giovedì 11 aprile 2013

I figli sono come aquiloni

I figli sono come gli aquiloni;
Insegnerai a volare ma non voleranno il tuo volo;
Insegnerai a sognare ma non  sogneranno il tuo sogno;
Insegnerai a vivere ma non vivranno la tua vita.
Ma in ogni volo,in ogni sogno e in ogni vita
Rimarrà per sempre
l’impronta dell’insegnamento ricevuto..
(Madre Teresa di Calcutta)








"I figli sono come aquiloni,
Passi la vita a cercare di farli alzare d
a terra.
Corri e corri con loro
fino a restare tutti e due senza fiato.
Come gli aquiloni finiscono a terra
e tu rappezzi e conforti, aggiusti e insegni.
Li vedi sollevarsi nel vento e li rassicuri,
presto impareranno a volare.
Infine sono in aria: gli ci vuole più spago e tu seguiti a darne
e a ogni metro di corda che sfugge dalla tua mano
il cuore ti si riempie di gioia e di tristezza insieme.
Giorno dopo giorno l'aquilone si allontana sempre di più
e tu senti che non passerà molto tempo
prima che quella bella creatura spezzi il filo
che vi unisce e si innalzi,
com'è giusto che sia, libera e sola.
Allora soltanto saprai
di avere assolto il tuo compito".

(Erma Bombeck)

A tutti gli aquiloni che nella loro vita hanno provato la paura e la gioia di spiccare il volo,  
a quelli che, dopo un breve volo, si sono impigliati  fra i rami di un albero, 
o, per un vuoto d'aria, si sono schiantati a terra
e hanno conosciuto  il dolore e la vergogna del fallimento, 
ma subito dopo hanno sentito il desiderio di riprovarc a volare

domenica 7 aprile 2013

Solo per oggi

Ieri ho letto su FB una toccante e semplice preghiera di Papa Giovanni XXIII, postata dalla mia amica Ornella, una specie di decalogo della quotidianità che cercherò di mettere in pratica ..almeno per oggi  e per tutti i giorni che ne sarò capace:


1. Solo per oggi cercherò di vivere alla giornata, senza voler risolvere i problemi della mia vita tutti in una volta
2. Solo per oggi avrò la massima cura del mio aspetto, vestirò con sobrietà, non alzerò la voce, sarò cortese nei modi, non criticherò nessuno, non pretenderò di migliorare o disciplinare alcuno, tranne me stessa.
3. Solo per oggi sarò felice nella certezza che sono stata creata per essere felice non solo nell'altro mondo, ma anche in questo.
4. Solo per oggi mi adatterò alle circostanze, senza pretendere che le circostanze si adattino tutte ai miei desideri.
5. Solo per oggi dedicherò dieci minuti del mio tempo a qualche buona lettura, ricordando che, come il cibo è necessario alla vita del corpo, così la buona lettura è necessaria alla vita dell'anima.
6. Solo per oggi compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno.
7. Solo per oggi mi farò un programma che forse non riuscirà a puntino, ma lo farò e mi guarderò dai due malanni: la fretta e l'indecisione.
8. Solo per oggi crederò fermamente, nonostante le apparenze, che Qualcuno lassù si occupa di me come se nessun altro esistesse al mondo.
9. Solo per oggi farò almeno una cosa che non desidero fare, e, se mi sentirò offesa nei miei sentimenti, farò in modo che nessuno se ne accorga.
10. Solo per oggi non avrò timori, in modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello e di credere alla bontà.

Posso ben fare per dodici ore ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare per tutta la vita.
Basta a ciascun giorno il suo affanno.

Un omaggio ad Ornella, a ricordo della nascita della nostra amicizia.

Armonia di fiori tra le rocce vulcaniche di Sissi (Creta)

