venerdì 2 aprile 2010

IL CROCIFISSO....siamo noi e la nostra storia?

Un manifesto elettorale che campeggiava fino a pochi giorni fa in alcuni punti strategici della mia città recitava “Il crocifisso....siamo noi e la nostra storia ...difendiamolo!”, suscitando in molti preoccupazione e disapprovazione e diventando interessante spunto di riflessione in un articolo apparso sul giornalino della parrocchia, che vi riporto, facendo mie le considerazioni degli autori.

“Ciò che viene affermato nel manifesto elettorale va al di là del tentativo di aggiudicarsi il voto di persone credenti, ma rivela il desiderio di appropriarsi in modo esclusivo del messaggio cristiano per esaltare la propria storia e la propria cultura.
Le testimonianze bibliche e l'insegnamento di TUTTE le chiese cristiane invece affermano: - Il crocifisso è il simbolo di Gesù Cristo e della Sua storia. Non può perciò essere la storia esclusiva di un gruppo o di un popolo da difendere contro chi è diverso. E' la storia di Dio che si è incarnato ed è diventato uomo per condividere l'esistenza umana fino in fondo. Solo in questo senso può diventare anche la nostra storia, cioè la storia di ogni uomo e ogni donna, che si fa coinvolgere e trasformare dal messaggio d'amore e vita nuova che Gesù Cristo ha rivelato con la sua vita, passione,morte e resurrezione.
Il crocifisso è prima simbolo della sua compassione, cioè dell'opzione per i più deboli, i piccoli, gli esclusi, gli stranieri ( “ero straniero e non mi avete accolto “ Matteo 25), della sua disponibilità all'incontro, all'accoglienza poi della sua passione e sofferenza.
Gesù stesso era incompreso, deriso, schernito, tradito, lasciato solo,rinnegato,accusato ingiustamente, torturato, messo a morte “fuori della città”. Non è certo una storia gloriosa né esaltante, né di potere, né di autoaffermazione, né d'imposizione..
Nessuno può appropriarsi del simbolo della croce per identificarlo con la propria storia. Al contrario il messaggio di Gesù crocifisso mette in crisi la nostra identità e la nostra storia. In quanto credenti siamo chiamati piuttosto a parteciparvi, vivendo il suo messaggio, condividendo la sua passione, l'amore per ogni essere umano, cercando di scorgere il suo volto in quello dei minimi, dei più bisognosi, dei derisi, degli esclusi, degli stranieri e impegnando per loro la nostra passione. Un cammino che va dalla testa ai piedi, cioè dai nostri pensieri e progetti ai piedi e alla vita dell'altro in logica di servizio, di riconciliazione, di gratuità,di giustizia, di pace e di amore. Il resto è tragica menzogna e strumentalizzazione “

(Anna Zeli, pastore della chiesa valdese di Brescia
Don Fabio Corazzina, parroco di S. Maria in Silva a Brescia)

A mio parere il messaggio di Cristo afferma valori universali, al di là del credo religioso e politico, in cui possiamo ritrovarci e credere tutti per contribuire a un mondo migliore.
Con questo auguro Buona Pasqua e tanta serenità a chi avrà la pazienza di leggermi.



Questo invece è il manifesto di maggiore impatto della serie creata da don Luca Paitoni. Nessun intento commerciale: dietro i poster in città e provincia con frasi evangeliche ci sono un sacerdote bresciano e un gruppo di giovani, Cristo Morfosis Cliccando QUI potrete leggere l'articolo di Bresciaoggi che ne spiega l'iniziativa.

giovedì 18 marzo 2010

18 Marzo 1968...

Il 18 Marzo del 1968 Robert Kennedy pronunciava, presso l'università del Kansas, un discorso nel quale evidenziava, tra l'altro, l'inadeguatezza del PIL (Prodotto Interno Lordo) come indicatore del benessere delle nazioni economicamente sviluppate.
Tre mesi dopo veniva ucciso durante la sua campagna elettorale che lo avrebbe probabilmente portato a divenire Presidente degli Stati Uniti d'America.

Ecco la traduzione italiana del testo:


" Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell'ammassare senza fine beni terreni.
Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow Jones, né i successi del paese sulla base del Prodotto Interno Lordo.
Il PIL comprende anche l'inquinamento dell'aria e la pubblicità delle sigarette e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.
Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.
Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l'intelligenza del nostro dibattere o l'onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell'equità nei rapporti fra di noi.
Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.
Può dirci tutto sull'America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani"



Trovo questo discorso ancora molto attuale, non solo riferito all'America, ma anche al nostro Paese e al mondo intero.


Come era prevedibile, troppe sono state le aspettative economiche legate all'elezione di Obama a Presidente degli Stati Uniti. Obama purtroppo non è il Messia.
Non ha potuto sistemare l’economia mondiale d’un tratto, né educare le banche a non concedere mutui facili. Non può spiegare come, quando e dove investire i propri soldi. Non può fermare la crisi finanziaria. Non può bloccare il prezzo del petrolio. Non potrà dichiararsi estraneo a qualsiasi guerra. Insomma, non può fare i miracoli. Il mondo si attendeva prodigi da lui, come se avesse una bacchetta magica. All’inizio ha sì portato euforia nelle Borse, ma ora la realtà è tornata durissima.
Se ciascuno di noi non ritornerà a credere e a misurare quali siano i veri valori della vita che la rendono veramente degna di essere vissuta e non imparerà a non pensare solo al proprio tornaconto, nessun Obama, per quanto ben intenzionato, riuscirà a risolvere i problemi della Terra e a farci sentire orgogliosi di essere cittadini del MONDO.
E magari, quando ci vien voglia di lamentarci, parafrasando una famosa frase di un altro Kennedy, chiediamoci più spesso non cosa possa fare il nostro paese per noi, ma cosa possa fare ciascuno di noi per il nostro paese.

“Solo quando l'ultimo fiume sarà prosciugato
quando l'ultimo albero sarà abbattuto
quando l'ultimo animale sarà ucciso
solo allora capirete che il denaro non si mangia."
Profezia Creek.

domenica 14 marzo 2010

Riflessioni di un educatore

Vi voglio segnalare le amare riflessioni di un insegnante sulla scuola attuale che potrete leggere nel post "Perché la nostra scuola è finita" nel suo blog Educazione tecnica: scuola e cultura. E' un'analisi lucida ed approfondita che cerca di sviscerare le cause del fenomeno con una buona dose di autocritica, che vi consiglio di leggere e meditare perché siamo tutti coinvolti.

mercoledì 10 marzo 2010

31 anni fa ...

10 marzo 1979

Cercavo tra i ricordi della tua nascita qualche cosa che oggi ti avrebbe fatto sorridere e ho trovato questa bellissima poesia regalatami da una persona cara il giorno che sono diventata mamma.
Ora che anche tu hai provato la gioia di diventare genitore, credo che la potrai apprezzare.

