che sua madre ha scavato vicino alle patate, un giorno lei gli dice che dovevano fare un viaggio. Lo accompagna in Pakistan, gli accarezza i capelli, gli fa promettere che diventerà un uomo per bene e lo lascia solo. Da questo tragico atto di amore hanno inizio la prematura vita adulta di Enaiatollah Akbari e l'incredibile viaggio che lo porterà in Italia passando per l'Iran, la Turchia e la Grecia. Un'odissea che lo ha messo a contatto con la miseria e la nobiltà degli uomini, e che, nonostante tutto, non è riuscita a fargli perdere l'ironia, né a cancellargli dal volto il suo formidabile sorriso. Enaiatollah ha infine trovato a Torino un posto dove fermarsi e avere la sua età.

Una storia vera e commovente che fa riflettere.
Per chi se la fosse persa eccovi
il video dell'intervista a questo straordinario ragazzo

domenica 25 aprile 2010

Quando penso al 25 Aprile...


Si sono sentite tante di quelle castronerie questa settimana sul 25 aprile. Bella ciao sostituita dal Piave, l’Italia liberata solo dagli Americani.
Facciamo un mini Bignami.Il 25 aprile 1945 è la data in cui gli alleati e i partigiani liberano l’Italia dal nazifascismo. Fra di loro non c’erano solo dei comunisti mangiatori di bambini, ma anche dei comunisti vegetariani, degli azionisti, dei liberali, dei monarchici, dei militari. Come in tutte le guerre civili ci furono episodi di bassa macelleria e altri di eroismo e di dignità, come quello che sto per raccontarvi e che debbo al mio collega Aldo Cazzullo, il quale lo svilupperà nel suo prossimo saggio. La fonte è Valdo Fusi (nel libro di memorie Fiori rossi al Martinetto) il partigiano democristiano che venne arrestato con tutti i vertici del Cln piemontese e processato a Torino nell’aprile 1944. In quel processo prende la parola un generale dell’esercito e dice: "La colpa è mia, gli altri hanno solo obbedito ai miei ordini, fucilate soltanto me!"
E i partigiani insorgono: "Non è vero, abbiamo agito di testa nostra, condannate noi e non lui, che ha dei figli".
Alla fine otto di loro vengono condannati a morte e muoiono a testa alta, senza bende sugli occhi, gridando viva l’Italia. Ecco, quando penso al 25 aprile io penso a loro..

Da Le notizie della settimana di Massimo Gramellini a Che tempo che fa.


Leggo con amarezza anche le numerose defezioni di uomini e donne di cultura dal comitato per le celebrazioni del 150° dell'Unità d'Italia, perché rifiutano la strumentalizzazione che se ne vuol fare e allora mi schiero con loro:

... contro chi vorrebbe di nuovo dividere l'Italia in tante piccole Signorie
.. contro chi nega la Resistenza perché non la conosce e vorrebbe cancellarla dai libri di storia,
.....contro chi si vergogna di essere Italiano
... per gli uomini e le donne che hanno ridato e continuano a battersi per dare libertà e dignità al nostro Paese

25 APRILE ..PER SEMPRE

lunedì 19 aprile 2010

34 anni insieme

19 aprile 1976


Occorre tempo perché due persone scoprano la loro unità, l'equilibrio nella loro relazione, il senso della reciprocità e della cooperazione.
Occorre tempo, maturazione, confronto.
Occorre accettare il rischio, lo sbaglio e la fatica di ricominciare e di ricucire qualche strappo.
Occorre rimanere sempre in due, prima da sposi, poi da genitori e ora da nonni, per gioire insieme come ieri e come oggi, ma anche per soffrire, perché il cammino dell'amore è lungo, spesso difficile, ma in due si percorre meglio.
Non chiedo al Signore di farci morire insieme, ma di dare a chi di noi due rimarrà più a lungo su questa terra la forza di sopportare il temporaneo distacco.
BUON ANNIVERSARIO GABRIELE!


19 aprile 2010

martedì 13 aprile 2010

LUI NON CI STA...

Questa è la lettera del benefattore che ha pagato le rette dei bambini esclusi dalla mensa scolastica di Adro. Una lezione per tutti, scovata da Gabriele nei meandri della rete che merita di essere conosciuta, divulgata e meditata. Per leggerla cliccate sul link rosso. Grazie

domenica 11 aprile 2010

IO STO CON EMERGENCY


Emergency forever: contro tutte le guerre, contro tutti i soprusi e le ingiustizie, per il bene dell’umanità, al di là del credo religioso, del colore politico e della pelle, perché interpreta concretamente il messaggio d’amore di Cristo.
Mettete il vostro messaggio di solidarietà QUI
oppure

lunedì 5 aprile 2010

Primi passi.

