lunedì 23 giugno 2008

PENSIERO DELLA SETTIMANA


Non c'è speranza senza paura, né paura senza speranza.

Carol Woytijla

martedì 17 giugno 2008

MILLE COSE BELLE


E' solo la traduzione del testo di una canzone che amo molto. Mi è venuta in mente pensando all'incognita della prova che mi aspetta e leggendo alcune considerazioni pessimistiche sulla vita in alcuni blog, soprattutto da parte dei giovani. Credo ci siano più di un paio di cosette per cui vale la pena vivere. La dedico a tutti i miei amici/che blogger, ma soprattutto a chi sta attraversando dei momenti difficili come me, dove tutto sembra andare storto e la depressione è sempre in agguato, dietro l'angolo, pronta ad impadronirsi di loro. Avrei voluto postarla al mio ritorno dall'ospedale, ma lo faccio ora, perché voglio essere ottimista e poter dire in anticipo che anche questa volta ho vinto la mia battaglia nella guerra per la vita. Per ascoltare la canzone in inglese cantata da Annie Lennox cliccate sul titolo.


A thousand beautiful things
Mille cose belle

(Annie Lennox)

Ogni giorno scrivo la lista di motivi
per i quali io credo ancora che
esistano mille cose belle
Anche se è difficile vedere che il bicchiere
è mezzo pieno e non mezzo vuoto

Allora…accendimi come il sole
Per rinfrescarmi con la tua pioggia…
Io non voglio chiudere gli occhi mai più
Non chiuderli mai
Non chiuderli mai

Ti ringrazio per l’aria che respiro
Per il mio cuore che batte
Per gli occhi con cui torno a vedere
mille cose belle
e tutto ciò che è stato e che ho fatto
la battaglia è vinta

il bene e il male in ognuno di noi
fa parte di me affinché io lo ricordi

Allora…eccomi di nuovo qui
A cantare sotto la tua finestra
Raccogliendo i pezzi di ciò che dobbiamo ancora trovare.

Il mondo è stato pensato per noi
Affinché capissimo il nostro destino…
Vivere
Morire
Respirare
Dormire
Provare a rendere la tua vita completa

Allora..
Accendimi come il sole
Per rinfrescarmi con la tua pioggia
Non voglio chiudere gli occhi mai più
Non chiuderli mai
Non chiuderli mai…

Questo è tutto quello che volevo dirti
tutto quello che volevo dirti

venerdì 13 giugno 2008

PENSIERO DELLA NOTTE

Ci vuole tutta la vita per imparare a vivere e, quel che forse sembrerà più strano, ci vuole tutta la vita per imparare a morire.
Seneca

lunedì 9 giugno 2008

PEPPO E ADRIANA: UNA VITA PER GLI ALTRI

Stella col suo bel post Africa: I Missionari mi ha dato lo spunto per parlare di una coppia di amici che da 32 anni dedicano la loro vita ai poveri.

I passi e i gesti di tanti missionari, acquistano dignità giornalistica poche volte, spesso solo quando qualcuno di loro ci lascia la vita.

A volte un'intervista sbrigativa, sullo sfondo dei drammi del terzo mondo, poi via, nel dimenticatoio.


Per Peppo e Adriana non è così. La loro opera a San Nicolas, sperduto paese andino ai piedi del Cotopaxi, sull'altopiano del Paramo nelle Ande ecuadoriane, a due passi dall'Equatore, ricorre spesso sui giornali locali, sfidando le mode e le emergenze. Il motivo di questa eccezionalità
credo sia principalmente nella natura laica della loro vicenda: Peppo e Adriana sono marito e moglie che hanno deciso di sposare la causa dei più poveri dentro l'Operazione Mato Grosso (O.M.G), dove anche Gabriele ed io ci siamo conosciuti, abbiamo operato e condiviso i loro ideali allora. Oggi cerchiamo di dare ancora il nostro piccolo contributo alle numerose iniziative dell'Associazione San Nicolas per sostenere la loro scelta di vita.

Adriana Tiziano, originaria del Mantovano, era un giovane tecnico di laboratorio e la mia più cara amica. Era fidanzata con Peppo Piovanelli, nativo del popolare quartiere di Bottonaga a Brescia, neolaureato in lingue, interprete di professione. Avevano un futuro tranquillo davanti, ma non erano soddisfatti.

Quando lei decise di fare da sola la sua prima esperienza di volontariato per 4 mesi in Brasile, considerai questa sua decisione un piccolo tradimento alla nostra amicizia, ma segretamente la ammiravo e la invidiavo per il suo coraggio e la sua coerenza, libera da condizionamenti e ricatti familiari ed affettivi. Tuttavia ero convinta che sarebbe tornata soddisfatta sì di aver portato a termine questa avventura, ma decisa a non ripeterla e invece mi sbagliavo di grosso.

Al suo ritorno si sposa col suo Peppo che l’aveva attesa pazientemente e lo contagia col suo entusiasmo e, nel 1977, lo convince a partire per la loro prima esperienza di coppia in Ecuador che avrebbe dovuto durare solo 2 anni, ma continua tuttora.