ALL'ORIGINE DEL SUO FUTURO

All'origine del suo futuro
il bambino impara ciò che vive

Se vive nel rimprovero
diverrà intransigente

Se vive nell'ostilità
diverrà aggressivo

Se vive nella derisione
diverrà un timido

Se vive nel rifiuto
diverrà uno sfiduciato

Se vive nella serenità
diverrà più equilibrato

Se vive nell'incoraggiamento
diverrà un intraprendente

Se vive nell'apprezzamento
diverrà più comprensivo

Se vive nella lealtà
Diverrà più giusto

Se vive nella chiarezza
diverrà più fiducioso

Se vive nella stima
diverrà più sicuro di sè

Se vive nell'amicizia
diverrà veramente
AMICO PER IL SUO MONDO


Ho cercato di mettere in pratica questi insegnamenti. Forse non sempre ci sono riuscita, ma il risultato finale mi sembra molto soddisfacente, perciò ti auguro un FELICE COMPLEANNO MICHELE e di poter affrontare gli anni a venire con serenità e amore per la tua bella famiglia.

lunedì 8 marzo 2010

W LE DONNE DEL MIO BLOG

Vabbé che è sempre la nostra festa, ma questa volta voglio dire un GRAZIE particolare alle donne blogger che accompagnano il mio cammino in questo blog fin da quando è nato, a quelle che si sono perse per strada, a quelle che sono appena arrivate, a quelle più assidue e a quelle meno, perché tutte, oltre a lasciare una traccia scritta della loro presenza, l'hanno lasciata soprattutto nel mio cuore e nella mia mente, con il loro esempio, il loro sorriso, il loro coraggio, la loro simpatia, l'incoraggiamento, l'approvazione, ma anche la critica costruttiva, l'amicizia e l'affetto. Dedico loro questo piccolo album fotografico con le foto prese dai loro interessanti blog, dove è stato possibile, come per comprenderle tutte in un abbraccio virtuale.


sabato 6 marzo 2010

Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire...

E non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere aggiungo io. Ma mi chiedo: "Serve ancora protestare così come abbiamo fatto oggi a Brescia quando l'obbiettivo della protesta ha chiuso da tempo orecchie, occhi e ..borsa per i cittadini meno abbienti e si vanta di aprirli per chi non ne avrebbe bisogno, come la Regione Lombardia, Robin Hood al contrario, che ruba ai poveri per dare ai ricchi?
Vi chiedo solo di cliccare sul link sotto la fotografia e di leggere attentamente la disparità di trattamento che la Regione Lombardia riserva alle scuole pubbliche e a quelle cosiddette paritarie e poi di trarre le vostre conclusioni




P.S Per vedere le foto della manifestazione sfogliate la slideshow dopo aver cliccato su questo link Manifestazione a Brescia per una Buona scuola Pubblica

sabato 13 febbraio 2010

San Valentino: messaggi d'amore sui muri

Oggi S. Valentino è diventata una festa prevalentemente commerciale, perciò ho voluto approfondire le mie conoscenze e cercarne l'origine e il motivo per cui questo santo è diventato patrono degli innamorati di tutto il mondo. Sulla vita di San Valentino, protettore degli innamorati, si hanno notizie che spesso si mescolano e confondono con la leggenda. Le fonti non aiutano a comporre un quadro unitario, confondendo personaggi diversi, vissuti in epoche differenti. Per chi è curioso di saperne di più può trovare approfondimenti QUI o QUA .

Da parte mia voglio farvi omaggio di questo piccolo album fotografico dove ho raccolto, nel corso delle mie gite in bicicletta e lungo i percorsi quotidiani nella mia città, alcuni messaggi d'amore scritti sui muri, completati da altri sul tema, trovati su siti web.
Non è certo un atto di civiltà scrivere sui muri e mi sono chiesta più volte cosa spinga certe persone, nell'era della tecnologia, degli sms e degli MMS, più veloci, immediati e...legali, ad utilizzare questo metodo per dichiarare il loro amore per qualcuno, ma non son riuscita a darmi una risposta. Tuttavia ritengo che siano sempre meglio delle scritte razziste ed inneggianti alla violenza e ad ogni tipo di intolleranza.
Sono messaggi a volte semplici e commoventi, altre volte più complessi e sibillini; alcuni ingenui, altri maliziosi ed audaci, altri ancora scherzosi, ironici, curiosi e originali.
Parlano di amori segreti, inconfessabili, corrisposti e non, eterni e ..a tempo determinato, urlati a lettere cubitali, o scritti in un angolo nascosto a caratteri microscopici. Amori appena iniziati o forse già finiti, ma che nemmeno la morte ha cancellato dal cuore di chi li ha scritti. Messaggi pieni di speranza e altri rassegnati, messaggi che citano canzoni note, messaggi sgrammaticati o corretti da altre mani, messaggi completati da cuori trafitti o scritti dentro questi cuori, messaggi a tinte brillanti ed altri scoloriti dal tempo, ma tutti MESSAGGI D'AMORE.
Ecco anche solo per questo motivo mi sento di assolverli per aver sporcato i muri di palazzi, parchi, marciapiedi, perché vanno oltre il giorno dedicato agli innamorati, perché ognuno nel leggerli può sorridere, sentirli un po' suoi, immaginare la storia e i protagonisti che stanno dietro quelle parole e quei disegni.
E quando una mano di intonaco ne copre per sempre uno che leggevi ogni giorno da anni, ti sembra che abbiano cancellato anche un pezzetto della tua vita e quel sentimento che ne è l'origine. La cura di Franco Battiato

sabato 6 febbraio 2010

Ci sono abbracci e.... abbracci


Un abbraccio di 30 anni fa rivissuto oggi

Ad eccezione di quello della " gentile Signora", come la chiama qui il mio amico blogger Aldo , che, fortunatamente per ora, mi ha solo sfiorato qualche volta, penso che tutti gli abbracci facciano stare bene non solo chi li riceve, ma anche chi li dà, come scrivevo tempo fa in questo post, ispirata dal principio dell'abbraccio letto da Teresin. Tuttavia penso che l'abbraccio ricevuto da un bimbo che non sa ancora parlare, dia una sensazione unica che comprende tutte quelle suscitate da tutti gli altri abbracci. E' l'emozione che ho provato io domenica scorsa, ricevendo il primo abbraccio spontaneo e consapevole dalla mia adorata nipotina Francesca.

Ora cercherò di raccontarvela così come l'ho vissuta e fotografata con la mente e col cuore, perché è stata così inaspettata che non si è potuta riprendere in altro modo.

