
lunedì 7 giugno 2010
8-21 giugno -Progetto Itaca: regata per la vita

giovedì 3 giugno 2010
3 giugno 2006-2010
Ci auguriamo di leggere sempre nei vostri occhi la felicità di allora, non solo per l'obbiettivo raggiunto, ma per quello che vi ha permesso di costruirlo e di rafforzarlo insieme.
domenica 30 maggio 2010
IL PROGETTO "ITACA 2010" ricomincia da Gargnano
Un giro in 4 tappe lungo le rive del lago di Garda, un giro di 2 barche da regata oceanica, lungo tutta l’Italica penisola, che si incroceranno a Brindisi per proseguire insieme verso l'isola di Itaca, sono i due primi appuntamenti del progetto di vela terapia “Itaca” per il 2010. L'iniziativa è nata nel 2006 all’interno delle Unità Operative di Oncologia Medica e di Ematologia dell’Ospedale Civile di Brescia, con l’obiettivo di unire l’importanza del processo riabilitativo alle potenzialità della barca a vela. Quest’iniziativa si propone di aiutare la persona a trasformare un’esperienza drammatica in un’opportunità di crescita e a fare in modo che la malattia non rimanga il centro della vita, ma ne diventi un punto di partenza, per attivare nuove risorse e per dare corpo alla speranza. E ciò al di là di quello che è accaduto o forse, proprio per quello che è accaduto. Perché proprio la barca a vela? La navigazione a vela è un’esperienza che contiene molti elementi utili a stimolare processi di crescita e cambiamento. La barca ha una valenza ambientale, perché è uno spazio ristretto dove si è uniti dalla lontananza da terra e dalla necessità di stare in un piccolo gruppo con un comune obiettivo. È un luogo dove si creano legami, dove è necessario cooperare, assumere dei ruoli, seguire delle regole. Ha una valenza educativa (e quindi riabilitativa) caratterizzata principalmente dall’impossibilità di fuga sino al rientro a terra, dall’interdipendenza delle responsabilità e dall’inevitabilità della comunicazione. Importante è anche la condizione di apertura all’esterno (osservazione delle onde, del cielo e delle condizioni meteo) Il Progetto Itaca è nato nell’estate 2006, da un accordo tra le Unità Operative di Oncologia Medica e di Ematologia dell’Ospedale Civile di Brescia, l’Ail, la Fraglia Vela di Desenzano, il Circolo Vela Gargnano, la Regione Lombardia e la Provincia di Brescia. Il progetto è stato ideato da un paziente (Andrea Zani) e formulato ed attuato da un gruppo congiunto di operatori sanitari dell’Ospedale Civile di Brescia; le loro rispettive competenze, in ambito sanitario ed in quello legato all’esperienza del veleggiare, sono venute a confrontarsi e fondersi, in un lavoro sinergico.
Obiettivi del progetto Gli scopi e gli obiettivi individuati in questo progetto sono molteplici: Per i pazienti: - osservare il miglioramento di parametri psicologici, psicofisici e di percezione del dolore, spesso correlati ad una valutazione più positiva della Qualità della Vita; - offrire uno stimolo a vivere meglio, anche quando, dopo un momento particolarmente difficile della vita, a seguito della malattia, fisicamente non si è più quelli di prima. Per i membri dell’equipe:: - relazionarsi in un contesto extra ospedaliero con i pazienti e allentare il carico di tensione che il contesto lavorativo spesso induce (prevenzione ed eventuale intervento sul burn-out). Per l’opinione pubblica: - dare una pensabilità diversa alla malattia cancro. La base del Circolo Vela Gargnano è stata la prima tappa anche del programma 2010, a cui ho avuto la fortuna di partecipare ieri 29 maggio: una veleggiata nelle acque del Parco Alto Garda del bresciano, tra Bogliaco e Gargnano. A presentare tutta la serie di iniziative, legate al Progetto Itaca c'erano il promotore Dott. Mauro Tagliani, uno degli ideatori Luciano Galloni, di Campione Sailing, il rappresentante dell'AIL Dario Mio, salutati dal presidente