lunedì 1 aprile 2013

Rifiutare di stare dalla parte del carnefice

Incredibile testo trovato nel romanzo "La Peste" di A. Camus


 "Quand’ero giovane, vivevo pensando di essere innocente, vale a dire che non pensavo affatto. Non sono il tipo del tormentato, sono partito col piede giusto. Tutto mi riusciva bene, ero intelligente, avevo successo con le donne, e se avevo qualche inquietudine, passava come era venuta
Sì, ho continuato ad avere vergogna, e ho capito che tutti eravamo nella peste; e ho perduto la pace. Ancor oggi la cerco, tentando di comprendere tutti e di non essere nemico mortale di nessuno. So soltanto che bisogna fare il necessario per non essere più un appestato, e che questo soltanto ci può fare sperare nella pace, o, in mancanza di questa, in una buona morte. Questo solo può dare sollievo agli uomini, e, se non salvarli, almeno far loro il minor male possibile, persino, talvolta, un po’ di bene.
Ecco perché ho deciso di rifiutare tutto quello che, direttamente o indirettamente, con motivazioni buone o cattive, fa morire o giustifica che si faccia morire.
Da quel momento so che non valgo più nulla per questo mondo e che da quando ho rinunciato a uccidere mi sono condannato a un esilio senza ritorno. Sono gli altri che faranno la storia. Dico soltanto che su questa terra ci sono carnefici e ci sono vittime; che per quanto è possibile bisogna rifiutare di stare con il carnefice. Ciò vi sembrerà un po’ troppo semplice; forse, ma so che tutto ciò è vero…

Avevo letto il romanzo "La Peste" di Camus da giovane, ma non ricordavo questo brano proposto come una delle letture nella prima Messa di Pasqua nella chiesa di S.Maria in Silva  Un messaggio forte e quanto mai attuale, di grande forza simbolica, aperto a un futuro di speranza per l'uomo moderno, che deve imparare a reagire al morbo della paura, dell'indifferenza, della violenza e dell'egoismo, che sta mortalmente infettando la nostra società, dell'impossibilità di trovare senso e giustificazione all'esistenza umana e al dolore che essa contiene. Esso riconosce che l'unica salvezza dalla disperazione può essere la solidarietà fra gli uomini; l'unica rivolta possibile è il rifiuto di portare altro male nel mondo e di fare di tutto per non stare dalla parte del carnefice

martedì 26 marzo 2013

L'IMPORTANZA PERSONALE


La mia cara amica Janas mi ha fatto omaggio di questa meravigliosa citazione tratta dal libro "I quattro accordi di Don Miguel Ruiz" che voglio proporre anche agli amici/che bloggers più sensibili alle cose belle e alle buone letture e meno superficiali del multiforme popolo di FB
 

" ..Qualunque cosa accada intorno a noi non prendiamola personalmente. Ciò che fa soffrire l’essere umano si chiama importanza personale – cioè la tendenza a prendere tutto sul piano personale, come se tutto il mondo ruotasse attorno a noi. Nulla di ciò che fanno gli altri è a causa nostra, ognuno vive nel proprio sogno, nella propria mente e in un mondo completamente diverso da quello in cui viviamo noi. Quando prendiamo qualcosa in modo personale, crediamo che gli altri sappiano cosa c’è nel nostro mondo e cerchiamo di imporre il nostro punto di vista sul loro. Anche quando una situazione sembra estremamente personale, anche quando gli altri ci insultano direttamente, non ha nulla a che fare con noi. Quello che dicono e fanno, le opinioni che manifestano, tutto segue gli accordi che hanno preso con se stessi. Il loro punto di vista deriva dalla programmazione che hanno ricevuto dall’ambiente. Se qualcuno ci dice qualcosa di spiacevole, la verità è che quella persona sta affrontando le proprie emozioni, opinioni e convinzioni. Cerca di inviarci del veleno, e se prendiamo in modo personale ciò che ci dice, il veleno passa dentro di noi. Facciamo attenzione a non mangiare “tutta la loro spazzatura emotiva”, basta non prendere nulla in modo personale per essere immuni al veleno" 

Chi vuol saperne di più qui potrà trovare una sintesi di questo libro.
http://www.shantisara.it/accordi.htm

Da parte mia sarà la mia prossima lettura  


venerdì 22 marzo 2013

NIENT'ALTRO HA IMPORTANZA


Nothing Else Matter     
 - Metallica -
So close no matter how far
Couldn't be much more from the heart
Forever trust in who we are
And nothing else matters
Never opened myself this way
Life is ours, we live it our way
All these words I don't just say
And nothing else matters
Trust I seek and I find in you
Every day for us something new
Open mind for a different view
And nothing else matters
Never care for what they do
Never care for what they know
But I know
So close no matter how far
Couldn't be much more from the heart
Forever trust in who we are
And nothing else matters
Never care for what they do
Never care for what they know
But I know