Massimo Tedeschi (giornalista di BresciaOggi) così scrive di loro:

“………Non l'hanno fatto per motivi ideologici (fosse così, avrebbero già gettato la spugna) ma per una radicale scelta evangelica. Hanno preso sul serio la Buona Novella , il discorso della Montagna, e da 32 anni vivono sull'altopiano andino la beatitudine complicata della semplicità, dell'umiltà, della povertà. Questo ha consentito loro di andare controcorrente: di parlare di Cristo e di perdono fra i campesiños negli anni Ottanta, quando sembrava che l'unico verbo praticabile fosse quello di Marx e della rivolta armata e di continuare a parlare della deriva del Sudamerica nel XXI secolo, in tempi in cui lo sguardo pietistico occidentale vuole altro, preferisce guardare all'Asia o all'Est Europa.

Ma il motivo per cui la loro esperienza continua a fare notizia: è il fatto che Peppo e Adriana non hanno tagliato i ponti, hanno mantenuto stretti legami (epistolari prima, telematici poi) con gli amici di Brescia, trovando in loro dei veri e propri ambasciatori senza feluca e senza credenziali della causa di San Nicolas. Gli amici bresciani hanno dato vita a un sodalizio di sostegno, l'Associazione San Nicolas, che con numerose iniziative continua a mantenere viva la loro scelta di vita e a fare notizia: il mercatino natalizio,


i mattoni simbolici venduti per ricostruire San Nicolas dopo il terremoto del '96, il progetto di adozione a distanza degli anziani dell'Ecuador, una borsa per S.Nicolas, il lavaggio delle auto e i mercatini delle torte in quartiere per raccogliere fondi, il progetto-pozzi e la vendita degli intarsi del “taller”, il ponte gettato verso il mondo alpinistico bresciano, la mostra “Una colomba di Pace”. Ma, certo, nessun escamotage comunicativo avrebbe successo se non ci fosse a monte la sostanza, la scelta di vita, la coerenza radicale e spiazzante di Peppo e Adriana. Senza questi fattori non ci sarebbero premi (Peppo ha ottenuto nel 2001 il premio Cuore Amico nell'ambito del “Bulloni”) o aiuti di sorta a tenere alta la notorietà e la simpatia che circondano San Nicolas.

Quando i due partono insieme per l'Ecuador non c'è scritto in nessun contratto, ma i giovani coniugi sanno in cuor loro che questa è la scelta della vita. Una scelta che ben presto plasma la loro famiglia anagrafica, oggi composta da tre figli: uno naturale e due adottive.

I bisogni materiali li prenderanno ben presto al cuore e alla gola e li trasformeranno in contadini, muratori, insegnanti, genitori putativi, presidi e taxisti, infermieri e benefattori, barellieri e cucinieri, mercanti e questuanti, a seconda delle infinite necessità che bussano alla loro porta.

Il primo impegno è nel dispensario medico di Juigua Yacumbamba.

Nell'80 si trasferiscono nella cittadina di Pujilì dove creano la casa campesiña, un ostello-centro civico-dispensario che ospita i campesiños nei giorni di mercato, sottraendoli al marciapiede e alle tariffe-tagliola dei locandieri locali.


Nel 1988 arriva la chiamata a San Nicolas, in una vecchia fazenda del ‘700, cadente, incastonata in una zona agricola poverissima. Il progetto è nitido fin dall'inizio: creare una scuola che dia una formazione ai ragazzi, valorizzi la tradizione della lavorazione del legno. Nasce da lì l'Instituto particular “Don Bosco” di San Nicolas, dove un centinaio di ragazzi trova istruzione (e cibo).


Adriana coi suoi ragazzi a S. Nicolas


Ma l'Instituto è solo una delle iniziative: come primo sbocco occupazionale dei ragazzi viene creata una falegnameria cooperativa (“Centro des Artes”), un “taller”, che dà lavoro a una trentina di giovani, oggi affiancata da un'officina meccanica. I ragazzi che abitano a ore di cammino da San Nicolas trovano nell'antica fazenda anche ospitalità. Di più: trovano una famiglia. La tavolata di casa Piovanelli a mezzogiorno conta un centinaio di coperti. Per i piccoli commensali gli ospiti italiani hanno un nomignolo immancabile: don Pepo e mama Adriana. Il focolare ha anche un tempietto con i suoi lari e i suoi penati. Su tutti spicca l'immaginetta con il sorriso fanciullesco di don Tone Bresciani, il salesiano originario di Pavone del Mella che ha condiviso un bel pezzo di strada con Peppo e Adriana e ora veglia su di loro, da un luogo senza nome, da distanze senza misura.

Scuola, taller, casa-famiglia: sono solo gli aspetti “ufficiali” di San Nicolas. Perché accanto e attorno ci sono i mille gesti quotidiani, la “sopa comunitaria” distribuita periodicamente agli anziani indigenti, il pane regalato senza risparmio. “Come fai a dire di no se un povero bussa alla tua porta?” chiede e si chiede Peppo. E infatti la risposta ogni volta è diretta, senza calcolo, evangelica.

Nei racconti sereni di Peppo, nelle lettere disincantate e talvolta amare di Adriana, San Nicolas assomiglia a una delle città invisibili di Italo Calvino e dipana una trama fatta di gesti e sguardi, memorie e progetti, successi e fallimenti, sogni e disincanto, realismo e profezia.

