domenica 30 marzo 2008

“Le cose che ho imparato nella vita” di Paulo Coelho

Oggi volevo scrivere un post inerente il titolo del mio blog, che da un po' mi frulla per il capo, ma mi manca la lucidità necessaria per riordinare le idee. Quando mi capita questo vado a rileggere alcuni brani dei miei autori preferiti. Ne ho rispolverato uno di Paulo Cohelo che ho fatto mio e che mi piace moltissimo e vorrei condividere con chi mi leggerà.

Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita:

- Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà.
E per questo, bisognerà che tu la perdoni.
- Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla.
- Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.
- Che le circostanze e l’ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi.
- Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti, o essi controlleranno te.
- Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era necessario fare, affrontandone le conseguenze.
- Che la pazienza richiede molta pratica.
- Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo.
- Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando cadrai, è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti.
- Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti ami con tutto te stesso.
- Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze: sarebbe una tragedia se lo credesse.
- Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.
- Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari.
- Forse Dio vuole che incontriamo un po’ di gente sbagliata prima di incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo come essere riconoscenti per quel regalo.
- Quando la porta della felicità si chiude, un’altra si apre, ma tante volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi.
- La miglior specie d’amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti che è come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta.
- E’ vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi.
- Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un’ora per piacergli, e un giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo.
- Non cercare le apparenze, possono ingannare.
- Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi.
- Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso per far sembrare brillante una giornataccia.
- Trova quello che fa sorridere il tuo cuore.
- Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero!
- Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare.
- Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a renderti felice.
- Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente anche loro si sentono così.
- Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.
- Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e i tuoi dolori.
- Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano.

Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l’unico che sorride e ognuno intorno a te piange.

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mercoledì 26 marzo 2008

VIDEOCULTURA



Vorrei assegnare il mio 5° premio per lo sviluppo della mente al blogger Luca scoperto con Gabriele scorazzando nel mare magnum di youtube.

Fra i tanti video spazzatura che ogni giorno vengono riversati su questo canale di comunicazione, dove i nostri ragazzi spesso si divertono a mostrare le loro bravate filmate coi cellulari, questo giovane talento, nei suoi lavori riesce invece a trasmettere, con rara maestria e sensibilità d’animo, le emozioni che prova quando la natura eleva il suo canto armonioso verso l'uomo.

Luca riesce così a coglierne i misteriosi messaggi e ad elaborarli in brevi istantanee, autentici colpi d’occhio, collegati abilmente fra loro come i versi di una poesia.

La natura, scrive un suo estimatore, sembra scritturata per i suoi video: entra ed esce dalle inquadrature come se lui gli avesse indicato di comportarsi in quel modo.

Questi brevi filmati sono completati da una splendida colonna sonora che sottolinea ed esalta la bellezza e l'atmosfera dei luoghi e le meraviglie della natura.

Potrete trovare i video di Luca linkando il suo blog skyline che troverete qui a sinistra fra i miei preferiti o accedere direttamente dal link di youtube

http://it.youtube.com/profile_videos?user=xxskylinexxx. Gli ultimi quattro li potete trovare anche nella barra video qui accanto. L’ultimissimo è superlativo. Nettuno il mare e il porto . GRAZIE LUCA!


lunedì 24 marzo 2008

IL RUOLO DEI MEDIA ED IL DIRITTO D’ INFORMAZIONE

Premetto che non sono né filo americana né filo israeliana e sono contraria a qualsiasi guerra, soprattutto a quelle cosiddette preventive.

Sono rimasta sconcertata, turbata ed indignata dal risalto esagerato dato da molti media, in particolare dal Corriere.it, al messaggio audio del n° 2 di Al Qaeda .

A caratteri cubitali ed in prima pagina il Corriere riportava stamane nel titolo la sintesi del messaggio che l’esponente di maggior spicco del terrorismo arabo fa ai suoi seguaci, incitandoli al martirio in nome di Allah per colpire Israeliani ed Americani non solo in Palestina.

Il giornale online si è così fatto portavoce di quello che la nostra legislazione considera un reato e che, a mio parere, non può essere giustificato dal cosiddetto diritto di cronaca.

L’articolo non riporta la firma di nessun giornalista. Ritengo perciò che nella scelta del responsabile del giornale di riportare in questo modo la notizia, nel titolo e sottotitolo, si possa ravvisare una forma di complicità nell’incitazione a commettere un reato.

