lunedì 9 maggio 2011

LE MAMME DIMENTICATE

Non ho voluto fare un post come gli altri anni per la ricorrenza di ieri, dedicato alla mia mamma, verso la quale cerco di comportarmi come se fosse ogni giorno la sua festa, anche se non sempre ci riesco. 
Ho letto recentemente che diventiamo adulti, quando la nostra mamma non c'è più o è ritornata bambina. Per questo voglio dedicare questo post a tutte le mamme dimenticate dai figli non ancora diventati adulti e che non hanno trovato neanche un minuto per fare una telefonata o inviare un sms alla loro mamma, trincerandosi dietro la scusa che la festa della mamma è una festa commerciale. Anche quest'anno ho rischiato di ritrovarmi in questa categoria, ma sebbene in extremis, il mio sms di auguri l'ho ricevuto.
Dicono che di mamma ce n'è una sola, ma io credo che non sia del tutto vero, perché in ogni ambiente che frequentiamo, indipendentemente dal legame di sangue, ciascuno di noi trova una mamma dispensatrice di affetto, consigli, esempi e che condivide, come la mamma vera, gioie, dolori, soddisfazioni e delusioni.
Io l'ho trovata anche in questo mondo virtuale fra le amiche blogger ed è Renata, del blog Pensieri in libertà  che ancora sabato mi ha inviato un sms di auguri, come se fossi io la sua mamma. Perciò questo post è un po' dedicato anche a lei e a tutte le mamme blogger che ieri sono state dimenticate dai loro figli.
Un pensiero particolare va a quelle donne che non sono mai state mamme o che non lo sono più, ma che assistono con amore di mamma, figli altrui, persone malate o bisognose sia come lavoro, che come volontarie. 
Tra le mamme dimenticate, voglio ricordare e dedicare una preghiera particolare e questo commovente canto religioso, anche a quelle mamme che non hanno più figli che si ricordino di loro, perché strappati troppo presto alla vita da crudeli malattie o da morti violente.
A tutte dedico anche questa tenerissima immagine colta da un'amica, ostetrica di professione che aiuta le mamme che lo desiderano a partorire a domicilio, durante un giro in bici ieri lungo la ciclabile a Bosco Fontana, nel Parco del Mincioalle porte di Mantova, dove una coppia di cicogne ha nidificato sopra un traliccio dell'alta tensione.
Mamma cicogna che imbecca il suo piccolo su un traliccio dell'alta tensione, nel Parco del Mincio, 

8 commenti:

il monticiano ha detto...

Ti ringrazio di questo post che mi ha fatto tornare in mente anche la mia di mamma che naturalmente ora non c'è più scomparsa 45 anni fa a 66 anni.

riri ha detto...

La mia mamma è andata via troppo presto, aveva solo 62 anni,ma ne ho avute due..l'altra ha 80 anni ed è ancora il mio mentore, la mano che mi guida, da Napoli:-) Bel post Luigina, anche il canto, i figli sono cittadini del mondo, non sono nostri, è difficile accettare questa realtà, anche se poi li abbiamo educati alla libertà e spesso io per prima me ne dimentico..Essere madri è un compito difficile ed arduo, ci si pone mille interrogativi, ma poi guardi il risultato, ne sei orgogliosa ed è sempre come guardarsi in uno specchio, dove vedi anche la parte migliore che hai trasmesso, nonostante tutto..nonostante la vita e la lontananza.Un abbraccio e grazie:-)

Renata ha detto...

Cara Luigina,bel post che sfiora anche la parte amara del problema. e adesso veniamo a noi. Il nostro non è stato forse amore a prima vista, ma è e rimane un amore reciprocamente conquistato attraverso la cauta scoperta dei valori forti o sfumati che profumano la vita. La mia Luigina si è rivelata via, via moglie innamorata e appassionatamente mamma; donna forte e grintosa negli eventi negativi; amica generosa e disponibile ma, non vorrei si montasse la testa perché questa è soltanto una parte della verità.
Capito mi hai ? Un abbraccio stritolante completo di girotondo !

Jasna ha detto...