Never opened myself this way
Life is ours, we live it our way
All these words I don't just say
And nothing else matters
Trust I seek and I find in you
Every day for us something new
Open mind for a different view
And nothing else matters
Never care for what they say
Never care for games they play
Never care for what they do
Never care for what they know
And I know
So close no matter how far
Couldn't be much more from the heart
Forever trust in who we are
No, nothing else matters




Quando ascolto una canzone e sono felice sono affascinata dalla musica, quando invece sono triste ne apprezzo le parole, soprattutto se esprimono sentimenti od emozioni che ho vissuto o sto vivendo e se sono in una lingua che non conosco cerco la traduzione







Nient'altro ha importanza

Così vicino non importa quanto lontano
Non può essere troppo lontano dal cuore
Abbi sempre fiducia in chi siamo
E nient'altro ha importanza
Non mi sono mai aperto così
La vita è nostra, e la viviamo a modo nostro
Tutte queste parole che non dico
E nient'altro ha importanza
Cerco fiducia e la trovo in te
Ogni giorno per noi qualcosa di nuovo
Apri la mente ad un nuovo punto di vista
E nient'altro ha importanza
Fregatene di ciò che fanno
Fregatene di ciò che sanno
Ma io lo so
Così vicino non importa quanto lontano
Non può essere troppo lontano dal cuore
Abbi sempre fiducia in chi siamo
E nient'altro ha importanza
Fregatene di ciò che fanno
Fregatene di ciò che sanno
Ma io lo so

Non mi sono mai aperto così
La vita è nostra, e la viviamo a modo nostro
Tutte queste parole che non dico
E nient'altro ha importanza
Cerco fiducia e la trovo in te
Ogni giorno per noi qualcosa di nuovo
Apri la mente ad un nuovo punto di vista
E nient'altro ha importanza
Fregatene di ciò che dicono
Fregatene dei loro giochetti
Fregatene di ciò che fanno
Fregatene di ciò che sanno
E io lo so
Così vicino non importa quanto lontano
Non può essere troppo lontano dal cuore
Abbi sempre fiducia in chi siamo
No, nient'altro ha importanza
Traduzione di Nausicaa -



martedì 19 marzo 2013

Un pensiero per i papà

 Un pensiero riconoscente per i papà che non ci sono più, che hanno lottato per renderci la vita migliore e continuano a vegliare su di noi. Un augurio affettuoso a quei papà che non hanno ancora smesso di lottare per sè e per i propri figli e nipoti e non basta un giorno per festeggiarli. Buon onomastico a tutti i Giuseppe, il santo patrono di questa festa e simbolo di umiltà e dedizione.
              Gabriele in braccio a papà Pietro






martedì 5 marzo 2013

INTERVISTA A ERMANNO OLMI

Venerdì 2 marzo, alla trasmissione Zeta di Gad Lerner, in questa intervista a Ermanno Olmi il grande regista esprime il proprio punto di vista sull'addio al soglio pontificio di Joseph Ratzinger, sulla crisi della Chiesa  e sullo stallo post-elettorale, ma lancia un messaggio di speranza a tutti noi, credenti e non, autentico profeta dei nostri giorni da vedere e soprattutto ascoltare. Appena lo troverò ne trascriverò il testo da conservare e rileggere ogni tanto. 


lunedì 25 febbraio 2013

Le persone non si dimenticano

Non so se siano le parole di una sua canzone o di un suo romanzo, ma le sento mie e le dedico alle persone a me più care:

“Io penso che le persone non si dimenticano. Non puoi dimenticare chi un giorno ti faceva sorridere, chi ti faceva battere il cuore, chi ti faceva piangere per ore intere.
Le persone non si dimenticano. Cambia il modo in cui noi le vediamo, cambia il posto che occupano nel cuore, il posto che occupano nella nostra vita. Ci sono persone che hanno tirato fuori il meglio di me, eppure adesso tra noi, c’è solamente un semplice “ciao”. […] Ci sono persone che: nonostante mi abbiano fatto versare lacrime, mi abbiano stravolto la vita…mi hanno insegnato a vivere. Mi hanno insegnato a diventare quello che sono. E, anche se oggi tra noi resta solamente un sorriso o un semplice ciao, faranno per sempre parte della mia vita. Io non dimentico NESSUNO. Non dimentico chi ha toccato con mano, almeno per una volta la mia vita. Perché se lo hanno fatto, significa che il destino ha voluto che mi scontrassi anche con loro prima di andare avanti.”