Così infatti gli esaltati seguaci di Al Qaeda che non avessero sentito il messaggio dalle radio e dalle TV arabe hanno potuto leggere il suo incitamento come se venisse dalla bocca del loro capo.

Per questo motivo ho inserito un messaggio di protesta nel forum Noi e gli altri di Magdi Cristiano Allam, vice-direttore ad personam del Corriere, in attesa che venga approvato e pubblicato dal moderatore.

Vorrei poter osservare per il futuro una maggiore cautela nell’uso di informazioni che possono involontariamente trasformarsi, se disinvoltamente formulate, in un esplicito incoraggiamento ad alimentare ulteriormente un clima di odio e di violenza.

P.S L'articolo è stato modificato solo in parte nella home page dopo alcune ore ma resta inalterato nel dettaglio della notizia come potete vedere http://www.corriere.it/esteri/08_marzo_24/audio_al_zawahiri_7cf16926-f975-11dc-88d1-0003ba99c667.shtml

venerdì 21 marzo 2008

ABBRACCI DI CIOCCOLATO




Cercavo sul web delle immagini che rappresentassero le varie tipologie di abbraccio per illustrare il mio post pasquale sul tema, uno dei preferiti dal mio guru Leo Buscaglia, quando mi sono imbattuta in questo simpatico abbraccio di cioccolato che vi dedico con i miei auguri più sinceri invece del tradizionale uovo.

La scienza sta scoprendo che questo contatto comporta una differenza nelle nostre vite, sia fisiologicamente che psicologicamente,

Un certo dottor Bresler nella sua clinica algologica negli USA non scrive più ricette regolamentari, ma per esempio “quattro abbracci al giorno”. La gente dice che è matto ma lui risponde: “Oh no! Un abbraccio al mattino, uno a pranzo, uno alla sera e uno prima di andare a letto e guarirete”

Il dottor Falk, psichiatra, sostiene che un abbraccio può alleviare la depressione e consentire alle difese immunitarie dell’organismo di migliorare. Gli abbracci -dice- trasmettono una vita nuova ai corpi stanchi, vi fanno sentire più giovani e vibranti. In famiglia possono rafforzare i rapporti e ridurre significativamente le tensioni.

Helen Colton in un suo libro afferma che l’emoglobina, componente del sangue che porta l’ossigeno al cuore e al cervello, aumenta significativamente quando si viene toccati, abbracciati, coccolati.

Allora, poiché non costa niente e pare sia efficace, perché non sperimentare questa cura un po’ più spesso. Io ho già cominciato e già mi sento meglio.


ABBRACCIO
~ Carlo Bramanti ~

Donami un abbraccio
sincero, luminoso
come un giorno d'estate,
ma che sia lungo,
lungo una vita

AUGURI

mercoledì 19 marzo 2008

GRAZIE PAPA’!

Oggi, nel giorno della tua festa, ho potato la salvia nei vasi sul mio balcone e sul balcone della mamma, come mi hai insegnato tu a fare ogni anno a S.Giuseppe, perché ricresca più rigogliosa di prima. Questa volta l’ho fatto con un groppo in gola, che ho subito ricacciato indietro, pensando che quando ricrescerà sarà come se ritornassi a vivere anche tu tutte le volte che la guarderò, che ne staccherò una foglia per insaporire qualche piatto che ti piaceva, o la sfregherò fra le dita per farle sprigionare ed annusare il suo profumo intenso.
Questa salvia è il simbolo del bene che mi hai voluto, dell’amore che avevi per le piante, i fiori, la natura e che ti ho voluto anch’io anche se non sempre ho saputo dimostrartelo. Grazie papà Vittorio!

Grazie anche a te Pietro, papà del mio Gabriele e fantastico nonno di Michele, che ci sei di esempio ogni giorno vivendo la tua malattia con grande serenità e forza d’animo

Grazie anche a te Gabriele, papà a volte incompreso del nostro “capolavoro”! Abbi pazienza! Quando diventerà papà a sua volta capirà che meraviglioso padre sei stato e sei ancora tu per lui.


domenica 16 marzo 2008

LA SFIDA DELLA VITA

Mai come quando si è toccati o solo sfiorati dalla morte si apprezza la vita.

In questi ultimi due anni lo sono stata più volte, in occasione della perdita improvvisa del mio babbo, poco dopo quella repentina di 3 suoi fratelli più giovani, dei due gravi incidenti capitati a Gabriele, cui è miracolosamente scampato e ora, per il rapido peggioramento delle condizioni di salute del suo babbo.