Nelle testimonianze di chi c'è stato San Nicolas rimane indelebile.

Patrizia Toia, che l'ha visitata da sottosegretario agli Esteri, dice: “Lì ho visto il senso della gratuità, ho scoperto la semplicità di chi fa cose straordinarie”.

Luigi Pettinati, un banchiere, ammette: “San Nicolas mi è rimasta impressa, ho visto il coraggio di queste persone: persone fuori dal tempo, insomma eroi”.

Fausto Camerini, giornalista e scrittore di cose di montagna, è netto: “E' l'unico posto in Ecuador dove ho visto i bambini sorridere”.

Ecco: il vero biglietto da visita di San Nicolàs è il sorriso dei suoi ospiti. Merce rara, perla preziosa, sotto i cieli di un Paese che si sta immiserendo, e che immalinconisce di giorno in giorno. E per questo vale la pena scrivere di San Nicolàs. Ancora e per sempre. “


sabato 7 giugno 2008

PENSIERO DEL GIORNO



In occasione del secondo anniversario di matrimonio di Michele e Laura abbiamo donato loro un bel libro di Leo Buscaglia che Gabriele ed io abbiamo appena letto "La coppia amorosa". Cercavamo una bella frase da scrivere come dedica,
ma nessuna ci è sembrata più adatta di questa, trovata nella prima pagina del libro

"
Siamo angeli con un'ala soltanto e possiamo volare solo restando abbracciati."
di Luciano de Crescenzo da "I pensieri di Bellavista"

Mi è entrata nel cuore, perchè può rappresentare benissimo un amore, un'amicizia, qualcosa di speciale che per esistere ha bisogno necessariamente di un collegamento, una collaborazione, un'unione. Io ho trovato anche qui tante persone con cui poter volare abbracciati e voi?


lunedì 2 giugno 2008

SI PUÒ

SI PUÒ di Giorgio Gaber
si può
si può
si può, siamo liberi come l'aria
si può
si può, siamo noi che facciam la storia
si può.

Si può, io mi vesto come mi pare
si può, sono libero di creare
si può, son padrone del mio destino
si può, posso mettermi un orecchino.

Si può, fare critiche dall'esterno
si può, sputtanare tutto il governo
si può, non far uso dei congiuntivi
si può, siamo liberi e trasgressivi.

Basta uno spunto qualunque
e la nostra fantasia non ha confini
basta un pennello, un colore
e noi siamo pronti
a perpetuare la creatività dei popoli latini.

Si può, fare i giovani a sessant'anni
si può, regalare i blue-jeans ai nonni
si può, in ignobili trasmissioni
si può, schiaffeggiarsi come coglioni.

Si può, far politica coi fumetti
si può, divertirsi con Andreotti
si può, con la satira che straripa
si può, fare il verso persino al papa.

Con quella vena di razza italiana
che è vivace e battagliera
è naturale che poi siamo noi
che possiam cambiar tutto
a patto che si lasci tutto come era.

Si può, siamo liberi come l'aria, si può
si può, siamo noi che facciam la storia, si può
libertà, libertà, libertà, libertà obbligatoria.

Sono assai cambiato, sono così spregiudicato
sono infedele, sono matto, posso far tutto.
Viene la paura di una vertigine totale,
viene la voglia un po' anormale di inventare una morale
utopia, utopia, utopia-pia-pia.

Si può, ignorare gli intellettuali
si può, fare il tifo per gli animali
si può, far la guerra per scopi giusti
si può, siamo autentici pacifisti.

Per ogni assillo, rovello sociale, sembra che la gente goda
tutti che dicono la loro, facciamo un bel coro
di opinioni fino a quando il fatto non è più di moda.

Si può, rovesciare la notte e il giorno
si può, eccitarsi con un film porno
si può, patteggiare sulla galera
si può, ricantare "Faccetta nera".

Si può, trasgredire qualsiasi mito
si può, invaghirsi di un travestito
si può, consultarsi con una strega
si può, farsi ognuno una bella lega.

In questa tua libertà illimitata
di espressione e di parola
l'unica rivoluzione che noi abbiamo fatto
ha un difetto:
è la rivoluzione della Coca-Cola.

Si può, siamo liberi come l'aria, si può
si può, siamo noi che facciam la storia, si può.

[parlato] Ma come? Con tutte le libertà che avete, volete anche la
libertà di pensare?

Utopia, utopia, utopia-pia-pia.

Libertà, libertà, libertà, libertà,
libertà, libertà, libertà, libertà,
libertà, libertà, libertà, libertà...


domenica 1 giugno 2008

FIORE DI CACTUS

Prima fioritura

Sul balcone della casa del babbo di Gabriele era rimasto solo un vecchio cactus in un vaso. Sembrava stesse spegnendosi con lui. Poi improvvisamente ieri mattina questa fioritura meravigliosa e profumatissima, durata purtroppo però solo lo spazio di un giorno.



Dettagli della prima fioritura

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questa mattina il ”miracolo” si è ripetuto e voglio rendervi partecipi di questa meraviglia. 