Che malinconia le tue parole...non quella malinconia triste...Ma quella malinconia mista ad invidia bonaria...
Non ho fatto un post volutamente sulla festa di ieri... le ferite non si sono rimarginate...
Ma voglio condividere con te, il primo regalo fatto da Ezio. Una splendida collana di creta fatta con le sue mani. La cosa che mi ha commosso di più non è stato il pensiero sotto forma di oggetto ...ma il suo entusiasmo nel farmi gli auguri alle 8.00 del mattino ... quasi come se fosse natale ... e la sua ansia nel vedermi aprire il regalo che proprio lui aveva fatto con le sue mani. Il pezzo forte la poesia... imparata a memoria...Una meraviglia!
Io ho festeggiato Zia Teresa, e nonna paola che circa 20 giorni fa ha compiuto 90 anni. Ma nonostante ciò mi è mancato qualcosa di grande... la voce della mia mamma. Auguri cara mamma ... te li faccio qui nel blog di Luigina. Un altra mamma che ho adottato da quando tu non ci sei più.

Luigina ha detto...

@Grazie a te Aldo, che considero il mio papà virtuale che non ho più, per la tua testimonianza e per il ricordo della tua mamma mancata in ancor giovane età.
@ Rirì pensa la tua mamma aveva la mia età quando è scomparsa, però sei stata fortunata a trovarne una che ha fatto e continua a fare le sue veci anche se è lontana. Del canto mi piacciono molto le parole: avrei voluto inciderlo cantato da me, ma aogni volta che lo canto mi si spezza la voce in gola per la commozione.Grazie per questo bel commento che continua idealmente la nostra conversazione in chat di oggi e mi ha fatto venire in mente questa bella poesia di Gibran da " Il Profeta"
I Figli
E una donna che reggeva un bimbo al seno disse, Parlaci dei Figli.
E lui disse:
I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di se stessa.
Essi vengono attraverso voi ma non da voi,
e sebbene siano con voi non vi appartengono.
Potete donare loro il vostro amore ma non i vostri pensieri.
Poiché hanno pensieri loro propri.
Potete dare rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime,
giacchè le loro anime albergano nella casa di domani,
che voi non potete visitare neppure in sogno.
Potete tentare d’esser come loro, ma non di renderli
come voi siete.
Giacchè la vita non indietreggia nè s’attarda sul passato.
VOI SIETE GLI ARCHI DAI QUALI I VOSTRI FIGLI ,
VIVENTI FRECCE,
SONO SCOCCATI INNANZI.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito,
e vi tende con la sua potenza affinchè le sue frecce possano
andare veloci e lontano.
Sia gioioso il vostro tendervi nella mano dell’Arciere;
poiché se ama il dardo sfrecciante,
così ama l’arco che saldo rimane.
@ Muccina che problema sarebbe se non avesse una parte amara? Come tutti i rapporti forti e duraturi, anche il nostro come quello con i genitori e coi figli subisce una necessaria evoluzione. Lo sai però che non mi monto la testa e conosco i miei limiti, anche grazie a te. Ricambio con gioia il tuo festoso abbraccio, ma non stritolarmi altrimenti non posso più venire a trovarti;)

@ Jasna essere invidiata da te e considerata la tua mamma virtuale mi rende orgogliosa. Leggere il tuo commento mi ha commosso fino alle lacrime, ma di gioia. Soprattutto sei riuscita a farmi vedere con le tue parole la scena di Ezio che ti porge il regalo fatto con le sue mani per la festa della mamma. Mi hai risvegliato identici ricordi di quando anche Michele era orgoglioso di portarmi i suoi lavori dalla scuola materna Conserva gelosamente questi ricordi: ti saranno di consolazione quando sarà più grande e volerà con le sue ali senza più il tuo aiuto e tu lo guarderai orgogliosa da terra, ma dall'alto del tuo amore.
Sono orgogliosa di ospitare qui l'augurio per la tua mamma che ti ha lasciato troppo presto, ma che vivrà sempre nel tuo cuore di mamma coraggiosa come poche

Renata ha detto...

a Luigina un sorrisone che mancava alla fine del mio precedente commento.
Là dove dicevo "questa è soltanto una parte delle verità" ci voleva una strizzatina d'occhio e un sorriso.
Fortunatamente tu hai interpretato al meglio.

Jasna ha detto...

Grazie! :-)

Luigina ha detto...

@ Muccina ci siamo già chiarite a voce: non c'era bisogno di emoticon sorridenti o ammiccanti. So benissimo di avere tanti difetti e qualcuno lo conosci anche tu, ma d'altronde nessuno è perfetto :)
@ Jasna grazie de ché?