mercoledì 2 ottobre 2013

AMARCORD,,,

 LA SBRISOLONA DELLA MIA NONNA


Oggi festa dei nonni mi è venuta la nostalgia del passato, per quelle belle ricette di famiglia, che quando ero bambina pensavo esistessero solo “quelle” e di cui solamente da grandi si riesce a comprendere il valore immenso che racchiudono. Per me la Sbrisolona, tipico dolce lombardo, è la torta del cuore. Me la faceva spesso la mia nonna materna, Anna: è una torta dal sapore antico (forse per la presenza della farina gialla), che si conserva a lungo nella credenza, è dura come il marmo, ma di un buono pazzesco! La sbrisolona mi ricorderà sempre la mia infanzia e le sono affezionata in modo particolare, perché, in qualsiasi momento capitassi a casa di mia nonna, ne aveva sempre una pronta, anche se diceva di non aver niente di buono da darci. Ho comperato diverse volte questo dolce, ma il sapore di quella della mia nonna non l'ho più ritrovato, forse perché con gli ingredienti ci metteva tutto il suo amore per noi nipoti, a nostra volta nonni. Anche la mia mamma aveva imparato a prepararne una simile, quando nonna Anna è mancata, ma il sapore era diverso, anche se aveva gli stessi ingredienti e si scioglieva in bocca come quella. Non mi sono mai cimentata a farla, perché so che non saprò mai imitarla, ma mi piace e mi diverto moltissimo a  farmi aiutare dai miei nipotini a preparare qualche piatto di cui so che sono ghiotti, come sabato scorso gli gnocchi di patate. 



 


Questo invece è il video di una bellissima canzone che è diventata la canzone ufficiale della festa dei nonni 2013, il cui testo è illustrata  da disegni ed immagini bellissime e commoventi


TU SARAI (testo)
I nonni giocano con i bambini che si entusiasmano al passaggio dei treni
Guardano il cielo con uno sguardo sicuro:sanno se il tempo cambierà,
I nonni sono dei giardinieri e sanno tutto sui pomodori
Passano il tempo coltivando fiori e pregano dentro per quel mondo fuori
I nonni insegnano senza parlare, che senza amore questo mondo muore
I nonni cercano di farci capire qual è la strada per non soffrire
I nonni viaggiano in bicicletta e si ritrovano per un caffè
Fanno la spesa senza tanta fretta nel seggiolino ci sei proprio te
Tu sarai un uomo migliore se porterai i tuoi nonni nel cuore
Perché lo sai lo sai che l'amore non muore mai
lo sai lo sai che quegli occhi sinceri sono i bambini di ieri
I nonni giocano come bambini e si entusiasmano se i figli van bene
i nonni prendono per mano il futuro, i nonni aiutano davvero
I nonni insegnano senza parlare, che senza amore questo mondo muore
I nonni cercano di farci capire qual è la strada per non soffrire
Tu sarai un uomo migliore se porterai i tuoi nonni nel cuore

Perché lo sai lo sai che l'amore non muore mai
lo sai lo sai che quegli occhi sinceri sono i bambini di ieri(2 volte)

...e che i nostri bambini sono i nonni di ieri

lunedì 30 settembre 2013

I dialoghi del cuore


E' triste per una nonna "normale" stare tanti giorni senza vedere né sentire gli adorati nipoti, soprattutto se sono ancora in tenera età, ma lo è doppiamente starci se i nipoti hanno i genitori separati, perché a questa  pena si somma  anche quella della lontananza e del silenzio  del figlio. Ma quando li rivedi, dopo due settimane, e fra te e una bimba di quasi cinque anni si svolge questo breve dialogo, il cuore si scioglie di tenerezza e tutte le delusioni, le ansie e le preoccupazioni, patite per l'assenza e il silenzio non dovuti alla sua volontà, come per incanto sono spazzate via e l'emozione è così grande che ti sembra di volare con lei in un mondo magico dove le vostre anime non saranno mai separate dalla cattiveria di certi adulti che non ricordano di essere stati bambini e non credono più nei sogni.