(Luciano Ligabue)


mercoledì 20 febbraio 2013

"Don Chisciotte" - ( Francesco Guccini )

Trovo il testo di questa canzone quanto mai attuale

venerdì 15 febbraio 2013

Mi piace ricordarti così

Un anno fa, mentra la mia città era in festa per i Patroni S.Faustino e Giovita, tu ti spegnevi in un letto d'ospedale, dopo 15 giorni di agonia, ma a me piace ricordarti così, col tuo dolce sorriso di una giovane mamma in attesa della mia nascita. Sono sicura che ovunque tu sia continuerai a vegliare su di noi  e a darci il coraggio di cui abbiamo bisogno per reagire alle avversità della vita come hai fatto tu.

domenica 10 febbraio 2013

Il tango bella metafora della vita

Qualche giorno fa ho ricevuto dall'amica blogger Rirì il link di questo bellissimo video che oltre ad avermi affascinato e commosso per il suo significato simbolico, ha risvegliato in me lontani ricordi.


 


Infatti, per qualche minuto, mi sono sentita come la piccola Georgina, fra il mio papà, esperto ballerino di tango argentino e la mia mamma che, per amore, lo aveva imparato e ....dalla loro passione ...sono nata io.
Tutto ciò ha stimolato la mia ricerca e riflessione sulle interessanti analogie che ci sono fra questo ballo, diventato recentemente patrimonio dell'umanità, la vita e l'amore in generale e il rapporto di coppia in particolare.
Nel tango, come in amore, la passione non basta: entrambe, come ogni altra arte, vanno affinate ed  esercitate e in esse uomo e donna hanno passi e ruoli diversi, ma ugualmente importanti.
L’uomo conduce ed esalta la femminilità della donna  che segue i suoi passi al meglio, ma pochi  riconoscono la bravura di chi conduce la danza.
Anche nella vita, l’uomo è al servizio della donna e della famiglia per garantire cura e sicurezza alla nuova creatura di cui la donna è portatrice. Quando quest’intesa riesce si attua la magia: tutto fluisce e funziona in maniera armoniosa e anche chi guarda percepisce la bellezza unica e irripetibile della danza.Un tango dura qualche minuto, ma in quel breve tempo si possono individuare molte delle dinamiche di coppia che mettiamo in atto nella vita.
Per incontrare l’altro in amore come nel tango, bisogna per prima cosa saper stare con se stessi, esprimendosi ciascuno nel proprio femminile o nel proprio maschile, dare attenzione e ascoltare l’altro per andare nella stessa direzione.Qualche volta si possono sbagliare i passi ed essere fuori tempo, ma  l'importante è metterci l'impegno e la voglia per rientrare in sintonia col partner.

Oggi alle giovani coppie risulta più difficile di un tempo e  la tentazione di desistere è sempre dietro l'angolo, spesso per eccessiva o scarsa considerazione di se stessi e incapacità di adeguarsi ai cambiamenti, E allora succede come nella pista da ballo che la disarmonia di una coppia crea problemi anche a quelle che ballano loro accanto.

venerdì 1 febbraio 2013

Sui figli

Per rinfrescare la memoria a me e a qualcun altro/a

Ed una donna che stringeva un bimbo al petto disse:
"Parlaci dei figli".
Ed egli disse:
"I vostri figli  non sono i vostri figli.
Essi sono i figli e le figlie del desiderio che la vita ha di se stessa.
Essi arrivano per mezzo di voi, ma non da voi,
e sebbene siano con voi, non vi appartengono già più.

Potete donare loro il vostro amore, ma non i vostri pensieri.
Perché essi posseggono i loro pensieri.

Potete dare una casa ai loro corpi, ma non alle loro anime,
Perché le loro anime hanno dimora nella casa del domani,
che voi nemmeno in sogno potete visitare.

Potete sforzarvi di farvi simili a loro,
ma non pretendete di renderli simili a voi.
Poiché la vita non va all'indietro,,néindugia su ciò che è stato.

Voi siete gli archi da cui i vostri figli, frecce viventi, vengono scoccati.
L'Arciere vede il bersaglio in vista dell'infinito e tende voi
con la sua forza affinché le sue frecce vadano veloci e lontano.

Fate sì che il vostro tendersi nelle mani dell'arciere sia per la felicità;
poiché egli tanto ama la freccia che vola via, quanto l'arco che se ne sta.