Era la prima volta che Laura non avrebbe portato la sua pappa, perché, da quando si fermava a pranzo all'asilo nido, voleva mangiare da sola e come "i grandi". Tuttavia ho cercato di preparare qualche cosa di semplice e gustoso nello stesso tempo, senza dimenticare i gusti degli adulti.
Francesca, nel suo seggiolino agganciato a capotavola, appena arrivata, ha subito fatto festa, battendo le manine, al piatto degli antipasti, preparati per ingannare l'attesa, mentre in forno cuocevano gli gnocchi di semolino alla romana.Mentre sgranocchiava golosamente un tronchetto di sedano farcito con una crema di caprini freschi e ricotta e una barchetta di finocchio con yogurt greco e julienne di carote, lanciava gridolini di gioia con sorrisi che mi allargavano il cuore.
Ogni nuova portata veniva accolta dai suoi applausi e dimostrava la sua impazienza di assaggiare i cibi per lei nuovi, sottolineandoli con degli " ancoa..ancoa" mentre mamma Laura sminuzzava la sua porzione per raffreddarla più in fretta. Così dopo il successo dei gnocchi alla romana, ha gradito anche una fetta del polpettone di carne con ripieno tricolore, una tazzina di macedonia di frutta e mezzo fagottino di sfoglia con ripieno di mele e uvetta. Al termine del pranzo ha scorrazzato gattonando un po' per la casa, mentre preparavo il caffè per noi grandi ed infine, dopo un tentativo fallito di farla addormentare nell'ex letto del suo papà, ha fatto un bel sonnellino nel mio lettone, con la sua mamma.
Al risveglio ha accennato ad un pianto mentre la rivestivano per tornare a casa sua, ma, appena sono apparsa, ha proteso le sue braccia verso di me sorridendomi e, quando mi sono avvicinata per prenderla in braccio, mi ha dato un abbraccio così tenero e nello stesso tempo così forte che mi ha sorpreso e sconvolto insieme perché sentivo che voleva dirmi tante cose: il suo grazie, il suo affetto, il piacere di essere stata con noi. Il calore di questo abbraccio mi ha commosso fino alle lacrime, mi ha fatto battere il cuore come un colpo di fulmine, come al primo incontro d'amore, riassaporare il gusto della vita e di altri abbracci, mi ha reso ancora più felice di essere nonna di questa splendida creatura, mi ha fatto pesare di meno le contrarietà della vita quotidiana di questa settimana e ha cullato i miei sogni, dove sentivo il profumo della sua pelle delicata e morbida che aveva dormito sul mio cuscino.
Credevo di non aver più molto di interessante da dire in questo blog, ma parlandone con Gabriele che ha provato la stessa sensazione ho voluto rendervene partecipi, perché è la cosa più bella che mi sia capitata in questi giorni e perché, come dice Leo Buscaglia,
" Nessuno è troppo grande per un abbraccio".

domenica 24 gennaio 2010

Senza parole



L'amico Gregorio mi ha segnalato un sito dove poter controllare in tempo reale tutte le navi che si muovono nel nostro mare. E' un progetto della marina greca. Di ogni nave si ha nome, bandiera, posizione, velocità, provenienza, direzione e altre cose, tutto tramite gps.
Il sito è QUI

Ci vorrebbe poco a controllare, ma la realtà è che non si vuole.

martedì 19 gennaio 2010

Quando la tragedia fa spettacolo....


Più che scossa, da un paio di giorni sono rimasta un po' disgustata da notizie come QUESTA e anche se il secondo ufficiale della nave e la compagnia cui essa appartiene si sono affrettati a smentire qualsiasi sfruttamento della tragedia sui giornali che hanno pubblicato gli articoli, come leggo qui oggi , tuttavia questa rettifica mi dà l'impressione di un tentativo di " salvare capra e cavoli" come si suol dire, come la martellante pubblicità delle maggiori compagnie di telefonia mobile che invita a donare 2 € per le popolazioni colpite dal disastroso sisma.
Ma questi aiuti poi che fine faranno? Quelli inviati finora sono bloccati per la maggior parte negli aeroporti più vicini e quelli che arrivano a Port-au- Prince non si sa ancora bene come e dove distribuirli. Io non riesco a sentirmi la coscienza tranquilla a donare questi 2 € , una goccia nel mare della necessità. Sento il bisogno di fare qualcosa di più concreto che duri nel tempo, per rimediare nel mio piccolo, all'indifferenza di prima del terremoto. Dopo un'accurata ricerca ho trovato questo sito che si occupa di adozioni a distanza proprio ad Haiti segnalando 2 associazioni onlus che operano già in loco e conoscono le reali necessità haitiane.
Cliccando sui link dei siti di queste 2 associazioni potrete scegliere fra i vari
progetti da sostenere, accessibili a tutte le tasche, oltre che leggere i racconti dalle varie missioni. Spero che possa essere utile anche a qualcuno di voi, per
orientarsi nella giungla delle richieste e delle offerte non sempre disinteressate.



venerdì 15 gennaio 2010

Scossa di coscienza


Avrei voluto scriverlo io, ma come spesso avviene il "Buongiorno" di Gramellini scuote la mia coscienza e mi precede, in particolare oggi.

"Sconvolto dagli effetti apocalittici del terremoto di Haiti, sono andato in cerca di informazioni per scoprire com'era la vita nell'isola, fino all'altro ieri. Ho appreso che l'ottanta per cento degli haitiani vive (viveva) con meno di un dollaro al giorno. Che il novanta per cento abita (abitava) in baracche senza acqua potabile né elettricità. Che l'aspettativa di vita è (era) di 50 anni. Che un bambino su tre non raggiunge (raggiungeva) i 5 anni. E che, degli altri due, uno ha (aveva) la certezza pressoché assoluta di essere venduto come schiavo.

Se questa è (era) la vita, mi chiedo se sia poi tanto peggio la morte. Ma soprattutto mi chiedo perché la loro morte mi sconvolga tanto, mentre della loro vita non mi è mai importato un granché. So bene che non possiamo dilaniarci per tutto il dolore del mondo e che persino i santi sono costretti a selezionare i loro slanci di compassione. Eppure non posso fare a meno di riflettere sull'incongruenza di una situazione che - complice la potenza evocativa delle immagini - mi induce a piangere per un bambino sepolto sotto i detriti, senza pensare che si tratta dello stesso bambino affamato che aveva trascorso le ultime settimane a morire a rate su quella stessa strada. Così mi viene il sospetto che a straziarmi il cuore non sia la sofferenza degli haitiani, che esisteva già prima, ma il timore che una catastrofe del genere possa un giorno colpire anche qui. Non la solidarietà rispetto alle condizioni allucinanti del loro vivere, ma la paura che possa toccare anche a me il loro morire".