Questi avvenimenti mi stanno cambiando non solo la vita, ma soprattutto il mio modo di rapportarmi con gli altri, soprattutto con i miei cari, amici compresi e mi hanno portato a riflettere sulla senso della vita e…..su quello della morte.

Come dice Freud molti nostri problemi e la nostra incapacità di vivere nascono dalla convinzione che non moriremo mai.

Fino a poco tempo fa avevo orrore della morte e pensavo inconsciamente che non avrebbe mai riguardato me né le persone a me più care, ma solo gli altri. Quando capitava che colpisse amici o conoscenti mi disperavo e ritenevo profondamente ingiuste certe morti.

Ora invece, vedendo come la sta affrontando serenamente mio suocero, una persona splendida, con alle spalle una vita intensa ed esemplare, mi sto rendendo conto che è la cosa più democratica che ci sia, un continuo bellissimo processo della vita, una buona amica. Essa ci ricorda che non abbiamo a disposizione l’eternità, che nulla è permanente e che dobbiamo vivere ora, perciò ogni minuto è prezioso e va vissuto come se potesse essere l’ultimo, rinunciando ad eccessive aspettative e lasciando che il domani racconti la propria storia, perché nessuno sa con certezza se rientrerà a casa stasera.

Dopo aver rischiato di perdere mio marito Gabriele nell’ultimo grave incidente, che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi, ho scoperto che dovevo accettare questa nuova sfida colossale: dovevo vivere ora, apprezzare ogni momento che potevo vivere con lui, con i miei cari, coi miei amici e smetterla di piangermi addosso per quel che mi capita di negativo, perché anche le sofferenze, i dolori, la sfortuna, le malattie fanno parte della vita, anzi la rendono più intensa ed interessante e ci aiutano a crescere e ad affrontare la morte serenamente..

Non voglio fare come mia madre che impreca ogni giorno perché ritiene un castigo divino il fatto che mio padre sia morto improvvisamente. Io lo ritengo invece un dono che Dio le ha fatto, perché sicuramente nelle sue precarie condizioni di salute non avrebbe potuto assisterlo come avrebbe voluto se fosse sopravvissuto all’infarto, con conseguenze irreversibili.

Voglio vivere imparando ad adattarmi ad ogni cambiamento anche doloroso, scegliendo la gioia, la libertà, la sorpresa, la creatività, l’amore, il contatto con gli altri, in tutte le forme possibili.

Forse è anche questo che mi ha spinto a creare il mio blog a condividere con altri esperienze, emozioni, sensazioni.

Lasciandosi sfuggire l’amore significa scegliere la sconfitta, lasciarsi sfuggire la vita, poiché come dice Leo Buscaglia citando Thornton Wilder:” Vi è una terra dei vivi e una terra dei morti e il ponte è l’amore”.

sabato 15 marzo 2008

JANAS: la guerra dei bastoni!!

Ho appena letto questo bellissimo post dell'amica Janas e invito chi passerà di qua a fare altrettanto, perché merita veramente, come del resto tutto il suo blog.
JANAS: la guerra dei bastoni

domenica 9 marzo 2008

L'INVESTIMENTO PIU' BELLO

Ventinove anni fa Gabriele ed io abbiamo deciso che era venuto il momento di fare l'investimento più importante della nostra vita, per completare il nostro progetto-famiglia. Devo dire che ci è proprio riuscito bene, ma siamo anche stati fortunati. Per festeggiare il giorno più bello della nostra vita, ho creato un album che riassume in 1000 fotografie le tappe più significative della sua storia. Qui ne do un piccolo assaggio.

Buon Compleanno Michele!!!


