mercoledì 7 agosto 2013

Certe parole fanno male





Certe parole fanno male, soprattutto se dette da una persona che ami e pungono come le spine di questi cactus, nascoste dai suoi stupendi fiori solo lo spazio di un giorno, tanto da restare conficcate a lungo nel cuore di chi le riceve ingiustamente.
Certe parole possono far male, possono ferire, forse farti ragionare, ma non riescono a farti capire. 
Le ragioni  di chi è bravo a colpire e a trovare tante parole per farlo fanno
ancora più male, perché non sai più che dire, quando le senti esplodere nel cuore e non ti resta che piangere. 
Dopo aver ascoltato questa canzone Le tue parole fanno male (Fiorella Mannoia)

giovedì 1 agosto 2013

Ma che film la vita



Grazie a mia madre per avermi messo al mondo,
a mio padre semplice e profondo,
grazie agli amici per la loro comprensione,
ai giorni felici della mia generazione,
grazie alle ragazze a tutte le ragazze.

Grazie alla neve bianca ed abbondante,
a quella nebbia densa ed avvolgente,
grazie al tuono, piogge e temporali,
al sole caldo che guarisce tutti mali,
grazie alle stagioni a tutte le stagioni.

Ma che film la vita tutta una tirata
storia infinita a ritmo serrato
da stare senza fiato.
Ma che film la vita tutta una sorpresa
attore, spettatore tra gioia e dolore
tra il buio ed il colore.

Grazie alle mani che mi hanno aiutato,
a queste gambe che mi hanno portato,
grazie alla voce che canta i miei pensieri,
al cuore capace di nuovi desideri,
grazie all'emozioni, a tutte le emozioni.

Ma che film la vita tutta una tirata
storia infinita a ritmo serrato
da stare senza fiato.
Ma che film la vita tutta una sorpresa
attore, spettatore tra gioia e dolore
tra il buio ed il colore.

Ma che film la vita tutta una sorpresa
storia infinita a ritmo serrato
da stare senza fiato.
Ma che film la vita tutta una sorpresa
attore, spettatore tra gioia e dolore
fra il buio ed il colore.

martedì 30 luglio 2013

Noi siamo abitati da canzoni




La canzone della bambina portoghese 

E poi e poi gente viene qui e ti dice di sapere già ogni legge delle cose.
E tutti sai vantano un orgoglio cieco di verità fatte di formule vuote.
E tutti sai ti san dire come fare quali leggi rispettare quali regole osservare
qual è il vero vero e poi e poi tutti chiusi in tante celle
fanno a chi parla più forte per non dir che stelle morte fan paura.
Al caldo del sole al mare scendeva la bambina portoghese.
Non c'eran parole rumori soltanto come voci sorprese.
Il mare soltanto e il suo primo bikini amaranto
le cose più belle e la gioia del caldo alla pelle. 
Gli amici vicino sembravan sommersi dalla voce del mare
o sogni o visioni qualcosa la prese e si mise a pensare
sentì che era un punto al limite di un continente
sentì che era un niente l'Atlantico immenso di fronte.
E in questo sentiva qualcosa di grande
che non riusciva a capire che non poteva intuire
che avrebbe spiegato se avesse capito lei e l'oceano infinito
ma il caldo l'avvolse si sentì svenire e si mise a dormire.
E fu solo del sole come di mani future restaron soltanto il mare e un bikini amaranto.
E poi e poi se ti scopri a ricordare
ti accorgerai che non te ne importa niente.
E capirai che una sera o una stagione
son come lampi luci accese e dopo spente.
E capirai che la vera ambiguità è la vita che viviamo
il qualcosa che chiamiamo esser uomini.
E poi e poi che quel vizio che ci ucciderà
non sarà fumare o bere ma il qualcosa che ti porti dentro cioè vivere.

giovedì 25 luglio 2013

ATTIMI CHE VALGONO UNA VITA

"Trascorriamo la vita sperando in un domani diverso che non verrà mai. Raduniamo denaro e case con il pensiero che un giorno tutte queste ricchezze ci serviranno per vivere meglio: lasciamo passare il tempo con la convinzione che tutto ciò diventi verità. Ma la verità è nel nostro presente e noi non ci accorgiamo di attimi che da soli valgono un'intera esistenza per il loro significato" 
da "Il fiume della vita " di Romano Battaglia