Massimo Gramellini da "LA STAMPA"

giovedì 7 gennaio 2010

Pensiero della notte

Le ferite si rimarginano, ma le cicatrici restano non solo nel fisico, ma nella mente e nell'anima.

martedì 5 gennaio 2010

La Befana è trendy

La globalizzazione e il consumismo hanno 'trasformato' la Befana...
Anche la Befana è trendy..di moda.
E' diventato un modo di vestire, una tendenza, a volte addirittura un'icona sexy.
Le marche e le industrie dolciarie utilizzano l'Epifania per vendere e espandere il proprio marchio.
Quest'anno la calza è diventata il pretesto per lanciare nuove firme e, nelle associazioni di volontariato, l'occasione per regalare momenti di felicità con doni utili e solidali, cibo, oggetti di prima necessità a chi ne ha bisogno.
Oggi sulla scopa ci viaggia Harry Potter e il carbone è stato sostituito con qualcosa di più ecologico come le energie rinnovabili. La Befana si è anche adeguata alle logiche del web. Ha addirittura un sito: con giochi web e simpatiche vignette.
E non manca chi sostiene che rappresenti tutto quello che la donna di oggi non è più...

Mentre Babbo Natale porta doni a tutti bambini, lei ha il potere di decidere e premiare chi è buono. Ha il dovere morale della punizione, con il carbone, e il fatto di essere brutta la connota in tutta una tradizione estetica per cui il bello è legato all'evanescenza e alla superficialità, il brutto al buon costume. La distribuzione di regali ai bambini a nome della Befana fu fortemente incoraggiata, per esempio, dal fascismo, nell'ambito dell'opera di "romanizzazione" della penisola.

La Befana nasce come figura del folklore di alcune parti dell'Italia centrale appenninica ed è connessa a tradizioni agrarie pagane relative all'anno trascorso, ormai pronto per rinascere come anno nuovo. Difatti rappresenta la conclusione delle festività natalizie come interregno tra la fine dell'anno solare (solstizio invernale, Sol Invictus) e l'inizio dell'anno lunare. Il suo nome deriva da una corruzione lessicale di epifania attraverso bifanìa e befanìa.

L'aspetto da vecchia raffigura l'anno vecchio e l'uso dei doni assumerebbe un valore propiziatorio per l'anno nuovo.

Un'ipotesi suggestiva è quella che collega la Befana con una festa romana, che si svolgeva all'inizio dell'anno in onore di Giano e di Strenia (da cui deriva il termine "strenna") e durante la quale si scambiavano regali.

La Befana si richiama anche ad alcune figure della mitologia germanica, Holda e Berchta, sempre come personificazione della natura invernale.

Secondo una versione "cristianizzata" invece, i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni ad una vecchia. Malgrado le loro insistenze, affinché li seguisse per far visita al piccolo, la donna non uscì di casa per accompagnarli. In seguito, pentitasi di non essere andata con loro, dopo aver preparato un cesto di dolci, uscì e si mise a cercarli, senza riuscirci. Così si fermò ad ogni casa che trovava lungo il cammino, donando dolciumi ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù. Da allora girerebbe per il mondo, facendo regali a tutti i bambini, per farsi perdonare.

Quest'ultima è la versione che preferisco, perciò anch'io oggi mi sono divertita a fare la Befana per la mia nipotina, non solo come dispensatrice di doni, ma anche facendo questo fotomontaggio per farla divertire e per finire ho preparato una deliziosa marmellata di mandarance che ho appena finito di "invasare" per i golosi di famiglia. Perciò auguro BUONA BEFANA A TUTTI senza distinzioni e senza offese, visto che i miei auguri dedicati di Buon Anno non hanno avuto molto successo ;)

La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
porta un sacco pien di doni
da regalare ai bimbi buoni

Questa è una delle tante versioni della nota filastrocca le altre le trovate cliccando su Le Filastrocche della befana

venerdì 1 gennaio 2010

Buon Anno 2010

Vorrei augurare un 2010 speciale
a chi mi vuol bene da sempre e me lo dimostra ogni giorno,
a chi ha creduto di volermi bene e poi se n'è dimenticato,
a chi mi vuol bene, ma non si ricorda di dirmelo,
a chi mi ha voluto bene e ora non c'è più, ma rimane sempre nel mio cuore,.
a chi mi ha insegnato tanto senza pretendere nulla in cambio,
a chi mi ha insegnato con pazienza quello di cui avevo bisogno,
a chi mi ha saputo ascoltare,
a chi mi ha insegnato ad ascoltare,
a chi mi ha sempre incoraggiato,
a chi mi ha aiutato a realizzare un sogno,
a chi ha colorato di emozioni i due anni più difficili della mia vita,
a chi mi ha aiutato ad essere migliore,
a chi involontariamente ho deluso,
a chi senza rendersene conto mi ha deluso,
a chi non si dimentica mai di donarmi un sorriso anche quando è triste,
a chi mi legge con simpatia assiduamente o a intermittenza, ma senza pregiudizi,
a chi commenta in modo costruttivo i miei post,
a chi mi legge senza commentare,
a chi mi leggerà da questo momento,
a chi con il suo blog mi dona momenti di allegria,di serenità e spunti di riflessione,
a chi mi regala ogni giorno frammenti del suo tempo prezioso,
a chi mi fa sentire speciale,
a chi condivide con me i suoi momenti sì e i momenti no,
a chi non mi ha capito, ma non me l'ha voluto dire,
a chi non ho saputo capire perché mi conceda ancora un'opportunità,
a chi mi ha donato la sua amicizia reale e virtuale,
A tutti auguro di poter scrivere la storia delle 365 pagine bianche di questo nuovo anno, colorandole di gioie, emozioni e soddisfazioni, in ordine per vivere e a caso per... sognare.



domenica 20 dicembre 2009

Te piace 'o presepe?