 

Sulla soglia della porta di casa raggiante,a braccia spalancate:

F. "Ciao nonna! Devo dirti una bella cosa!"
N: "Dimmi tesoro!"
F. entra e, con aria complice, sussurra: "Ieri sera prima di addormentarmi ho pensato a te"
N: "Davvero, tesoro? Lo sai che anch'io ti penso sempre prima di addormentarmi?"
F: " Sì, ma io poi ti ho sognata"
N: "Ma che bello! E io cosa facevo nel tuo sogno?"
F: "Mi davi un bacio!"
N: " E tu?"
F: "Ero contenta perché il sogno sembrava vero"
N, dopo aver abbracciato la nipotina, con voce commossa: "Ma che bello il tuo sogno! Allora stasera proviamo a pensarci tutte e due, prima di addormentarci, così magari ci incontriamo anche nel mio sogno e possiamo stare ancora un po' insieme  e se provi anche a parlarmi sono convinta che io riuscirò a sentirti e ti risponderò"
F. mi guarda negli occhi con aria incredula e divertita, facendomi un cenno affermativo col capo.
Così io l'ho sognata davvero questa notte, ho sentito che lei mi diceva "TI VOGLIO BENE NONNA"   e io l'ho abbracciata piangendo di gioia.
Fra due giorni sarà la festa dei nonni, ma per me questo dialogo nei nostri sogni è stato il più bel regalo che potevo ricevere.

giovedì 12 settembre 2013

Un'insolita canzone d'amore

 Una grande canzone d'amore. una dichiarazione che pochi uomini d'oggi farebbero,  in controtendenza, in un'epoca in cui si cambia compagno/a come vestiti, un tempo che vuole l'uomo vecchio che si accompagna a ragazzine scosciate..In realtà la canzone non racconta, autobiograficamente, la storia d'amore tra Branduardi e la moglie, ma una rielaborazione di Roberto Vecchioni del "Canto a Filinna" di Paolo Silenziario, un poeta greco del VI sec. d. C. tradotta da Salvatore Quasimodo "Amo di più le tue rughe, Filinna che lo splendore della giovinezza. Mi piace di sentire nella mano il tuo seno che piega giù pesante, le sue punte, più del seno diritto d'una ragazza. Il tuo autunno è migliore della sua primavera ed il tuo inverno è più caldo della sua estate"

Consiglio di ascoltare anche l'introduzione scherzosa del cantautore a questa canzone registrata durante il concerto 2005 di Branduardi  à Salerno

martedì 10 settembre 2013

Punti di vista

Spesso siamo abituati a guardare la realtà dal punto di vista umano, come se fosse l'unico possibile e ci crediamo superpartes anche nel giudicare le persone, come se il nostro fosse l'unico punto di vista conforme alla realtà e una verità assoluta da divulgare, accusando chi non la pensa come noi di avere una mentalità rigida e limitata. A mio parere invece ad avere un certo grado di rigidità è proprio chi crede di avere l’unico punto di vista o modello di pensiero conforme alla realtà. 
Per esempio siamo abituati a vedere la montagna e le sue bellezze naturali con i nostri occhi. Volete invece vedere come la vedono gli animali e le piante da sott'acqua in questo magnifico video?
                                   


la montagna vista da sotto..... acqua from giovanni pivetti on Vimeo.



mercoledì 4 settembre 2013

NATI PER LEGGERE

Oggi sono andata nella biblioteca del mio quartiere a restituire un libro per conto di mio nipote 18enne che me lo aveva prestato e per prenderne uno a prestito per me. Purtroppo, fra i 5 consigliati da tempo da cari amici ne ho trovato solo uno, ma quello che mi ha colpito di più è stata l'espressione sconsolata, quasi con le lacrime agli occhi, della bibliotecaria nel dirmi che gli altri 4 non li avrei mai trovati nel sistema bibliotecario urbano di Brescia, perchè da 1 anno, a causa dei tagli (con la mannaia) alla cultura non hanno più soldi per nuovi acquisti. Io grazie al cielo posso ancora permettermi di comperarmeli, ma quanti lo possono ancora fare?