Non mi sono ancora attrezzata per trasmetterne anche il profumo, ma ci proverò. Questi fiori per me acquistano un significato particolare in questo periodo, perché dimostrano che anche in mezzo alle spine e al dolore può nascere qualcosa di tenero, di bello, di buono e che procura gioia.

Seconda fioritura

mercoledì 28 maggio 2008

UN SORRISO LUNGO UN ANNO

Oggi sono molto felice perché ho visto la foto dell'ecografia del mio futuro nipotino all'ottava settimana di gestazione. In 2 settimane è cresciuto tantissimo da 6 a 16 mm e spero tanto che sia forte e sano. Per questo voglio dedicare la mia felicità e il mio post a questa bella iniziativa dedicata a bambini meno fortunati.
Sul blog di Jasna e di Stella ho visto questa immagine che rappresenta la locandina di "Un sorriso lungo un anno" l'iniziativa di comix per sostenere la lotta al Neuroblastoma, il tumore dell'infanzia che rappresenta la prima causa di morte in età prescolare.
Si può sostenere questa iniziativa in vari modi, ad esempio dedicando un post a questo argomento e segnalando titolo del blog e link del post a questa mail: alex@comicomix.com, specificando che si intende aderire a questa iniziativa.
Per ogni post segnalato Comicomix donerà 2.00 € alla Fondazione per la lotta al neuroblastoma.

Questo è solo uno dei modi per sostenere questa iniziativa, per ulteriori informazioni clicca qui:
http://www.comicomix.com/Giornalettismo_Neuroblastoma

martedì 27 maggio 2008

PER NON DIMENTICARE


Piazza della Loggia 28 maggio 1974

La domenica precedente la strage ero andata con Gabriele, a fare un gita a piedi in centro. Mi ero seduta proprio ai piedi di uno dei lampioni di Piazza della Loggia, dove il martedì successivo si doveva tenere la manifestazione antifascista per protestare contro i numerosi episodi che, da qualche mese, turbavano la tranquillità della nostra città.

Ci sarei dovuta andare anch’io a quella manifestazione con dei colleghi, amici di alcune delle vittime, poi una serie di contrattempi e di “fortunate” coincidenze hanno forse impedito che il corso della nostra vita si interrompesse, ma la strage di quel giorno l’ha tuttavia segnata in modo indelebile e l’ha sicuramente cambiata e resa più consapevole.

Ero decisa a non partecipare ai funerali, ma ritornando a casa da scuola mi sono accorta di essere l’unica a percorrere la mia via in senso contrario a un fiume di gente che si dirigeva verso la piazza da cui sarebbe partito il corteo con i feretri verso il Vantiniano.

Mi sono vergognata moltissimo della mia “conigliaggine” e, fatto dietrofront, ho seguito il fiume in piena e sono andata all’appuntamento in piazza con la mia amica/collega Marinella. Là è stato spontaneo afferrare insieme una delle tante corone di fiori che coprivano la piazza e portarla per tutto il tragitto fino al cimitero.

Gabriele contemporaneamente aveva colto con le sue fotografie la partecipazione corale di una città all’avvenimento che l’aveva scossa così profondamente.

I recenti episodi di violenza, di intolleranza e di razzismo che hanno turbato numerose città italiane sono un segnale preoccupante, come allora. Cerchiamo di fare in modo che la storia non si ripeta e di non seguire la politica dello struzzo, perché... “tanto non ci riguarda”




venerdì 23 maggio 2008

INTERVISTA

Detesto i meme e le catene di S.Antonio, ma quello che mi ha proposto con garbo Ishtar, insieme al premio Revolution, è carino e farò un'eccezione anche per farmi conoscere meglio.