Indimenticabile la frase del grande Eduardo in " Natale in casa Cupiello" quando chiedeva al figlio se gli piaceva il presepe che stava allestendo. Essa racchiude tutta la magia e l'incanto che si ripete ogni anno, mentre anch'io lo preparo e mi ricorda con tenerezza l'impegno, la passione e l'amore di mio padre per costruire la scenografia, coinvolgendo me e la mamma nell'allestimento.
Papà dava sfoggio alla sua fantasia per creare ogni anno qualcosa di nuovo che lo rendesse sempre più bello e più nuovo di quello dell'anno precedente: la disposizione o il numero delle grotte, dei pastori, delle pecore, delle capre, il laghetto con le ochette, la cascata, il mulino, gli alberi, le montagne, le case ricavate da vecchie scatole di cartone, sapientemente ritagliate e addirittura cucite dalla mamma e colorate da me con i pastelli, le luci nella capanna e nelle case con la carta velina rossa alle finestre.
Compito della mamma era anche ogni anno comprare un personaggio nuovo da inserire nel presepe, ma lei non si limitava a quello, ma me ne raccontava la vita, con numerosi dettagli,come se fosse una persona vera e non solo una statuetta di gesso o di cartapesta. In questo modo riusciva a farmi vivere dentro il Presepe e a stimolare la mia immaginazione.
Gabriele ed io abbiamo riscoperto la gioia e l'emozione di preparare il Presepe unendo ciò che restava di quelli che entrambe preparavamo da bambini, quando aspettavamo la nascita di Michele. Negli anni seguenti ho ripreso la tradizione della mamma e ogni anno ho aggiunto una statuetta nuova, anche se purtroppo di plastica. Non so però se, come i miei genitori, siamo riusciti a trasmettere anche a lui le stesse sensazioni e la stessa partecipazione emotiva all'evento. So solo che ogni volta che scarto le mie statuette, prima di collocarle nella scenografia, mi ricordo le storie che la mamma mi raccontava e i commenti del mio babbo che ora non c'è più e mi commuovo. Vorrei poterle raccontare anch'io a Francesca quando sarà più grande. Intanto le scrivo qui. Forse qualcuno le leggerà.
Quest'anno Gabriele ha pensato anche di fotografarle una per una, prima di collocarle nel presepe. Abbiamo così scoperto, con grande sorpresa, dei particolari che in tutti questi anni ci erano sfuggiti. Oltre alle ammaccature in quelle di gesso abbiamo notato tentativi di ritocchi, di ricostruzioni parziali, ad opera di mani affettuose, di espressioni e gesti che ce le hanno fatte apprezzare ancora di più. Così ho pensato di creare questo album/galleria da mostrarvi insieme alla fotografia del mio personaggio preferito: la vecchina che fila.
Questo personaggio del presepe della mia infanzia mi è particolarmente caro, perchè mi ricorda la mia nonna materna, che allora viveva lontana, cui ero molto affezionata.
La mamma infatti mi disse, quando la portò a casa, che quella era la nonna Anna, seduta sulla porta di casa col suo gatto accovacciato che giocava con i batuffoli di lana filata, in attesa che fosse pronto il minestrone, che cuoceva nella pentola sul fuoco accanto, da portare alla Madonna e a S.Giuseppe quando sarebbe nato il Bambino. Mentre mi raccontava questo mi sembrava di sentire il fuoco scoppiettare e il profumo del minestrone della mia nonna. Per lei la mamma aveva costruito la casetta più bella del presepe che io avevo colorato di rosso alle pareti, di verde le imposte delle finestre e il portone d'ingresso e di marrone le tegole disegnate sul tetto. Al posto delle tende aveva messo della carta velina rossa nel ritaglio delle finestre e del portone da cui filtrava la luce di una lampadina inserita nel retro, che diffondeva intorno una luce che a me pareva magica. Il passare degli anni aveva reso necessario qualche intervento di manutenzione alla casa per rinforzare gli angoli delle pareti, con qualche punto di cucitura con del filo robusto. Di quella casetta si sono perse le tracce purtroppo, dopo la spartizione del presepe fra me e mio fratello, ma il suo ricordo non può essere cancellato, anche se non esistono sue fotografie.
Oggi la mia vecchina continua a cuocere sul fuoco il minestrone nel paiolo per i personaggi che si recano alla capanna, in attesa che Gabriele le costruisca una casa nuova per il presepe che ha in mente di preparare l'anno prossimo, quando avrà più tempo da dedicare e anche Francesca ne capirà di più il significato


















Il suo posto nel presepio



La vecchina che fila


Questo è l'album del presepe cliccate QUI per sfogliarlo e con questo auguro a tutti voi un sereno Natale e un miglior 2010. Un pensiero particolare va alle popolazioni aquilane e a quelle umbre colpite dai recenti terremoti e a quei bimbi che trascorreranno un triste Natale a causa di queste catastrofi

giovedì 17 dicembre 2009

Buon compleanno Francesca...



In queste ore proprio un anno fa nascevi e oggi finisce già il tuo primo anno di vita, quello che tutti ricorderemo come se fosse sempre ieri...e io in particolare come se fossi rinata con te.
Mi scalda il cuore pensare che i tuoi compleanni scandiranno d'ora in poi non più solo la tua vita, ma anche la nostra, oggi e spero ancora per tanti, tanti anni.
Quest'anno sarai con me sulla soglia della capanna ad aspettare la nascita di Gesù Bambino con l'angioletto del tuo battesimo col dito in bocca



Auguri nostro piccolo tesoro che tu possa avere sempre il meglio dalla vita che ti attende, ma che tu sappia trarre insegnamento anche dalle sue avversità, per superare gli ostacoli che inevitabilmente incontrerai.





sabato 12 dicembre 2009

La mia Santa Lucia

Avevo 3 anni e mezzo quando, nel marzo 1953, da Cigole, un paesino della Bassa Bresciana, mi trasferii con i miei genitori in cerca di fortuna a Gavirate, un ridente paese sulle rive del lago di Varese.
Ero ancora piccola, ma avevo già vissuto e ricordavo bene l'attesa trepidante dell'arrivo di Santa Lucia. Da noi infatti, come in molte altre città italiane e del Nord Europa, nella notte fra il 12 e il 13 dicembre, la notte più lunga che ci sia, porta i doni ai bimbi buoni.
Fu perciò un'amara sorpresa scoprire, parlando coi miei compagni della scuola materna che a loro i doni li portava Gesù Bambino. Quel giorno tornai a casa in lacrime, convinta che da me quell'anno non sarebbe passato né Gesù Bambino né S. Lucia. La mamma però mi rassicurò spiegandomi, con un po' d'imbarazzo, che la Santa, sulla collina del Groppolo dove abitavamo, avrebbe fatto troppa fatica a salire col suo asinello e il carretto carico di doni, ma avrebbe certamente incaricato Gesù Bambino di portarne qualcuno anche a me la notte del 24 dicembre, dal momento che Lui poteva volare. Però forse da me sarebbe passato anche nella fatidica notte di S. Lucia a portarmi un piccolo anticipo su ordine della Santa, naturalmente se fossi stata buona e se avessi aiutato il babbo a preparare il presepe. La spiegazione della mamma mi rassicurò, anche se suscitò qualche dubbio sui poteri della Santa e fu così che continuai a vivere l'attesa di questa notte magica e le gioie dell'illusione ad essa legate.
Ancora adesso preparo il presepe tra il 12 e il 13 dicembre ricordando quello strano patto tra Gesù Bambino e Santa Lucia perché potessi continuare a vivere in un paese nuovo le tradizioni del mio paese di origine.
Oggi cercando storie, musiche e filastrocche legate a questa tradizione, mi sono imbattuta nella recensione di questa bella rappresentazione teatrale del Teatro Prova di Bergamo che propone una versione molto bella ed educativa dell'origine di questa leggenda.