LEGGERE è NECESSARIO COME MANGIARE: è IL CIBO DELL'ANIMA E PUO' CAMBIARCI LA VITA. 
NON DARE A TUTTI QUESTA POSSIBILITA' E' COME LASCIAR MORIRE DI FAME DEI NOSTRI SIMILI ED E' UNA VERGOGNA PER UN PAESE CHE CREDE DI ESSERE CIVILE, PERCHE' SIAMO NATI ANCHE PER LEGGERE 





domenica 1 settembre 2013

Pensieri in musica: settembre....

Da "La canzone dei dodici mesi " di Francesco Guccini
(cliccare sul titolo della canzone per ascoltarla tutta)









"Settembre è il mese del ripensamento sugli anni e sull' età,
dopo l' estate porta il dono usato della perplessità, della perplessità...
Ti siedi e pensi e ricominci il gioco della tua identità,
come scintille brucian nel tuo fuoco le possibilità, le possibilità... "
























































































































































































































Dedicata alle mie giovani amiche Jasna, che oggi compie gli anni,  ed Annamaria oggi particolarmente triste (loro sanno perché) 

sabato 24 agosto 2013

Addio monti ....



Panorama 360°da cima Tremalzo(TN)

Ho voluto ritornare, dopo 10 anni, a dare un ultimo sguardo da questa cima ai luoghi che hanno visto 30 anni di vacanze estive ed invernali felici della mia vita di fidanzata, moglie e mamma. Ho sperato di rivivere quest'anno qualche giorno felice anche come nonna in questa autentico gioiello incastonato fra i monti trentini, lombardi e veneti, circondato da tre laghi  e Sito d'importanza Comunitaria(S.I.C.) per la varietà di flora e fauna rara, dove purtroppo troppi egoismi ed interessi di parte hanno decretato la sua decadenza ed impedito ancora una volta la sua rinascita dal punto di vista  turistico. Con mio grande rammarico, tuttavia così non è stato, per cause indipendenti dalla mia volontà. 
La salita è stata più faticosa del previsto e nelle gambe e nel fiato ho sentito il peso dei 10 anni in più rispetto a quella precedente, ma sono riuscita anche questa volta a vincere la mia sfida e quando sono arrivata in cima mi è venuto un groppo alla gola, perché ho avuto il presentimento che questa volta non sarebbe più stato un arrivederci, ma un addio e mentre salivo mi è tornato in mente l'incipit dell'addio monti di manzoniana memoria:

"Addio monti sorgenti dall'acque ed elevati al cielo
cime inuguali note a chi è cresciuto tra voi 
e impresse nella sua mente
non meno che l’aspetto de' suoi familiari
torrenti de' quali si distingue lo scroscio 
come il suono delle voci domestiche
ville sparse e biancheggianti sul pendìo 
come branchi di pecore pascenti addio!
Quanto è triste il passo di chi cresciuto tra voi se ne allontana!...."

Con questo video e questo album ho voluto dare anch'io il mio malinconico addio a questi monti che ho tanto amato, per chiudere, con la complicità di un certo accanimento della sfortuna e forse del destino, anche questa breve parentesi nostalgica di un passato che non potrà più ritornare, ma rivivere  solo parzialmente nei miei ricordi con queste immagini. 

Aggiungo bellissimo video della canzone in dialetto bresciano, con sottotitoli in italiano, composta, cantata, suonata col complesso La cantina di Ermete e illustrata da un caro amico Roberto Viesi bravissimo vignettista

mercoledì 7 agosto 2013

Certe parole fanno male





Certe parole fanno male, soprattutto se dette da una persona che ami e pungono come le spine di questi cactus, nascoste dai suoi stupendi fiori solo lo spazio di un giorno, tanto da restare conficcate a lungo nel cuore di chi le riceve ingiustamente.
Certe parole possono far male, possono ferire, forse farti ragionare, ma non riescono a farti capire. 
Le ragioni  di chi è bravo a colpire e a trovare tante parole per farlo fanno
ancora più male, perché non sai più che dire, quando le senti esplodere nel cuore e non ti resta che piangere. 
Dopo aver ascoltato questa canzone Le tue parole fanno male (Fiorella Mannoia)

giovedì 1 agosto 2013

Ma che film la vita



Grazie a mia madre per avermi messo al mondo,
a mio padre semplice e profondo,
grazie agli amici per la loro comprensione,
ai giorni felici della mia generazione,
grazie alle ragazze a tutte le ragazze.