Che ora è? 22,35


2 Nome: Luigina

3 Compleanno: 12 giugno

4 Segno zodiacale: gemelli

5 Tatuaggi: no

6 Piercing: no

7 Sei innamorato/a?

8 Ti piaci? Non sempre

9 Hai già amato al punto di piangere? Si

10 Hai già fatto un incidente in macchina? Uno, tanti anni fa, ma non guidavo io

11 Hai mai avuto una frattura?

12 Vino o birra? Vino rosso o bianco di qualità ai pasti ma con la pizza della buona birra

13 Ti fidi dei tuoi amici? Di quelli veri sì

14 Colore preferito per l'intimo: nero

15 Numero preferito? 3

16 Musica preferita? Tutta la musica che mi trasmette emozioni, tranne il rap, la musica punk e dodecafonica

17 Cosa ti manca? Niente di necessario

18 Cosa odi? La falsità, l'egoismo, l'arroganza, la cattiveria gratuita, la presunzione, la malafede, l'arrivismo.

19 Cosa pensi appena sveglio/a? In questo periodo “Speriamo di farcela anche oggi”

20 Da chi hai ricevuto questo meme? ISHTAR

21 Quale dei tuoi amici vive più lontano? Con Internet, il telefono e il cellulare le distanze sono annullate.

22 Cosa cambieresti della tua vita? Sposerei prima mio marito, se lui fosse d’accordo naturalmente;)

23 Sei felice? Cerco di esserlo spesso

24 Proverbio preferito: Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te

25 Libro preferito: Tanti ma più di tutti " Vivere, amare, capirsi " e la “Coppia amorosa” di Leo Buscaglia

26 Di cosa hai paura? Di ciò che non posso dominare con la mia volontà

27 Una sola parola per chi ha scritto questo meme: ok

28 Film preferito: Fra quelli datati: “ Indovina chi viene a cena” fra i più recenti “ Shrek”

29 Se potessi essere qualcun altro chi saresti? Non ci ho mai pensato

30 Cosa c'è appeso al muro della tua camera? Una bella serigrafia raffigurante una Madonna col Bambino

31 Cosa non cambieresti? Niente

32 Un posto dove ti piacerebbe andare: Parigi

33 Pensi che qualcuno farà questo meme? Si

34 Chi sei sicuro che lo farà? So chi non lo farà, ma non sono tanto sicura neanche di questo

35 Ottimista o pessimista? In questo periodo pessimista

36 Profumo preferito: non compero profumi. Metto raramente quelli che mi regalano solo se sono profumi delicati
37 Sport preferito: da spettatrice l’atletica leggera da praticante ciclismo, nuoto e sci


38 Timido/a o estroverso/a? Estroversa


39 Il frutto preferito: Melone e albicocche d’estate, Mandaranci d’inverno

40 Mare o montagna? Entrambe però preferibilmente il mare d’estate e la montagna d’inverno

41 Hai paura della morte? Sto imparando a non averla.

42 A che ora vai a letto di solito? Prima di mezzanotte

43 Cane o gatto? Cane

44 Colore preferito: Verde...senza significato politico perché è il colore della speranza ;)

45 Il segno zodiacale che più ti piace: non ho preferenze perché non credo molto agli oroscopi

46 Il segno che ti piace meno: idem come sopra


47 La canzone preferita: Attualmente “
L'amore è nell'Aria” di Zucchero ma dipende dall’umore. Da ragazza mi piaceva molto “Acqua azzurra acqua chiara” di Battisti http://it.youtube.com/watch?v=cqeuE6hW6UM

48 Un oggetto a te caro: la conchiglia segnaposto con il nome del mio papà, che mettevo davanti al suo piatto quando veniva a pranzo da me e che, da quando lui non c’è più sta davanti al suo ritratto sorridente con dentro una perla su un mobile della sala

49 Con chi faresti un viaggio? Con mio marito

50 Cosa vuoi dire a chi leggerà questo meme? Sei arrivato alla fine:)))

martedì 20 maggio 2008

UN GIORNO DA VIVERE

Il tuo sguardo perduto nel vuoto

Poi un guizzo improvviso

A frugare in un cassetto

Tra le mani rigiri un portafoglio sdrucito

Ne togli un calendario tascabile

Lo guardi assorto e smarrito

“Riuscirò a leggerlo?” mormori

“Che cosa babbo?”

“ Che giorno sto vivendo e ..quali vivrò”

Cerco di reggere il tuo sguardo

ricacciando il nodo che ho in gola con un sorriso.

martedì 13 maggio 2008

SULL'AMICIZIA

Queste considerazioni hanno più di duemila anni, ma non li dimostrano e io le trovo ancora molto attuali e vere, perciò voglio dedicarle ai miei amici bloggers che mi sono vicini in questo periodo difficile della mia vita.

Dal "De amicitia" di Marco Tullio Cicerone.

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VII, 22
....
Che cosa c'è di più dolce che avere qualcuno con cui osi parlare di tutto come con te stesso?
Quale grande vantaggio ci sarebbe nella buona sorte se non avessi chi ne godesse come te stesso?
Sarebbe veramente difficile sopportare le avversità senza qualcuno che le sopportasse persino con maggior pena di te.
....
E così non usiamo l'acqua né il fuoco, come si dice, in più circostanze che l'amicizia.
....
L'amicizia , infatti, fa più splendida la buona sorte e più lievi le avversità, dividendole e rendendole comuni.
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Questa canzone invece è più recente ma è ugualmente mitica
Dario Baldan Bembo - Amico E' (1984)

domenica 11 maggio 2008

VIVA LA MAMMA!

Viva La Mamma di Edoardo Bennato

C'è folla tutte le sere
nei cinema di Bagnoli
un sogno che è in bianco e nero
tra poco sarà a colori
l'estate che passa in fretta
l'estate che torna ancora
e i giochi messi da parte
per una chitarra nuova

Viva la mamma
affezionata a quella gonna un po' lunga
così elegantemente anni cinquanta
sempre così sincera

Viva la mamma
viva le donne con i piedi per terra
le sorridenti miss del dopoguerra
pettinate come lei!

Angeli ballano il rock ora
tu non sei un sogno tu sei vera
viva la mamma perché
se ti parlo di lei, non sei gelosa

Viva la mamma
affezionata a quella gonna un po' lunga
indaffarata sempre e sempre convinta
a volte un po' severa
viva la mamma
viva la favola degli anni cinquanta
così lontana e pure così moderna
e così magica

Angeli ballano il rock ora
non è un juke-box è un orchestra vera
viva la mamma perché se ti parlo di lei
non sei gelosa

Bang bang la sveglia che suona
bang bang devi andare a scuola
bang bang soltanto un momento
per sognare ancor

Viva la mamma
viva le regole e le buone maniere
quelle che non ho mai saputo imparare
forse per colpa del rock


giovedì 8 maggio 2008

CHIUSO

martedì 6 maggio 2008

UN SORRISO



Un sorriso non costa niente e produce molto

arricchisce chi lo riceve,

senza impoverire chi lo da.