IL FIENO DI SANTA LUCIA
In una fredda sera di Dicembre Tobia, uno dei pochi contadini rimasti nella periferia di una grande città, si accorge, riponendo i suoi attrezzi di lavoro, che qualcuno ha rubato il fieno dal mucchio destinato alle sue mucche.
Insospettito dell’accaduto, la sera successiva si nasconde per sorprendere il ladro. Con grande stupore scopre che una donna silenziosa e furtiva riempie il suo sacco di piccoli mazzetti di fieno. Così nasce l’incontro misterioso tra Tobia e Lucia.
Lucia è cieca, ma descrive benissimo l’aspetto di Tobia: gli rivela che sa vedere con altri occhi. Sente tutto, conosce il linguaggio del vento, della pioggia, del fuoco, degli uccelli. Soprattutto possiede una voce che incanta… E’ una specie di fata: ogni 13 Dicembre, la notte più lunga, aiutata dal suo asinello, porta in ogni casa dolci e balocchi per i bambini che le scrivono lettere, sperando che si realizzi un loro desiderio, che le parlano con i loro sogni… Ama tanto i bambini che sognano.
Anche Tobia sogna, spesso ad occhi aperti e se ne vergogna un po’. E proprio come un bambino curioso la copre di domande, di interrogativi ai quali però Lucia non risponde.
Dispensatrice di giocattoli nuovi, ella racconta che nei mesi dell’anno corre per le case, non vista, a raccogliere i giocattoli vecchi o rotti, che i bambini non vogliono più. Li porta nella Grande Soffitta, dove restano molti anni. Aspetta che quei bambini divengano adulti, magari mamme e papà. Poi un giorno glieli fa ritrovare, come per caso: in un vecchio baule, in una scatola rovinata, nel sottoscala, in cantina, nel solaio.
Solo così i grandi possono ricordarsi dell’infanzia lontana, dell’odore della neve, del rumore delle caramelle troppo dure per i loro denti da latte, del sapore del buio della notte. Ricordano dell’attesa, della gioia, della sorpresa. E grazie a questo ricordo possono permettere che nuovi bambini vivano le grandi magie dei desideri e credano che i sogni si possano avverare e che ogni 13 Dicembre appendano fiduciosi fuori dalla finestra un mazzetto di fieno per l’asinello di Santa Lucia.

Quest'anno ho fatto un sogno e spero che S. Lucia possa leggerlo e illumini i grandi della Terra riuniti in questi giorni a Copenaghen, perché finalmente riescano a trovare un accordo e prendano decisioni importanti ed efficaci affinché i nostri figli possano godere a lungo delle meraviglie del Creato che ci sono state donate.

giovedì 10 dicembre 2009

Magia della neve

Sono appena tornata da una breve vacanza sulle nevi della Val di Fiemme e malgrado il tempo non l'abbia particolarmente favorita, in questi giorni ho cercato di cogliere i vari aspetti dell'elemento dominante questa vacanza, nel bene e nel male per condividerne con voi la magia questo Album " Magia della neve" che potrete sfogliare leggendo le didascalie, cliccando sulle frecce in alto e con questo video di Youtube, girato da Gabriele, che potrete vedere cliccando sulla freccina al centro.




martedì 24 novembre 2009

Da un regalo un dono 2009




Come l'anno scorso, oggi e tutti i martedì pomeriggio, fino al 24 dicembre, ho dato la mia disponibilità per vendere nel negozietto, offerto in commodato d'uso da un benefattore, gli oggetti di artigianato ecuadoregno, realizzati dai ragazzi della Scuola des Arte di S. Nicolas degli amici Peppo e Adriana di cui vi ho parlato più volte su questo blog. Oltre agli oggetti in legno, ci sono anche splendidi maglioni, berretti, guanti e poncho coloratissimi in morbidissima lana d'alpaca, oggetti di ceramica e vetro decorati a mano, realizzati dai volontari delll'O.M.G. e degli splendidi presepi in pasta di sale, argilla e gesso provenienti dalle missioni della Bolivia e del Perù. L'iniziativa si chiama " Da un regalo un dono" perché chi comprerà uno degli oggetti da regalare a Natale farà anche un dono ai bambini di S. Nicolas, come dice la locandina che vi allego. Infatti il ricavato dalla vendità andrà interamente a loro. Qui sotto vi metto i link dei post dedicati a S. Nicolas e a Peppo e Adriana

http://luiginabs.blogspot.com/2008/06/peppo-e-adriana-una-vita-per-gli-altri.html



P.S. Per continuare a far volare l'aquilone di S. Nicolas per le vostre donazioni potete utilizzare il C/C42505628 intestato ad ACLI Senza Confini -Via Corsica 165 CAP 25125 Brescia Tel 030 2294031-CF ACLI Senza Confini Onlus 98109240170- Causale Progetto Missione San Nicolas Ecuador oppure C/C Bancario su banca Etica IBAN:IT26 M 05018 11200 000000511818. Potrete così detrarre l'importo della vostra donazione dalla dichiarazione dei redditi, facendone richiesta.

domenica 15 novembre 2009

Rivivere la gioia della scoperta


















Francesca 11-novembre 2009 --------------------------------------------------------------------------------------------------Michele Gennaio 1980:


Che gioia vederti l'altro ieri gattonare per casa, col tuo sguardo curioso e divertito per la novità, lanciando gridolini e richiami, per attirare la mia attenzione.
Pochi minuti intensi ed importanti per te e per me.
Per te per la gioia della scoperta, per me per quella di vederti crescere serena e felice per le tue piccole conquiste, col cuore pieno di tenerezza nell'ammirare le tue acrobazie, per aggrapparti a qualsiasi cosa ti permettesse di alzarti in piedi sulle gambette ancora malferme e di colpo poter fare un balzo indietro con la macchina del tempo e rivivere la stessa scena di quasi 30 anni fa, fermata con uno scatto quasi nello stesso punto della casa e leggere la stessa espressione del tuo babbo nei tuoi occhi. Sì è stata un'emozione fortissima che ti dedico qui con queste righe e queste due fotografie con tutto l'affettuosa trepidazione e il mio amore di nonna.

martedì 27 ottobre 2009

Elisir di giovinezza per chi ha bisogno di ..tirarsi un po' sù


Non c'è tanto da stare allegri in questo periodo di " vacche magre", con l'economia che va a rotoli, l'epidemia d'influenza dilagante, la scuola che sembra aver esaurito il suo compito e i nostri politici che non trovano di meglio che rinfacciarsi a vicenda avventure con donnine e trans per evitare di occuparsi dei problemi seri del paese.
Noto anche nella blogosfera una certa aria di stanchezza, di depressione e di rassegnazione, favorita anche dai malanni di stagione o della.... "seconda giovinezza", atmosfera ravvivata solo a tratti da qualche lieto evento come il compleanno di Riri, i progressi dei vostri cuccioli e qualche bel racconto di viaggio o di fantasia.
Perciò, bando alle tristezze, voglio strapparvi un sorriso con alcune ricette trovata nel mio libro " Erbe amiche" mentre cercavo le proprietà terapeutiche di una pianta che tutti potrete reperire facilmente: il ROSMARINO (Rosmarinus officinalis)

Prima un po' di storia

La fama di questa pianta supera di gran lunga quella di ogni altra erba. Fino al Rinascimento era considerata una vera panacea universale. Gli venivano attribuite la facoltà non solo di guarire ogni malattia, ma anche di ridare la giovinezza.
Questo potere mitico è legato alle vicende della settantaduenne regina Elisabetta d'Ungheria, vissuta nel XIV sec., che ridotta agli estremi dalla gotta e dai reumatismi, riuscì a ritrovare, grazie ad un preparato chiamato "acqua di rosmarino", il vigore dei vent'anni e a sedurre il re di Polonia. Altri regnanti pare abbiano tratto giovamento da quest'acqua: tra i più famosi Luigi XIV, guarito da un reumatismo che lo affliggeva alle braccia e alle spalle. Madame de Sévigné ne faceva largo uso e affermava che era un ottimo rimedio contro la tristezza e tutti i dispiaceri ;)
La nostra epoca moderna , più realista, riconosce al rosmarino un'azione stimolante e tonica certa, lo raccomanda per migliorare la circolazione del sangue, stimolare la digestione, accrescere il tono da surmenage fisico ed intellettuale e dei convalescenti, stimolare la funzione biliare ed epatica. E' prezioso anche contro emicranie,vertigini, palpitazioni, insonnia, nervosismo e disturbi intestinali legati ai disturbi di cui sopra.

