lunedì 29 settembre 2008
29 settembre
domenica 28 settembre 2008
Le parole che non ti ho detto

Ho appena finito di vedere con la mia mamma questo bellissimo film tratto dall'omonimo romanzo di Nicholas Sparks col mitico Paul Newman e Kevin Kostner, 2 dei miei attori preferiti.
Un storia romantica e commovente, densa di speranza e di poesia, che ravviva la nostra fiducia nel fato, nella capacità di coloro che sanno amare veramente di riconoscersi e di incontrarsi, non importa dove, non importa quando. Malgrado non abbia il classico lieto fine, mi ha fatto venir voglia di leggere il libro da cui è stato tratto, perché ricco di messaggi positivi. Vi posto quello che più mi è piaciuto: " Il messaggio nella bottiglia"
"Per tutti coloro che amano, hanno amato e ameranno. Alle navi in navigazione e ai porti di scavo, alla mia famiglia e a tutti gli amici ed estranei: questo è un messaggio e una preghiera. Il messaggio è che i miei viaggi mi hanno insegnato una grande verità: io ho già avuto quello che tutti quanti cercano ma che soltanto pochi trovano, la sola persona al mondo che ero destinata ad amare per sempre. Una persona ricca di semplici tesori che si è fatta da sola e che da sola ha imparato. Un porto in cui mi sento a casa per sempre e che nessun vento, nessun problema potranno mai distruggere. La preghiera è che tutti al mondo possano conoscere questo genere d’amore ed essere da esso sanati. Se la mia preghiera sarà ascoltata saranno cancellati per sempre tutti i rimpianti e tutte le colpe e avranno fine tutti i rancori".
giovedì 25 settembre 2008
PENSIERO DEL GIORNO
Il coraggio è la prima delle qualità umane, perché è quella che garantisce le altre. (Winston Churchill).
domenica 21 settembre 2008
DOPPIO ARCOBALENO

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Io son partito poi così d'improvviso
che non ho avuto il tempo di salutare
istante breve ma ancora più breve
se c'è una luce che trafigge il tuo cuore
L'arcobaleno è il mio messaggio d'amore
può darsi un giorno ti riesca a toccare
con i colori si può cancellare
il più avvilente e desolante squallore
Son diventato se il tramonto di sera
e parlo come le foglie d'aprile
e vivrò dentro ad ogni voce sincera
e con gli uccelli vivo il canto sottile
e il mio discorso più bello e più denso
esprime con il silenzio il suo senso
Io quante cose non avevo capito
che sono chiare come stelle cadenti
e devo dirti che è un piacere infinito
portare queste mie valige pesanti
Mi manchi tanto amico caro davvero
e tante cose son rimaste da dire
ascolta sempre e solo musica vera
e cerca sempre se puoi di capire
Son diventato se il tramonto di sera
e parlo come le foglie d'aprile
e vivrò dentro ad ogni voce sincera
e con gli uccelli vivo il canto sottile
e il mio discorso più bello e più denso
esprime con il silenzio il suo senso
Mi manchi tanto amico caro davvero
e tante cose son rimaste da dire
ascolta sempre e solo musica vera
e cerca sempre se puoi di capire
ascolta sempre e solo musica vera
e cerca sempre se puoi di capire.
giovedì 18 settembre 2008
VEDERE OLTRE
Oggi mi ha colpito molto questo brano:
“....per la prima volta ho incontrato qualcuno che cerca le persone e che vede oltre.... Non vediamo mai al di là delle nostre certezze e cosa ancor più grave, abbiamo rinunciato all'incontro. Non facciamo che incontrare noi stessi in questi specchi perenni senza nemmeno riconoscerci. Se ci accorgessimo, se prendessimo coscienza del fatto che nell'altro guardiamo solo noi stessi, che siamo soli nel deserto, potremmo impazzire...............................................................................
Io invece supplico il destino di darmi la possibilità di vedere al di là di me stessa e di incontrare qualcuno.”
Io credo proprio qui di aver incontrato qualcuno che sa vedere oltre, che quando commenta i miei post o quelli altrui o risponde ai commenti nel suo blog si rivolge davvero all'autore, si preoccupa di lui, non aspetta la sua approvazione o il disappunto, dà all'altro la sensazione di esserci, non si aspetta premi e non ne dà, non guarda il contatore per misurare gli accessi. Non faccio nomi, perché i loro nomi sono nel mio cuore e io so di essere nel loro e a un lettore attento non sono di certo sfuggiti e nel mio piccolo cerco di imitarli.
domenica 14 settembre 2008
W la vendemmia!!!
