domenica 14 marzo 2010

Riflessioni di un educatore

Vi voglio segnalare le amare riflessioni di un insegnante sulla scuola attuale che potrete leggere nel post "Perché la nostra scuola è finita" nel suo blog Educazione tecnica: scuola e cultura. E' un'analisi lucida ed approfondita che cerca di sviscerare le cause del fenomeno con una buona dose di autocritica, che vi consiglio di leggere e meditare perché siamo tutti coinvolti.

11 commenti:

Jasna ha detto...

Come sempre riesce a far riflettere il nostro prof. l'attualità, come la scuole dovrebbe essere un' interesse comune di tutti i cittadini. forse uno degli argomenti importanti su cui riflettere e su cui bisognerebbe fare delle vere e proprie tavole rotonde in cui discutere e cercare di trovare una soluzione comune, per il futuro dei giovani di domani. Io non smetto di sperare che si possa ancora fare qualcosa di buono... ma la vedo veramente dura.

Adriano Smaldone ha detto...

ma scuola e finita per 100 motiv da noi ragazzi alla poltica spiegarli sarebbe troppo lungo

Luigina ha detto...

@ Jasna diciamo la verità: il post è un po' lungo ed impegnativo e conferma uno dei motivi del fallimento della scuola oggi. La comunicazione scritta ha perso valore. I modelli che vanno per la maggiore oggi sono quelli che si vantano di non aver mai letto un libro. Un ulteriore conferma la dà il successo di FB e Twitter dove la comunicazione è ridotta ai minimi termini e piuttosto superficiale. Non credo neppure che possano servire a molto le tavole rotonde sull'argomento se non a rendere cosciente chi non lo è ancora di questa realtà.
@ Adriano, se ha letto fino in fondo il prof ha cercato di spiegarne alcuni. Sarebbe interessante sapere il tuo parere su quelli o su altri che lui non ha toccato.

riri ha detto...

Cara Luigina ho letto con attenzione l'ultimo post dell'educatore, condivisibile in tutto e per tutto, accresce solo il mio rispetto nei suoi confronti, se fosse necessario..Per te un abbraccio (sei stata fortunata, persone così ricche di valori e voglia di trasmetterli in una scuola allo sfascio completo, sono difficili da trovare e quello che mi stupisce ancora di più è il suo esserci sempre, nonostante tutto.:-)

il monticiano ha detto...

Grazie Luigina per avermi dato la possibilità di conoscere attraverso il suo scritto, un professore che merita l'attenzione non solo nostra e quella dei lettori del suo blog, ma anche di tutti coloro che fanno parte dell'ambiente dell'istruzione scolastica, a tutti i livelli.

educatore ha detto...

Grazie di cuore agli amici che hanno voluto testimoniare la loro attenzione e stima per il lavoro degli insegnanti.

Luigina ha detto...

@ Purtroppo la considerazione e la stima per il loro lavoro va sempre diminuendo da parte di molti come dimostra anche questa lettera di una collega al direttore del nostro giornale locale.

amalia ha detto...

ho letto con attenzione e con ammirazione il post dell'educatore,
le sue affermazioni sono assolutamente condivisibili, ammiro la sua volonta' di non mollare ma sono molto pessimista tanto piu' dopo aver letto anche la lettera segnalata da Luigina....
non possiamo combattere contro tutti.... non vedo vie d'uscita....

riri ha detto...

Ciao, ho letto la lettera, ma è proprio così, l'educazione dovrebbe partire dalla famiglia ed il semplice gesto di un saluto e di un ringraziamento nulla toglierebbero al rapporto genitori-insegnanti-figli..Solo che si pretende l'educazione impartita dalla scuola ma non ci sono le basi inculcate con il biberon..Un carissimo saluto

Luigina ha detto...

@ Amalia te lo dico in un orecchio: con Educatore io ...gioco in casa e ogni giorno vivo con lui le amarezze, le delusioni, ma anche le gioie e le soddisfazioni legate alla sua professione. E' vero quello che tu dici: non possiamo lottare contro tutti, soprattutto in questo periodo, ma ci si prova con i mezzi che ci rimangono cominciando, come dice anche la cara Rirì ..dal biberon, come genitori, i primi educatori, noi ora anche come nonni, perché credo che la famiglia dia l'imprinting e poi la scuola ne debba continuare ed allargare il raggio d'azione senza restare legati agli schemi del passato.
@ Rirì non avevo dubbi che avresti condiviso l'amarezza e il disappunto di quell'insegnante dal momento che, come mamma e come nonna, svolgi ogni giorno nel migliore dei modi, il tuo compito di educatrice.

Fernando pannone Pessoa ha detto...

Anche ai miei tempi si diceva che la scuola non istruiva abbastanza... oggi come allora credo che sicuramente bisogna fare qualcosa in piu' per migliorarla.. per es. dare da parte nostra un iniezione di fiducia ai nostri figli non sarebbe male per invogliarli a non marinarla, come sempre i tuoi post sono forti di contenuto e dare un mio parere e sempre un piacere. un caro saluto.