sabato 8 agosto 2009

SCRIVERE.....


Scrivere su questo blog, a volte per me, è come rimarginare una ferita, un raddrizzare sulla pagina qualcosa che è andato storto nella vita. Ma, spesso, più scrivo più la ferita mi sembra grande e che non si possa mai rimarginare o che i paletti da raddrizzare non finiscano mai. Anzi lo scrivere pare faccia riaprire ferite che sembravano guarite da tempo o cadere i paletti che avevo creduto di raddrizzare.
Poi rileggo la pagina e subito mi sento meglio e scopro che la ferita non sanguina più, che le parole uscite dalla tastiera hanno ricucito i suoi lembi con un filo più forte, stendendoci sopra una patina resistente che ha sbiadito la cicatrice, mentre una bella fila di paletti dritti e ridipinti di vernice fresca, rinforzati dai miei scritti, segnano le tappe dolorose della mia vita e mi rendono fiera di essere quello che sono e ancora più belli anche i momenti di felicità e le esperienze emozionanti che ho raccontato.
Se poi qualcuno li legge e ne trae qualche sollievo per le sue ferite allora riesco a sorridere anche di quello che mi ha fatto soffrire.

7 commenti:

Jasna ha detto...

insomma abbiamo appurato che la scrittura fine se stessa può essere un ottima medicina per curare ferite aperte e depressione. Pensa che lo psicomotricista dove porto zoe a lezione mi ha detto che sono stati scritti dei veri e propri trattati sulla scrittura come cura contro malattie e depressione ... addirittura una dottoressa di cui ora non ricordo il nome ma posso saperlo... tiene dei così sulla tesi che la scrittura è una e vera e propria cura... quindi viva le lettere che si uniscono e che formano un filo così teso da poter contenere dolori di ferite anche se apparentemente chiuse... ma che si possono guarire. Lo sai che per me la scrittura è stata un ancora di salvezza grandissima.. e una lieta scoperta di cui non riesco più a fare a meno.

Luigina ha detto...

@ E mi hai contagiato piacevolmente Jasna. A proposito di Zoe, spero che la terapia prosegua bene. Io quest'estate ho letto il primo libro della trilogia di Alba Marcoli "Il bambino nascosto" Se non l'hai ancora letto te lo consiglio vivamente

Aliza ha detto...

pensa è così vero che io scrivo e poi non posto quello che ho scritto...e questo già mi aiuta...
giorni fa volevo parlare della morte di Tommaso, figlio di una coppia di amici carissimi.
Troppo grande il dolore...grazie Luigina un abbraccio.

Renata ha detto...

Quello che comunichi, invita alla condivisione.

Semplicemente, senza forzature regali le tue esperienze e come ben sai, c'è chi ti è grato.

Tra loro, ci sono anch'io e ne approfitto per mandarti un grande grazie. muccina.

Luigina ha detto...

@Aliza è verissimo quello che dici. Anche a me capita di iniziare a raccontare qualche episodio che mi ha turbato e poi di non pubblicarlo, ma il fatto stesso di averlo scritto mi aiuta a metabolizzare il dispiacere o il dolore che mi ha procurato. Questo post è proprio la conclusione cui sono giunta dopo un episodio che mi ha molto scosso e che non riuscivo a superare se non scrivendone.


@ Muccina anch'io ti sono molto grata, perché anche dalle esperienze della tua vita che racconti con grande semplicità ed immediatezza nel tuo blog ho imparato tante cose e spesso mi sono immedesimata in certe situazioni e questo mi ha aiutata a superare certi momenti difficili. Un abbraccio e buonanotte

riri ha detto...

Ciao, saggia amica:-) Un abbraccio dal mare..vedi come ti pensiamo?

Luigina ha detto...

Grazie amici dell'isola + bella che c'è. Anch'io vi penso sempre e vi auguro un bella vacanza