La mia recente vacanza a Capraia e in particolare le mie ultime letture, immersa in una natura in gran parte ancora incontaminata, che favorisce la meditazione, mi hanno permesso di capire e di sperimentare il valore e il significato di questo pensiero. 
Appena fuori dal porto e dall'abitato di quest'isola, percorrendo i suoi sentieri, sono riuscita per un po' ad estraniarmi dalle preoccupazioni quotidiane e a sentirmi in simbiosi con la sua natura, incantata non solo dai suoi panorami e dal suo meraviglioso mare, ma anche dai suoi profumi  e odori, dai suoi sapori, dai suoi silenzi, dai suoi rumori, dai suoi suoni, dai canti e dagli schiamazzi dei suoi uccelli, dalla sua luce e dalle sue ombre che cambiano nei diversi momenti della giornata, ma che qui sembrano irripetibili e sempre nuovi.
Qui ho ritrovato  il piacere di toccare, sfiorare, lisciare, accarezzare una roccia, un sasso, una foglia, di annusare e inebriarmi del profumo della sua vegetazione, di respirare a pieni polmoni l'aria frizzante e pulita del mattino che pizzica le narici e quella salmastra del mare in burrasca che si iufrange sugli scogli, di assaporare e gustare le sue erbe aromatiche, le sue bacche, le more e i suoi prodotti tipici, di ascoltare la risacca  e lo sciabordio delle onde, di contemplare e immaginare di vivere l'avventura di Robinson Crusoe, come da bambini, costruendo un capanno per ripararci dal sole, in un anfratto fra le rocce, con i legni disseminati in una caletta e di vedere ogni cosa, ogni animale, ogni fiore, ogni sasso, ogni grotta, ogni pianta, come se fosse la prima volta e l'ultima. Nessuna fotografia, con un unico scatto, riuscirà a fermare in tutte le sue sfaccettature questa realtà, che rimarrà un ricordo di una sequenza di attimi incancellabili solo nella mia mente e nel mio cuore.  

Gabriele nel capanno di Cala di Portovecchio 1 luglio 2013

Era la terza volta che venivamo nella cala di Portovecchio e già dalla prima, a giugno dell'anno scorso, avevamo trovato questo riparo improvvisato tra le rocce da qualcuno che, come noi, aveva  scelto la strada più lunga e più faticosa per raggiungerla e abbiamo avuto l'impressione che chi ci aveva preceduto avesse pensato anche a chi sarebbe arrivato qui dopo di lui, perché ci siamo sentiti come a casa nostra e abbiamo percepito come un tacito invito a rendere ancora più accogliente questo riparo da cui si gode una magnifica vista sulla cala e una fresca brezza anche nelle ore più calde. Perciò abbiamo aggiunto qualche bastone portato sulla spiaggia dalle burrasche per rinforzarne il tetto.
La seconda volta, a settembre, abbiamo sistemato su due piani le assi all'interno per poterci coricare e schiacciare un pisolino, ma l'ultima volta, quando siamo tornati quest'anno dopo 5 giorni  con il fratello di Gabriele abbiamo trovato addirittura una specie di veranda naturale che abbiamo cercato di rendere ancora più confortevole e sicura. 














Portovecchio Luigina e Gabriele relax 6 luglio 2013














Portovecchio Luigina e Pierfelice 6 luglio 2013      


Alla fine ci è sembrata più bella di un castello e mi è venuto da ridere pensando ai personaggi dell'isola dei famosi, sorvegliati da telecamere ed elicotteri nella loro finzione in un'isola dei Caraibi, mentre noi ci siamo sentiti liberi in quest'isola di casa nostra e in sintonia coi gabbiani che ci svolazzavano intorno, le lucertole che strisciavano curiose fra i cespugli fioriti di un rock garden naturale, in pace con la natura e solidali con chi ci ha preceduto e ci seguirà in questo angolo di Paradiso.



Il panorama della cala di Portovecchio che vedevamo dal "nostro" capanno

venerdì 19 luglio 2013

Finalmente!