del Circolo Vela di Gargnano Lorenzo Rizzardi, dal Dott. Pellegrini, dall'assessore allo sport e al Turismo di Gargnano Marco Mascher. E' stata una giornata ricca di emozioni e di commozione, non solo per me, sia per le condizioni meteorologiche, con un'alternanza di sprazzi di sole, nuvole minacciose e raffiche di vento, che hanno fatto temere per il rientro di una barca avventuratasi troppo lontano durante un temporale, sia per la gioia di ritrovare ancora una volta compagni di avventura, conosciuti l'anno scorso, sia per il ricordo di chi non ce l'ha fatta ad essere ancora con noi, per motivi indipendenti dalla sua volontà,ma son sicura ci ha pensato o...guardato e guidato da lassù. Ho avuto anche il piacere di conoscere una nuova compagna d'avventura , la simpatica e coraggiosa signora Maria, un'arzilla settantaquattrenne, che ci ha tenuti allegri durante tutta la giornata con le sue barzellette e le sue battute spiritose. Gianni, il comandante della barca Blue Wind e il suo aiutante Franco, con grande esperienza, semplicità ed umanità, insieme alle cuoche del Circolo che ci hanno offerto un delizioso e ricco pranzetto, hanno contribuito a rendere anche questa esperienza indimenticabile e molto positiva. Un grazie particolare a mio cognato Pierfelice, che mi ha permesso di viverla e a Silvia, la mia fatina/psicologa, che proprio ieri si è sposata col suo Giancarlo, ma mi ha fatto di nuovo questo bel regalo. Le immagini dell'album sottostante potranno darvi una piccola idea di alcuni momenti salienti della giornata. Cliccate QUI per far partire la slideshow
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giovedì 20 maggio 2010
INVITO
orti di San Piertro a Villaga
3° video: Cappella dei Morti di San Pietro a Villagana di Villachiara
4° video: La vecchia arriva in piazza S.Chiara
5° video :La Vecchia viene posizionata
6° video: Brucia la vecchia a Villachiara (BS)
7° video: Mater Salvatoris
8° video: Il presepe di Arduino Valsecchi a Bompensiero
domenica 9 maggio 2010
GRAZIE.......
lunedì 26 aprile 2010
Una storia di liberazione

Ieri sera da Fabio Fazio a “ Che tempo che fa “ c'era l'intervista ad Enaiatollah Akbari che ha raccontato la sua storia, già pubblicata da Fabio Geda nel libro: 'Nel mare ci sono i coccodrilli. Storia vera di Enaiatollah Akbari'
E' una storia di liberazione, di una nuova liberazione, quella di molte persone nel mondo che cercano altrove una nuova vita, come Enayatollah, per sfuggire ad un destino che altrimenti sarebbe segnato.
Per noi è una storia di liberazione dai pregiudizi e dai luoghi comuni nei confronti delle persone che chiamiamo extracomunitari o clandestini.
Per chi nasce in Afghanistan, nel posto sbagliato e nel momento sbagliato, può capitare che, anche se è un bambino alto come una capra e uno dei migliori a giocare a Buzul-bazi, qualcuno reclami la sua vita.
Suo padre è morto lavorando per un ricco signore. Il carico del camion che guidava è andato perduto e lui, Enaiatollah, avrebbe dovuto esserne il risarcimento. Ecco perché, quando bussano alla porta, lui corre a nascondersi.
Ma diventato ormai troppo grande per la buca che sua madre ha scavato vicino alle patate, un giorno lei gli dice che dovevano fare un viaggio. Lo accompagna in Pakistan, gli accarezza i capelli, gli fa promettere che diventerà un uomo per bene e lo lascia solo. Da questo tragico atto di amore hanno inizio la prematura vita adulta di Enaiatollah Akbari e l'incredibile viaggio che lo porterà in Italia passando per l'Iran, la Turchia e la Grecia. Un'odissea che lo ha messo a contatto con la miseria e la nobiltà degli uomini, e che, nonostante tutto, non è riuscita a fargli perdere l'ironia, né a cancellargli dal volto il suo formidabile sorriso. Enaiatollah ha infine trovato a Torino un posto dove fermarsi e avere la sua età.