( Kahlil Gibran da " Il profeta")



domenica 27 gennaio 2013

Giornata di riflessione


Vorrei che oggi, domani e sempre fosse una giornata di riflessione su ogni tipo di discriminazione e razzismo, di ieri e di oggi e non un giorno in cui persone di ogni credo religioso e politico trovano un punto di unione solo per discriminarne altre.

sabato 26 gennaio 2013

Un nuovo libro per continuare a credere nella vita

Con questo post voglio dare  il mio piccolo contributo alla mia instancabile amica blogger JASNA per divulgare una nuova iniziativa cui ha collaborato, prima con la sua esperienza, sfociata nella pubblicazione del suo libro LA FORZA DELLA VITA  e ora con la promozione di questa bellissima favola 

C'ERA UNA VOLTA UN DELFINO PICCOLO PICCOLO,

frutto del felice risultato dell'incontro fra TINCONTRO – Associazione Genitori per la Neonatologia, il Reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale Ospedale Del Ponte e Carthusia Edizioni, casa editrice per ragazzi dall'elevata progettualità, che dimostra quante persone altruiste e generose ci siano ancora  in questo nostro Paese, disposte a dare il loro contributo alla sua rinascita e a donare un sorriso e una speranza a chi lotta per la vita.

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E' la storia della nascita improvvisa, prematura, di un piccolo delfino... della paura di mamma e papà, dello sgomento del gruppo e dell'incontro con chi li può aiutare nella lotta per la vita.

Attraverso la metafora della favola il libro traccia con chiarezza un percorso che pochi conoscono, che può essere così compreso in tutte le sue vorticose emozioni. Il libro vuole essere uno strumento per i genitori per poter raccontare e raccontarsi un'esperienza dolorosa e difficile da metabolizzare, ma anche per far prendere loro consapevolezza dell'enorme valore terapeutico dell'amore di mamma e papà e della loro vicinanza fin dai primissimi attimi di vita di un bambino prematuro.

Alla fine della storia illustrata, 4 pagine di Diario di viaggio dedicate ai genitori vogliono essere uno spunto per fermare il ricordo di un'esperienza che non vuole essere rimossa ma vissuta e condivisa con amore, come un racconto da ascoltare.

C'era una volta un delfino piccolo piccolo è il risultato del percorso fatto da un appassionato gruppo di lavoro del quale hanno fatto parte i genitori dell'Associazione TINCONTRO, le infermiere e i medici del Reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale Ospedale Del Ponte, gli autori e lo staff di Carthusia: è nata così la delicata ed emozionante storia di paura e coraggio scritta da Emanuela Nava, famosa scrittrice per bambini e ragazzi, arricchita dalle coinvolgenti e forti illustrazioni di Giulia Re.

Come tutti i titoli della Collana "Storie al quadrato", anche "C'era una volta un delfino piccolo piccolo" prende l'avvio dalla necessità di realizzare un libro che attraverso il linguaggio metaforico della fiaba aiuti grandi e piccoli ad affrontare, in modo leggero e delicato, temi e percorsi spesso dolorosi e difficili. In questo caso l'esigenza è nata da Giulia, l'illustratrice della storia, che per esperienza personale aveva sentito la mancanza di uno strumento di comunicazione e di relazione rivolto alle mamme e ai papà che vivono la nascita di un figlio prematuro.

Grazie al sostegno di TINCONTRO- Associazione Genitori per la Neonatologia – Varese che ha collaborato attivamente al progetto, è stato possibile realizzare 1.500 copie del volume in edizione speciale e personalizzata, da distribuire gratuitamente ai genitori dell’Associazione e del Reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale Ospedale del Ponte, al suo interno è inserito anche un pieghevole illustrato che racconta il senso, il percorso e lo sviluppo del progetto editoriale e offre ai genitori e agli operatori, nuovi spunti di riflessione.

Dal 24 gennaio 2013 il volume è distribuito nelle librerie dell'intero territorio nazionale con prezzo di copertina di € 15,90. Una parte delle royalties sul venduto andranno a TINCONTRO a sostegno dei loro progetti.

martedì 22 gennaio 2013

Errori necessari




Sì, gli errori sono un male necessario, perché spesso sono loro a determinare il nostro destino e a dare senso alla nostra vita....Non sempre ci rendiamo subito conto di averli commessi e perseveriamo nell'errore, fiduciosi della scelta fatta. Tuttavia a volte è necessario invertire la rotta per cambiare noi stessi e diventare ciò che vogliamo essere  ... All'inizio ci troviamo smarriti, ma poi ritroviamo il coraggio e la forza per andare avanti per la nuova strada e siamo contenti del cambiamento. Tutto cambia del resto: le stagioni, le città, la gente ....       
Molte persone entrano nella nostra vita e poi ne escono a volte senza un perché, ma è confortante sapere che coloro e le cose che amiamo rimangono per sempre impressi nel nostro cuore.

giovedì 17 gennaio 2013

Profumi e ...pensieri

Adoro il profumo delle arance appena sbucciate, ma se penso che quella che sto per mangiare è il frutto della schiavitù di un uomo, non riesco più a gustarla come un tempo ;( 

domenica 6 gennaio 2013

Befane o Principesse?