Il mio uovo di Pasqua quest'anno conteneva la sorpresa più bella: i primi passi di Francesca. Sinceramente l'aspettavo con ansia da tempo, memore della precocità del suo babbo, ma devo dire che è stata ancora più bella ed emozionante, anche perché Gabriele l'ha potuta immortalare in alcuni brevi filmati, di cui vi do una piccola anteprima, accompagnata da questi brevi versi scaturiti spontanei, dopo aver vissuto da nonna l'esperienza esaltante dei primi passi di Francesca.

PRIMI PASSI

Le tue braccine protese verso il cielo
in cerca di un nuovo equilibrio.
Il tuo sorriso fiducioso
verso chi ti aspetta dall'altra parte.
Io che trattengo il respiro
nel vederti barcollare sulle gambette malferme.
Braccia aperte per accoglierti in un abbraccio
e suggellare nel mio cuore la tua nuova conquista.
Le tue manine che applaudono per rafforzarla.
Una preghiera che sgorga spontanea
perché il tuo cammino nella vita diventi sempre più sicuro
e non ti spaventino le cadute impreviste,
ma possa trovare sempre il coraggio per rialzarti
anche se dovrai a volte tornare indietro di un passo
per poter fare poi un salto ancora più lungo.



video


Premere sulla freccina per caricare e vedere il video "Primi passi di Francesca"

venerdì 2 aprile 2010

IL CROCIFISSO....siamo noi e la nostra storia?

Un manifesto elettorale che campeggiava fino a pochi giorni fa in alcuni punti strategici della mia città recitava “Il crocifisso....siamo noi e la nostra storia ...difendiamolo!”, suscitando in molti preoccupazione e disapprovazione e diventando interessante spunto di riflessione in un articolo apparso sul giornalino della parrocchia, che vi riporto, facendo mie le considerazioni degli autori.

“Ciò che viene affermato nel manifesto elettorale va al di là del tentativo di aggiudicarsi il voto di persone credenti, ma rivela il desiderio di appropriarsi in modo esclusivo del messaggio cristiano per esaltare la propria storia e la propria cultura.
Le testimonianze bibliche e l'insegnamento di TUTTE le chiese cristiane invece affermano: - Il crocifisso è il simbolo di Gesù Cristo e della Sua storia. Non può perciò essere la storia esclusiva di un gruppo o di un popolo da difendere contro chi è diverso. E' la storia di Dio che si è incarnato ed è diventato uomo per condividere l'esistenza umana fino in fondo. Solo in questo senso può diventare anche la nostra storia, cioè la storia di ogni uomo e ogni donna, che si fa coinvolgere e trasformare dal messaggio d'amore e vita nuova che Gesù Cristo ha rivelato con la sua vita, passione,morte e resurrezione.
Il crocifisso è prima simbolo della sua compassione, cioè dell'opzione per i più deboli, i piccoli, gli esclusi, gli stranieri ( “ero straniero e non mi avete accolto “ Matteo 25), della sua disponibilità all'incontro, all'accoglienza poi della sua passione e sofferenza.
Gesù stesso era incompreso, deriso, schernito, tradito, lasciato solo,rinnegato,accusato ingiustamente, torturato, messo a morte “fuori della città”. Non è certo una storia gloriosa né esaltante, né di potere, né di autoaffermazione, né d'imposizione..
Nessuno può appropriarsi del simbolo della croce per identificarlo con la propria storia. Al contrario il messaggio di Gesù crocifisso mette in crisi la nostra identità e la nostra storia. In quanto credenti siamo chiamati piuttosto a parteciparvi, vivendo il suo messaggio, condividendo la sua passione, l'amore per ogni essere umano, cercando di scorgere il suo volto in quello dei minimi, dei più bisognosi, dei derisi, degli esclusi, degli stranieri e impegnando per loro la nostra passione. Un cammino che va dalla testa ai piedi, cioè dai nostri pensieri e progetti ai piedi e alla vita dell'altro in logica di servizio, di riconciliazione, di gratuità,di giustizia, di pace e di amore. Il resto è tragica menzogna e strumentalizzazione “

(Anna Zeli, pastore della chiesa valdese di Brescia
Don Fabio Corazzina, parroco di S. Maria in Silva a Brescia)

A mio parere il messaggio di Cristo afferma valori universali, al di là del credo religioso e politico, in cui possiamo ritrovarci e credere tutti per contribuire a un mondo migliore.
Con questo auguro Buona Pasqua e tanta serenità a chi avrà la pazienza di leggermi.



Questo invece è il manifesto di maggiore impatto della serie creata da don Luca Paitoni. Nessun intento commerciale: dietro i poster in città e provincia con frasi evangeliche ci sono un sacerdote bresciano e un gruppo di giovani, Cristo Morfosis Cliccando QUI potrete leggere l'articolo di Bresciaoggi che ne spiega l'iniziativa.