Grazie alla neve bianca ed abbondante,
a quella nebbia densa ed avvolgente,
grazie al tuono, piogge e temporali,
al sole caldo che guarisce tutti mali,
grazie alle stagioni a tutte le stagioni.

Ma che film la vita tutta una tirata
storia infinita a ritmo serrato
da stare senza fiato.
Ma che film la vita tutta una sorpresa
attore, spettatore tra gioia e dolore
tra il buio ed il colore.

Grazie alle mani che mi hanno aiutato,
a queste gambe che mi hanno portato,
grazie alla voce che canta i miei pensieri,
al cuore capace di nuovi desideri,
grazie all'emozioni, a tutte le emozioni.

Ma che film la vita tutta una tirata
storia infinita a ritmo serrato
da stare senza fiato.
Ma che film la vita tutta una sorpresa
attore, spettatore tra gioia e dolore
tra il buio ed il colore.

Ma che film la vita tutta una sorpresa
storia infinita a ritmo serrato
da stare senza fiato.
Ma che film la vita tutta una sorpresa
attore, spettatore tra gioia e dolore
fra il buio ed il colore.

martedì 30 luglio 2013

Noi siamo abitati da canzoni




La canzone della bambina portoghese 

E poi e poi gente viene qui e ti dice di sapere già ogni legge delle cose.
E tutti sai vantano un orgoglio cieco di verità fatte di formule vuote.
E tutti sai ti san dire come fare quali leggi rispettare quali regole osservare
qual è il vero vero e poi e poi tutti chiusi in tante celle
fanno a chi parla più forte per non dir che stelle morte fan paura.
Al caldo del sole al mare scendeva la bambina portoghese.
Non c'eran parole rumori soltanto come voci sorprese.
Il mare soltanto e il suo primo bikini amaranto
le cose più belle e la gioia del caldo alla pelle. 
Gli amici vicino sembravan sommersi dalla voce del mare
o sogni o visioni qualcosa la prese e si mise a pensare
sentì che era un punto al limite di un continente
sentì che era un niente l'Atlantico immenso di fronte.
E in questo sentiva qualcosa di grande
che non riusciva a capire che non poteva intuire
che avrebbe spiegato se avesse capito lei e l'oceano infinito
ma il caldo l'avvolse si sentì svenire e si mise a dormire.
E fu solo del sole come di mani future restaron soltanto il mare e un bikini amaranto.
E poi e poi se ti scopri a ricordare
ti accorgerai che non te ne importa niente.
E capirai che una sera o una stagione
son come lampi luci accese e dopo spente.
E capirai che la vera ambiguità è la vita che viviamo
il qualcosa che chiamiamo esser uomini.
E poi e poi che quel vizio che ci ucciderà
non sarà fumare o bere ma il qualcosa che ti porti dentro cioè vivere.

giovedì 25 luglio 2013

ATTIMI CHE VALGONO UNA VITA

"Trascorriamo la vita sperando in un domani diverso che non verrà mai. Raduniamo denaro e case con il pensiero che un giorno tutte queste ricchezze ci serviranno per vivere meglio: lasciamo passare il tempo con la convinzione che tutto ciò diventi verità. Ma la verità è nel nostro presente e noi non ci accorgiamo di attimi che da soli valgono un'intera esistenza per il loro significato" 
da "Il fiume della vita " di Romano Battaglia