LE MIE NOMINATION


Sono emozionata e commossa! Anch'io ho ricevuto ...l'Oscar dei blog dall'amica Janas con questa motivazione:
" a luigina che con il suo blog Finanza Allegra mi ha meravigliato non poco...visto che non capivo molto l'associazione del termine finanza con allegria!!!
ora mentre per il termine "finanza" avevo una spinta repulsiva che tendeva ad allontanarmi ...il termine allegra invece aveva una certa forza
attrattiva...così sono cascata dentro il suo blog... per scoprire che non c'erano diagrammi e numeri... ma tanta umanità.VIVERE AMARE CAPIRSI di Leo Buscaglia
e inoltre mi ha fatto scoprire questo post di un altro blogger veramente bello ...tanto per convalidare la teoria dell'abbraccio che anche lei ha sviluppato con jasna nel progetto dell'albero:Più avanti è la tua vita: Il principio dell'abbraccio
"
E ora è venuto il mio turno di nominare i miei blog preferiti e di conferire loro questo premio:
A Janas
Jasna gliel'ha assegnato anche a nome mio ma mancava la mia motivazione.
Dedico a Janas questo premio perché riesce sempre a farmi sorridere, per la sua capacità di cogliere con parole ed immagini il senso più profondo delle cose e di descrivere con sottile ironia e intelligenza anche temi tristi, dolorosi e delicati. Molto toccante il tuo post Un mondo dove una barca diventò fioriera e infine perché ...adoro la tua Sardegna.
A Jasna
Per aver ideato e realizzato con Janas questo premio, creando un bellissimo logo, il cui significato descrive così bene nel post "L'albero dedicato alla mente", per la sua sensibilità e capacità creativa, perché mi ha incoraggiato a continuare questa splendida avventura, perché leggere il suo blog mi fa stare bene e mi dà una carica enorme di vitalità, di gioia, di emozioni e di ricordi, perché ogni volta scopro di avere tante cose in comune con lei e tante cose ancora da imparare.
A Renata
Perché nel suo blog ha ritrovato l'entusiasmo di una ragazzina con la saggezza dell'esperienza, perché non si spaventa davanti ai trabocchetti della tecnologia e accetta con umiltà le mie critiche a volte un po' ....pepate;)
A dama verde
Quasi mia coetanea, sensibile e piacevole compagna della sera e miniera di citazioni e informazioni molto utili nei suoi
2 blog

Per adesso mi fermo perché gli altri blog non li conosco ancora bene anche se di alcuni ho messo il link tra i miei preferiti. Alla prossima puntata.





venerdì 7 marzo 2008

8 MARZO: QUELLO CHE LE DONNE NON DICONO



Premetto che io mi sento donna SEMPRE e non solo l'8 marzo, ma in questa occasione voglio dedicare questa canzone a tutte le mie amiche Blogger in particolare a Jasna e Janas per aver ispirato e realizzato il "Premio allo sviluppo della mente" e a Renata perché è donna all'ennesima potenza. Nella barra video qui accanto potrete sentire e vedere il video di alcune delle più belle interpretazioni di questa canzone.



QUELLO CHE LE DONNE NON DICONO


Ci fanno compagnia

certe lettere d'amore

parole che restano con noi

e non andiamo via

ma nascondiamo del dolore

che scivola:lo sentiremo poi

Abbiamo troppa fantasia

e se diciamo una bugia

e' una mancata verita'

che prima o poi succedera'

Cambia il vento ma noi no

e se ci trasformiamo un po'

e' per la voglia di piacere

a chi c'e' gia' o potra' arrivare

a stare con noi

Siamo cosi'e' difficile spiegare

certe giornate amare

lascia stare

tanto ci potrai trovare qui

con le nostre notti bianche

ma non saremo stanche

neanche quando

ti diremo ancora un altro si'

In fretta vanno via

delle giornate senza fine

silenzi: che familiarita'

E lasciano una scia

le frasi da bambine

che tornano

ma chi le ascoltera'?

E dalle macchine per noi

i complimenti del playboy

ma non li sentiamo piu'

se c'e' chi non ce li fa piu'

Cambia il vento ma noi no

e se ci confondiamo un po'

e' per la voglia di capire

chi non riesce piu' a parlare

ancora con noi

Siamo cosi'dolcemente complicate

sempre piu' emozionate delicate

ma potrai trovarci ancora qui

nelle sere tempestose

portaci delle rose

nuove cose

e ti diremo ancora un altro si'

anche quando non parliamo

quando ci nascondiamo

o camminiamo

ma potrai trovarci ancora qui

con i nostri sentimenti

e i condizionamenti

non ci sentistiamo per gridare un altro si'

e ti diremo ancora un altro si'

e ti diremo ancora un altro si'

giovedì 6 marzo 2008

PREMIO SIMBOLICO ALLO SVILUPPO DELLA MENTE

La mia cara e vulcanica amica Jasna , per contrastare i numerosi meme , che pervadono il mondo dei blog, autentiche e inutili catene di S. Antonio, ha avuto una bellissima idea: istituire un premio simbolico alla mente che aiuti chi lo riceve a far conoscere il proprio blog, per motivi più.. seri.