La pista ciclabile Vello-Toline è stata finalmente riaperta, dopo tre anni di chiusura. È una delle ciclopedonali più belle del mondo, in provincia di Brescia, in riva al lago di Iseo. Il percorso è quello dell'antica strada sulla riva orientale del lago d'Iseo. 5 Km di pace, lago, gallerie e natura. Ve ne avevo già parlato in questi 2 post di 4 anni fa  ,corredati anche da 2 begli album di fotografie e dal video girato 2 anni prima da Gabriele, che oggi ha voluto filmare il percorso inverso che spero di rifare presto anch'io con lui, prima che qualche frana costringa ancora i solerti amministratori dei 2 comuni a chiuderla di nuovo, spendendo una cifra iperbolica per il suo ripristino, senza contare il danno ricevuto dalle attività commerciali e turistiche che ruotano attorno a questo suggestivo percorso. Per salvaguardarsi da responsabilità civili e penali pare abbiano reso obbligatorio anche per i pedoni indossare un caschetto antinfortunistico. Fra le altre novità, oltre ad aver eliminato la bella scultura fotografata nel mio post EQUILIBRI , forse per timore che i sassi  franassero in testa a qualche barcaiolo o pescatore di passaggio, chi percorrerà questa ciclopedonale sappia che lo farà a proprio rischio e pericolo :( ma credetemi: ne vale veramente la pena!


giovedì 11 luglio 2013

Anche dal pane bruciato una lezione d'amore e di vita


Questa dovrebbe essere la normalità, ma purtroppo nel mondo di oggi è diventata qualcosa di meritevole da segnalare e per questo la ripropongo qui, come spunto di riflessione per me e per chi mi leggerà, perché anche il pane bruciato possa regalarci un sorriso e una speranza.

" -Dopo un lungo e duro giorno di lavoro, mia mamma mise un piatto con salsicce e pane tostato, molto bruciato, davanti al mio papà.
-Ricordo che stavo aspettando che lo notasse… Nonostante mio padre lo avesse
notato, prese un pane tostato, sorrise a mia madre e mi chiese come era andata a scuola.
-Non ricordo cosa gli risposi, però mi ricordo il vederlo spalmare burro e marmellata sul pane tostato e mangiarlo tutto.
-Quando mi alzai da tavola, quella sera, ricordo aver sentito mia madre chiedere scusa a mio padre per il pane tostato molto bruciato. Mai dimenticherò quello che gli disse:

"Cara non preoccuparti, a volte mi piace il pane tostato un po' bruciato."
-Più tardi, quella sera, andai a dare il bacio della buona notte a mio padre e gli chiesi se veramente gli piaceva il pane tostato bruciato.
- Egli mi abbracciò e mi fece questa riflessione:

"La tua mamma ha avuto un giorno molto duro nel lavoro, è molto stanca, ed inoltre un pane tostato un po' bruciato non fa male a nessuno".
-La vita è piena di cose imperfette. Imparare ad accettare i difetti e decidere di apprezzare ognuna delle differenze degli altri, è una delle cose più importanti per creare una relazione sana e duratura.
-La comprensione e la tolleranza sono la base di ogni buona relazione.
-Sii più gentile di quanto ritieni necessario esserlo perchè tutte le persone, in questo momento, stanno lottando a qualche tipo di battaglia.
-Tutti abbiamo problemi e tutti stiamo imparando a vivere, ed è molto probabile che non ci basti una vita per imparare il necessario."

"Il viaggio verso la felicità non è diritto. 

*Esistono curve chiamate EQUIVOCI, 
*esistono semafori chiamati AMICI, 
*luci di posizione chiamate FAMIGLIA, 
e tutto si raggiunge se hai: 
- Una ruota di scorta chiamata DECISIONE, 
- un potente motore chiamato COMPRENSIONE, 
- una buona assicurazione chiamata FEDE, 
- abbondante combustible chiamato PAZIENZA, 
- e soprattutto un autista esperto chiamato AMORE!!!"
(Lin Yutang)


lunedì 10 giugno 2013

Pensiero del giorno



QUESTO PENSIERO E' DEDICATO A CHI INSEGUE UN SOGNO NELLA VITA... AI TENACI... AI TESTARDI... AGLI OSTINATI ... A CHI CADE E SI RIALZA ... A CHI CI PROVA SEMPRE E A CHI  NON  MOLLA  MAI ... PERCHE' SONO QUELLI   CHE GUARDANO  AVANTI ... QUELLI CHE SPERIMENTANO  SEMPRE ... QUELLI CHE CREDONO ANCORA NEL FUTURO, E ... NON SMETTONO  MAI  DI  SOGNARE !!! di Bruno Fontana (AIL Genova)