La mia recente vacanza a Capraia e in particolare le mie ultime letture, immersa in una natura in gran parte ancora incontaminata, che favorisce la meditazione, mi hanno permesso di capire e di sperimentare il valore e il significato di questo pensiero. 
Appena fuori dal porto e dall'abitato di quest'isola, percorrendo i suoi sentieri, sono riuscita per un po' ad estraniarmi dalle preoccupazioni quotidiane e a sentirmi in simbiosi con la sua natura, incantata non solo dai suoi panorami e dal suo meraviglioso mare, ma anche dai suoi profumi  e odori, dai suoi sapori, dai suoi silenzi, dai suoi rumori, dai suoi suoni, dai canti e dagli schiamazzi dei suoi uccelli, dalla sua luce e dalle sue ombre che cambiano nei diversi momenti della giornata, ma che qui sembrano irripetibili e sempre nuovi.
Qui ho ritrovato  il piacere di toccare, sfiorare, lisciare, accarezzare una roccia, un sasso, una foglia, di annusare e inebriarmi del profumo della sua vegetazione, di respirare a pieni polmoni l'aria frizzante e pulita del mattino che pizzica le narici e quella salmastra del mare in burrasca che si iufrange sugli scogli, di assaporare e gustare le sue erbe aromatiche, le sue bacche, le more e i suoi prodotti tipici, di ascoltare la risacca  e lo sciabordio delle onde, di contemplare e immaginare di vivere l'avventura di Robinson Crusoe, come da bambini, costruendo un capanno per ripararci dal sole, in un anfratto fra le rocce, con i legni disseminati in una caletta e di vedere ogni cosa, ogni animale, ogni fiore, ogni sasso, ogni grotta, ogni pianta, come se fosse la prima volta e l'ultima. Nessuna fotografia, con un unico scatto, riuscirà a fermare in tutte le sue sfaccettature questa realtà, che rimarrà un ricordo di una sequenza di attimi incancellabili solo nella mia mente e nel mio cuore.  

Gabriele nel capanno di Cala di Portovecchio 1 luglio 2013

Era la terza volta che venivamo nella cala di Portovecchio e già dalla prima, a giugno dell'anno scorso, avevamo trovato questo riparo improvvisato tra le rocce da qualcuno che, come noi, aveva  scelto la strada più lunga e più faticosa per raggiungerla e abbiamo avuto l'impressione che chi ci aveva preceduto avesse pensato anche a chi sarebbe arrivato qui dopo di lui, perché ci siamo sentiti come a casa nostra e abbiamo percepito come un tacito invito a rendere ancora più accogliente questo riparo da cui si gode una magnifica vista sulla cala e una fresca brezza anche nelle ore più calde. Perciò abbiamo aggiunto qualche bastone portato sulla spiaggia dalle burrasche per rinforzarne il tetto.
La seconda volta, a settembre, abbiamo sistemato su due piani le assi all'interno per poterci coricare e schiacciare un pisolino, ma l'ultima volta, quando siamo tornati quest'anno dopo 5 giorni  con il fratello di Gabriele abbiamo trovato addirittura una specie di veranda naturale che abbiamo cercato di rendere ancora più confortevole e sicura. 














Portovecchio Luigina e Gabriele relax 6 luglio 2013














Portovecchio Luigina e Pierfelice 6 luglio 2013      


Alla fine ci è sembrata più bella di un castello e mi è venuto da ridere pensando ai personaggi dell'isola dei famosi, sorvegliati da telecamere ed elicotteri nella loro finzione in un'isola dei Caraibi, mentre noi ci siamo sentiti liberi in quest'isola di casa nostra e in sintonia coi gabbiani che ci svolazzavano intorno, le lucertole che strisciavano curiose fra i cespugli fioriti di un rock garden naturale, in pace con la natura e solidali con chi ci ha preceduto e ci seguirà in questo angolo di Paradiso.



Il panorama della cala di Portovecchio che vedevamo dal "nostro" capanno

venerdì 19 luglio 2013

Finalmente!