L’amica Janas ed io l’abbiamo solo incoraggiata a realizzare concretamente questa sua idea, con qualche piccolo consiglio, ma ha fatto tutto lei a cominciare dalla motivazione del premio.

“Il blog , come dice il nostro caro amico Grillo, è un potente motore di distribuzione di conoscenze e di proposte e come tale deve servire a stimolare la mente non a distruggerla. Deve essere un mezzo di comunicazione per far avere notizie, pensieri, opere, esperienze, in ogni parte del mondo”

Per rappresentare questo premio ha scelto l’immagine di un albero che rappresenta la linfa della vita, le radici i piedi, il tronco il corpo umano e i rami con le foglie gli arti e la testa. Più ci si prende cura di noi stessi più la nostra mente trasmette bellezze, nozioni, fantasia, intelligenza. La stessa cosa equivale per una pianta: più ci si prende cura di lei, più diventa rigogliosa , fiorita, e colorata.

Perciò Jasna ha realizzato questo bellissimo logo " il cui significato è una sorta di abbraccio virtuale che vuol dire: mi piace il tuo post, il tuo post mi suscita delle bellissime emozioni, ricordi, sensazioni.. e con questo simbolo io ti abbraccio e ti dimostro la mia stima! Da usare quando si vuole e senza obbligare chi lo riceve a fare niente! Un simbolo da appuntare nel blog..come una sorta di medaglia... al valore! Poi ciascun blogger, quando vuole e per ragioni sue, che spiegherà, potrà distribuire la medaglia a chi vuole!" (By Janas)

http://3.bp.blogspot.com/_BddCDPA_ofA/R9AiA6m1_VI/AAAAAAAAARQ/pcHzkOZ_8VA/s1600-h/logo4.jpg

Chi volesse leggere il post dove Jasna ha elaborato il suo progetto può linkare il suo sito Jasnapage fra i miei blog amici e leggere il post del 3 marzo.

domenica 2 marzo 2008

UN ALBERO O UN LECCA-LECCA?



Sto rileggendo il libro di Leo Buscaglia " Vivere amare capirsi" e vi voglio riportare una delle pagine più interessanti che mi hanno colpito e ispirato particolarmente come.. educatrice e che continua idealmente il discorso iniziato con le mie giovani amiche blogger sul ruolo degli insegnanti oggi nella scuola. Credo anche possa promuovere l’iniziativa di Jasna per combattere i meme e far conoscere i blog veramente interessanti, senza dover rispondere a domande assurde e ..indiscrete, ma premiandone il contenuto che stimola la mente, che ci fa star bene , che ci aiuta a crescere, a riscoprire noi stessi e a metterlo a disposizioni di altri in ogni parte del mondo

“ Non dobbiamo accontentarci di diventare come tutti gli altri. Dobbiamo lottare contro il sistema. Ricordo la mia insegnante di disegno, povera donna, quando arrivava nella mia classe alle elementari stralunata, per essere già stata in altre quattordici classi a insegnare arte. Entrava di corsa, con il cappellino a sghimbescio e diceva:” Buongiorno bambini. Oggi disegneremo un albero “ E tutti i bambini dicevano:” Magnifico, disegneremo un albero”Poi lei prendeva una matita verde e disegnava un grande coso verde. Ci aggiungeva una base marrone e qualche filo d’erba. E diceva.: Ecco l’albero”.
Tutti i bambini lo guardavano e dicevano: “ Non è un albero. E’ un lecca lecca”. Ma lei sosteneva che era un albero, distribuiva fogli e diceva: “Adesso disegnate un albero” In realtà voleva dire : “ Disegnate il mio albero” E quanto prima capivate che cosa intendeva e riuscivate a riprodurre quel lecca-lecca e a consegnarle il foglio, prima ottenevate un 10.
Ma c’era un bambino che sapeva che quello non era un albero, perché ne aveva visto uno che la maestra non immaginava neppure. Era caduto da un albero, aveva intagliato un albero, aveva fiutato l’odore di un albero, s’era seduto sul ramo di un albero. Perciò prese i pastelli rosso magenta e arancione e azzurro e violaceo e verde e scarabocchiò allegramente il foglio e lo consegnò tutto soddisfatto. L’insegnante lo guardò e disse :” Mio Dio, è un ritardato mentale…Classe differenziale”.
Quanto tempo passa prima di capire che quello che ti dicono in realtà è “Per essere promosso devi riprodurre il mio albero”? Ed è così in ogni ordine di scuola e si creano frotte di studenti che hanno imparato a ripetere come un pappagallo, che hanno smesso di pensare, ma sanno recitare i dati parola per parola come glieli avete propinati e che hanno paura di essere creativi ed originali se gli si dice di esserlo, che dimenticano la loro unicità, ma ognuno uguale agli altri e tutti siamo soddisfatti quando abbiamo reso i nostri figli simili a noi: frustrati, malsani, ciechi, sordi ma con un alto quoziente d’intelligenza. L’individuo ricco d’amore non si accontenta d’essere unico,di sviluppare la propria unicità e di lottare per conservarla. Vuol essere più grande, perché si rende conto che può donare questa grandezza….perché - Noi pensiamo molto meno di quanto sappiamo. Amiamo molto meno di quanto amiamo. Amiamo molto meno di quanto si possa amare e così siamo molto meno di ciò che siamo-( R.D Laing - La politica dell’esperienza
)"