Preparato tutto l'occorrente fin dalla sera, ma troppo eccitata, fatico a prendere sonno. Sveglia dalle 3, non riesco più a riaddormentarmi, finché alle 6,30 decido di alzarmi. Rapida colazione e alle 7,30 sono puntuale in strada all'appuntamento coi consuoceri. Alle 8, come da programma, siamo alle Grezze di Desenzano del Garda.
Ci accoglie festosa nonna Clara, ma il vulcanico nonno Luigi ci aspetta già nella vigna di Montelungo da 2 ore :)))
Intanto che Franco e Silvana si preparano in abbigliamento da vendemmia, scatto qualche fotografia nel cortile allo sgranatore, al torchio, ai recipienti per travasare uva e mosto, ai melograni carichi di frutti maturi, ai pergolati di uva americana e uva barbera, carichi di grappoloni che quasi spezzano i tralci sopra la bella siepe di rosmarino.
Partenza per Montelungo e arrivo alle 8,30 dove Luigi ci aspetta impaziente nella piccola vigna che coltiva a mezzadria con un amico.
La giornata è magnifica e il sole già caldo illumina i bei grappoli dorati di uva bianca Soave.
Si lavora a coppie di fronte da una parte all'altra del filare, attenti a togliere i chicchi secchi o guasti, prima di buttarli nel secchio.
Ogni tanto scatto qualche foto con la mia digitale pocket per documentare questa giornata da condividere con chi non ha potuto esserci.
Il lavoro prosegue spedito tra scambi di battute, ricordi delle vendemmie precedenti e parlando di quella futura, più impegnativa dopo il 20 settembre.
Finita la vendemmia dei filari di Soave, nonno Luigi passa a raccogliere con la sua station wagon i secchi pieni.
Quando i bauli delle due auto, con tutti i secchi disponibili colmi di grappoli, sono al completo ritorniamo alle Grezze per la prima operazione di sgranatura con la sgranatrice a manovella, di cui si occupano gli uomini, al termine della quale nonna Clara ci rifocilla con fragranti fette della sua deliziosa crostata alla marmellata di fichi e con panini imbottiti di salame della casa.
Ripartiamo per Montelungo a vendemmiare l'uva nera Merlot. Sono solo 2 filari e stavolta decidiamo di fare la gara a chi finisce prima, maschietti contro femminucce :) Ogni tanto nonno Luigi ci incita con la frase " Forza ragazzi che sento odore di gallina"
Intanto io intono la nota canzone che fa da colonna sonora al filmato che ho messo su Youtube: gli altri mi seguono in un crescendo a squarciagola e alla fine una sonora risata corona la nostra vittoria nella sfida, malgrado i tentativi di Franco di rallentare con qualche tranello il nostro lavoro.
A mezzogiorno in punto siamo di ritorno alle Grezze col secondo carico di uva, puntuali per mettere le gambe sotto il tavolo e gustare il delizioso pranzetto preparato con amore da nonna Clara con tutti i cibi di produzione della casa, dagli antipasti all'ammazzacaffè: salumi della casa, sott'oli e sott'aceti in agrodolce di tutte le verdure dell'orto, la "minestra sporca" coi fegatini di gallina, la gallina nostrana ripiena, accompagnata dalla salsa "peverada" il vitello tonnato, la crostata di fichi già assaggiata il mattino, il gelato biologico alla frutta della gelateria artigianale vicino a casa, un ottimo caffè corretto con la grappa della casa.
Come spesso capita ci sono ospiti imprevisti: la cucina genuina di nonna Clara, la generosità, l' ospitalità e la simpatia che sprizza da tutti i pori da lei e dal suo Luigi, attirano molti amici e la loro porta è sempre aperta e bastano pochi minuti per aggiungere un posto a tavola.
La conversazione intorno al tavolo scorre piacevole e divertente. Poi, mentre noi donne sparecchiamo e riordiniamo la cucina, gli uomini riprendono il lavoro di sgranatura del secondo carico d'uva, al termine del quale viene messa nel torchio, azionato a mano da Luigi.