La pista ciclabile Vello-Toline è stata finalmente riaperta, dopo tre anni di chiusura. È una delle ciclopedonali più belle del mondo, in provincia di Brescia, in riva al lago di Iseo. Il percorso è quello dell'antica strada sulla riva orientale del lago d'Iseo. 5 Km di pace, lago, gallerie e natura. Ve ne avevo già parlato in questi 2 post di 4 anni fa  ,corredati anche da 2 begli album di fotografie e dal video girato 2 anni prima da Gabriele, che oggi ha voluto filmare il percorso inverso che spero di rifare presto anch'io con lui, prima che qualche frana costringa ancora i solerti amministratori dei 2 comuni a chiuderla di nuovo, spendendo una cifra iperbolica per il suo ripristino, senza contare il danno ricevuto dalle attività commerciali e turistiche che ruotano attorno a questo suggestivo percorso. Per salvaguardarsi da responsabilità civili e penali pare abbiano reso obbligatorio anche per i pedoni indossare un caschetto antinfortunistico. Fra le altre novità, oltre ad aver eliminato la bella scultura fotografata nel mio post EQUILIBRI , forse per timore che i sassi  franassero in testa a qualche barcaiolo o pescatore di passaggio, chi percorrerà questa ciclopedonale sappia che lo farà a proprio rischio e pericolo :( ma credetemi: ne vale veramente la pena!


giovedì 11 luglio 2013

Anche dal pane bruciato una lezione d'amore e di vita


Questa dovrebbe essere la normalità, ma purtroppo nel mondo di oggi è diventata qualcosa di meritevole da segnalare e per questo la ripropongo qui, come spunto di riflessione per me e per chi mi leggerà, perché anche il pane bruciato possa regalarci un sorriso e una speranza.

" -Dopo un lungo e duro giorno di lavoro, mia mamma mise un piatto con salsicce e pane tostato, molto bruciato, davanti al mio papà.
-Ricordo che stavo aspettando che lo notasse… Nonostante mio padre lo avesse
notato, prese un pane tostato, sorrise a mia madre e mi chiese come era andata a scuola.
-Non ricordo cosa gli risposi, però mi ricordo il vederlo spalmare burro e marmellata sul pane tostato e mangiarlo tutto.
-Quando mi alzai da tavola, quella sera, ricordo aver sentito mia madre chiedere scusa a mio padre per il pane tostato molto bruciato. Mai dimenticherò quello che gli disse:

"Cara non preoccuparti, a volte mi piace il pane tostato un po' bruciato."
-Più tardi, quella sera, andai a dare il bacio della buona notte a mio padre e gli chiesi se veramente gli piaceva il pane tostato bruciato.
- Egli mi abbracciò e mi fece questa riflessione:

"La tua mamma ha avuto un giorno molto duro nel lavoro, è molto stanca, ed inoltre un pane tostato un po' bruciato non fa male a nessuno".
-La vita è piena di cose imperfette. Imparare ad accettare i difetti e decidere di apprezzare ognuna delle differenze degli altri, è una delle cose più importanti per creare una relazione sana e duratura.
-La comprensione e la tolleranza sono la base di ogni buona relazione.
-Sii più gentile di quanto ritieni necessario esserlo perchè tutte le persone, in questo momento, stanno lottando a qualche tipo di battaglia.
-Tutti abbiamo problemi e tutti stiamo imparando a vivere, ed è molto probabile che non ci basti una vita per imparare il necessario."

"Il viaggio verso la felicità non è diritto. 