 Ho ricevuto tramite Gabriele, da un'amica FB, questo simpatico suggerimento che giro alle mie amiche blogger e a Elena, mia nipote:

"A coloro che ci invieranno gli auguri per la Befana rispondiamo così:
... non siamo befane, siamo principesse e le principesse non piangono per nulla. Quando il nostro cuore è triste andiamo avanti, quando sentiamo di essere cadute non restiamo a terra, ci alziamo sempre e comunque! Sappiamo amare, stimare ... insomma valiamo oro... :) e quando ti dicono "Non sei quello di cui ho bisogno" rispondi "No perchè sono molto di più di quello che cercavi!"

Grazie Marzia!

mercoledì 2 gennaio 2013

A Diego per i suoi 18 anni compiuti ieri


Dal monologo finale  del film "The Big Kahuna" di John Swanbech

"Goditi potere e bellezza della tua gioventù.
Non ci pensare.
Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite.
Ma credimi tra vent'anni guarderai quelle tue vecchie foto.
E in un modo che non puoi immaginare adesso.
Quante possibilità avevi di fronte e che aspetto magnifico avevi!
Non eri per niente grasso come ti sembrava.
Non preoccuparti del futuro.
Oppure preoccupati, ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un'equazione algebrica.
I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non t'erano mai passate per la mente.
Di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.
Fa' una cosa, ogni giorno che sei spaventato.
Canta.
Non esser crudele col cuore degli altri.
Non tollerare la gente che è crudele col tuo.
Lavati i denti.
Non perder tempo con l'invidia.
A volte sei in testa.
A volte resti indietro.
La corsa è lunga e alla fine è solo con te stesso.
Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti.
Se ci riesci veramente dimmi come si fa.
Conserva tutte le vecchie lettere d'amore, butta i vecchi estratti conto.
Rilassati.
Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita.
Le persone più interessanti che conosco, a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita.
I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno.
Prendi molto calcio.
Sii gentile con le tue ginocchia, quando saranno partite ti mancheranno.
Forse ti sposerai o forse no.
Forse avrai figli o forse no.
Forse divorzierai a quarant'anni.
Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio.
Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso, ma non rimproverarti neanche.
Le tue scelte sono scommesse.
Come quelle di chiunque altro.
Goditi il tuo corpo.
Usalo in tutti i modi che puoi.
Senza paura e senza temere quel che pensa la gente.
È il più grande strumento che potrai mai avere.
Balla.
Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno.
Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai.
Non leggere le riviste di bellezza.
Ti faranno solo sentire orrendo.
Cerca di conoscere i tuoi genitori.
Non puoi sapere quando se ne andranno per sempre.
Tratta bene i tuoi fratelli.
Sono il migliore legame con il passato e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro.
Renditi conto che gli amici vanno e vengono.
Ma alcuni, i più preziosi, rimarranno.
Datti da fare per colmare le distanze geografiche e di stili di vita, perché più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane.
Vivi a New York per un po', ma lasciala prima che ti indurisca.
Vivi anche in California per un po', ma lasciala prima che ti rammollisca.
Non fare pasticci coi capelli, se no quando avrai quarant'anni sembreranno di un ottantacinquenne.
Sii cauto nell'accettare consigli, ma sii paziente con chi li dispensa.
I consigli sono una forma di nostalgia. Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio, ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte e riciclarlo per più di quel che valga.
Ma accetta il consiglio... per questa volta"

Grazie a te e al tuo amico mago per aver reso il mio Capodanno  più allegro
zia Luigina

domenica 23 dicembre 2012

A chi ci mancherà a Natale ...