Una storia vera e commovente che fa riflettere.
Per chi se la fosse persa eccovi il video dell'intervista a questo straordinario ragazzo
domenica 25 aprile 2010
Quando penso al 25 Aprile...

Si sono sentite tante di quelle castronerie questa settimana sul 25 aprile. Bella ciao sostituita dal Piave, l’Italia liberata solo dagli Americani.
Alla fine otto di loro vengono condannati a morte e muoiono a testa alta, senza bende sugli occhi, gridando viva l’Italia. Ecco, quando penso al 25 aprile io penso a loro..
Da Le notizie della settimana di Massimo Gramellini a Che tempo che fa.
Leggo con amarezza anche le numerose defezioni di uomini e donne di cultura dal comitato per le celebrazioni del 150° dell'Unità d'Italia, perché rifiutano la strumentalizzazione che se ne vuol fare e allora mi schiero con loro:
... contro chi vorrebbe di nuovo dividere l'Italia in tante piccole Signorie
.. contro chi nega la Resistenza perché non la conosce e vorrebbe cancellarla dai libri di storia,
.....contro chi si vergogna di essere Italiano
... per gli uomini e le donne che hanno ridato e continuano a battersi per dare libertà e dignità al nostro Paese
lunedì 19 aprile 2010
34 anni insieme

Occorre tempo perché due persone scoprano la loro unità, l'equilibrio nella loro relazione, il senso della reciprocità e della cooperazione.
martedì 13 aprile 2010
LUI NON CI STA...
domenica 11 aprile 2010
IO STO CON EMERGENCY
lunedì 5 aprile 2010
Primi passi.
PRIMI PASSI
Le tue braccine protese verso il cielo
in cerca di un nuovo equilibrio.
Il tuo sorriso fiducioso
verso chi ti aspetta dall'altra parte.
Io che trattengo il respiro
nel vederti barcollare sulle gambette malferme.
Braccia aperte per accoglierti in un abbraccio
e suggellare nel mio cuore la tua nuova conquista.
Le tue manine che applaudono per rafforzarla.
Una preghiera che sgorga spontanea
perché il tuo cammino nella vita diventi sempre più sicuro
e non ti spaventino le cadute impreviste,
ma possa trovare sempre il coraggio per rialzarti
anche se dovrai a volte tornare indietro di un passo
per poter fare poi un salto ancora più lungo.
Premere sulla freccina per caricare e vedere il video "Primi passi di Francesca"
venerdì 2 aprile 2010
IL CROCIFISSO....siamo noi e la nostra storia?
“Ciò che viene affermato nel manifesto elettorale va al di là del tentativo di aggiudicarsi il voto di persone credenti, ma rivela il desiderio di appropriarsi in modo esclusivo del messaggio cristiano per esaltare la propria storia e la propria cultura.
Le testimonianze bibliche e l'insegnamento di TUTTE le chiese cristiane invece affermano: - Il crocifisso è il simbolo di Gesù Cristo e della Sua storia. Non può perciò essere la storia esclusiva di un gruppo o di un popolo da difendere contro chi è diverso. E' la storia di Dio che si è incarnato ed è diventato uomo per condividere l'esistenza umana fino in fondo. Solo in questo senso può diventare anche la nostra storia, cioè la storia di ogni uomo e ogni donna, che si fa coinvolgere e trasformare dal messaggio d'amore e vita nuova che Gesù Cristo ha rivelato con la sua vita, passione,morte e resurrezione.
Il crocifisso è prima simbolo della sua compassione, cioè dell'opzione per i più deboli, i piccoli, gli esclusi, gli stranieri ( “ero straniero e non mi avete accolto “ Matteo 25), della sua disponibilità all'incontro, all'accoglienza poi della sua passione e sofferenza.
Gesù stesso era incompreso, deriso, schernito, tradito, lasciato solo,rinnegato,accusato ingiustamente, torturato, messo a morte “fuori della città”. Non è certo una storia gloriosa né esaltante, né di potere, né di autoaffermazione, né d'imposizione..