Per seguire in diretta la rotta della barca Sun Odissey per realizzare il sogno del Progetto Itaca 2013 dell'AIL da Genova a Palermo la  clicca QUI

venerdì 7 giugno 2013

Dopo 2000 anni....la giustizia dei potenti

 
"Il potere dichiara che il giovane arrestato di nome Gesù figlio di Giuseppe è morto perché aveva le mani bucate e i piedi pure, considerato che faceva il falegname e maneggiando chiodi si procurava spesso degli incidenti sul lavoro. Perché parlava in pubblico e per vizio si dissetava con l´aceto, perché perdeva al gioco e i suoi vestiti finivano divisi tra i vincenti a fine di partita. I colpi riportati sopra il corpo non dipendono da flagellazioni, ma da caduta riportata mentre saliva il monte Golgota appesantito da attrezzatura non idonea e la ferita al petto non proviene da lancia in dotazione alla gendarmeria, ma da tentativo di suicidio, che infine il detenuto è deceduto perché ostinatamente aveva smesso di respirare malgrado l’ambiente ben ventilato. Più morte naturale di così toccherà solo a tal Stefano Cucchi quasi coetaneo del su menzionato". 


(Risposta di Erri de Luca  apparsa su Liberazione l'11 novembre 2009 all'insopportabile dichiarazione di Giovanardi : «Stefano Cucchi era in carcere perché era uno spacciatore abituale. Poveretto, è morto, e la verità verrà fuori, soprattutto perchè pesava 42 chili. La droga ha devastato la sua vita, era anoressico, tossicodipendente… E poi il fatto che in cinque giorni sia peggiorato… Certo, bisogna vedere come i medici l’hanno curato. Ma sono migliaia le persone che si riducono in situazioni drammatiche per la droga, diventano larve, diventano zombie: è la droga che li riduce così»)

domenica 2 giugno 2013

Progetto Itaca 2013 ricomincia da Portese

VIDEO 

Ieri, malgrado le previsioni meteo non promettessero nulla di buono, ho trascorso una bella giornata in barca ...a vela e...a motore, in compagnia di persone speciali, con poco vento, ma tanta allegria. Al rientro ci aspettava un ottimo pranzo, con torte favolose e la straordinaria partecipazione del piccolo Riccardo. Un grazie particolare a Simona che mi ha permesso di partecipare, in assenza del mio accompagnatore abituale, passandomi a prendere e riaccompagnandomi a casa, e alla mia "fatina" Silvia che mi ha chiamato ancora a ripetere questa bella esperienza, malgrado sia ormai sulla strada della guarigione completa. Questa volta purtroppo non ho potuto partecipare attivamente alla regata. Infatti lo scarso vento ha fatto decidere il comandante della nostra barca di andare prevalentemente a motore, togliendo uno degli ingredienti principali e più suggestivi dell'andare in barca a vela: il silenzio e il sentirsi in simbiosi con il lago e la natura circostante. Tuttavia è stata ugualmente un'esperienza positiva, perché ho incontrato e ascoltato nuove compagne d'avventura e dal racconto delle loro esperienze, mi sono sentita arricchita e  ho trovato nuovo impulso per dare un senso alla mia vita e sconfiggere il pensiero della malattia e le preoccupazioni quotidiane. 
Il programma e le locandine del  Progetto Itaca 2013  
sui laghi  e sul mar Tirreno