Ed ora alcune ricette:

Elisir di giovinezza: la famosa " acqua di rosmarino" della regina Elisabetta d'Ungheria si prepara facendo bollire per 2 minuti 50 g di rametti di rosmarino in 1 l. di buon vino e bevendone 1 o 2 tazzine al dì.

Contro la febbre leggera: bollire 2 minuti 40 g. di foglie di rosmarino in 1 l. d'acqua. 3 o 4 tazzine al giorno

Contro la debolezza: bollire in 1 l. d'acqua 30 g. di menta piperita e 30 g di foglie di rosmarino. 3 tazzine al giorno

Contro gli ascessi: il decotto con 30 g di foglie per litro d'acqua.

Contro il torcicollo: il cataplasma caldo

Contro il catarro bronchiale: suffumigi con foglie di rosmarino

Per un bagno tonificante: un rametto di rosmarino aggiunto all'acqua.

Se poi queste ricette non avessero l'effetto desiderato non me ne volete, ma sono sicura che male non vi faranno e magari sarete meno tristi.

P.S. Dimenticavo: il nome rosmarino (Rosmarinus officinalis) deriva dal latino ros marinus cioè rugiada del mare perché questa pianta cresce spontanea sulla riva del mare

venerdì 23 ottobre 2009

Povera scuola!

Approfitto di una tregua nel cattivo funzionamento del mio blog per portare all'attenzione di chi ancora mi legge questi post dal blog di Gabriele, nel caso vi fossero sfuggiti. Sono amare considerazioni che mi coinvolgono come ex insegnante, come moglie , come mamma, come nonna e come amica vostra e dei vostri figli, perché i problemi della scuola non si possono risolvere tagliando in modo sconsiderato su tutto e soprattutto sulla scuola pubblica, mortificando gli insegnanti e scaricando su di loro tutti i mali del paese e della scuola. Gli effetti delle riforme a colpi di decreti e di proclami che si stanno facendo ora si vedranno fra qualche anno e li pagheranno i nostri figli e nipoti. Meditate gente, meditate.

la musica è finita... gli amici se ne vanno... e tu...


La fine del Diritto


Questa è invece la lettera di un insegnante rivolta al nostro ministro dal sito di rete scuole

mercoledì 21 ottobre 2009

Blog temporaneamente chiuso

Causa infortunio, cattivo funzionamento, manutenzione ecc....ecc....

domenica 18 ottobre 2009

Missioni lontane e vicine

Oggi si celebra la giornata Missionaria Mondiale.
Ho tanti amici, religiosi e laici che prestano la loro opera in numerose missioni sparse nel mondo. I più cari sono Peppo e Adriana di cui vi ho parlato in questo post e nei 2 successivi a proposito del progetto che stanno attuando a S. Nicolas in Ecuador e che trovate anche nella barra qui a fianco. Tuttavia l'evoluzione e l'aumento del fenomeno dell'immigrazione clandestina e non nel nostro paese in questi ultimi mesi, proprio dai paesi lontani dove svolgono la loro missione, mi induce a fare una seria riflessione.
Ormai non basta più, per tacitare le nostre coscienze, un'offerta ogni tanto, per aiutare quelle popolazioni e le Missioni nel loro paese, perché tutti, credenti e non, siamo chiamati a cooperare in una Missione molto più grande e più vicina, qui nel nostro paese, aiutando queste persone ad integrarsi, a diventare italiani, a ritrovare la loro dignità di persone, rinunciando ai nostri piccoli e grandi egoismi per ritrovare la stima anche in noi stessi.

venerdì 16 ottobre 2009

Di razze ce n'è una sola: quella umana

Dopo aver letto il bel post di Jasna e aver fatto una piccola ricerca su internet per cercare una leggenda sulla creazione dell'uomo sono arrivata ad un sito che riporta il Manifesto degli Scienziati italiani contro il razzismo
Di razza umana ce n'è una sola. Un concetto semplice, che nel 2008 dovrebbe appartenere al bagaglio culturale di ciascuno di noi. Ma purtroppo, come le recenti vicende di cronaca insegnano, non è così.


Questa, amara, considerazione ha spinto il gruppo degli scienziati italiani Contro ogni razzismo, durante un meeting tenutosi in provincia di Pisa, a scrivere il Manifesto degli Scienziati Antirazzisti 2008. L'iniziativa è sostenuta dalla Regione Toscana e punta a raccogliere le adesioni del maggior numero possibile di studiosi.


''Le razze umane non esistono. L’esistenza delle razze umane è un’astrazione derivante da una cattiva interpretazione di piccole differenze fisiche fra persone, percepite dai nostri sensi, erroneamente associate a differenze 'psicologiche' e interpretate sulla base di pregiudizi secolari. Queste astratte suddivisioni, basate sull’idea che gli umani formino gruppi biologicamente ed ereditariamente ben distinti, sono pure invenzioni da sempre utilizzate per classificare arbitrariamente uomini e donne in 'migliori' e 'peggiori' e quindi discriminare questi ultimi (sempre i più deboli), dopo averli additati come la chiave di tutti i mali nei momenti di crisi'', recita un quanto mai chiaro Articolo 1 del Manifesto.
I primi firmatari sono nomi di primo piano della scienza, tra i quali spicca il Premio Nobel Rita Levi Montalcini, Francesco Remotti, Elena Gagliasso, Alberto Piazza e tanti altri.

Sembrano lontani i tempi del Manifesto della Razza, sottoscritto nel 1938 da professori universitari italiani, che rappresenta una delle pagine più cupe della storia di questo Paese. Ma dopo settanta anni il mondo accademico è chiamato a dare un segnale diametralmente opposto, perché il razzismo è ancora tra noi. Anche se, come ricorda all'articolo 7, ''il razzismo é contemporaneamente omicida e suicida''.