Nessuno può appropriarsi del simbolo della croce per identificarlo con la propria storia. Al contrario il messaggio di Gesù crocifisso mette in crisi la nostra identità e la nostra storia. In quanto credenti siamo chiamati piuttosto a parteciparvi, vivendo il suo messaggio, condividendo la sua passione, l'amore per ogni essere umano, cercando di scorgere il suo volto in quello dei minimi, dei più bisognosi, dei derisi, degli esclusi, degli stranieri e impegnando per loro la nostra passione. Un cammino che va dalla testa ai piedi, cioè dai nostri pensieri e progetti ai piedi e alla vita dell'altro in logica di servizio, di riconciliazione, di gratuità,di giustizia, di pace e di amore. Il resto è tragica menzogna e strumentalizzazione “
(Anna Zeli, pastore della chiesa valdese di Brescia
Don Fabio Corazzina, parroco di S. Maria in Silva a Brescia)
A mio parere il messaggio di Cristo afferma valori universali, al di là del credo religioso e politico, in cui possiamo ritrovarci e credere tutti per contribuire a un mondo migliore.
Con questo auguro Buona Pasqua e tanta serenità a chi avrà la pazienza di leggermi.

Questo invece è il manifesto di maggiore impatto della serie creata da don Luca Paitoni. Nessun intento commerciale: dietro i poster in città e provincia con frasi evangeliche ci sono un sacerdote bresciano e un gruppo di giovani, Cristo Morfosis Cliccando QUI potrete leggere l'articolo di Bresciaoggi che ne spiega l'iniziativa.
giovedì 18 marzo 2010
18 Marzo 1968...
Tre mesi dopo veniva ucciso durante la sua campagna elettorale che lo avrebbe probabilmente portato a divenire Presidente degli Stati Uniti d'America.
" Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell'ammassare senza fine beni terreni.
Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow Jones, né i successi del paese sulla base del Prodotto Interno Lordo.
Il PIL comprende anche l'inquinamento dell'aria e la pubblicità delle sigarette e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.
Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.
Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l'intelligenza del nostro dibattere o l'onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell'equità nei rapporti fra di noi.
Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.
Può dirci tutto sull'America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani"
Trovo questo discorso ancora molto attuale, non solo riferito all'America, ma anche al nostro Paese e al mondo intero.
Come era prevedibile, troppe sono state le aspettative economiche legate all'elezione di Obama a Presidente degli Stati Uniti. Obama purtroppo non è il Messia.
Non ha potuto sistemare l’economia mondiale d’un tratto, né educare le banche a non concedere mutui facili. Non può spiegare come, quando e dove investire i propri soldi. Non può fermare la crisi finanziaria. Non può bloccare il prezzo del petrolio. Non potrà dichiararsi estraneo a qualsiasi guerra. Insomma, non può fare i miracoli. Il mondo si attendeva prodigi da lui, come se avesse una bacchetta magica. All’inizio ha sì portato euforia nelle Borse, ma ora la realtà è tornata durissima.
Se ciascuno di noi non ritornerà a credere e a misurare quali siano i veri valori della vita che la rendono veramente degna di essere vissuta e non imparerà a non pensare solo al proprio tornaconto, nessun Obama, per quanto ben intenzionato, riuscirà a risolvere i problemi della Terra e a farci sentire orgogliosi di essere cittadini del MONDO.
domenica 14 marzo 2010
Riflessioni di un educatore
mercoledì 10 marzo 2010
31 anni fa ...

Ora che anche tu hai provato la gioia di diventare genitore, credo che la potrai apprezzare.
ALL'ORIGINE DEL SUO FUTURO
All'origine del suo futuro
il bambino impara ciò che vive
Se vive nel rimprovero
diverrà intransigente
Se vive nell'ostilità
Se vive nella derisione
diverrà un timido
Se vive nel rifiuto
diverrà uno sfiduciato
Se vive nella serenità
diverrà più equilibrato
Se vive nell'incoraggiamento
diverrà un intraprendente
Se vive nell'apprezzamento
diverrà più comprensivo
Se vive nella lealtà
Diverrà più giusto
Se vive nella chiarezza
diverrà più fiducioso
Se vive nella stima
diverrà più sicuro di sè
Se vive nell'amicizia
diverrà veramente
lunedì 8 marzo 2010
W LE DONNE DEL MIO BLOG
sabato 6 marzo 2010
Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire...