*Esistono curve chiamate EQUIVOCI, 
*esistono semafori chiamati AMICI, 
*luci di posizione chiamate FAMIGLIA, 
e tutto si raggiunge se hai: 
- Una ruota di scorta chiamata DECISIONE, 
- un potente motore chiamato COMPRENSIONE, 
- una buona assicurazione chiamata FEDE, 
- abbondante combustible chiamato PAZIENZA, 
- e soprattutto un autista esperto chiamato AMORE!!!"
(Lin Yutang)


lunedì 10 giugno 2013

Pensiero del giorno



QUESTO PENSIERO E' DEDICATO A CHI INSEGUE UN SOGNO NELLA VITA... AI TENACI... AI TESTARDI... AGLI OSTINATI ... A CHI CADE E SI RIALZA ... A CHI CI PROVA SEMPRE E A CHI  NON  MOLLA  MAI ... PERCHE' SONO QUELLI   CHE GUARDANO  AVANTI ... QUELLI CHE SPERIMENTANO  SEMPRE ... QUELLI CHE CREDONO ANCORA NEL FUTURO, E ... NON SMETTONO  MAI  DI  SOGNARE !!! di Bruno Fontana (AIL Genova)



Per seguire in diretta la rotta della barca Sun Odissey per realizzare il sogno del Progetto Itaca 2013 dell'AIL da Genova a Palermo la  clicca QUI

venerdì 7 giugno 2013

Dopo 2000 anni....la giustizia dei potenti

 
"Il potere dichiara che il giovane arrestato di nome Gesù figlio di Giuseppe è morto perché aveva le mani bucate e i piedi pure, considerato che faceva il falegname e maneggiando chiodi si procurava spesso degli incidenti sul lavoro. Perché parlava in pubblico e per vizio si dissetava con l´aceto, perché perdeva al gioco e i suoi vestiti finivano divisi tra i vincenti a fine di partita. I colpi riportati sopra il corpo non dipendono da flagellazioni, ma da caduta riportata mentre saliva il monte Golgota appesantito da attrezzatura non idonea e la ferita al petto non proviene da lancia in dotazione alla gendarmeria, ma da tentativo di suicidio, che infine il detenuto è deceduto perché ostinatamente aveva smesso di respirare malgrado l’ambiente ben ventilato. Più morte naturale di così toccherà solo a tal Stefano Cucchi quasi coetaneo del su menzionato". 


(Risposta di Erri de Luca  apparsa su Liberazione l'11 novembre 2009 all'insopportabile dichiarazione di Giovanardi : «Stefano Cucchi era in carcere perché era uno spacciatore abituale. Poveretto, è morto, e la verità verrà fuori, soprattutto perchè pesava 42 chili. La droga ha devastato la sua vita, era anoressico, tossicodipendente… E poi il fatto che in cinque giorni sia peggiorato… Certo, bisogna vedere come i medici l’hanno curato. Ma sono migliaia le persone che si riducono in situazioni drammatiche per la droga, diventano larve, diventano zombie: è la droga che li riduce così»)

domenica 2 giugno 2013

Progetto Itaca 2013 ricomincia da Portese

VIDEO 

Ieri, malgrado le previsioni meteo non promettessero nulla di buono, ho trascorso una bella giornata in barca ...a vela e...a motore, in compagnia di persone speciali, con poco vento, ma tanta allegria. Al rientro ci aspettava un ottimo pranzo, con torte favolose e la straordinaria partecipazione del piccolo Riccardo. Un grazie particolare a Simona che mi ha permesso di partecipare, in assenza del mio accompagnatore abituale, passandomi a prendere e riaccompagnandomi a casa, e alla mia "fatina" Silvia che mi ha chiamato ancora a ripetere questa bella esperienza, malgrado sia ormai sulla strada della guarigione completa. Questa volta purtroppo non ho potuto partecipare attivamente alla regata. Infatti lo scarso vento ha fatto decidere il comandante della nostra barca di andare prevalentemente a motore, togliendo uno degli ingredienti principali e più suggestivi dell'andare in barca a vela: il silenzio e il sentirsi in simbiosi con il lago e la natura circostante. Tuttavia è stata ugualmente un'esperienza positiva, perché ho incontrato e ascoltato nuove compagne d'avventura e dal racconto delle loro esperienze, mi sono sentita arricchita e  ho trovato nuovo impulso per dare un senso alla mia vita e sconfiggere il pensiero della malattia e le preoccupazioni quotidiane. 
Il programma e le locandine del  Progetto Itaca 2013  
sui laghi  e sul mar Tirreno