Dura un solo istante,

ma talvolta il suo ricordo è eterno.

Nessuno è così ricco da poter farne a meno,

nessuno è abbastanza povero da non meritarlo.

Crea la felicità in casa,

è il segno tangibile dell'amicizia,

un sorriso da riposo a chi è stanco,

rende coraggio ai più scoraggiati,

non può essere comprato, né prestato, né rubato,

perché è qualcosa di valore solo nel momento in cui viene dato.

E se qualche volta incontrate qualcuno

che non sa più sorridere,

siate generoso,dategli il vostro,

perché nessuno ha mai bisogno di un sorriso

quanto colui che non può regalarne ad altri.

Anonimo

Con questa poesia voglio dedicare il "Premio allo sviluppo della mente", al mio amico Lucignolo perché lo possa appendere al collo del suo ciuchino che nel suo blog/villaggio riesce sempre a farmi tornare di buonumore e a farmi vedere il bicchiere mezzo pieno.

giovedì 1 maggio 2008

1° MAGGIO: FESTA DEL LAVORO

Il Quarto Stato è un celebre dipinto a olio su tela, cm 293x545 realizzato dal pittore Giuseppe Pellizza da Volpedo nel 1901. Si trova a Milano, alla Galleria d'Arte Moderna (Villa Belgiojoso Bonaparte, Museo dell'Ottocento)

Dal 29 febbraio al 10 giugno 2008 Il Quarto Stato sarà a Roma nell'ambito della mostra "Ottocento. Da Canova al Quarto Stato"


In occasione del 1° Maggio, dedico questa bella poesia a tutti coloro che svolgono il loro lavoro con amore, passione e dedizione.

"Il lavoro è amore rivelato.
E se non riuscite a lavorare con amore,
ma solo con disgusto, è meglio per voi lasciarlo e,
seduti alla porta del tempio,
accettare l'elemosina di chi lavora con gioia.
Poiché se cuocete il pane con indifferenza,
voi cuocete un pane amaro,
che non potrà sfamare l'uomo del tutto.
E se spremete l'uva controvoglia,
la vostra riluttanza distillerà veleno nel vino.
E anche se cantate come angeli,
ma non amate il canto,
renderete l'uomo sordo alle voci del giorno e della notte".

Kahlil Gibran

martedì 29 aprile 2008

3° GRUPPO DI NOMINATION DEL PREMIO ALLO SVILUPPO DELLA MENTE


Stella mi ha gentilmente nominato in un suo meme. Io in cambio le do il PREMIO ALLO SVILUPPO DELLA MENTE per la sua gentilezza d'animo e perché il suo blog è pieno di stimoli alla riflessione che mi fanno stare bene e da lei ho incontrato tante persone interessanti. Spero solo che non me ne voglia se ho spezzato la catena.
Lo assegno anche a Giovanna, appena scoperta, che del suo blog ha fatto un utile strumento didattico per rendere la materia che insegna più viva e interessante e perché è un vulcano di idee e... perché no?.. rende onore alla sua terra, la Sardegna che adoro come il suo conterraneo
Mat
che non ha bisogno del mio premio per essere conosciuto, ma perché mi ha insegnato a migliorare il mio blog, è un ragazzo molto aperto ed impegnato oltre che divertente. Il che non guasta di questi tempi.

venerdì 25 aprile 2008

PRIMO: VOLERSI BENE


Trascrivo un articolo, datato 25 marzo 1945, del Ribelle, il foglio/manifesto di Brescia libera, ideato nel 1943 da un gruppo di giovani bresciani dell’oratorio della Pace, sotto la protezione di Padre Manziana e Padre Rinaldini e poi redatto da Teresio Olivelli, Claudio Sartori, ed Enzo Petrini.

Questo articolo fa parte di una raccolta di documenti e scritti dal titolo “ Brescia Ribelle 1943-1945”, donata agli scolari delle quinte classi elementari ed agli studenti delle scuole medie cittadine in occasione del 25° anniversario della Liberazione.

Le idee che esprime mi sembrano ancora molto attuali, anche se non siamo reduci da una drammatica guerra, ma semplicemente da un’aspra campagna elettorale, penso che proprio ora sia necessario, vincitori e vinti, rimboccarci tutti le maniche per ridare dignità al nostro paese.

“La parola d’ordine è lavorare, ricostruire, anche con mezzi d’occasione, senza aspettare sempre l’imbeccata del Governo, che ha mezzi e possibilità limitatissimi. Ma al di sopra di ogni altra ricostruzione occorre far rinascere nel cuore degli Italiani l’amore, la stima e il rispetto reciproco. E’ necessario colpire con severità i responsabili delle rovine della Patria, ma non si deve trasformare l’opera di giustizia in una trama di vendette, né tanto meno in un assalto ai posti di privilegio. E occorre abituarsi, riabituarsi a vedere in ogni Italiano un fratello.”