lunedì 27 maggio 2013

Squarci di Primavera in bicicletta


Durante questa Primavera un po' anomala Gabriele ed io abbiamo approfittato di qualche giorno di tregua da temporali, grandinate e piogge scroscianti per iniziare l'allenamento per il Nuovo Cammino di S.Giulia, da effettuare in bicicletta insieme in 5 tappe entro settembre, riscoprendo così da un altro punto di vista le bellezze della nostra città e della nostra provincia. Abbiamo iniziato con il giro del Monte Netto da Brescia (25 km prevalentemente pianeggianti con lievi salite), la salita al nostro Castello sul colle Cidneo con giro della città, la prima impegnativa salita al colle della Maddalena, la montagna di casa, fino quasi al S. Gottardo e l'exploit di 57 km oggi in una splendida giornata ventilata da Brescia, attraverso Nave, Caino, salita al Colle di S.Eusebio(584m slm), l'emozionante discesa a Vallio Terme(con sosta per un ottimo pranzo al Ristorante/pizzeria Ferandi ), Gavardo, la bellissima ciclabile della Gavardina, Rezzato, S.Eufemia  e arrivo a Brescia. Sono molto soddisfatta soprattutto della giornata di oggi che ha contribuito a farmi riacquistare maggior fiducia in me stessa e nelle mie capacità, grazie anche alla nuova MB che ha voluto regalarmi Gabriele, molto più leggera e adatta a performances di questo tipo
Chi vuole può sfogliare cliccando QUI l'album con le foto scattate oggi e ieri
GPSies - Brescia, Colle S.Eusebio, Gavardina, Brescia cliccando qui vai alla pagina con la mappa e tutti i dati del percorso per il navigatore.
 Sulla fontana di Caino  una targa in dialetto Bresciano
 Traduzione :FONTANE
Da un po' di tempo non si sente più battere
le lenzuola sulla pietra sbattute con le mani;
il rumore dell'acqua che scivola nella fontana, 
e quello dei bambini che giocano a far la tana.
A mancare l'acqua alle fontane,
non c'è più la musica, le voci e le sottane,
le notizie fresche su donne e "morosi",
che girano in fretta per tutti i curiosi.
Adesso le fontane hanno altro da fare:
la sera d'estate, appena c'è buio,
si mettono le ragazze ad aspettare i fidanzatini,
che arrivano sparati coi motorini.
Guardano passare la gente sulla via,
i buoni e i cattivi senza parlare.
Forse aspettano di tornare belle,
lustre e tirate come santelle

lunedì 20 maggio 2013

HO PIANTO ….


Ho pianto, ma non per il dolore procurato dalla caduta.
Ho pianto per la tua indifferenza.
Ho pianto perché mi sono sentita umiliata,
perché ho letto nei tuoi occhi la conferma di ciò che hai sempre pensato di me.
Ho pianto perché Andrea, un bambino di cinque anni,
piangeva per me, perché mi ha vista cadere e piangere.
Però ho sperato per due giorni che mi avresti telefonato.
E invece ho pianto ancora per la tua insensibilità di donna, di madre e...  di figlia,
come ti ho sempre considerata, fin da quando sei entrata nella nostra famiglia.
Ho pianto per  la mia incapacità a farmi apprezzare da te.
Ho pianto perché ancora una volta non hai capito
quanto sia importante per  i vostri figli coltivare gli affetti  
per i nonni materni e paterni, senza distinzioni né preconcetti.
Ho pianto per  la tua rigidità di vedute nella loro educazione
e per le piccole e grandi ripicche e vendette personali 
verso chi ti ha amato e credo ami i vostri figli più di te.
Da una cattolica fervente ed osservante come te sinceramente non me l’aspettavo
D'altronde  i Farisei sono stati i maggiori detrattori  di Gesù.
Ho pianto perché hai avuto la possibilità di avere preziosi alleati
e l’hai sprecata col tuo egoismo insaziabile.
Io non ti auguro il male, ma solo di riuscire a ravvederti in tempo
prima che quello che stai facendo si ritorca contro di te.
Ricordati che i bambini ci guardano e capiscono molto di più di quanto capiamo noi 
Non vorrei che tu un giorno piangessi a causa loro
 



mercoledì 15 maggio 2013

Il paradosso del nostro tempo...