Anche quest'anno il miracolo del Natale si rinnoverà, ma sempre diverso per ognuno di noi e come tutti gli anni da ricordare, anche se non sempre in modo positivo.
Quel giorno alla nostra tavola molti non ci saranno: alcuni se ne sono andati troppo presto, altri senza lasciarci il tempo di rendercene conto, altri ancora per scelte che non condividiamo e non capiamo, ma che rispettiamo.
Se guardo in cielo mi piace pensare che chi ci ha lasciati per sempre ci guardi spesso e guidi le nostre scelte e quelle di chi hanno amato e li ha amati e li aiutino a trovare la giusta strada nel bivio della vita in cui si trovano.
Li ricordo spesso: al mattino, quando mi sveglio, la notte quando guardo le stelle e la luna, quando ascolto una canzone e la voce mi si spezza mentre tento di cantarla, quando sento una voce, quando ricordo una data, quando rivedo un luogo, quando risento un odore o un profumo, quando gusto un sapore antico, tutte cose che ormai fanno parte di me
Dedico questo post a chi ci ha lasciato e a Natale ci mancherà fisicamente, ma non nel nostro cuore, perché la sua stella guidi sempre il nostro cammino e quello delle persone che amiamo


domenica 16 dicembre 2012

Pensiero del giorno, ma ....

......da tener presente SEMPRE:



 I "se" sono la patente dei falliti: nella vita si diventa grandi “nonostante”  
Massimo Gramellini (L’ultima riga delle favole)

mercoledì 21 novembre 2012

62 anni fa: dal libro dei ricordi

Buon compleanno Gabriele! Malgrado tutto, spero sia da ricordare a lungo, come una tappa significativa della tua vita e di quella della nostra famiglia, come il giorno della tua nascita lo è stato per la tua mamma che ho ritrovato sfogliando il libro dei ricordi, lasciato anche nel mio cuore da lei, quando le nostre vite si sono incrociate per sempre e rievocato durante la nostra recente visita a Vercelli, tua città natale, alla ricerca dei luoghi, dei volti e del tempo perduto.
Mamma Aldina, mi raccontò un giorno, quando ero in attesa di nostro figlio Michele, che lei e Pietro, sposati da 4 anni, desideravano avere un figlio per coronare la loro unione, ma,  nonostante i loro numerosi tentativi e non ci fossere altri ostacoli alla procreazione, questo desiderio sembrava destinato a rimanere tale.
Non restava loro che confidare nel miracolo della novena a S. Gabriele dell'Addolorata, protettore delle partorienti e delle puerpere, seguendo il suggerimento di un'amica di famiglia;)
Al termine della novena finalmente il test di gravidanza risultò positivo e, come racconta Gabriele su FB:

"Il 21 novembre 1950 nacqui a Vercelli nell’antico Ospedale Maggiore, già Ospedale di Sant'Andrea, voluto nel 1224 dal Cardinale Guala Bicchieri con la splendida omonima basilica in stile gotico-romanico, vanto di Vercelli.
Mamma Aldina mi disse che sapeva con esattezza l’ora precisa della mia nascita perché in quell’istante iniziarono a suonare a festa le campane del vicino Santuario Madonna degli Infermi in San Bernardo (antica chiesa di fondazione medievale).
Il 21 novembre cade infatti la solenne festività della presentazione di Maria al Tempio di Gerusalemme.
Per questo motivo, porto,
con orgoglio, insieme al nome di Gabriele il venerato nome di Maria.
Del motivo a cui debbo il nome di Gabriele (non l’Arcangelo, ma san Gabriele dell’Addolorata) avrei molto da raccontare, ma mi trattengo ;) :)
(ma ci ho pensato io n.d.r)
Molte ragazze hanno nomi maschili, ma ai maschietti non è consentito il privilegio inverso :D
Poco incline al rispetto delle convenzioni in genere e sostanzialmente ribelle come sono, apprezzo questa scelta di mia madre. Ruoli e valori umani non dovrebbero restare condizionati dall’appartenenza sessuale. Quando uno dei piccoli che ho accanto mi chiama mamma, maestra oppure anche suora… mi illumino di gioia".