VIVERE AMARE CAPIRSI di Leo Buscaglia




Il mondo è pieno di professori, ma ci sono pochissimi insegnanti! E Leo Buscaglia era certamente uno di questi.
Nato da famiglia di origini italiane (Val d’Aosta), visse fino al 1998, anno della sua morte, in America, dove faceva il professore universitario.
Fu il primo a tenere un corso sull'amore. I suoi corsi erano i più richiesti dagli studenti.
A scuola impariamo a scrivere, leggere, far di conto, parlare lingue straniere e ora pure ad usare il computer. ma non ci insegnano la cosa più bella e utile di tutte: la vita. Forse perché è difficile. Leo decise di far questa fatica scrivendo questo libro.
"Vivere, Amare, Capirsi" è quasi un monologo dell'autore, dove egli ci aiuta a raggiungere quelle verità che stanno lì, davanti al nostro naso, solo che noi non le vediamo o non vogliamo vederle.
Attraverso tredici 'lezioni' egli affronta molti argomenti, quali l'amore, i rapporti tra esseri umani, la vita, la morte, l'educazione dei bambini, e il rapporto con se stessi. Ogni pagina del libro ci offre delle verità semplici, semplificate al massimo con degli esempi di vita quotidiana.
Sarebbe impossibile analizzare e commentare ogni singola idea espressa dall'autore.
Un piccolo assaggio del libro."La mia più grande paura è quella di arrivare in punto di morte, e di scoprire di non avere mai vissuto..."
Leo sostiene che la vita va vissuta, che vivere è il relazionarci con altre persone.
"Forse l'amore è il processo con cui ti riconduco dolcemente a te stesso" Con questa frase l'autore cita il filosofo francese Saint-Exupéry. Seguono a ruota una serie di riflessioni particolarmente azzeccate, come: "Definire l'amore sarebbe limitarlo; per questo è impossibile!" L'amore si impara, come qualunque altra cosa nella vita. Non è definibile a parole, è piuttosto un modo di vivere, di essere e di sentirsi vivi. Se si assimila questo concetto nella forma più piena, spiega Leo Buscaglia nel suo libro, si può alla fine ottenere dalla vita il premio più ambito: quello di essere completamente se stessi.
Per molti ragazzi di oggi "l'avere" la ragazza, diventa più un qualcosa che si avvicina terribilmente al possesso, come per i cellulari o i computer, con i quali ci possiamo fare tante cose belle, ma con le quali non ci relazioniamo...! Diventa cioè sempre più un'esigenza dettata dalla nostra società, che vede chi non ce l’ha un fallito. Leo vede l'amore in maniera un po' differente.
Qualcuno potrebbe figurarsi il libro come un trattato filosofico di incredibile pesantezza. Un mattone, insomma. Ma è proprio questa la magia di Leo Buscaglia: parlare di argomenti difficili con sconcertante semplicità. Leggendolo vi sembrerà di fare una chiacchierata con un vecchio amico, che ha tanto, tanto da insegnarvi.
Oggi esiste una fondazione a suo nome che si occupa della diffusione del suo insegnamento e del suo pensiero
* Adattamento personalizzato tratto da alcune delle migliori recensioni del libro trovate sul Web.