Ho pianto, ma non per il dolore procurato dalla caduta.
Ho pianto per la tua indifferenza.
Ho pianto perché mi sono sentita umiliata,
perché ho letto nei tuoi occhi la conferma di ciò che hai
sempre pensato di me.
Ho pianto perché Andrea, un bambino di cinque anni,
piangeva per me, perché mi ha vista cadere e piangere.
Però ho sperato per due giorni che mi avresti telefonato.
E invece ho pianto ancora per la tua insensibilità di donna,
di madre e... di figlia,
come ti ho sempre considerata, fin da quando sei entrata
nella nostra famiglia.
Ho pianto per la mia
incapacità a farmi apprezzare da te.
Ho pianto perché ancora una volta non hai capito
quanto sia importante per
i vostri figli coltivare gli affetti
per i
nonni materni e paterni, senza distinzioni né preconcetti.
Ho pianto per la tua
rigidità di vedute nella loro educazione
e per le piccole e grandi ripicche e vendette personali
verso chi ti ha amato e credo ami i vostri figli più di te.
Da una cattolica fervente ed osservante come te sinceramente non me l’aspettavo
D'altronde i Farisei
sono stati i maggiori detrattori di
Gesù.
Ho pianto perché hai avuto la possibilità di avere preziosi
alleati
e l’hai sprecata col tuo egoismo insaziabile.
Io non ti auguro il male, ma solo di riuscire a ravvederti
in tempo
prima che quello che stai facendo si ritorca contro di te.
Ricordati che i bambini ci guardano e capiscono molto di più di quanto capiamo noi
Non vorrei che tu un giorno
piangessi a causa loro