Coincidenza o miracolo il 27 febbraio di 4 anni dopo, giorno dedicato proprio a S. Gabriele dell'Addolorata nacque tuo fratello Pierfelice
Le nascite "miracolose" si sono succedute poi nella nostra famiglia, come quella del nostro unico figlio Michele, dopo una gravidanza difficile e una minaccia d'aborto, dovuta ad una mia malformazione congenita, che un tempo non avrebbe permesso, per mancanza di spazio, lo sviluppo del feto fino al suo termine naturale.
Anche la nascita dei nostri 2 nipotini Francesca ed Alessandro è stata quasi miracolosa e oggi speriamo possano allietare la tua festa ed aiutarti, insieme a Michele, a spegnere le candeline della torta che ti ho preparato e farti dimenticare per qualche istante le amarezze e la tristezza di questo periodo. Per facilitarvi il compito, perché 62  non ci stavano, come vedi  le ho ridotte a 2, ma ti auguriamo di spegnerne ancora tante con tutte le persone che ami e che ti amano.


domenica 11 novembre 2012

Incubo radioattivo nei rubinetti di Brescia?





Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire
Non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere
Non c'è peggior ignorante di chi non vuole o non sa leggere

E intanto c'è chi cerca di informarci che Siamo ad un passo dal disastro 
Tuttavia subito dopo qualcuno ci rassicura che Brescia è una delle città ideali in cui vivere  
E oggi il comunicato di risposta all'articolo del Manifesto con l'accusa di pericoloso allarmismo 
Per quanto continueremo a fare gli struzzi?
Vogliamo che l'incubo si trasformi in realtà?
Oggi per sicurezza ho preparato la polenta e il caffè con l'acqua minerale ;)


il 10 Novembre 2012
L’Asl conferma: a Brescia c’è un rischio concreto di contaminazione radioattiva della falda acquifera




venerdì 26 ottobre 2012

Un cuore per i nonni!?


Le 4 facciate del biglietto dono di Francesca ai nonni Chiesa e Roncali dopo il canto mimato e la recita della poesia scritta all'interno del cuore per la festa dei nonni del 25 ottobre alla scuola dell'infanzia Anna e Maria Fenaroli di Rodengo Saiano (BS) 

Ascolta, caro nonnino, 
quel che vuol dirti il mio cuoricino
in questo mondo che va sempre di fretta 
tu sei il solo che sorridendo mi aspetta. 
E tu cara nonnina mia, 
ogni tuo sguardo è una poesia 
e quando i dolci sforni per me
mi fai sentire meglio di un re. 
Nel vostro giorno il mio cuore mi dice 
che nel vedervi io sono felice 

Un grazie particolare alla maestra Anna che ha valorizzato al massimo la figura di TUTTI i nonni con pazienza, amore, entusiasmo ed attenzione.
Dedico questa poesia a tutti quei nonni che si sentono un po' trascurati e che, malgrado ciò, vogliono un bene immenso ai loro nipotini :)

domenica 21 ottobre 2012

Invito ricevuto e gradito...


Come l'anno scorso alla scuola dell'infanzia della mia nipotina, per motivi organizzativi, la festa dei nonni è stata spostata alla fine di ottobre e fatta coincidere con quella dell'Oratorio. Questo è l'invito che Francesca ci ha portato 2 domeniche fa, l'ultima volta che l'abbiamo vista col fratellino Alessandro e papà Michele. Confesso di aspettare questo incontro, con ansia e un po'di preoccupazione, che spero di riuscire a dominare quel giorno, perché sarà davvero speciale e certamente diverso per noi, ma soprattutto per lei, perché niente potrà più essere come prima 

giovedì 18 ottobre 2012

QUELLI CHE.....

Quelli che...

Quelli che FATTI e NON PAROLE

Quelli che ogni tanto vogliono AMMAZZARE i BLOG

 
              Ci risiamo: torna l'ammazza blog

Quelli che hanno cercato di coprire questa notizia anteponendo gli interessi di pochi alla salute dei nostri bambini   
Ritirato vaccino esavalente ma non in Italia
 
Quelli che  Brescia: come o peggio di Taranto?  

    Inceneritore, Arpa:violazioni ed omissioni



Quelli che "è giusto tassare i poveri...hanno poco, è vero...però sono tanti ":(  (La tobin dei poveri)
 

Quelli che la crisi ha infranto loro un sogno e non vogliono svegliarsi per vedere la realtà e rimboccarsi le maniche per ricostruirlo :(

Quelli che si sono già svegliati da un brutto sogno e a testa bassa cercano di reinventarsi la vita senza piangersi addosso  

Quelli che spesso stanno peggio di te, ma sanno sempre regalarti una parola buona, un'incoraggiamento o un  sorriso  che ti aiuta a non mollare e non ti fa sentire solo

Quelli che gli amici li accettano come sono e li difendono a spada tratta, solo per affetto (Rirì)