Fonte: Peace Reporter
Per chi vuol conoscere gli altri articoli di questo manifesto Può cliccare
QUI

venerdì 9 ottobre 2009

Il decalogo dell'anziano: note a margine di una gita in bici

Probabilmente quella di mercoledì è stata la mia ultima impegnativa gita cicloturistica del 2009, ma decisamente una delle migliori, anche per le emozioni e le sensazioni provate. In questo autunno un po' anomalo che conserva un po' di nostalgia dell'estate, Gabriele ed io abbiamo percorso questo tratto della ciclabile Brescia-Cremona, fino a Pontevico, attraversando la fertile campagna della Bassa Bresciana, riscoprendo luoghi della memoria storica del nostro territorio e della nostra vita, che credevo dimenticati, cercandone inutilmente altri, cancellati per sempre dalla mano dell'uomo e provando per questo una delusione indescrivibile, come se mi fosse stato strappato un pezzo della mia vita. La ciclabile percorre per un buon tratto l'incantevole Parco del fiume Strone di cui potrete vedere alcune belle immagini e la mappa cliccando QUI in attesa di poter vedere quelle scattate da Gabriele.
Beh, dopo questi 85 km,posso dichiararmi fiera di aver superato anche questa prova alla mia non più verde età, in cui cerco di osservare questo simpatico decalogo affisso su una casetta di legno in un'area di sosta chiamata Mulino della Buca lungo questa ciclabile, nei pressi di Offlaga. Per leggerle meglio è necessario cliccare sulla foto per ingrandirla


P.S. 10 novembre 2009 .
Finalmente sono riuscita a caricare le foto di questa bella gita QUI



lunedì 5 ottobre 2009

EQUILIBRI


Ieri Gabriele ed io, al termine di una splendida gita in bici intorno al lago d'Iseo, in una giornata magnifica dove tutto sembrava esaltare le meraviglie della natura, incorniciate in una finestra di roccia aperta sul lago d’Iseo, lungo il percorso ciclo-turistico Vello-Toline, sulla sponda bresciana del lago, abbiamo trovato questa curiosa scultura, composta da sassi che .....parlavano. Ecco cosa raccontano:

“Siamo Figli di questa Valle, migliaia di anni orsono, siamo stati strappati dal ventre di queste montagne… Il ghiaccio prima e le inondazioni poi, ci hanno trasportato e sotterrato nei terreni della Bassa, DOVE Uomini operosi con l’Amore per la Terra, la loro Forza e quella dell’Aratro, ci hanno ritrovato… Ora siamo qui a testimonianza delle nostre Origini, per ricordare e ricordarvi che nulla si crea e nulla si distrugge… ma tutto si TRASFORMA!
Abbiate cura di questa TERRA perché è l’unica che abbiamo.

Dedicato a chi percorre questo sentiero in cerca di un EQUILIBRIO interiore e a
chi questo Equilibrio già l’ha trovato”



Grazie all'anonimo autore di questa autentica opera d'arte, quasi un inno alla natura e un appello all'umanità che ha il dovere di mantenere in essa l'equilibrio che ci è stato donato.


Per vedere tutte le fotografie di questa gita in Bici intorno al lago d'Iseo cliccate QUI

domenica 4 ottobre 2009

A FRANCESCA


Quando don Raffaele il giorno del tuo Battesimo chiese ai tuoi genitori il motivo della scelta del tuo nome risposero che lo avevano scelto perché si sentivano particolarmente legati alla figura di S.Francesco d'Assisi. Perciò oggi ricorre anche il tuo primo onomastico, nonostante di Sante al femminile col tuo nome sul calendario ce ne siano a bizzeffe.
E' una giornata importante questa, anche perché il Parlamento italiano, con la Legge 10 febbraio 2005 n. 24, ha riconosciuto "il 4 ottobre quale solennità civile e giornata della pace, della fraternità e del dialogo tra appartenenti a culture e religioni diverse, in onore del Patrono speciale d'Italia, San Francesco d'Assisi".
Francesca significa anche “donna libera” per questo ti auguro di portare il tuo nome con orgoglio e di riuscire a diventare anche tu portatrice di pace, di serenità e di amore verso tutti gli esseri viventi, libera da ogni condizionamento negativo e sempre con la gioia nel cuore.
Ci sono tante canzoni moderne dedicate a Francesca, ma io preferisco dedicare a te e ai tuoi genitori che hanno scelto questo bellissimo nome, il video della preghiera di S. Francesco interpretata da Claudio Baglioni, le cui splendide immagini sottolineano efficacemente il testo di Fratello sole e Sorella luna, tratto dal Cantico delle Creature.

La tua nonna Luigina

giovedì 1 ottobre 2009

1 ottobre 1956

Allora l'anno scolastico iniziava, per tutti, il 1° ottobre, ma per me, vivace alunna di seconda elementare, oltre ad essere il primo giorno di scuola era un giorno speciale.
Quel mattino non stavo più nella pelle per l'agitazione e non riuscivo a stare ferma in quell'enorme banco di legno che mi sembrava una prigione e cercavo una scusa per uscirne, ma le regole erano severissime e i castighi per chi le trasgrediva durissimi. L'unica possibilità concessa dalla maestra per uscire da quel banco senza il suo permesso, durante la lezione, era di andare al cestino vicino alla cattedra per temperare la matita.
Presi allora dall'astuccio il robusto temperino di metallo e la matita nuova, già temperata la sera precedente, quando avevo dovuto preparare la cartella da sola, e mi avviai al cestino.
Temperavo forsennatamente la matita finché la punta si rompeva, lanciando ogni tanto un'occhiata alla mia maestra, intenta a guardare i nostri quaderni. Temperavo, temperavo e la matita si accorciava sempre più. Ad un certo punto:
- Luigina hai finito di temperare quella matita? Hai intenzione di consumarla tutta?
Le parole della maestra mi fecero trasalire, le mie mani cominciarono a sudare e la matita cadde nel cestino. Lei mi guardò mentre affannata la cercavo fra le carte e i trucioli di legno e accorgendosi della mia agitazione:
- Che ti succede Luigina?
- Succede... succede ... che mi è nato un fratellino..Alberto. Risposi d'un fiato, col mozzicone di matita recuperato nel cestino fra le mani, sgranando gli occhi per scorgere la reazione della maestra. Ma non feci in tempo a vederla: mi ritrovai stretta in un abbraccio contro il suo petto, circondata da 40 bimbe col grembiulino nero che si erano catapultate fuori dai banchi, senza il suo permesso, per farmi festa, vedendo che lei aveva deposto la sua aria severa per lasciare il posto ad un largo sorriso di partecipazione alla mia gioia.
Da allora fratellino sono passati 53 anni, le nostre vite si sono unite, separate e riunite fisicamente e... ideologicamente molte volte.
Del giorno della tua nascita non esistono fotografie, solo questa immagine rimasta stampata nella mia mente, che ho tentato di descriverti, come se fosse quel 1° ottobre e che ti dedico per augurarti uno speciale BUON COMPLEANNO e per dirti che ti voglio sempre bene come allora.