Corsanego

lunedì 21 aprile 2008

L'INVIDIA

L'invidia è un sentimento malevolo nei confronti di un'altra persona o gruppo di persone che possiedono qualcosa (concretamente o metaforicamente) che l'invidioso non possiede.

Alla base dell'invidia c'è, generalmente, la disistima e l'incapacità di vedere le cose e gli altri prescindendo da se stessi: in questo senso, si può affermare che l'invidioso è generalmente frustrato, egocentrico, capace di rapportarsi agli altri esclusivamente in modo competitivo. L'invidioso assume spesso atteggiamenti e comportamenti ben precisi e, quindi, riconoscibili. Tra i più tipici comportamenti dell'invidioso c'è il disprezzo dell'oggetto o della persona invidiata. L'invidioso può rivolgere la propria invidia anche verso presunte doti possedute dall'invidiato, in tali casi, egli reagisce tentando di disprezzare l'invidiato, perché ai suoi occhi questo è colpevole di evidenziare ciò che l'invidioso non ha. In un certo senso, è come se si sentisse sminuito dall'esistenza dell'invidiato e, in qualche modo, danneggiato da questo.
L'invidia può provocare uno stato di profonda prostrazione: in taluni casi, l'invidioso può assumere comportamenti molto aggressivi e il tentativo di sminuire l'invidiato può raggiungere toni esasperati, arrivando anche al pubblico disprezzo e alla pubblica derisione, come a dire: "io sto male per colpa tua, perché tu metti in luce la mia inferiorità; allora devo assolutamente evidenziare le tue mancanze, i tuoi difetti, facendoti sentire ridicolo: farò in modo che anche tu soffra....

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

venerdì 18 aprile 2008

OGGI SPOSI: 19 aprile 1976

19 aprile 1976
Certamente tutti ricordiamo le favole della nostra infanzia che terminano quasi sempre con il principe-eroe romantico che se ne va al galoppo con la sua bella fanciulla per vivere felici e contenti per tutta la vita.
Pare che da queste fantasie si formi un’immagine indelebile del vero amore e del per-sempre-felici che persiste nella realtà del mondo adulto e porti alla disillusione per l’idillio, l’esperienza e il matrimonio nella vita reale, spesso sbiaditi fac-simile di quelli perfetti delle favole.
Nel nostro 32° anniversario di matrimonio, voglio dare un seguito a una di queste favole e, dopo aver mostrato le fotografie del giorno magico, ho aggiunto una slideshow della felice coppia, nel trascorrere degli anni successivi, sempre più anziana con qualche chilo in più, ancora soddisfatta anche se un po’ più orientata verso la realtà., per mostrare che la magia dell’innamoramento non va persa quando due persone invecchiano, anche se il Principe Azzurro perde i capelli, la Principessa non è più così snella e le loro non sono solo rughe di espressione.
Tuttavia non sono sempre riuscita a trovare, fra le migliaia di fotografie e diapositive del nostro archivio, almeno una foto per ogni anno, che ritragga solo noi due insieme. Ci siamo infatti accorti che gli anni trascorsi insieme sono stati anni da genitori, dedicati a nostro figlio Michele. Ora che lui ha spiccato il volo, possiamo tornare a vivere con più forza il rapporto di coppia.
L’amore torna al centro delle nostre vite.
13 aprile 2008

P.S. Aggiungo il link del super8 un po' scattoso e sciupato della cerimonia, girato dal fratello di Gabriele e poi proiettato sullo schermo e ripreso con una cinepresa analogica in video8 e infine acquisito in digitale sul computer. Il risultato è quello che è, ma di più non si poteva fare. 

Le musiche sono di Vox Aurae Orchestra - Wolfgang Amadeus Mozart Piano Concerto n 14 in Mi
bemolle Magg - K449 - Allegro vivace 8 min 56 sec.mp3 . Avevo anche quelle originali della cerimonia ma il montaggio per me è un'impresa titanica e Gabriele ha detto che me lo potrà fare solo il 3° anno che sarà in pensione.... se non morirà sui banchi di scuola (sob)




mercoledì 16 aprile 2008

SCUOTERE LA TERRA

Ho ricevuto questo testo come PPS da un amico e lo voglio dedicare a chi, come me, sta attraversando un periodo molto difficile della sua vita perché trovi la forza di reagire alle avversità e alle delusioni da cui si sente sopraffatto.


Un giorno il cavallo di un contadino cadde in un pozzo.

Non riportò alcuna ferita, ma non poteva uscire da lì con le proprie forze.

Per molte ore l'animale nitrì fortemente, disperato, mentre il contadino pensava a cosa avrebbe potuto fare.

Finalmente il contadino prese una decisione crudele: pensò che il cavallo era già molto vecchio e non serviva più a niente, e anche il pozzo era ormai secco ed aveva bisogno di essere chiuso in qualche maniera.

Così non valeva la pena di sprecare energie per tirar fuori il cavallo dal pozzo.

Allora chiamò i suoi vicini perché lo aiutassero ad interrare vivo il cavallo.

Ciascuno prese una pala e cominciò a gettare terra dentro al pozzo.