Dalla parte inferiore comincia a scendere il mosto, mentre nell'aria si sprigiona il suo tipico e gradevole profumo. I secchi di mosto si riempiono velocemente, mentre il colapasta trattiene qualche chicco indisciplinato e il loro contenuto viene travasato nelle damigiane pronte.
Malgrado il lauto pasto nessuno riesce a trattenere la voglia di assaggiare quel prelibato nettare. Quindi Luigi procede alla misurazione col mostimetro della percentuale di zuccheri presente nel mosto dalla quale da un'apposita tabella si potrà ricavare la gradazione alcoolica del vino.
Quello del merlot è 20 che corrisponde a 12,37° alcoolici.
Quindi dopo la 3a torchiatura dei graspi Luigi ci mostra le 2 damigiane di Tocai di un piccolo filare vendemmiato 2 giorni prima che sta già bollendo e fra qualche giorno sarà travasato nelle 2 grandi botti per terminare la fermentazione.
La passione con la quale racconta la sua attività è davvero contagiosa ed è con rammarico che alle 16 lo saluto per ritornare a casa, carica di doni, fra i quali il famoso zìgol, (un dolce di vincotto simile alla sapa), che non assaggiavo dai tempi della mia infanzia e che hanno prolungato il ricordo piacevole di questa bellissima giornata all'aria aperta, che voglio ora condividere con voi.
mercoledì 10 settembre 2008
LA MIA VENDEMMIA: IERI, OGGI e ...DOMANI

Ricordo le vendemmie della mia infanzia come una festa di colori, sapori, profumi e suoni che coinvolgeva tutto il paese di poche anime, dove quasi tutti erano legati da vincoli di parentela.
Ci si alzava all'alba e subito si saltava sul carro trainato dalla cavalla Aida per andare nella vigna del nonno Peni. Il tragitto era breve, ma reso più lungo dalle varie tappe per raccogliere i “collaboratori”..
Si passava una giornata all'aria aperta, con i cuginetti, gli zii, i parenti, gli amici.
Per noi bimbi era puro divertimento, un gioco a rincorrerci tra i filari, a piluccare i chicchi turgidi e dolcissimi dai tralci e dalle ceste già colme di grappoli, incuranti del ronzio delle mosche e delle api attirate dal nettare che impiastricciava il nostro viso.
Poi il rientro trionfante sul carro carico di ceste ricolme, col nonno che incitava Aida, perché bisognava fare presto e pigiare l'uva raccolta.
Allora tutti dentro nei tini, con i nostri piedini a schiacciare i chicchi e ad assaggiare il mosto che colava dal foro che lo convogliava nella botte dove doveva fermentare.
Poi sfiniti e ritemprati da una divertente doccia al lavatoio vicino ci si metteva tutti intorno ad una tavola, in allegria ad assaggiare lo “zigol”, un dolce di vincotto preparato dalle solerti zie
Le vendemmie della mia giovinezza, invece erano colorate da un ideale.
Il campo vendemmia dell'OMG ( Operazione Mato Grosso) era quello più atteso, più intenso e più bello del nostro gruppo, anche perché era un'occasione per conoscere amici di altri gruppi d'Italia, che condividevano gli stessi ideali.
Si partiva il tardo pomeriggio col sacco a pelo per trascorrere la notte in una casa disabitata, sulle colline di Gussago. Si trascorreva la serata fra canti, balli, risate e preghiere per poi svegliarci all'alba con l'aria frizzantina di settembre, per andare nei vigneti del proprietario che ci aveva assoldato per una giornata di duro lavoro. Ma non ci pesava, perché sapevamo che il ricavato sarebbe andato ai nostri amici impegnati nelle missioni dell'America Latina.
Le vendemmie della mia ..maturità, invece, sono ricominciate due anni fa quando nella nostra vita è entrata Laura, nostra nuora, con la sua meravigliosa famiglia.
Per me è stato un tuffo nel passato, ma stavolta come protagonista, trascinata dall'entusiasmo del suo nonno Luigi, che mi ha reso partecipe, con amore e pazienza, della sua passione e di tutte le fasi della lavorazione del vino.
Quest'anno...domani, acquisterà un sapore diverso e particolare.
Per me sarà il simbolo del mio ritorno alla vita dopo questo periodo difficile. Lo aspetto da tempo con ansia, anche perché voglio documentare con le fotografie tutta la giornata che si preannuncia splendida e ricca di sorprese e voglio rendervi partecipi della mia gioia.
A domani