Vi chiedo solo di cliccare sul link sotto la fotografia e di leggere attentamente la disparità di trattamento che la Regione Lombardia riserva alle scuole pubbliche e a quelle cosiddette paritarie e poi di trarre le vostre conclusioni

sabato 13 febbraio 2010
San Valentino: messaggi d'amore sui muri
Da parte mia voglio farvi omaggio di questo piccolo album fotografico dove ho raccolto, nel corso delle mie gite in bicicletta e lungo i percorsi quotidiani nella mia città, alcuni messaggi d'amore scritti sui muri, completati da altri sul tema, trovati su siti web.
Non è certo un atto di civiltà scrivere sui muri e mi sono chiesta più volte cosa spinga certe persone, nell'era della tecnologia, degli sms e degli MMS, più veloci, immediati e...legali, ad utilizzare questo metodo per dichiarare il loro amore per qualcuno, ma non son riuscita a darmi una risposta. Tuttavia ritengo che siano sempre meglio delle scritte razziste ed inneggianti alla violenza e ad ogni tipo di intolleranza.
Sono messaggi a volte semplici e commoventi, altre volte più complessi e sibillini; alcuni ingenui, altri maliziosi ed audaci, altri ancora scherzosi, ironici, curiosi e originali.
Parlano di amori segreti, inconfessabili, corrisposti e non, eterni e ..a tempo determinato, urlati a lettere cubitali, o scritti in un angolo nascosto a caratteri microscopici. Amori appena iniziati o forse già finiti, ma che nemmeno la morte ha cancellato dal cuore di chi li ha scritti. Messaggi pieni di speranza e altri rassegnati, messaggi che citano canzoni note, messaggi sgrammaticati o corretti da altre mani, messaggi completati da cuori trafitti o scritti dentro questi cuori, messaggi a tinte brillanti ed altri scoloriti dal tempo, ma tutti MESSAGGI D'AMORE.
Ecco anche solo per questo motivo mi sento di assolverli per aver sporcato i muri di palazzi, parchi, marciapiedi, perché vanno oltre il giorno dedicato agli innamorati, perché ognuno nel leggerli può sorridere, sentirli un po' suoi, immaginare la storia e i protagonisti che stanno dietro quelle parole e quei disegni.
E quando una mano di intonaco ne copre per sempre uno che leggevi ogni giorno da anni, ti sembra che abbiano cancellato anche un pezzetto della tua vita e quel sentimento che ne è l'origine. La cura di Franco Battiato
sabato 6 febbraio 2010
Ci sono abbracci e.... abbracci

Ad eccezione di quello della " gentile Signora", come la chiama qui il mio amico blogger Aldo , che, fortunatamente per ora, mi ha solo sfiorato qualche volta, penso che tutti gli abbracci facciano stare bene non solo chi li riceve, ma anche chi li dà, come scrivevo tempo fa in questo post, ispirata dal principio dell'abbraccio letto da Teresin. Tuttavia penso che l'abbraccio ricevuto da un bimbo che non sa ancora parlare, dia una sensazione unica che comprende tutte quelle suscitate da tutti gli altri abbracci. E' l'emozione che ho provato io domenica scorsa, ricevendo il primo abbraccio spontaneo e consapevole dalla mia adorata nipotina Francesca.
Ora cercherò di raccontarvela così come l'ho vissuta e fotografata con la mente e col cuore, perché è stata così inaspettata che non si è potuta riprendere in altro modo.
domenica 24 gennaio 2010
Senza parole
L'amico Gregorio mi ha segnalato un sito dove poter controllare in tempo reale tutte le navi che si muovono nel nostro mare. E' un progetto della marina greca. Di ogni nave si ha nome, bandiera, posizione, velocità, provenienza, direzione e altre cose, tutto tramite gps.