Queste riflessioni, inviatemi dall'amica Rirì, sono state ispirate dall'omonimo poema del Dalai Lama, arricchite e rielaborate con riferimenti agli ultimi avvenimenti, dopo l'11 settembre 2001 da: "Words Aptly Spoken" di B. Moorehead © 1995



Il video col testo è sottolineato dalla suggestiva canzone 
di Gary Jules "Mad world"

domenica 12 maggio 2013

Un bacio che arrivi dove sei ora

Ciao Mamma! Vorrei poterti ancora abbracciare e darti un bacio come l'ultima volta, allora te lo mando col pensiero e so che, ovunque tu sarai, mi sorriderai come allora.

sabato 11 maggio 2013

TREMALZO RISORGI


"Benvenuti a tutti gli estimatori di Tremalzo! 
Oggi 11 Maggio 2013 nasce il primo Blog su Tremalzo. 
Se ami questo luogo, 
Se sei stanco di vederlo cadere nella più totale indifferenza,
Se pensi che questo luogo, per la sua bellezza, meriti considerazione,
Sei nel posto giusto. Seguici e rimani connesso.
Le informazioni su Tremalzo passano di qui !  :-)"

TREMALZO RISORGI : Benvenuti !!!!:

Cosi esordisce il nuovo blog dell'amica Anna Maria Taranto, parlando del luogo che ha visto per 30 anni le vacanze estive ed invernali fra le più belle della mia vita, in una meravigliosa conca circondata da stupende montagne al confine fra Trentino e Lombardia, le  province di Brescia e Trento e i Comuni di Ledro e Tremosine, con viste mozzafiato sul lago di Garda e di Ledro, ma che nell'ultimo decennio ha conosciuto un progressivo degrado.
Anna Maria, con coraggio ed entusiasmo, sta cercando con alcuni irriducibili innamorati di questa località di  rivalorizzarla  e di farla apprezzare agli amanti di una vacanza ecosostenibile. Ha creato  il gruppo con lo stesso nome di questo blog anche su FB  e se volete potete curiosare cliccando QUI  
e troverete numerose fotografie di questa splendida località dove ho lasciato un pezzetto di cuore 


Panorama cima Tremalzo, residence Sidonie da rifugio Bezzecca agosto 1994

venerdì 10 maggio 2013

Questo è amore vero…


Il racconto di questo medico mi ha fatto rivivere, con intensa commozione, l'esperienza dolorosa, ma illuminante sul significato del vero AMORE fra due persone, vissuta dal babbo di mio marito con sua moglie, alla stessa età e nelle stesse circostanze. Per noi è stato un esempio

"Erano circa le 8.30 di una mattinata intensa quando un anziano signore ottantenne è arrivato per far rimuovere i punti dal suo pollice. Disse subito che era di fretta perché aveva un appuntamento alle 9.00.

Presi nota dei suoi dati e lo invitai a prendere posto. Sapevo che ci sarebbe voluto più di un’ora prima che qualcuno potesse occuparsi di lui. Lo vidi controllare l’orologio ansiosamente per tutto il tempo e poi decisi di valutare io stesso la sua ferita dal momento che non ero occupato con altri pazienti.

All’esame la ferita risultava ben guarita. Parlai con uno dei medici per ottenere il materiale per rimuovere i punti di sutura e lo feci, ma mentre mi stavo prendendo cura di lui è iniziata una conversazione. Gli domandai se avesse un altro appuntamento medico in seguito, se era per questo che aveva così tanta fretta.
Il signore mi disse di no e rispose che doveva andare alla casa di cura per far colazione con sua moglie.

Mi informai della sua salute. Mi disse che era nella casa di cura da tempo, essendo una vittima del morbo di Alzheimer. Sondai ulteriormente la questione chiedendo se la moglie si sarebbe molto alterata per il suo ritardo. Mi rispose che la donna non sapeva più chi lui fosse, non era in grado di riconoscerlo da cinque anni.
Sorpreso gli chiesi: “E va ancora ogni mattina, anche se lei non sa chi sei?”
L’uomo sorrise e batté la mano e disse: “Mia moglie non mi conosce, ma io so ancora chi lei è.”

Ho dovuto trattenere le lacrime mentre se ne andava.
Ho avuto la pelle d’oca sul braccio, e ho pensato “Questo è il tipo di amore che voglio nella mia vita.”