Il cavallo non tardò a rendersi conto di quello che stavano facendo e pianse disperatamente.

Tuttavia, con sorpresa di tutti, dopo che ebbero gettato molte palate di terra, il cavallo si calmò.

Il contadino guardò in fondo al pozzo e con grande meraviglia vide che il cavallo scuoteva dalla schiena ogni palata di terra che cadeva, salendo sul suolo che cresceva.

Così, in breve, tutti videro come il cavallo arrivare alla bocca del pozzo, passare sopra al bordo ed uscire da lì, trottando felice.

La vita ti getta addosso molta terra, tutti i tipi di terra.

Soprattutto se tu sei già dentro ad un pozzo.

Il segreto per uscire dal pozzo è scrollarsi la terra che portiamo sulle spalle e salire sopra di essa.

Ciascuno dei nostri problemi è un gradino che ci conduce alla cima.

Possiamo uscire dai buchi più profondi se non ci diamo per vinti.

Adoperiamo la terra che ci tirano per fare, ogni volta, un passo verso l'alto!

Morale:

§ Libera il cuore dall'odio

§ Libera la mente dalle preoccupazioni eccessive
§
Semplifica la tua vita
§
Dà in misura maggiore e coltiva meno aspettative

§ Ama di più ed accetta la terra che ti tirano poiché questa può essere la soluzione e non il problema

domenica 13 aprile 2008

TRACCE

Alcune persone
entrano nella tua vita
e rapidamente passano.
Alcune restano per un poco
e lasciano orme nel tuo cuore.
E tu non ti senti più come prima.


domenica 6 aprile 2008

LA FELICITÀ

La felicità non è avere quello che si desidera,ma desiderare quello che si ha.(O.Wilde)
La felicità non è uno stato a cui arrivare ma un modo di viaggiare (Happiness)
Alla ricerca della felicità


Ho trovato finalmente un bellissimo brano che avevo letto tempo fa che accomuna i post di Janas e i suoi sassi luminosi, quello dei sassi di Jasna e il mio sulla felicità.
"Avevo le tasche piene di sassi.
Non avrei dovuto, lo so che non sta bene, ma come mi piacevano quei ciottoli bianchi plasmati, levigati, ammorbiditi dall’acqua, quei frammenti di vetri opachi, avari di luce, embrioni di diamanti grezzi in cui immaginare riflessi nascosti, quelle scaglie di terrecotte smaltate, ritagli di case consumate dal tempo.









Li ho raccolti in un angolo di riviera incontrato, per sbaglio, cercando un parcheggio; uno spicchio di spiaggia racchiuso da ripide pareti scoscese, bordate da una striscia di sabbia grossolana, che, forse, d’inverno sparisce risucchiata dal mare.







Sentivo le voci dei pochi, intraprendenti bagnanti, sussurrare, per non violare l’armonia perfetta, per integrarsi con l’eterno suono della risacca, inventata, com’è dalle lente onde che fingono di rincorrersi e che, pigre, si infrangono sulla battigia. Avvertivo sulla pelle il fremito lieve del vento,che premuroso, tentava di sciogliere la calura.









All’intorno colori puri, irripetibili, scolpiti dal sole violento e dall’aria netta e pulita del dopo pioggia.








Sdraiata sulla stuoia fissavo incantata, di fatto rapita, la superficie increspata del mare, scheggiata dai cangianti riflessi dei raggi; tenevo gli occhi socchiusi, feriti dai bagliori scintillanti di tutta la gamma dell’arcobaleno, che, abili, intessevano una trama, una specie di rete iridescente, caduta sull’acqua a impreziosire ciò che, forse, non può essere impreziosito.










Volevo e dovevo trattenere quelle meravigliose sensazioni, quel senso di appartenenza, quegli attimi intensi di felicità spicciola, anche a costo di appropriarmene e con la mano, senza parere, avevo cominciato a sgranare quei sassolini, a selezionarli e accantonarli, attratta dalle forme inconsuete, dalle tenui sfumature.

Lo avevo già fatto: in un’altra spiaggia, al di là dell’oceano mi ero intascata una manciata di sabbia impalpabile dalle calde, incredibili gradazioni e, senza remore, non contenta, di un ramo di corallo nero, abbandonato; ero passata al controllo bagagli, trepidante per l’abuso commesso, ma non avevo saputo resistere alla tentazione e rientrata a casa avevo inventato un angolo esotico.
Un rituale antico, una sorta di incantesimo per poter utilizzare quell’appagante senso di benessere ed equilibrio nato dal sentirsi parte integrante e ben accetta di un mondo di sogno, incuneato fra fredda realtà e libera immaginazione, il mio spazio privato, pozzo ideale a cui attingere, quando la fatica del quotidiano cerca di annullarmi, quando boccheggio e mi pesa anche il respiro; allora posso cercare in tasca un liscio, quasi morbido, buffo ciottolo modellato a fagiolo e strofinarlo, come Aladino con la sua magica lampada e sperare che il Genio risponda al richiamo........"
di Anna Astori Maccabruni Da " Due o tre cose sulla felicità"
P.S. Le fotografie di questo post sono gentilmente concesse dalla mia amica Janas