Il sito è QUI
Ci vorrebbe poco a controllare, ma la realtà è che non si vuole.
martedì 19 gennaio 2010
Quando la tragedia fa spettacolo....

venerdì 15 gennaio 2010
Scossa di coscienza

Avrei voluto scriverlo io, ma come spesso avviene il "Buongiorno" di Gramellini scuote la mia coscienza e mi precede, in particolare oggi.
Se questa è (era) la vita, mi chiedo se sia poi tanto peggio la morte. Ma soprattutto mi chiedo perché la loro morte mi sconvolga tanto, mentre della loro vita non mi è mai importato un granché. So bene che non possiamo dilaniarci per tutto il dolore del mondo e che persino i santi sono costretti a selezionare i loro slanci di compassione. Eppure non posso fare a meno di riflettere sull'incongruenza di una situazione che - complice la potenza evocativa delle immagini - mi induce a piangere per un bambino sepolto sotto i detriti, senza pensare che si tratta dello stesso bambino affamato che aveva trascorso le ultime settimane a morire a rate su quella stessa strada. Così mi viene il sospetto che a straziarmi il cuore non sia la sofferenza degli haitiani, che esisteva già prima, ma il timore che una catastrofe del genere possa un giorno colpire anche qui. Non la solidarietà rispetto alle condizioni allucinanti del loro vivere, ma la paura che possa toccare anche a me il loro morire".
giovedì 7 gennaio 2010
Pensiero della notte
martedì 5 gennaio 2010
La Befana è trendy
Anche la Befana è trendy..di moda.
E' diventato un modo di vestire, una tendenza, a volte addirittura un'icona sexy.
Le marche e le industrie dolciarie utilizzano l'Epifania per vendere e espandere il proprio marchio.
Quest'anno la calza è diventata il pretesto per lanciare nuove firme e, nelle associazioni di volontariato, l'occasione per regalare momenti di felicità con doni utili e solidali, cibo, oggetti di prima necessità a chi ne ha bisogno.
Oggi sulla scopa ci viaggia Harry Potter e il carbone è stato sostituito con qualcosa di più ecologico come le energie rinnovabili. La Befana si è anche adeguata alle logiche del web. Ha addirittura un sito: con giochi web e simpatiche vignette.
E non manca chi sostiene che rappresenti tutto quello che la donna di oggi non è più...
Mentre Babbo Natale porta doni a tutti bambini, lei ha il potere di decidere e premiare chi è buono. Ha il dovere morale della punizione, con il carbone, e il fatto di essere brutta la connota in tutta una tradizione estetica per cui il bello è legato all'evanescenza e alla superficialità, il brutto al buon costume. La distribuzione di regali ai bambini a nome della Befana fu fortemente incoraggiata, per esempio, dal fascismo, nell'ambito dell'opera di "romanizzazione" della penisola.
La Befana nasce come figura del folklore di alcune parti dell'Italia centrale appenninica ed è connessa a tradizioni agrarie pagane relative all'anno trascorso, ormai pronto per rinascere come anno nuovo. Difatti rappresenta la conclusione delle festività natalizie come interregno tra la fine dell'anno solare (solstizio invernale, Sol Invictus) e l'inizio dell'anno lunare. Il suo nome deriva da una corruzione lessicale di epifania attraverso bifanìa e befanìa.
L'aspetto da vecchia raffigura l'anno vecchio e l'uso dei doni assumerebbe un valore propiziatorio per l'anno nuovo.
Un'ipotesi suggestiva è quella che collega la Befana con una festa romana, che si svolgeva all'inizio dell'anno in onore di Giano e di Strenia (da cui deriva il termine "strenna") e durante la quale si scambiavano regali.
La Befana si richiama anche ad alcune figure della mitologia germanica, Holda e Berchta, sempre come personificazione della natura invernale.
Secondo una versione "cristianizzata" invece, i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni ad una vecchia. Malgrado le loro insistenze, affinché li seguisse per far visita al piccolo, la donna non uscì di casa per accompagnarli. In seguito, pentitasi di non essere andata con loro, dopo aver preparato un cesto di dolci, uscì e si mise a cercarli, senza riuscirci. Così si fermò ad ogni casa che trovava lungo il cammino, donando dolciumi ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù. Da allora girerebbe per il mondo, facendo regali a tutti i bambini, per farsi perdonare.