Il vero amore non è né fisico né romantico. Il vero amore è l’accettazione di tutto ciò che è, è stato, sarà e non sarà"

giovedì 25 aprile 2013

25 APRILE 1945- 2013 : per non dimenticare





Questa è la copertina del volume rilegato e cartonato di ben 138 pagine del 25 aprile 1966. Pubblicato dall'Amministrazione Comunale di Brescia, guidata dal sindaco Bruno Boni come dono "a tutti gli scolari delle classi quinte elementari". Da oggi mio marito Gabriele lo renderà disponibile in formato PDF da scaricare qui
http://www.brescialeonessa.it/brescia-ribelle-1943-1945.pdf
 

L'idea gli è nata dalla riflessione che ha pubblicato in uno dei suoi blog che potrete leggere cliccando su questo link : http://www.parolevento.it/2013/04/memorie-cancellate-e-ritorno-dellera.html  

BUON 25 APRILE A TUTTI CON L'AUGURIO CHE SIA L'INIZIO DI UNA NUOVA RINASCITA DEL NOSTRO PAESE! PER NOI IL 25 APRILE NON è MORTO!   



Questo è il fratello maggiore della mia mamma, dal quale ho preso il nome, ucciso a soli 20 anni, nel 1944, per essersi rifiutato di arruolarsi nelle brigate fasciste dopo l'armistizio,  ed essere fuggito, prima di essere caricato sul treno che da Verona lo avrebbe portato in uno dei campi di sterminio nazisti, per unirsi a un gruppo di partigiani, mentre attraversava a nuoto un canale nei pressi di Ferrara. Solo dopo molto tempo il mio nonno  materno riuscì a sapere da uno dei suoi compagni di fuga, dove erano sepolti i suoi resti. Oltre al nome, da lui ho ereditato l'amore per il canto, la bella musica, la libertà, il mio Paese, la mia famiglia e il rifiuto di ogni sopruso  ed ingiustizia.

mercoledì 24 aprile 2013

Un saluto a chi non c'è più

Ciao Elvira! Ieri le tue sofferenze sono finite. Mi addolora non aver potuto essere vicina a te e a chi ti voleva bene nei giorni peggiori del male che ti ha portato via. 
Mi piace ricordarti così, col tuo bel sorriso pieno di speranza, di un'amica, più che di una parente acquisita, quando, solo a parlarti di Francesca ed Alessandro, ti si illuminavano gli occhi di gioia, come una bambina e sapevi trovare parole di incoraggiamento per tutti, malgrado la tua vita non sia stata delle più felici e scarna di soddisfazioni. 
Spero che dove sei ora continuerai a sorriderci, a vegliare su di noi e a guidare il nostro cammino, finché un giorno forse ci potremo incontrare con tutti coloro che non ci sono più Molte persone entreranno ed usciranno ancora dalla mia vita, ma soltanto quelle semplici, sincere e buone come te lasceranno impronte nel mio cuore come le hai lasciate tu.


giovedì 11 aprile 2013

I figli sono come aquiloni

I figli sono come gli aquiloni;
Insegnerai a volare ma non voleranno il tuo volo;
Insegnerai a sognare ma non  sogneranno il tuo sogno;
Insegnerai a vivere ma non vivranno la tua vita.
Ma in ogni volo,in ogni sogno e in ogni vita
Rimarrà per sempre
l’impronta dell’insegnamento ricevuto..
(Madre Teresa di Calcutta)








"I figli sono come aquiloni,
Passi la vita a cercare di farli alzare d
a terra.
Corri e corri con loro
fino a restare tutti e due senza fiato.
Come gli aquiloni finiscono a terra
e tu rappezzi e conforti, aggiusti e insegni.
Li vedi sollevarsi nel vento e li rassicuri,
presto impareranno a volare.
Infine sono in aria: gli ci vuole più spago e tu seguiti a darne
e a ogni metro di corda che sfugge dalla tua mano
il cuore ti si riempie di gioia e di tristezza insieme.
Giorno dopo giorno l'aquilone si allontana sempre di più
e tu senti che non passerà molto tempo
prima che quella bella creatura spezzi il filo
che vi unisce e si innalzi,
com'è giusto che sia, libera e sola.
Allora soltanto saprai
di avere assolto il tuo compito".