Quest'ultima è la versione che preferisco, perciò anch'io oggi mi sono divertita a fare la Befana per la mia nipotina, non solo come dispensatrice di doni, ma anche facendo questo fotomontaggio per farla divertire e per finire ho preparato una deliziosa marmellata di mandarance che ho appena finito di "invasare" per i golosi di famiglia. Perciò auguro BUONA BEFANA A TUTTI senza distinzioni e senza offese, visto che i miei auguri dedicati di Buon Anno non hanno avuto molto successo ;)

venerdì 1 gennaio 2010
Buon Anno 2010
domenica 20 dicembre 2009
Te piace 'o presepe?
Compito della mamma era anche ogni anno comprare un personaggio nuovo da inserire nel presepe, ma lei non si limitava a quello, ma me ne raccontava la vita, con numerosi dettagli,come se fosse una persona vera e non solo una statuetta di gesso o di cartapesta. In questo modo riusciva a farmi vivere dentro il Presepe e a stimolare la mia immaginazione.
Gabriele ed io abbiamo riscoperto la gioia e l'emozione di preparare il Presepe unendo ciò che restava di quelli che entrambe preparavamo da bambini, quando aspettavamo la nascita di Michele. Negli anni seguenti ho ripreso la tradizione della mamma e ogni anno ho aggiunto una statuetta nuova, anche se purtroppo di plastica. Non so però se, come i miei genitori, siamo riusciti a trasmettere anche a lui le stesse sensazioni e la stessa partecipazione emotiva all'evento. So solo che ogni volta che scarto le mie statuette, prima di collocarle nella scenografia, mi ricordo le storie che la mamma mi raccontava e i commenti del mio babbo che ora non c'è più e mi commuovo. Vorrei poterle raccontare anch'io a Francesca quando sarà più grande. Intanto le scrivo qui. Forse qualcuno le leggerà.
Quest'anno Gabriele ha pensato anche di fotografarle una per una, prima di collocarle nel presepe. Abbiamo così scoperto, con grande sorpresa, dei particolari che in tutti questi anni ci erano sfuggiti. Oltre alle ammaccature in quelle di gesso abbiamo notato tentativi di ritocchi, di ricostruzioni parziali, ad opera di mani affettuose, di espressioni e gesti che ce le hanno fatte apprezzare ancora di più. Così ho pensato di creare questo album/galleria da mostrarvi insieme alla fotografia del mio personaggio preferito: la vecchina che fila.
Questo personaggio del presepe della mia infanzia mi è particolarmente caro, perchè mi ricorda la mia nonna materna, che allora viveva lontana, cui ero molto affezionata.
La mamma infatti mi disse, quando la portò a casa, che quella era la nonna Anna, seduta sulla porta di casa col suo gatto accovacciato che giocava con i batuffoli di lana filata, in attesa che fosse pronto il minestrone, che cuoceva nella pentola sul fuoco accanto, da portare alla Madonna e a S.Giuseppe quando sarebbe nato il Bambino. Mentre mi raccontava questo mi sembrava di sentire il fuoco scoppiettare e il profumo del minestrone della mia nonna. Per lei la mamma aveva costruito la casetta più bella del presepe che io avevo colorato di rosso alle pareti, di verde le imposte delle finestre e il portone d'ingresso e di marrone le tegole disegnate sul tetto. Al posto delle tende aveva messo della carta velina rossa nel ritaglio delle finestre e del portone da cui filtrava la luce di una lampadina inserita nel retro, che diffondeva intorno una luce che a me pareva magica. Il passare degli anni aveva reso necessario qualche intervento di manutenzione alla casa per rinforzare gli angoli delle pareti, con qualche punto di cucitura con del filo robusto. Di quella casetta si sono perse le tracce purtroppo, dopo la spartizione del presepe fra me e mio fratello, ma il suo ricordo non può essere cancellato, anche se non esistono sue fotografie.