(Erma Bombeck)

A tutti gli aquiloni che nella loro vita hanno provato la paura e la gioia di spiccare il volo,  
a quelli che, dopo un breve volo, si sono impigliati  fra i rami di un albero, 
o, per un vuoto d'aria, si sono schiantati a terra
e hanno conosciuto  il dolore e la vergogna del fallimento, 
ma subito dopo hanno sentito il desiderio di riprovarc a volare

domenica 7 aprile 2013

Solo per oggi

Ieri ho letto su FB una toccante e semplice preghiera di Papa Giovanni XXIII, postata dalla mia amica Ornella, una specie di decalogo della quotidianità che cercherò di mettere in pratica ..almeno per oggi  e per tutti i giorni che ne sarò capace:


1. Solo per oggi cercherò di vivere alla giornata, senza voler risolvere i problemi della mia vita tutti in una volta
2. Solo per oggi avrò la massima cura del mio aspetto, vestirò con sobrietà, non alzerò la voce, sarò cortese nei modi, non criticherò nessuno, non pretenderò di migliorare o disciplinare alcuno, tranne me stessa.
3. Solo per oggi sarò felice nella certezza che sono stata creata per essere felice non solo nell'altro mondo, ma anche in questo.
4. Solo per oggi mi adatterò alle circostanze, senza pretendere che le circostanze si adattino tutte ai miei desideri.
5. Solo per oggi dedicherò dieci minuti del mio tempo a qualche buona lettura, ricordando che, come il cibo è necessario alla vita del corpo, così la buona lettura è necessaria alla vita dell'anima.
6. Solo per oggi compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno.
7. Solo per oggi mi farò un programma che forse non riuscirà a puntino, ma lo farò e mi guarderò dai due malanni: la fretta e l'indecisione.
8. Solo per oggi crederò fermamente, nonostante le apparenze, che Qualcuno lassù si occupa di me come se nessun altro esistesse al mondo.
9. Solo per oggi farò almeno una cosa che non desidero fare, e, se mi sentirò offesa nei miei sentimenti, farò in modo che nessuno se ne accorga.
10. Solo per oggi non avrò timori, in modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello e di credere alla bontà.

Posso ben fare per dodici ore ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare per tutta la vita.
Basta a ciascun giorno il suo affanno.

Un omaggio ad Ornella, a ricordo della nascita della nostra amicizia.

Armonia di fiori tra le rocce vulcaniche di Sissi (Creta)

lunedì 1 aprile 2013

Rifiutare di stare dalla parte del carnefice

Incredibile testo trovato nel romanzo "La Peste" di A. Camus


 "Quand’ero giovane, vivevo pensando di essere innocente, vale a dire che non pensavo affatto. Non sono il tipo del tormentato, sono partito col piede giusto. Tutto mi riusciva bene, ero intelligente, avevo successo con le donne, e se avevo qualche inquietudine, passava come era venuta
Sì, ho continuato ad avere vergogna, e ho capito che tutti eravamo nella peste; e ho perduto la pace. Ancor oggi la cerco, tentando di comprendere tutti e di non essere nemico mortale di nessuno. So soltanto che bisogna fare il necessario per non essere più un appestato, e che questo soltanto ci può fare sperare nella pace, o, in mancanza di questa, in una buona morte. Questo solo può dare sollievo agli uomini, e, se non salvarli, almeno far loro il minor male possibile, persino, talvolta, un po’ di bene.
Ecco perché ho deciso di rifiutare tutto quello che, direttamente o indirettamente, con motivazioni buone o cattive, fa morire o giustifica che si faccia morire.
Da quel momento so che non valgo più nulla per questo mondo e che da quando ho rinunciato a uccidere mi sono condannato a un esilio senza ritorno. Sono gli altri che faranno la storia. Dico soltanto che su questa terra ci sono carnefici e ci sono vittime; che per quanto è possibile bisogna rifiutare di stare con il carnefice. Ciò vi sembrerà un po’ troppo semplice; forse, ma so che tutto ciò è vero…

Avevo letto il romanzo "La Peste" di Camus da giovane, ma non ricordavo questo brano proposto come una delle letture nella prima Messa di Pasqua nella chiesa di S.Maria in Silva  Un messaggio forte e quanto mai attuale, di grande forza simbolica, aperto a un futuro di speranza per l'uomo moderno, che deve imparare a reagire al morbo della paura, dell'indifferenza, della violenza e dell'egoismo, che sta mortalmente infettando la nostra società, dell'impossibilità di trovare senso e giustificazione all'esistenza umana e al dolore che essa contiene. Esso riconosce che l'unica salvezza dalla disperazione può essere la solidarietà fra gli uomini; l'unica rivolta possibile è il rifiuto di portare altro male nel mondo e di fare di tutto per non stare dalla parte del carnefice